1. SULLA DAMA BIANCA, L’OMBRA DI UN GIRO DI ESCORT E DI COCAINA TUTTO ROMANO. E LA PRESENZA DEI BOSS, SOLO COME DESTINATARI TRA GLI ALTRI DI UNA PARTE DELLA DROGA 2. FEDERICA GAGLIARDI ERA L’AMICA ITALIANA PIÙ FIDATA DI ALMENO DUE PRESUNTI BROKER DEL TRAFFICO INTERNAZIONALE DI DROGA. ERA, SEMPLICEMENTE, “IL CORRIERE”. E FORSE C’ERA QUALCUNO CHE CONTAVA, A FIUMICINO, AD ASPETTARELA CON I SUOI 24 CHILI DI COCAINA 3. L’IPOTESI INVESTIGATIVA È CHE QUALCUNO L’AVREBBE CONDOTTA ATTRAVERSO IL PASSAGGIO RISERVATO “ONLY STAFF”, QUELLO PER GLI ADDETTI ALLA SICUREZZA CHE VIRA LONTANO DAI CANI ANTIDROGA. QUALCUNO CHE FORSE L’AVEVA GIÀ FATTO IN ALTRI CASI? 4. SGARBI, IO LA CONOSCEVO BENE: “ERA UN CORPO PER FINI SESSUALI E BASTA. E IN CERTI AMBIENTI QUANDO NON SEI PIÙ UTILIZZATA DAL MASCHIO PADRONE, VAI ALLA DERIVA”

1. "LA DAMA BIANCA AVEVA GIÀ VIAGGIATO PER I NARCOS"
Conchita Sannino per La Repubblica

Era l'amica italiana più fidata di almeno due presunti broker del traffico internazionale di droga. Era, semplicemente, "il corriere". E forse c'era qualcuno che contava, a Fiumicino, ad aspettare Federica Gagliardi con i suoi 24 chili di cocaina portati come fossero profumi da beauty case.

L'ipotesi investigativa è che qualcuno l'avrebbe condotta attraverso il passaggio riservato "Only staff", quello per gli addetti alla sicurezza che vira lontano dai cani antidroga. Qualcuno che forse l'aveva già fatto in altri casi? Si parlava della Gagliardi in alcune intercettazioni, e la Finanza è giunta da Napoli per mettere il naso nel suo trolley griffato.

Lei, Federica, la bionda trentenne che fu "dama bianca" al seguito delle missioni estere di Berlusconi, nella veste di indagata per traffico internazionale di droga si avvale della facoltà di non rispondere dinanzi al gip di Civitavecchia. Non parla. Appare scossa e disorientata, accanto al suo avvocato Nicola Capozzoli. Che dice: «Si legge di tanti scenari, ma la mia assistita è accusata solo del sequestro ed è determinata a chiarire». Chiederà un interrogatorio nei prossimi giorni.

Secondo l'accusa, Gagliardi non aveva lasciato tracce fino a quell'incredibile carico di coca che l'ha precipitata nel più clamoroso arresto in flagranza eseguito a un varco di bagagli a mano. Tantomeno, Federica aveva contatti con i camorristi, racconta l'inchiesta in mano al pm Pierpaolo Filippelli e al nucleo della Tributaria guidato dal colonnello Nicola Altiero.

Centinaia di pagine di informative. Decine di telefoni sotto controllo. L'ombra di un giro di escort e di cocaina tutto romano. E la presenza dei boss, solo come destinatari tra gli altri di una parte della droga: il clan di Scampia e la cosca Gionta di Torre Annunziata, la città degli intrecci criminali che fece da sfondo all'assassinio del giornalista Giancarlo Siani. La stessa inchiesta ha macinato altri sequestri di coca: tutti "silenziati".

La signora bilingue che ambiva a un futuro politico, dice l'ipotesi più fondata, si incontrava solo con i mediatori dei narcos. O con i loro stretti fiduciari. Sarebbe stata il contatto italiano con gli intermediari che trattavano le partite di cocaina destinate a due binari paralleli: le bande romane che riforniscono i salotti politico-imprenditoriali, e il cartello degli Scissionisti di Scampiae dei Gionta.

Federica vantava un curriculum che ne faceva una viaggiatrice perfetta. Aveva volato molto, in Sudamerica, e al seguito dello staff internazionale del Cavaliere, in compagnia di faccendieri come Valter Lavitola, non solo al G8 del Canada. Ma poi a Panama, e in Brasile. Inviata in missioni finite, per presunte intermediazioni illecite di Lavitola, al centro di distinte indagini: ecco perché non è escluso che nelle prossime settimane l'indagata possa essere sentita anche dai pm Piscitelli e Woodcock. Era, in ogni caso, una "pedina" collaudata. Una sola conferma arriva dai piani alti della Procura.

2. LA GAGLIARDI IN CARCERE: ‘'L'ARRESTO DI FIUMICINO? NON È STATA UNA SORPRESA IL MIO TROLLEY MANOMESSO. CONOSCERE BERLUSCONI MI HA ROVINATO LA VITA"
Giovanna Vitale per La Repubblica

«Sono stata una stupida, non dovevo fidarmi ». Non pensava di finire così, Federica Gagliardi. Lei che parlava un giorno sì e l'altro pure con il presidente del Consiglio quando a Palazzo Chigi c'era Berlusconi, che bazzicava ministri e imprenditori, ristoranti di lusso e suite da sogno, mai avrebbe immaginato di trascorrere anche una sola notte in una prigione di periferia.

Proprio lei che da quando nel 2010 il Cavaliere la volle con sé sull'aereo di Stato diretto in Canada per il G8, non aveva più smesso di volare: feste, locali notturni, viaggi ai quattro angoli del mondo. Miami, Ibiza, Saint Tropez... E ora che l'accusano di trafficare droga per conto della camorra, «mi faranno pagare anche quello, non mi giudicheranno per ciò che ho fatto, ma perché sono amica di politici e potenti».

Pantaloni a quadretti e scarpe da ginnastica, della mangiatrice di uomini in tacchi a spillo immortalata su Facebook non ha più nulla. Né gli occhi bistrati né la spavalderia. Ora la "dama bianca" che, dicevano, «alzava il telefono e chiamava direttamente il Cavaliere, tutti sapevano che aveva il suo numero privato» è una giovane donna che spunta nella stanza colloqui del carcere di Civitavecchia come un naufrago all'ultima scialuppa.

Abile recita o autentico terrore? Di fronte ha Patrizia Lanzalaco, collaboratrice del garante regionale dei detenuti. «Sono stata una stupida», racconta, «non riesco a credere che stia capitando a me». Come una che ha puntato in alto e ha perso tutto, Federica è consapevole: «Sono laureata in legge, mi contestano un reato gravissimo, so bene che cosa rischio», dice con freddezza.

I giornali e i tg l'hanno spaventata a morte: «Quanti pregiudizi su di me, quante distorsioni... Sono gli stessi pregiudizi e le stesse distorsioni che hanno condizionato tutta la mia vita. È chiaro cosa accadrà, no? Io sono considerata l'amica di Berlusconi: non verrò processata per quel che ho fatto o non ho fatto, ma perché ho conosciuto uomini
potenti».

Una colpa che, dice, adesso deve espiare. «In passato ho commesso degli errori, ho tenuto comportamenti moralmente sbagliati e siccome sono credente penso che non tutto venga per caso. Forse quello che mi sta succedendo è la punizione per ciò che ho fatto ». Piange Federica, non riesce a ricacciare indietro le lacrime. «Povera mamma, non avrei mai voluto darle questo dolore».

Ma non poteva pensarci prima? Prima di finire in una storia che puzza di mafia e narcotraffico, prima di farsi beccare all'aeroporto di Fiumicino con 24 chili di coca in valigia? Ha una sua versione, la "dama bianca", una ricostruzione da spy story: «Ero andata in Sudamerica per accompagnare un uomo di affari in viaggio di lavoro. Lì, a Caracas, sono stata ospite di ambienti governativi, di alti funzionari dello Stato. A un certo punto, prima di lasciare l'albergo, mi è stato detto che avrei dovuto portare dei documenti. E io mi sono fidata. Solo quando a Fiumicino mi hanno controllato il trolley e ho visto che molti dei miei effetti personali erano spariti, ho capito che l'avevano manomesso».

Ma come c'era capitata, lei, in quello strano giro? «Quando all'inizio del 2013 il mio incarico in Regione Lazio è finito», ricorda Federica tormentandosi le mani, «non ho più trovato lavoro, nessuna proposta, solo un sacco di problemi perché tutti pensavano fossi una con chissà quali privilegi. Ma io Berlusconi l'ho conosciuto dopo che la governatrice Polverini mi aveva assunto e prima avevo lavorato anche con la giunta Veltroni». È la storia di tante: illudersi che l'ex premier avrebbe cambiato la loro vita. Un sogno finito dietro le sbarre.

3. "SILVIO LA PORTÒ IN CANADA COME OGGI FA CON DUDÙ"
Francesco Grignettiper La Stampa

Vittorio Sgarbi, lei conosce Federica Gagliardi?
«Sì, certo, la conosco benissimo. Perché, c'è forse qualcuno che non si ricorda di lei? (ride) Ultimamente l'ho vista un paio di volte. In un teatro per un'occasione più vicina al mondo dello spettacolo che alla politica. Poi a una convention del movimento Alleanza democratica, di Giancarlo Travagin, uno che bordeggia tra centro e destra, sul lago di Garda. La Gagliardi collaborava con loro».

Chi è Federica Gagliardi?
«Una bella ragazza, dal temperamento allegro, che ha studiato e ha fatto un po' di attività politica. Sicuramente con l'Idv, poi alla Regione Lazio, poi con il movimento di Travagin. Dopodiché ha cercato sponde da Tabacci. Me ne parlò lei stessa. Era molto delusa di come l'avevano trattata a destra e tentava di fare attività politica nel centrosinistra. Un caso di sottoproletariato politico come tanti. Persone che cercano disperatamente di galleggiare».

Con Berlusconi, però, era andata molto vicina a fare tombola, no?
«Ma se Berlusconi nemmeno la conosceva! Se l'era portata dietro come fa con Dudù. Nessuna ragione istituzionale o di rappresentanza, semplici fini sessuali».

Ah, ecco....
«Premesso che secondo me la vita privata di Berlusconi sono fatti solo suoi, non capisco la dimensione dello scandalo politico. Capirei l'avesse candidata, o fatta eleggere, o nominata ministro».

Ma le sembra normale che il Cavaliere se la sia portata dietro alle cene con Obama?
«Berlusconi ha fatto molte gaffe nella sua vita politica e istituzionale. Questa è una delle tante. Ma insisto: non l'ha mica fatta ministro».

E l'ha infilata nella delegazione ufficiale al G20.
«E guardate quanto l'ha pagata, la Gagliardi. Tutta quella sovraesposizione l'ha bruciata. Quando le ho parlato, era una donna alla disperazione. Mi fa una gran pena».

La Gagliardi si lamentava di Berlusconi?
«Forse si aspettava qualcosa di più. Forse qualcuno le aveva fatto balenare un approdo in politica, che poi è la sua vera aspirazione. Ma erano tutte illusioni. Dal viaggio con Berlusconi ha avuto solo danni e nessun vantaggio. Quando l'ho vista, era la prova vivente di un fallimento. Mi disse che non era riuscita a fare niente, tanto che usciva dal Pdl».

Berlusconi prima le prende e poi le butta.
«Fosse ancora vivo Pasolini, direi che era una ragazza di strada. Berlusconi ha avuto la debolezza di portarsela dietro alle cene importanti, quelle ufficiali».

E Federica?
«Non sapeva nemmeno lei che cosa voleva dalla politica. Se una candidatura, un ruolo nell'ufficio stampa... Era convinta di poter fare molto. Ma era tanto delusa: la sua intelligenza non era stata presa in considerazione. Era un corpo e basta. E in certi ambienti quando non sei più utilizzata dal maschio padrone, vai alla deriva».

 

 

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