olocausto antonino salerno genocidio chiamato

IL CASO DEL LIBRO “UN GENOCIDIO CHIAMATO OLOCAUSTO”, FIRMATO DA TALE ANTONINO SALERNO, DIVENTA UN MISTERO: CONTATTATA DA DAGOSPIA, LA CASA EDITRICE "MIMESIS" PRECISA CHE "L’AGILE PAMPHLET" DA 1400 PAGINE NON È MAI STATO PUBBLICATO, NÉ LO SARÀ PIÙ, DOPO LA MAIL DI UN LETTORE A QUESTO DISGRAZIATO SITO – SE IL LIBRO, COME DICE “MIMESIS” ERA ANCORA IN FASE DI REVISIONE, E NON SAREBBE STATO PUBBLICATO PRIMA DI ALCUNI MESI, COME MAI IL 30 GENNAIO L’UNIVERSITÀ DELL’INSUBRIA AVEVA PROGRAMMATO UNA PRESENTAZIONE? SI PRESENTA UN LIBRO CHE NON E' STATO NEANCHE STAMPATO?  L'AUTORE E' IGNOTO PERSINO ALLA STESSA CASA EDITRICE E A FRANCO CARDINI CHE, DEL LIBRO, HA SCRITTO LA PREFAZIONE (UN DELIRANTE TESTO IN CUI ARRIVA A DIRE: "SULLA SHOAH ESISTE UNA 'VERITA'' UFFICIALE INCERTA E LACUNOSA...") - LA VERSIONE DI ANTONINO SALERNO: "IL MIO SAGGIO NON NEGA LA TRAGEDIA EBRAICA, TUTT'ALTRO. NELLA VICENDA NON C'È NULLA DI OSCURO E MISTERIOSO. IL LIBRO ERA PRONTO PER LA STAMPA QUANDO È COMPARSA SU DAGOSPIA LA LETTERA INDIGNATA DI BRUNO ROSSI. INSPIEGABILMENTE, TANTO È BASTATO PER BLOCCARE LA PUBBLICAZIONE..."

"IL REVISIONISMO SULL'OLOCAUSTO È ARRIVATO CON PREPOTENZA ANCHE IN ITALIA" - UN LETTORE SCRIVE A DAGOSPIA PER SEGNALARE CHE LA CASA EDITRICE “MIMESIS” HA PUBBLICATO IL LIBRO "UN GENOCIDIO CHIAMATO OLOCAUSTO": "L'AUTORE E' ANTONINO SALERNO (MA È LO STESSO ANTONINO SALERNO CHE APPARE SUL SITO DEL MINISTERO DELLA CULTURA COME COLLABORATORE? OPPURE È OMONIMIA?). IL LIBRO METTE IN DISCUSSIONE LA SHOAH SUPPORTATO DA UNA PREMESSA DI FRANCO CARDINI CHE AFFERMA: 'LE TESI UFFICIALMENTE E FORMALMENTE MAGGIORITARIE A PROPOSITO DELLA SHOAH NON MI CONVINCONO'. IL PROF CARDINI, CHE DEL NOVECENTO SA POCO VISTO CHE SI È SEMPRE OCCUPATO DI MEDIO EVO, AVVALORA L’IPOTESI DEL DOTTOR SALERNO CHE MOLTI EBREI SIANO MORTI NEI CAMPI DI CONCENTRAMENTO PER 'MOTIVI DI SALUTE'. QUALI? IL RAFFREDDORE O L'ECCESSO DI ZUCCHERI?"

https://www.dagospia.com/media-tv/lettore-ci-scrive-casa-editrice-mimesis-libro-revisionista-461397

 

ANTONINO SALERNO - UN GENOCIDIO CHIAMATO OLOCAUSTO

DAGOREPORT

Che thriller si è creato intorno al libro “Un genocidio chiamato Olocausto”, di Antonino Salerno! La genesi del volume, che dà spazio a tesi critiche sull'Olocausto, sembra avvolta da una coltre di mistero.

 

Ricapitoliamo per chi si fosse perso la prima puntata. Ieri Dagospia ha pubblicato una mail di un lettore che segnalava, con una certa indignazione, l'esistenza del libro edito dalla "Mimesis", dandone per già avvenuta la pubblicazione e la relativa diffusione.

 

Contattata da Dagospia, la casa editrice Mimesis ha però precisato che "l’agile pamphlet", un mattone di oltre 1400 pagine, "non è stato pubblicato": "Abbiamo bloccato la pubblicazione".

 

Il libro sarebbe dovuto uscire “nei prossimi mesi” per la collana, diretta da Fabio Minazzi, del “Centro Internazionale Insubrico ‘Carlo Cattaneo’ e ‘Giulio Preti’ per la Filosofia, l’Epistemologia, le Scienze cognitive e la Storia della Scienza e delle Tecniche” dell’Università degli Studi dell’Insubria – Varese.

 

treno olocausto 2

Una collana al di sopra di ogni sospetto, con un comitato scientifico composto da professori universitari. A gestirla è il “Centro Internazionale Insubrico" con cui la casa editrice ha un rapporto consolidato, avendo pubblicato in sinergia decine di libri su ogni argomento: dall’antifascismo alla storia della scienza, dalla sostenibilità economica a studi su lingua e cultura italiana.

 

E qui arriviamo al mistero.

PRESENTAZIONE LIBRO ANTONINO SALERNO ALL UNIVERSITA DELL INSUBRIA

La casa editrice avrebbe, in prima istanza, ricevuto, accettandolo, il progetto editoriale per "Un genocidio chiamato Olocausto". Dalla casa editrice sostengono che tale progetto però fosse "diverso" dalla bozza del libro ("arrivata da poco"), ricevuta successivamente. 

 

Poi è arrivata Dagospia, a sollevare il caso, con la lettera pubblicata ieri e, solo a quel punto, la "Mimesis", dopo una “ulteriore verifica”, avrebbe deciso di bloccare la pubblicazione del libro. 

 

Restano, però, molti dubbi e alcune domande.

 

La prima questione: chi è davvero l’autore del libro, tal Antonino Salerno? Di lui non si trova traccia online, e nella prefazione firmata dallo storico Franco Cardini (di cui parleremo ampiamente a seguire), si legge:

 

universita dell insubria

"Mi perviene da uno sconosciuto interlocutore, del quale non conosco né condizione né professione né orientamento culturale, un cortese invito a stendere una Introduzione a un lavoro dedicato alla Shoah".

 

Chi è il signor Salerno? Google restituisce un solo risultato simile: Antonio Salerno, "collaboratore" del ministero della Cultura, guidato dall'ex neofascista Alessandro Giuli (fondò il gruppuscolo bombarolo di estrema destra “Meridiano Zero”).

 

Dando un'occhiata al curriculum di Antonio Salerno (è lui o non è lui?), sul portale trasparenza del Ministero della Cultura, si scopre che lavora per il Polo museale della Campania, come Direttore di vari Musei Archeologici (Sannio Caudino di Montesarchio, Agro Atellano a Succivo, dell'antica Calatia a Maddaloni) e del Teatro romano di Teano, nonché docente a contratto in alcune università. 

 

PRESENTAZIONE DEL LIBRO UN GENOCIDIO CHIAMATO OLOCAUSTO DI ANTONINO SALERNO

La casa editrice "Mimesis" sostiene di non avere alcun riferimento diretto di "Antonino Salerno". Strano che una casa editrice non abbia modo di contattare un autore a cui avrebbe voluto pubblicare il libro. Che quello di "Antonino Salerno" sia un nom de plume? 

 

Altra questione.

Visto che il libro era ancora, come sostenuto da "Mimesis", in fase di revisione, e quindi non sarebbe stato pubblicato prima di qualche mese, come è possibile che il 30 gennaio (vedi locandina qui accanto) fosse già stata programmata una presentazione, peraltro a pochi giorni dalla "Giornata della Memoria", che ricorda l’uccisione sistematica di milioni di ebrei da parte dei nazifascisti?

 

"Mimesis" sostiene di non aver avuto alcun ruolo nell'organizzazione dell’evento, la cui locandina campeggia però sul sito dell’Università dell’Insubria di Varese.

 

Si legge:

 

CURRICULUM VITAE DI ANTONIO SALERNO

“L’iniziativa, inserita nella XVII edizione del progetto Giovani Pensatori, prevede la presentazione del volume Un genocidio chiamato Olocausto. Eresie e ortodossia a confronto di Antonino Salerno, a cura di Fabio Minazzi e Stefania Barile.

 

Il libro propone un’analisi critica del genocidio degli ebrei d’Europa, affrontando il tema del negazionismo e del rapporto tra ricerca storica, interpretazioni ideologiche e rigore scientifico”.

 

Per non farsi mancare niente, i capoccioni dell’ateneo varesotto avevano invitato anche Angelo D’Orsi, storico dell’università di Torino noto per le sue posizioni vicine a quelle del Cremlino sulla guerra in Ucraina.

 

La domanda delle 100 pistole è: come è possibile presentare un libro che non è stato neanche pubblicato?

 

E come mai, se il libro non è stato dato alle stampe, è apparsa nella locandina dell'evento di presentazione anche la copertina del volume, mai approvata dalla "Mimesis"?

 

franco cardini

Last, but not least, un pensiero va allo storico Franco Cardini. Insigne medievista, da sempre considerato un "eretico" di destra, Cardini ha sempre avuto posizioni eterodosse, di sicuro controcorrente.

 

Stavolta a Cardini, forse, è scappata la frizione. La sua prefazione a "Un genocidio chiamato Olocausto", di cui Dagospia pubblica un estratto, appare più come un delirio senile che il contributo informato e solido di un accademico.

Leggere per credere.

 

IL GIUDICE INTERNO

Prefazione di Franco Cardini al libro “Un genocidio chiamato Olocausto”, di Antonino Salerno

 

shoah 4

Mi perviene da uno sconosciuto interlocutore, del quale non conosco né condizione né professione né orientamento culturale, un cortese invito a stendere una Introduzione a un lavoro dedicato alla Shoah ma che va ben oltre, investendo l’ampio e inquietante orizzonte del genocidio.

 

In vita mia ho sempre avuto troppo da fare: e ne ringrazio Iddio, perché questo significa che ho sempre avuto lavoro, interessi nonché abbastanza salute ed energia per l’una e l’altra cosa.

 

STELLA DI DAVID OLOCAUSTO

Questo invito, però, mi pone davanti a una scomoda, diciamo pure sgradevole questione morale. È evidente che potrei rispondere con un educato rifiuto: mi spiace, ma anzitutto sono un medievista e non un contemporaneista; e poi sono letteralmente oberato di lavoro.

 

Tutto bene, tutto ineccepibile. Si tratta di ragioni effettive e concrete, non certo di un alibi. Ma da ragazzo frequentavo la Compagnia di Gesù dove mi hanno insegnato a far l’esame di coscienza: ho passato gli ottant’anni ma sono restato cattolico romano e, anche se fossi – e non lo sono – uno abituato a evitare il giudizio altrui, non posso ohimè evitare quello del mio Giudice Interno: e temo (e credo) che egli parli a nome di ben altro Giudice.

 

E il mio Giudice Interno mi dice chiaro e tondo: “Caro mio, fino ad oggi oltre al professore, quindi allo studioso, hai fatto anche il giornalista e qualcosa che somiglia molto all’opinion maker o, come si dice con anglismo di ancor peggiore conio, all’influencer.

 

Non è vero che, in quanto non-contemporaneista, ‘non ne sai abbastanza sul tema’. Non sarai uno specialista, ma sul tema hai letto molto.

treno olocausto 3

 

Conosci persone che se ne occupano professionalmente; leggi non malissimo il tedesco e anche un po’ di russo; hai perfino studiato a Mosca e là sono custoditi alcuni fra gli archivi principali da cui ricostruire la storia della Shoah.

 

Ma sai per esperienza che il parlare di queste cose, a meno di non allinearsi anche acriticamente su una ‘maggioranza’ rappresentata non da competenti, non da osservatori sereni e informati, bensì da politici molto condizionati o da giornalisti e gestori dei media cinici e in malafede, porta solo guai.

 

[…]  Le tesi ufficialmente e formalmente maggioritaria a proposito della Shoah non mi convince in quanto la realtà dello sterminio dovrebbe essere accompagnata da studi continui e approfonditi, liberamente condotti e accompagnati quindi dalla disparità di opinioni e dalla molteplicità di tesi che solitamente accompagna qualunque evento storico.

 

giorno memoria massa

[…] Il fatto è che sulla Shoah esiste una “verità” ufficiale incerta e lacunosa, ma ossessivamente diffusa e ripetuta a livello mediatico e accompagnata da un tale apparato propagandistico e da un tale dispositivo dissuasorio (costituito anche da leggi che vietano o limitano la libertà pratica di ricerca e di espressione) che pochi hanno il coraggio di contestarla: e quei pochi vengono immediatamente, rapidamente intimiditi ed emarginati (l’aggettivo che per convenzione si usa in questi casi è quello, molto ambiguo, di “screditati”: e tali per definizione, dal momento che di solito non ci si prende nemmeno il disturbo di contestarli sul piano dei fatti e degli argomenti: vale il principio dogmatico secondo il quale “con i revisionisti (e i negazionisti) non si discute”.

 

E, beninteso, chi sia “negazionista” e/o “revisionista” lo decidono, appunto, i monopolizzatori della “verità” ufficiale.

 

ebrei nel campo di concentramento di auschwitz 4

Quanto ai dati obiettivi, si va dal còmputo pubblicato nel dicembre del 1983 dalla Croce Rossa Internazionale che stimava i decessi dei prigionieri dei Lager, ebrei e non ebrei, a 373.486 casi documentati, fino agli 11 milioni dichiarati complessivamente da Simon Wiesenthal.

 

[…] Perché ad esempio, a fronte del continuo parlare mediatico che se ne fa e dell’uso larghissimo di presentarla al cinema o in TV, la Shoah non sembra esser presente nei programmi e nei progetti didattici e scientifici ordinari degli istituti universitari che si occupano di storia contemporanea?

 

shoah 2

E perché non è mai stato ripreso e approfondito sistematicamente quel tema gravissimo delle speculazioni economiche e finanziarie imbastite sulle vittime di quella tragedia che fu denunziato nel 2000 in un agghiacciante, documentato pamphlet da uno studioso ebreo americano docente alla City University di New York e figlio di due sopravvissuti allo sterminio, Norman G. Finkelstein, tradotto nel 2002 dalla Rizzoli col titolo di L’industria dell’olocausto. Lo sfruttamento della sofferenza degli ebrei.

 

[…]

 

 

franco cardini - foto lapresse

Il signor Antonino Salerno, che non ho il piacere di conoscere personalmente, è un cultore di storia. Per quanto ho potuto vedere, a un buon livello di conoscenza euristico-critica “amatoriale”. Appartiene a quel non ampio manipolo di cittadini italiani che un professore di storia italiano deve considerare con stima, con simpatia e perfino con un briciolo di gratitudine.

 

In tempi nei quali la storia viene riservata nelle aule universitarie ma impazza nelle strade, nelle piazze e nei festivals, come ce la passeremmo noialtri se non ci fossero gli Antonino Salerno?

 

memoriale olocausto londra

Il signor Salerno ha redatto un grosso studio sulla Shoah, sulle sue vicende, sulle fonti che ne trattano, sulle polemiche che l’hanno accompagnata e che tuttora l’accompagnano, sugli equivoci e gli abusi ai quali ha dato luogo, sulle sue conseguenze nella storia del mondo presente.

 

È uno studio nel quale l’impronta diciamo così “amatoriale” (che, attenzione!, non è aggettivo equivalente a “divulgativa”) si nota agevolmente.

 

[…] Insomma, ebbene sì, sarebbe stato prudente e vantaggioso declinare la richiesta. Ma io non sono né un prudente, né un calcolatore. E poi c’è il Giudice Interno, che oltretutto solletica la mia vanità paragonandomi all’optimus princeps Traiano. Io non sono certo lui.

 

[…]

 

RICHIESTA DI RETTIFICA

Riceviamo e pubblichiamo: 

 

Il mio saggio inedito “Un genocidio chiamato Olocausto. Eresia e ortodossia a confronto”, uno studio comparativistico che si avvale delle prefazioni di due storici autorevoli, Franco Cardini e Diana Carminati e di quella del giurista Ugo Giannangeli, non è un testo che nega la tragedia ebraica, tutt'altro.

 

Come si evince dal titolo del manoscritto, e come argomentato ampiamente nel testo, dotato di un apparato di oltre 1500 note, ritengo che quanto commesso dal regime hitleriano contro gli ebrei d'Europa sia ascrivibile alla fattispecie del crimine più odioso, il genocidio.

 

Nel rispetto dei criteri storiografici di spoglio, critica e verifica delle fonti e senza pretendere di giungere a conclusioni definitive, propongo una diversa interpretazione-ipotesi del come, quando e perché potrebbe essere avvenuto.

 

Operazione che ritengo legittima, a maggior ragione in quanto sono gli stessi studiosi specialisti più qualificati a lamentare la difficoltà di giungere ad una ricostruzione coerente e condivisa dell'Olocausto, a causa della scarsità di documentazione.

 

Fatta eccezione per l'identità del signor Bruno Rossi, del modo in cui è venuto in possesso delle bozze e dell'improvviso ripensamento dell'Editore, nella vicenda non c'è nulla di oscuro e misterioso.

 

Il libro, lo stesso identico testo in lavorazione da giugno 2025 presso l'editore Mimesis, una volta corretta una decina di ultimi refusi era pronto per la stampa e per la presentazione del 30 gennaio, quando, il 22 gennaio, compare sul sito Dagospia la lettera indignata del nominato Bruno Rossi che qualificava il saggio come negatore del genocidio ebraico sulla base di alcune citazioni decontestualizzate tratte dalla prefazione del prof. Franco Cardini, peraltro volgarmente insolentito, che ne snaturavano il senso.

 

Inspiegabilmente, tanto è bastato per bloccare la pubblicazione e annullarne la presentazione.

Antonino Salerno

 

 

universita dell insubria

DAGOREPORT - DALLA PADELLA ALLA BRACE: CHI E' IL NUOVO MINISTRO DELLA CULTURA - E DIRE CHE UNA VOLTA, PRIMI ANNI ‘90, IL NEOFASCISTA ALESSANDRO GIULI, UN’AQUILA FASCISTA TATUATA SUL PETTO, MOLLÒ I CAMERATI DEL FRONTE DELLA GIOVENTÙ, LIQUIDATI COME MAMMOLETTE, PER FONDARE MERIDIANO ZERO, GRUPPUSCOLO BOMBAROLO DI ESTREMA DESTRA – LO RITROVIAMO ANONIMO GIORNALISTA DI "LIBERO" E "IL FOGLIO" CHE NEL 2018 SI RIVOLGEVA A BANNON AD ATREJU, LODAVA PUTIN DEFINENDOLO ‘UN PATRIOTA’ COME TRUMP – SBARCATE A PALAZZO CHIGI, LE SORELLE MELONI LO SPEDISCONO ALLA PRESIDENZA DEL MUSEO MAXXI DI ROMA, PUR NON DISTINGUENDO LA CORNICE DAL QUADRO – ALLA PRESENTAZIONE IN LIBRERIA DEL SUO LIBELLO, “GRAMSCI È VIVO”, CON ARIANNA MELONI AD APPLAUDIRLO, AVVIENE IL PASSAGGIO DA “ARISTOCRAZIA ARIANA” DI FREDA ALLA NOVELLA “ARISTOCRAZIA ARIANNA” - MA CI VOLEVA MARIA ROSARIA BOCCIA PER FAR DIVENTARE IL SUO SOGNO REALTÀ…

auschwitz birkenau

ebrei nel campo di concentramento di auschwitz 3

ANTONIO SALERNO SUL SITO DEL MINISTERO DELLA CULTURA

https://www.dagospia.com/politica/sfavillante-curriculum-alessandro-giuli-neo-ministro-cultura-putin-407364

obitorio polacco

ebrei nel campo di concentramento di auschwitz 1campo di concentramento di Flossenbu?rgebrei nel campo di concentramento di auschwitz 2

un ebreo salva la torah dalla sinagogabimbo ebreo 1941MUSEO OLOCAUSTO GERUSALEMME anna frankLILIANA SEGRE AL MEMORIALE DELLA SHOAH A MILANO 1shoah 1campo di sterminio a treblinka yoga nella fossa comune

shoah 3

 

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