LA “CONNECTION” TRA LAVITOLA E GLI ESECUTORI MATERIALI DELL’ATTENTATO A RANUCCI È PROFONDA – IL SOCIO-FACTOTUM DI VALTERINO, IL NAPO-CAMERUNENSE GOMES CLESIO TAVARES, AVREBBE OFFERTO I SERVIZI LEGALI DELL’AVVOCATO DI LAVITOLA AI QUATTRO SOSPETTI BOMBAROLI – SECONDO I PM, IL GRUPPO DI CRIMINALI ASSOLDATI PER L’’IMPRESA AVREBBERO AGITO PER “FAVORIRE, DIETRO REMUNERAZIONE, UNA COMPAGINE STRUTTURALE TERZA E STRUTTURATA, CON L’OBIETTIVO DI…”
Estratto dell’articolo di Leo Amato e Vincenzo Bisbiglia per “il Fatto quotidiano”
Il socio-factotum di Valter Lavitola offrì i servizi legali del suo storico difensore (di Lavitola) ai presunti esecutori materiali dell’attentato a Sigfrido Ranucci. Proprio mentre gli investigatori stringevano il cerchio sulle loro teste.
C’è anche questo tra gli elementi al centro dell’inchiesta che vede l’ex faccendiere-ristoratore indagato a piede libero come mandante della bomba esplosa il 15 ottobre 2025 sotto l’abitazione del suo “amico fraterno” Ranucci a Campo Ascolano, nel comune di Pomezia.
La rivelazione è arrivata a metà aprile 2026 dai telefoni dei sospetti bombaroli napoletani: Saverio Mutone, Antonio “o’ malessere” Passariello, e Pellegrino D’Avino (figlio biologico di Passariello). Dialoghi che hanno permesso di individuare nel “factotum” napo-camerunense di Lavitola, Gomes Clesio Tavares, chi li avrebbe assoldati per l’impresa, e in seconda battuta Lavitola come l’ideatore del piano.
Gomes Clesio Tavares con Antonio Passariello e Pellegrino DAvino - 22 luglio 2024 tiktok
[…] Stando agli atti depositati che Il Fatto ha potuto consultare, i pm sarebbero stati convinti, almeno sino a fine maggio 2026, che Passariello e soci avrebbero agito “per favorire, dietro remunerazione, una compagine strutturale terza e strutturata, con l’obiettivo di tutelare interesse economici comuni”.
Proprio in questo rapporto di dare-avere tra committenti ed esecutori, insomma, si inserirebbe l’offerta dell’assistenza legale per affrontare accuse e relativi processi con una comune “strategia difensiva”.
Oltre a quella di una carta di credito e dei soldi necessari per non farsi trovare in Italia al momento dell’atteso blitz dell’Antimafia capitolina. A farsi latore dei messaggi di Clesio Tavares è stato D’Avino, arrestato con gli altri a fine giugno e comparso ieri mattina per l’interrogatorio di garanzia davanti al gip. Giusto per confermare la frequentazione col 47enne napo-camerunense, documentata anche da foto e interazioni sui social scovate da Il Fatto, e negare la conoscenza di Lavitola e Ranucci (“non sapevo fosse un giornalista”).
GOMES CLESIO TAVARES
valter lavitola e sigfrido ranucci a cena insieme al ristorante cefalu a roma
savierio mutone - arrestato per la bomba a casa di sigfrido ranucci
I QUATTRO INDAGATI FINITI AGLI ARRESTI CON L'ACCUSA DI AVERE MESSO LA BOMBA A CASA DI SIGFRIDO RANUCCI
SIGFRIDO RANUCCI
gomes clesio tavares
[…]
pellegrino davino - arrestato per la bomba a casa di sigfrido ranucci
