VIENI AVANTI, MONZINO! – LA PROCURA DI ROMA HA CHIUSO LE INDAGINI NEI CONFRONTI DI FEDERICO MONZINO, ACCUSATO DI AVERE TENTATO DI ESTORCERE DENARO A RAOUL BOVA, MINACCIANDOLO DI RENDERE PUBBLICHE LE CONVERSAZIONI PRIVATE AVUTE DALL'ATTORE CON MARTINA CERETTI E DI PASSARLE A FABRIZIO CORONA (COSA CHE POI HA FATTO) – I MESSAGGI DEL RAM-POLLO AL MANAGER DI BOVA: “DITE A RAOUL DI CONTATTARMI, HO DEL MATERIALE CHE GLI PUÒ ROVINARE LA VITA, MATRIMONIO E FUTURO. SE NO FINISCE NELLA PROSSIMA PUNTATA DI ‘FALSISSIMO’. ‘DON MATTEO’ NON PENSO SI FARÀ DOPO ’STO SCANDALO” – SECONDO LA PROCURA, MONZINO SI È IMPOSSESSATO DELLE CHAT (COMPRESO IL FAMOSO AUDIO DEGLI “OCCHI SPACCANTI”) VIDEOREGISTRANDOLE DAL CELLULARE DELLA MODELLA...
Estratto dell'articolo di Giuseppe Scarpa per www.repubblica.it
“Dite a Raoul di contattarmi qui, ho del materiale chat e audio che gli può rovinare la vita, matrimonio e futuro”. E ancora: “Se no finiscono nell’episodio di lunedì di Falsissimo”. Fino alla stoccata che rendeva chiarissimo il terreno sul quale si giocava la partita: “Don Matteo non penso si farà dopo sto scandalo”.
La vicenda degli ormai celebri “occhi spaccanti” arriva a una svolta giudiziaria. La procura di Roma ha chiuso le indagini nei confronti di Federico Monzino, accusato di aver tentato di estorcere denaro a Raoul Bova minacciandolo di rendere pubbliche le conversazioni private avute dall'attore con Martina Ceretti.
LO SPACCANTE - MEME BY EMILIANO CARLI
L’avviso di conclusione delle indagini è stato firmato il 2 settembre dal sostituto procuratore Eliana Dolce. Al centro dell'inchiesta c'è una storia che dall'estate del 2025 aveva rapidamente oltrepassato i confini del gossip. Secondo la ricostruzione della procura, Monzino si sarebbe impossessato del contenuto delle conversazioni tra Bova e Ceretti videoregistrandole direttamente dal cellulare della donna il 5 luglio.
Quattro giorni dopo, il 9 luglio, le avrebbe rivelate a Fabrizio Corona, perché fossero poi divulgate sui suoi canali social. Ma è quello che sarebbe accaduto dopo a trasformare la storia privata in un'indagine per tentata estorsione.
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Il 10 luglio, attraverso il profilo Instagram “Sei fottuto”, Monzino avrebbe contattato Consuelo De Andreis, manager di Bova, annunciando di possedere materiale capace di travolgere la vita personale e professionale dell'attore. Il giorno successivo il contatto diventa diretto. E i messaggi, riportati nell'atto giudiziario, lasciano poco spazio alle sfumature.
"Non è il caso che venga fuori uno scandalo sui giornali, no? Per il tuo matrimonio, per la tua immagine, per il tuo presente e futuro lavoro. Altro che Don Matteo”. Poi l'avvertimento: “Verrà pubblicato lunedì se non fai qualcosa”. E ancora: “Ho dei contenuti tra te e Martina Ceretti che ti farebbero molto male”.
Infine, secondo l'accusa, arriva la proposta: "Io posso non fare accadere tutto ciò. Se mi vieni incontro blocchiamo tutto e rimane privato”. E poi il passaggio forse più esplicito: "Se vuoi essere gentile e farmi un regalo dato che ti sto salvando il culo sta a te".
Bova, però, non cede. Ed è probabilmente questo il passaggio più significativo dell'intera vicenda. L'attore sceglie di denunciare, pur sapendo che quella decisione avrebbe potuto portare dentro un fascicolo giudiziario — e quindi esporre — una parte delicatissima della propria vita privata. [...]
Una scelta tutt'altro che scontata quando la leva del presunto ricatto è esattamente quella: la paura dello scandalo. Bova, assistito dal penalista David Leggi, decide invece di correre quel rischio e consegnare tutto agli investigatori. Nell'atto della Procura Leggi figura come avvocato di fiducia della persona offesa.
E la pressione, secondo gli inquirenti, non sarebbe terminata con la denuncia. Il 22 luglio Monzino avrebbe indotto Ceretti a contattare nuovamente Bova facendo arrivare altri messaggi nei quali veniva prospettata la possibilità di raggiungere un "compromesso”, a condizione che l'attore non avesse denunciato quanto accaduto nei giorni precedenti.
Tre, alla fine, le contestazioni mosse dalla procura: tentata estorsione, violazione della corrispondenza privata per aver preso cognizione delle conversazioni tra Ceretti e Bova e successiva rivelazione delle stesse a Corona. Per gli inquirenti i tre episodi sono legati dal vincolo della continuazione. [...]







