COME MAI LA BELLISSIMA GIO SCOTTI, MODELLA E INFLUENCER ITALIANA DI 19 ANNI, È DIVENTATA SUO MALGRADO UN’ICONA DELL’ALT-RIGHT AMERICANA? – LA RAGAZZA, CHE HA QUASI 3 MILIONI DI FOLLOWER SUI SOCIAL E A QUANTO PARE NON HA MAI ESPRESSO PUBBLICAMENTE OPINIONI POLITICHE, GRAZIE ALL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, È STATA PRESA IN PRESTITO DA SUPREMATISTI, “INCEL” E “GROYPERS” COME SIMBOLO DELLA BELLEZZA “ARIANA” E OCCIDENTALE - A SUA INSAPUTA, LA RAGAZZA E' DIVENTATA STRUMENTO DI UNA "GUERRA CULTURALE" CHE DIFFONDE IDEE ESTREMISTE E INQUINA IL DIBATTITO FOMENTANDO ODIO
DAGOREPORT
Giovanna Scotti detta Gio è una bellissima ragazza di 19 anni: modella e influencer italiana, ha 700mila follower su Instagram e 2 milioni di persone la seguono su TikTok.
A quanto risulta, non ha mai espresso pubblicamente opinioni politiche né, presumiamo, coltivi un particolare interesse verso il fascismo e i simboli esoterici di nazismo e antica Roma.
Come mai allora i social sono pieni di contenuti con la sua faccia associata a Benito Mussolini, all’aquila cara a Hitler, alle imprese dei centurioni romani e a un’infinita costellazione di meme, edit e campagne, con tanto di loghi con il suo volto stilizzato?
Trattasi di un caso di “appropriazione estetica”, tipico del sottobosco dell’alt-right, la "destra alternativa" emersa negli ultimi anni negli Stati uniti, che ha trovato respiro prima con energumeni "old style" alla Steve Bannon e Tucker Carlson e poi con figure più smart, ma anche più ciniche, come Charlie Kirk o il neonazista dichiarato, Nick Fuentes.
tweet su gio scotti nipote di mussolini
E' un ecosistema social che cattura, si cementa e si alimenta anche con il vasto mondo di “incel” (i "celibi involontari" che, un tempo, sarebbero stati definiti disagiati, o sfigati) e di “groypers”, gli attivisti di estrema destra che guardano al neonazismo e al suprematismo bianco come risposta al loro malessere o alla loro solitudine.
Grazie all’intelligenza artificiale, siamo davvero entrati nella vera era della "riproducibilità tecnica": chiunque, con un minimo di competenza tecnica e senza costosi macchinari, puo' generare contenuti "rubando" l'immagine degli altri.
La "verità" di una immagine o di un video diventa un concetto obsoleto in favore della sua attrattività e potenziale viralità.
Meme, fotomontaggi, deepfake non servono più solo a ironizzare sulla realtà ma ne creano un'altra, parallela e incontrollabile, in cui qualcuno specula a danno di altri o ne strumentalizza l'immagine.
Un caos, insomma, nel quale, una ragazza italiana, pur nota sui social, finisce per diventare simbolo, a sua insaputa, dell’estrema destra americana. E non solo.
L’account @mamboitaliano__ ieri ha twittato un video (che trovate in seguito) con protagonista Gio Scotti, aprendo il vaso di pandora: “Si chiama Gio Scotti ed è una nota influencer italiana di 19 anni (un articolo della "Gazzetta di Parma, del 2022, ne parlava come di una quindicenne, quindi Giovanna dovrebbe essere nata nel 2007, ndr). Nonostante non abbia mai assunto posizioni politiche, è diventata un'icona dell'alt-right online, probabilmente grazie al suo aspetto 'ariano' e di classe".
Il post, ampiamente rilanciato, non è il primo episodio del genere: scopriamo così che online proliferano fan account e profili ironici che descrivono Gio Scotti come “musa rinascimentale” o addirittura come “entità psichica” generata dall’immaginario della destra online.
L’immagine di Gio Viene utilizzata come simbolo di una presunta “bellezza europea originaria”, funzionale a narrazioni sulla supremazia razziale dei bianchi e sulla contemporanea decadenza contemporanea generata dalla società multiculturale. Non si tratta di propaganda esplicita, ma di “culture war” visuale: il volto è il messaggio. Il corollario di commenti e apprezzamenti fa da cornice all'immagine e "cattura" gli utenti in un preciso perimetro.
Sia ben chiaro, si mescolano più livelli in questa sotterranea operazione di "propaganda". Ci sono i soliti “pipparoli”, che commentano e condividono le foto di Gio perché attratti dalla sua avvenenza.
Poi ci sono i “groypers”, che usano la sua immagine per veicolare un messaggio “tra le righe” (questa si che è una vera bellezza “occidentale”, “ariana”) con l'obiettivo di smuovere consenso.
Poi c'è un terzo livello, più profondo, di amplificazione del messaggio, rappresentato dai forum Reddit, dove il fenomeno viene discusso, più che celebrato. E' lì che il meme diventa dibattito, opinione, effetto di massa, propagato a macchia d'olio in un dedalo di idee estreme, disagio personale e radicalizzazione politica.
In vari thread, alcuni utenti minimizzano parlando di una banale “ossessione” da parte di nicchie reazionarie. Della serie: so' i soliti sfigati. La spiegazione addotta è che il caso Gio Scotti sia l'ennesima boutade della sottocultura incel e sottocategorie annesse, come quella di chi pratica looksmaxing (tendenza ossessiva all'estetica, che passa dall'idolatria del bello e punta a massimizzare il proprio aspetto fisico per migliorare l’attrattività, assecondando standard iper-virili e pseudoscientifici).
Un mix di fanatismo estetico e difesa della razza, attraverso valutazioni estetiche e classificazioni fantasiose (un tizio sostiene che Gio Scotti sia il "risultato perfetto" di una combinazione genetica tra la bellezza mediterranea e quella russa, perché tra i suoi antenati ci sarebbero dei soldati italiani spediti da Mussolini in Russia, altri sostengono che che sia la nipote del Duce).
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