torino scontri al corteo per askatasuna

“LO STATO È PRESO A MARTELLATE COME L’AGENTE A TERRA, INDIFESO, SENZA PIÙ IL CASCO, SENZA LO SCUDO, LUI DA SOLO E DIECI DELINQUENTI ATTORNO” – LA CRONACA DELLA GUERRIGLIA A TORINO PER ASKATASUNA BY CROSETTI – “UN BLITZ PREMEDITATO DEI BLACK BLOC, CHI SI RIVEDE, CHE SI STACCANO DAL CORTEO E PARTONO ORE DI SCONTRI: CASSONETTI E BLINDATI DATI ALLE FIAMME, PALI DIVELTI, MOLOTOV, LE MINACCE AI GIORNALISTI RAI DI FAR WEST, LE BOMBE CARTA – SPAESAMENTO, VIOLENZA. DUE POLIZIOTTI SI INFILANO NELLA CABINA DEL BLINDATO IN FIAMME E RIESCONO A SPEGNERLE CON L’AIUTO DELL’IDRANTE. I VIOLENTI SI SONO PORTATI VIA LE RAGIONI DI TUTTI” - VIDEO

 Maurizio Crosetti per repubblica.it – Estratti

 

alessandro calista aggredito alla manifestazione per askatasuna

Lo Stato brucia, lo Stato è preso a martellate nel tramonto gelido dell’ultimo giorno di gennaio, un sabato, dentro la città terrorizzata e sola. Brucia, lo Stato, come il blindato della polizia inerme mentre lo guarda ardere, gli antagonisti lo hanno centrato, tiravano molotov, estintori, cartelli stradali, carrelli della spesa, una bici, un ombrello. E sassi, una grandinata di pietre.

 

Lo Stato è preso a martellate come l’agente a terra, indifeso, senza più il casco, senza lo scudo, lui da solo e dieci delinquenti attorno. Uno di questi ha in mano un martello e colpisce, colpisce e poi ancora. Sulla schiena, sulla testa. Un miracolo se non c’è scappato il morto, un miracolo che quel poliziotto non debba passare il resto della vita su una sedia a rotelle.

 

torino, scontri alla manifestazione per askatasuna foto lapresse 6

La battaglia di Torino dura due ore e la si aspettava, la si temeva da un mese. Eppure nessuno è stato in grado di sgomberare il corso Regina Margherita, quello dove c’era Askatasuna a due passi dai Giardini Reali. […]

 

Le bombe carta e gli idranti, le minacce ai giornalisti Rai di Far West, le ambulanze ferme ovunque come una premonizione. L’elicottero della polizia, pure questo inutile, lassù, nel cielo lontanissimo che presto si riempie di gas, fumogeni e scie di fuoco. I black bloc, chi si rivede, si staccano da quello che era stato un corteo pacifico sebbene confuso, in strada per Aska, contro la guerra, per la Palestina, le donne, l’ambiente, il lavoro, la Tav, quando si manifesta per tutto alla fine può rimanere poco.

 

torino, scontri alla manifestazione per askatasuna foto lapresse 24

Alle 17.45 di un pomeriggio sbagliato, la falange violenta cala le maschere (vietate) sui volti, brandisce bottiglie (vietate), inalbera scudi improvvisati. E si combatte. Gli agenti mantengono la posizione, sembrano quasi arretrare mentre gli antagonisti strappano i pali della luce e lanciano pietre, sassi, massi, seggiole dei dehors, bottiglie incendiarie e qualunque cosa riescano a recuperare, persino un paio di estintori. […]

 

Lanciarazzi rudimentali sparano ad altezza d’uomo, mentre la marcia dei 15 mila ormai è lontana. […] Volano cubi di porfido come coriandoli e c’è sangue sui volti, addosso ai primi feriti. Si grida, si scappa. Dopo tre quarti d’ora arrivano i contatti diretti, spinte, bastonate da una parte, manganelli dall’altra. […]

 

torino, scontri alla manifestazione per askatasuna foto lapresse 16

 Spaesamento, violenza. Due poliziotti si infilano nella cabina del blindato in fiamme e riescono a spegnerle con l’aiuto dell’idrante, che sposta la gittata dagli anarchici alla camionetta arroventata. Scoppi, boati, sbarramenti con i cassonetti, pure questi in fiamme nella trincea urbana. Tra i volti del corteo “giusto”, anche Zerocalcare: «Sono qui per le ragioni di tutti, perché sono contro lo sgombero di Aska».

 

[…] I violenti si sono portati via le ragioni di tutti, comprese le frasi piene di speranza. Nella notte che avanza, soltanto urla e insulti. Altre ambulanze si introducono a fatica nel labirinto, prima che i barbari oltrepassino il ponte sulla Dora e si spostino verso il cimitero, luogo perfetto per un giorno tanto triste. Qualcuno nel buio canta Bella ciao ma non c’entra niente.

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