putin gergiev picierno giuli

DIETRO LA DECISIONE DELLA REGGIA DI CASERTA DI ANNULLARE IL CONCERTO DI VALERY GERGIEV, IL DIRETTORE D'ORCHESTRA VICINO A PUTIN, C'E' STATO UN GIOCO DI SPONDA TRA LA VICEPRESIDENTE DEM DEL PARLAMENTO EUROPEO PINA PICIERNO E IL MINISTRO DELLA CULTURA ALESSANDRO GIULI - IL GRIMALDELLO E' STATO IL REGOLAMENTO ETICO, CHE RENDE INCOMPATIBILI INIZIATIVE O OSPITALITÀ NEL MONUMENTO DI SOGGETTI CHE VIOLANO L’AGENDA 2030 DELL’ONU (CHE CONDANNA TUTTE LE FORME DI VIOLENZA) – LA CERCHIA DEL MAESTRO: “IN PRIVATO ABBIAMO RICEVUTO MOLTISSIMI MESSAGGI DI SUPPORTO”. LA POLEMICA SUL DOPPIO STANDARD NEI CONFRONTI DEI DIRETTORI ISRAELIANI AI QUALI NON SI CHIEDE DI FIRMARE CONTRO NETANYAHU (IL RIFERIMENTO È A DANIEL OREN?)…

 

LA DENUNCIA DI PICIERNO, LA SPONDA DA ROMA COSÌ LA REGGIA HA DETTO NO 

Simona Brandolini per il “Corriere della Sera” - Estratti

 

Un gioco di sponda tra Pina Picierno e Alessandro Giuli, tra la vicepresidente dem del Parlamento europeo e il ministro della Cultura, c’è stato eccome nelle due settimane del caso Gergiev.

putin gergiev

 

Ufficialmente la decisione di annullare il concerto del maestro moscovita è stata presa da Tiziana Maffei, che dirige la Reggia di Caserta. Un comunicato scarno, senza le motivazioni. Paura delle proteste (annunciate) degli attivisti ucraini? La Questura di Caserta stava monitorando la situazione e si stava preparando a gestire la piazza. 

Nulla di nuovo. 

 

A quanto pare, dunque, il grimaldello utilizzato potrebbe essere stato un altro: il regolamento etico della Reggia vanvitelliana. È da lì che bisogna partire per ricostruire la vicenda e scoprire i protagonisti. In fondo basta mettere in fila le dichiarazioni pubbliche per comprendere che l’intervento di Giuli ha cambiato il finale di un evento, per certi versi, storico: il ritorno di Valery Gergiev su un podio europeo. 

Valery Gergiev

 

È il 15 luglio quando l’europarlamentare dem chiede l’intervento del governo italiano: «Il concerto va annullato perché viola il regolamento etico della Reggia di Caserta che tra le sue linee guida rende incompatibili iniziative o ospitalità di soggetti che violano l’agenda 2030 dell’Onu che tra gli altri, al punto 16 condanna tutte le forme di violenza, di tortura, di traffico di armi e denaro e chiede a tutti l’accesso ad una giustizia equa. Valori che evidentemente sono distanti anni luce da Gergiev e dal regime di cui è sponsor, testimonial e complice». Inoltre è un sito Unesco.

 

la prima dell’opera Semjon Kotko al bolshoj diretta da gergiev

La risposta di Giuli non si fa attendere: «L’arte è libera e non può essere censurata. La propaganda però, anche se fatta con talento, è un’altra cosa. Per questo motivo il concerto dell’amico e consigliere di Putin, Valery Gergiev, voluto, promosso e pagato dalla Regione Campania e che si terrà nella Reggia di Caserta, autonoma nella scelta di quali eventi ospitare, come tutti gli istituti autonomi del ministero della Cultura, rischia di far passare un messaggio sbagliato». 

 

(...)

Tra i due c’è uno scambio pubblico, ma anche privato. 

Terminato ieri, con due note a distanza di pochi minuti l’una dall’altra. «In queste settimane, da quando ho sollevato il caso all’opinione pubblica — spiega Picierno — si sono moltiplicate le azioni di sostegno e di partecipazione.

alessandro giuli

 

Associazioni, premi Nobel, intellettuali, cittadini da ogni parte d’Italia uniti da un sentimento profondo di libertà, di prossimità al popolo e al governo ucraino, di contrasto all’aggressione dell’autarca del Cremlino e dei suoi megafoni, anche quando distortamente confusi con le espressioni della musica e dell’arte. Che devono restare libere e non strumento di propaganda. La lotta non finisce certo oggi». Domenica prossima la Reggia di Caserta non ospiterà il concerto. Ma la vicepresidente Ue annuncia comunque una manifestazione.

 

(...)

 

LA CERCHIA DEL MAESTRO SI MOSTRA SORPRESA «IN PRIVATO HA RICEVUTO MESSAGGI DI SOLIDARIETÀ» 

 

Pierluigi Panza per il “Corriere della Sera” - Estratti

 

Valery Gergiev

La linea dell’entourage del maestro Valery Gergiev ricalca quella dell’ambasciatore russo in Italia, Aleksej Paramonov, che ha parlato di «politiche di cancellazione della cultura russa sempre più diffuse in Occidente» e di «inopportuno e fuori luogo clamore scandalistico che si è voluto deliberatamente suscitare in merito al concerto».

 

Concerto che prevedeva l’esibizione di quattro solisti del Teatro di San Pietroburgo diretti da Gergiev, al quale dal febbraio 2022 è vietata la Scala ma risulta, tutt’ora, socio onorario, insieme a Daniel Barenboim, della Filarmonica della Scala (ovvero dell’associazione privata degli orchestrali della Scala). «Siamo ancora in attesa di una comunicazione ufficiale sull’annullamento del concerto», assicurava nel tardo pomeriggio di ieri il manager del direttore. E Gergiev stesso, all’agenzia Tass , ha dichiarato di «non avere queste informazioni». 

 

pina picierno (2)

Per l’entourage di Gergiev, Caserta era un appuntamento di qualità: negli ultimi anni erano stati invitati Muti, Mehta e Domingo e, quest’anno, l’Accademia di Santa Cecilia. Dunque, non c’era nulla di pretestuoso nella scelta di partecipare e tantomeno volontà di sollevare un polverone: «Abbiamo tenuto un profilo basso — racconta il suo manager, Alessandro Ariosi — e lo abbiamo ritenuto un progetto per iniziare a riallestire i rapporti artistici».

 

Il punto di vista di Gergiev è così riassunto: Gergiev è direttore del Teatro Mariinsky, il principale della Russia con il Bolshoi (del quale è pure diventato direttore) dagli anni Settanta, quindi da prima della presidenza Putin. Come direttore dei Teatri di Stato non poteva prendere le distanze dal suo stesso Paese mettendo a repentaglio anche le persone che vi lavorano. «Per questo motivo non avrebbe mai potuto firmare una lettera di presa di distanza». 

 

putin gergiev

Il secondo aspetto del quale il mondo di Gergiev si fa scudo è che non viene usato lo stesso metodo per tutti perché, con le guerre e i crimini in corso, porterebbe a una catena di divieti dalle gravi conseguenze culturali. Nessuno — lasciano capire — chiede ai direttori israeliani di firmare contro Netanyahu (il riferimento è a Daniel Oren?), nessuno ha detto qualcosa sulle orchestre che organizzano tournée in Arabia Saudita o in Paesi dove è accertato che son stati commessi crimini riconducibili a organi dello Stato. 

 

Solo gli orchestrali della Scala si opposero a una tournée in Egitto per il caso Regeni. 

 

(...)

 

la prima dell’opera Semjon Kotko al bolshoj diretta da gergievVladimir putin e Valery Gergievputin gergievla prima dell’opera Semjon Kotko al bolshoj diretta da gergiev

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