TEX WILLER, DIETRO LE PISTOLE C’È DI PIÙ – DANIELE CLARIZIA, NEL SAGGIO “TEX. LA LETTERATURA PIÙ VELOCE DEL WEST”, RACCONTA GLI SCRITTORI E I LIBRI CHE HANNO ISPIRATO IL FUMETTO SCRITTO DA GIANLUIGI BONELLI: VICTOR HUGO, EDGAR ALLAN POE, I “TRE MOSCHETTIERI” DI DUMAS. E PENSARE CHE, NELLE PRIME PAGINE, IL PERSONAGGIO DEL PISTOLERO AVVERTE: “HO PIÙ DIMESTICHEZZA CON LE PISTOLE CHE CON LE PENNE PER SCRIVERE” – IL RUOLO CENTRALE DELL’EX MOGLIE DI BONELLI, ARISTEA BERTASI, DETTA “TEA”: È LEI CHE FIRMA CAMBIALI PER I TIPOGRAFI E FA IN MODO CHE LE STORIE DI TEX VENGANO STAMPATE…
Estratto dell’articolo di Roberto Cicala per “Avvenire”
Daniele Clarizia - Tex La letteratura più veloce del West
«Il fumetto? Chi potrebbe dire oggi che non può essere spiegato a fini critici?» si chiedeva Umberto Eco, ammonendo di non occuparsi mai di un fumetto qualsiasi come se si trattasse dell’Iliade.
È il rischio sventato da un libro che parla di una striscia entrata nel mito nazionale come Tex ma lo fa in modo originale cercando le tracce degli zoccoli delle sue cavalcate tra le parole della letteratura [...]
Come nel precedente volume su Hugo Pratt, Daniele Clarizia in questo Tex. La letteratura più veloce del West, in una meritoria collana di Luni dedicata al “Sogno di Gutenberg” (pagine 192, euro 22,00), incuriosisce il lettore scorgendo in controluce, nella filigrana di quelle pagine, tracce di letture e fonti libresche, a volte inaspettate per un personaggio che nelle prime pagine avverte: «ho più dimestichezza con le pistole che con le penne per scrivere».
I retroscena al femminile sulle origini del mito del cowboy all’italiana ridimensionano la sola paternità di Bonelli.
La nascita è infatti rivista con gli occhi di Aristea Bertasi, detta Tea, moglie di Gianluigi Bonelli, «romanziere prestato al fumetto e mai più restituito» e sempre in viaggio.
Alla fine della guerra torna dalla Svizzera ma ha una nuova compagna e si separa dalla Tea alla quale aveva intestato l’azienda editoriale e che, a 35 anni, assume il rischio d’impresa, firma cambiali per i tipografi, recupera vecchi disegni e lancia personaggi pensando al futuro del figlio Sergio, nato nel 1932.
Per lanciare il ranger che ha fatto versare «fiumi di china italiana in deserti americani» convince Aurelio Galleppini a disegnare le storie che l’ex marito continua a scrivere, anche se aveva concentrato le aspettative di successo su un altro personaggio cappa e spada, Occhio Cupo, che non funziona, al contrario del cowboy.
Il nome è ispirato dall’insegna di un negozio di Milano, Tex Moda, mentre il cognome, in un primo tempo Killer, è cambiato in Willer proprio da Tea prima di andare in stampa per non provocare la censura.
Tra i molti saggi anche recenti sul pistolero a fumetti (dalla Leake presso Il Mulino a Giorello per Mimesis) il volume di Clarizia si distingue per il taglio letterario e tra le fonti individuate ecco Victor Hugo ed Edgar Allan Poe per molti intrighi, oppure gli espedienti tratti dai Tre moschettieri di Dumas con più di un episodio dall’Isola del tesoro (i pirati diventano cowboy, naturalmente) e il numero su Il bisonte bianco sembra ricordare, nell’ossessione del protagonista, il Moby Dick con Achab. Ma è forse Salgari la fonte più amata e usata e c’è chi vede l’amicizia tra Tex e Carson ispirata al duo Sandokan-Yanez.
Senza svelare tutte le fonti e le storie sottotraccia non può mancare il cinema, con l’immancabile influenza di Sergio Leone, tanto che durante la lettura sembra di sentire le musiche di Morricone.
Intanto il figlio della signora Tea, Sergio Bonelli, cresciuto all’interno dell’editrice, da fattorino a redattore, prende le redini di quest’impresa familiare che diventa una grande industria del fumetto e Tex, pubblicato regolarmente, ancora oggi dopo oltre settant’anni resta una delle serie più vendute in Italia dopo aver raggiunto vette di 700mila copie al mese, coronamento di una storia molto maschile ma iniziata con un’intraprendenza del tutto femminile.
Un’avventura rosa in tutti i sensi visto che si dice che alcune copie nel dopoguerra, con la penuria di carta che c’era, furono stampate su una carta rosa presa dalla “Gazzetta dello Sport” di cui non restano esemplari: «a trovarle si ha in mano un tesoro».
Dopotutto è nei giornali e non nei libri la stessa cultura di Tex, tanto da confessare già nel secondo numero del fumetto: «preferisco affrontare una banda di Sioux che scrivere tutta una lettera».
Gianluigi Bonelli
tex willer
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Gianluigi Bonelli
Aristea Bertasi - Tea Bonelli



