anna frank polemica laziali romanisti

“DIRE GIALLOROSSO EBREO NON È REATO” – NON SI PLACA LA POLEMICA SU ANNA FRANK IN MAGLIA GIALLOROSSA, GLI "IRRIDUCIBILI" DELLA LAZIO RICORDANO CHE 8 MESI FA DUE TIFOSI BIANCOCELESTI VENNERO ASSOLTI DALL'ACCUSA DI ODIO RAZZIALE - LA MOTIVAZIONE DEL GIP: "LA FRASE DERIDE GLI AVVERSARI ED È RICOLLEGABILE ALLO STORICO ANTAGONISMO”

Andrea Ossino per il Tempo

curva nord lazio

 

Gli adesivi di Anna Frank con con la maglia della Roma, gli stessi che i tifosi della Lazio hanno lasciato in Curva Sud, consentono di riavvolgere il nastro fino al febbraio scorso. Otto mesi fa infatti, il gip Ezio Damizia motivò l' assoluzione di due tifosi laziali, accusati di aver urlato «giallorosso ebreo, Roma va a c..à», scrivendo che «l' espressione "giallorosso ebreo" ha la finalità di deridere la squadra avversaria ed è ricollegabile allo storico antagonismo».

 

Quindi, in merito all' accusa di diffusione di odio raziale, «il fatto non sussiste». Un' affermazione che fece discutere e che ora viene richiamata anche dagli stessi ultrà della Lazio.

 

anna frank

Gli irriducibili, a proposito di quegli adesivi che hanno portato anche le più alte cariche dello Stato a intervenite, affermano: «Si tratta di scherno e sfottò da parte di qualche ragazzo forse, perché in questo ambito dovrebbe essere collocata questa cosa, anche in virtù del fatto che, come da sentenza di tribunale, non è reato apostrofare un tifoso avversario accusandolo di appartenere ad altra religione.

 

Ma evidentemente nemmeno la Figc se ne ricorda se è vero che hanno aperto un' inchiesta». Le poche similitudini tra il coro per cui i due laziali vennero assolti e gli adesivi, che ritraggono la ragazzina simbolo della Shoah uccisa nei campi di concentramento di Bergen-Belsen, sono evidenti.

 

Ma in punta di diritto la sentenza del gip Damizia costituisce un precedente importante.

In quel caso gli indagati erano stati pizzicati dalle telecamere.

 

CURVA NORD

Era il 30 marzo del 2013 e la Lazio ospitava il Catania. I biancocelesti, allora guidati dall' allenatore bosniaco Vladimir Petkovic, avrebbero vinto portando a casa un 2 a 1. Ma durante l' intervallo, fra le 15,38 e le 15,39, dagli spalti era partito un coro contro la tifoseria che solitamente occupa la curva Sud: «Giallo rosso ebreo, Roma va a c..à». Le telecamere di sorveglianza dell' impianto avevano beccato gli indagati intenti a incitare la Nord cantando quelle parole. Non era stato difficile per gli uomini della Digos individuare i due tifosi. E dopo la denuncia di rito le indagini ave vano condotto gli inquirenti fino alle abitazioni dei due indagati.

tifosi lazio adesivi anna frank

 

E così, durante la perquisizione, in casa di uno dei due tifosi era stato trovato un manganello retrattile e un manifesto particolare: raffigurava l' immagine di Alessandro Alibrandi, il terrorista proveniente dall' ultradestra capitolina degli anni Settanta.

 

«Alibrandi lo hanno ammaz zato i suoi, è morto per fuoco amico», avrebbe detto in seguito Massimo Carminati, intercettato al telefono nel corso dell' inchiesta al Mondo di Mezzo. Ma questa è un' altra storia.

 

Nulla a che vedere con le accuse di istigazione all' odio razziale contestate dalla procura di Roma e che secondo il gip «non sussistono».

 

Perché nel motivare la sentenza il togato ha spiegato che «l' espressione giallorosso ebreo ha la finalità di deridere la squadra avversaria ed è ricollegabile allo storico antagonismo» fra le due compagini capitoline. Il tribunale di piazzale Clodio ha quindi spiegato che l' espressione e le parole usate all' Olimpico dagli imputati «rimangono confinabili nell' ambito di una rivalità di tipo sportivo». Il coro, in buona sostanza, «aldilà della scurrilità-si legge nella sentenza- esprime mera derisione sportiva». Insomma è uno sfottò che deve essere ricondotto al clima da stadio.

 

CURVA NORD

«Sebbene l' accostamento giallorosso con ebreo possa aver assunto nelle intenzioni del pronunciante valenza denigratoria, ricollegabile latamente a concetti di razza, etnia o di religione - continua il gip nelle motivazioni - le modalità di esternazione non costituiscono alcun concreto pericolo di diffusione di un' idea di odio razziale e di superiorità tecnica».

 

Razzismo o meno, gli scontri verbali tra le due tifoserie negli ultimi mesi stanno diventando sempre più aspri.

 

Nel maggio scorso, ad esempio, quattro manichini giallorossi erano stati impiccati sul ponte pedonale di via degli Annibaldi.

 

Salah, Nainggolan e De Rossi non avranno vissuto momenti sereni osservando quei manichini che, indossando le loro maglie, penzolavano sotto uno striscione che recitava: «Un consiglio senza offesa, dormite con la luce accesa». Anche in quel caso gli ultras della Lazio si erano mostrati «meravigliati e stupiti da tanta ottusità, dal sensazionalismo misto all' allarmismo che anima il giornalismo italiano».

ANNA FRANK

Anche in quel caso si era parlato di «sfottò».

 

Ultimi Dagoreport

edmondo cirielli guido crosetto giorgia meloni antonio tajani maurizio gasparri

DAGOREPORT - NELL’ARMATA BRANCA-MELONI, GIUNTA AL QUARTO ANNO DI POTERE, I REGOLAMENTI DI CONTI NON AVVENGONO SOLO TRA "VIA DELLA SCROFA E "FIAMMA MAGICA", TRA SALVINI E LA DUCETTA - CHI AVEVA INTERESSE A COLPIRE IL VICEMINISTRO DEGLI ESTERI IN QUOTA FDI, EDMONDO CIRIELLI, RENDENDO PUBBLICA SULLE COLONNE DEL “CORRIERE DELLA SERA”, LA NOTIZIA DEL SUO INCONTRO CON L’AMBASCIATORE RUSSO IN ITALIA ALEKSEJ PARAMONOV? - CHE LA DUCETTA SIA ANDATA SU TUTTE LE FURIE E' UNA CAZZATA PERCHE' IL MINISTRO TAJANI ERA A CONOSCENZA DELL'INCONTRO ESSENDO AVVENUTO ALLA FARNESINA ALLA PRESENZA DI DI DUE FUNZIONARI DEL MINISTERO - A VOLERE LO SCALPO DELL’EX GENERALE DI BRIGATA DEI CARABINIERI SONO IN TANTI, DATO CHE IL SUO CARATTERE FUMANTINO STA SUL GOZZO SIA AI CAMERATI D'ITALIA SIA A FORZISTI ITALIOTI - IL SILURO DIRETTO ALLE PARTI BASSE DI CIRIELLI È “MADE IN CIOCIARIA”…

donald trump benjamin netanyahu ali khamenei iran usa

DAGOREPORT – NON SIAMO ASSISTENDO AL DISORDINE POLITICO MONDIALE, MA PIUTTOSTO AL DISORDINE MENTALE DI GRAN PARTE DEI LEADER - LA STRATEGIA DELLA “DECAPITAZIONE” DI NETANYAHU  (BANG! BANG! UCCIDIAMO TUTTI I LEADER IRANIANI) È UNA MINCHIATA CHE RADICALIZZERA' ANCORA DI PIU' IL REGIME TEOCRATICO DI TEHERAN - PER OGNI AYATOLLAH SPEDITO A MAOMETTO, CE NE SONO ALMENO DUE ANCORA PIÙ ESTREMISTI PRONTI A SUBENTRARE - COME DIMOSTRANO GAZA E LIBANO: HAMAS E HEZBOLLAH, PUR DECIMATI, CONTINUANO A COMANDARE, GOVERNARE E COMBATTERE – L’UCCISIONE DI LARIJANI, CAPO DELLA SICUREZZA NAZIONALE CHE AVEVA PRESO LE REDINI DEL COMANDO DOPO KHAMENEI, AVEVA COME SCOPO DI NON FAR ''SCAPPARE'' TRUMP DALLA GUERRA (LA CASA BIANCA ERA STATA TENUTO ALL'OSCURO DAGLI ISRAELIANI) - CON LO STRETTO DI HORMUZ BLOCCATO E MINATO, LA BENZINA ALLE STELLE, TRAFFICI E COMMERCI IN TILT, UNA CRISI ECONOMICA GLOBALE MINACCIA GLI STESSI STATI UNITI, CHE PERDONO ALLEATI: DOPO GLI STATI EUROPEI, ANCHE IL GIAPPONE RINCULA - UNICA VIA USCITA PER TRUMP? DICHIARARE "HO VINTO" E ANDARE A CASA...

andrea iervolino antoniozzi giuli santanche floriana gentile cinecitta

DAGOREPORT – “CIAK”, SI SCAZZA! NON BASTAVA LA LITE CON BUTTAFUOCO E UN VESPAIO DI NOMINE DEMENTI, ORA IL MINISTRO GIULI-VO DELLA CULTURA SI RITROVA CONTRO IL CINE-PRODUTTORE ANDREA IERVOLINO, A CUI IL MIC HA BLOCCATO 66 MILIONI DI TAX CREDIT – OLTRE A UNA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DI FDI A SUO FAVORE (SIC!), LA SETE DI VENDETTA DI IERVOLINO SI ARMA DI UN "MANGANELLO DI CARTA": HA ACQUISITO DALLA SANTANCHE' LA RIVISTA “CIAK” PER SVELARE "DA VICINO E DA DENTRO TUTTI I MECCANISMI CHE MUOVONO I FILM: FINANZIAMENTI PUBBLICI, DINAMICHE DEL TAX CREDIT, PREMI E LORO MODALITÀ DI ASSEGNAZIONE" - IERVOLINO HA GIA' DENUNCIATO CHE LE SOCIETÀ DA PUNTARE, QUANDO SI PARLA DI TAX CREDIT, NON SONO LE SUE, MA PIUTTOSTO...

markus soder soeder ursula von der leyen manfred weber friedrich merz

DAGOREPORT – ANCHE MERZ, NEL SUO PICCOLO, S’INCAZZA! IL CANCELLIERE TEDESCO È UNA FURIA CONTRO MANFRED WEBER, IL BOSS DEL PPE CHE A BRUXELLES LAVORA PER L’ALLEANZA CON I POST-NAZISTI DI AFD: “NON COLLABORIAMO CON L’ESTREMA DESTRA E ANCHE LUI LO SA”. TRADOTTO DAL TEDESCO: SE NON TI ADEGUI, SEI FUORI – È LA STESSA LINEA DEL POTENTE MARKUS SOEDER, PRESIDENTE DELLA BAVIERA CHE SCALPITA, E TEME LA CRESCITA DI AFD NEL SUO LAND (INTANTO, DOMENICA SI VOTA IN RENANIA PALATINATO, REGIONE DELL’OVEST IN CUI FROTTE DI VOTI STANNO MIGRANDO VERSO LE SVASTICHELLE…)

peter thiel donald trump papa leone xiv thomas joseph white

DAGOREPORT – PREVOST, CUOR DI LEONE: “NON ME NE FREGA NULLA DEI SOLDI CHE ARRIVANO DAGLI STATI UNITI. CANCELLATE LE CONFERENZE ALL'ANGELICUM DI PETER THIEL” - LA RISPOSTA TOSTA DEL SANTOPADRE AL RETTORE DELL'ANGELICUM, IL TRUMPIANO THOMAS JOHN WHITE, CHE GLI AVREBBE FATTO PRESENTE DI CORRERE COSI' UN SERIO RISCHIO: FAR SVANIRE L'OBOLO DEGLI STATI UNITI, PRIMO FINANZIATORE DEL VATICANO (13,7 MILIONI) – COLPO DI SCENA AL TERZO GIORNO DI PISTOLOTTI ROMANI, THIEL HA SVELATO IL NOME DI CHI AVREBBE AVVERTITO IL MONDO DELL’ARRIVO DELL’ANTICRISTO: RATZINGER, DEFINITO “IL PIÙ  GRANDE PENSATORE CRISTIANO DEGLI ULTIMI 100 ANNI” (NON A CASO FU BENEDETTO XVI CHE TOLSE LA SCOMUNICA AI SEGUACI ANTI-CONCILIARI DI MONS. LEFEVBRE) - IL NOME DI RATZINGER   SERVE SOLO A RINFOCOLARE LA SPACCATURA TRA LA CHIESA CONSERVATRICE USA E QUELLA PROGRESSISTA DI LEONE XIV…

donald trump e mark rutte a palm beach

DAGOREPORT – PEGGIO DI TRUMP CI SONO SOLO I CAMERIERI PAVIDI COME MARK RUTTE CHE, PER ACCONTENTARE IL "PADRONCINO" DI TURNO, SONO DISPOSTI A TUTTO – IL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO HA RICEVUTO UN “VAFFA” DAI PAESI EUROPEI, STUFI DEI SUOI APPECORONAMENTI DI FRONTE AL TYCOON – RUTTE, DOPO LO SCOPPIO DELLA GUERRA IN IRAN, HA GARANTITO A TRUMP IL MASSIMO SUPPORTO DELLA NATO, CIANCIANDO DI UN “AMPIO SOSTEGNO” DA PARTE DEI LEADER DELL’ALLEANZA. SOSTEGNO CHE NON C’È MAI STATO, TANTOMENO ADESSO CHE IL TYCOON MINACCIA GLI ALLEATI DI UN “FUTURO TERRIBILE”, E METTE IN DISCUSSIONE L’ESISTENZA STESSA DELLA NATO…