IL DIVANO DEI GIUSTI – CHE VEDIAMO STASERA IN ATTESA DEGLI OSCAR? IN CHIARO VI PROPONGO DI RECUPERARE SU CIELO “THELMA & LOUISE” DI RIDLEY SCOTT CON SUSAN SARANDON, GEENA DAVIS, CLASSICO DEL CINEMA FEMMINISTA ANCHE SE DIRETTO DA UN REGISTA MASCHIO (LO POTRÒ DIRE? FORSE NO) – SU IRIS PASSA “GANGSTER SQUAD”, CON UN GRANDE CAST, DA SEAN PENN COME IL CATTIVISSIMO MICKEY COHEN ("IO SONO IL PROGRESSO"), CHE METTE SOTTO IL SUO TACCO LA BELLISSIMA EMMA STONE NEI PANNI DELLA BAMBOLA GRACE FARADAY – IN SECONDA SERATA LA7 CINEMA PASSA “DRACULA DI BRAM STOCKER” DI COPPOLA, UNO DEI PIÙ GRANDI DRACULA CHE SI SIANO MAI GIRATI – CIELO A MEZZANOTTE IN PUNTO PRESENTA “THE LOBSTER” DI YORGOS LANTHIMOS… – VIDEO
Marco Giusti per Dagospia
susan sarandon e geena davis 2
Che vediamo stasera in attesa degli Oscar? In chiaro vi propongo di recuperare su Cielo alle 21, 15 “Thelma & Louise” di Ridley Scott con Susan Sarandon, Geena Davis, Harvey Keitel, Michael Madsen, Brad Pitt, classico del cinema femminista anche se diretto da un regista maschio (lo potrò dire? Forse no. Ma allora si diceva…), ma scritto e prodotto da una donna, Callie Khouri, che ci vinse anche l’Oscar per la sceneggiatura e sul palco disse: “Beh, per tutti quelli che mi chiedono di aggiungere un happy ending a Thelma & Louise, per me è questo”.
Aveva ragione lei. Non aveva mai scritto un film prima. A quelli che definivano il film “femminismo tossico” rispose con un simpatico “Kiss my ass, kiss my ass. Sono cresciuta in questa società. Lasciamo che risolvano la questione del modo in cui le donne vengono trattate nei film, prima di iniziare a importunarmi sul modo in cui vengono trattati gli uomini.”
susan sarandon e geena davis 3
La Khouri avrebbe voluto dirigere lei stessa il film, ma a quel tempo le grandi produzioni non l’avrebbero accettato. Ridley Scott doveva solo essere il produttore, ma poi, dopo una serie di ricerche inutili, lo diresse lui stesso. Nel film, la casalinga disperata Thelma e la sua amica Louise, stanche dei loro uomini, decidono di andarsene.
Le due protagoniste vennero candidate entrambe all’Oscar, ma quell’anno vinse Jodie Foster per “Il silenzio degli innocenti”. Prima che venisse chiamato Brad Pitt nel ruolo che per la prima volta lo mise in luce, vennero visti William Baldwin, George Clooney, Mark Ruffalo. Scelsero Robert Downey Jr. ma era troppo basso accanto a Geena Davis.
Per la scena di sesso con Brad Pitt, Ridley Scott cercò una controfigura per Geena Davis, ma lei non la voleva. Brad Pitt racconta che a un certo punto davanti alla Davis ebbe un’erezione. Si legge che Geena Davis, alla fine della lavorazione del film, mollò il suo fidanzato, Jeff Goldblum, e che uno dei motivi era proprio una storia con Brad Pitt. Ci sta.
Su Iris alle 21,15 passa “Gangster Squad” di Ruben Fleischer con Emma Stone, Ryan Gosling, Sean Penn, Josh Brolin, Nick Nolte, Giovanni Ribisi. Mi piacque quando uscì. Che bellezza! – scrivevo - Smitragliate, belle ragazze, ex-pugili, poliziotti corrotti, poliziotti onesti nella Los Angeles del 1949. Gli anni di Johnny Stompanato e di Mickey Cohen.
Tornano i gangster in un film della Warner Bros! Come se ci fossero ancora Humphrey Bogart e James Cagney, Raoul Walsh e Michael Curtiz...
E’ molto piacevole questo "Gangster Squad" diretto da Ruben Fleischer, scritto dal televisivo Will Beal ispirato da una serie di libri di Paul Lieberman e alla vera storia del boss della male di Los Angeles Mickey Cohen. Ha pure un gran bel cast.
emma stone ryan gosling gangster squad
Da Sean Penn come il cattivissimo Mickey Cohen ("Io sono il progresso"), che mette sotto il suo tacco la bellissima Emma Stone nei panni della bambola Grace Faraday, alla squadra dei duri e puri capitanata da Josh Brolin come Sergente John O'Mara che ha preso con sé Ryan Gosling, il disincantato Jerry Wooters, poi il nero Anthony Mackie, l'asso del coltello Coleman Harris, e ancora Robert Patrick come il pistolero Max Kennard, l'ispanico Michael Pena come Navidad Ramirez, e Giovanni Ribisi come il genio della scientifica Conway Keeler.
Mettiamoci anche il vecchio Nick Nolte come onesto capo della polizia di Los Angeles che ha deciso di farla finita con il boss Mickey Cohen con ogni mezzo. "Niente nomi, niente tesserini, niente pietà ".
Una squadra della morte di poliziotti killer. Tutto bene, anche se la storia è un po' diversa e a Mickey non andrà così male nella vita. Eppure, malgrado il cast roboante, il tanto sparare, le belle e ricchissime scenografie che ricostruiscono le strade e i locali della Los Angeles di un tempo (notevole l'esibizione di una falsa Carmen Miranda), malgrado una regia agile e moderna, il film rimane sempre nella zona dell'intrattenimento piacevole.
E possiamo anche rimpiangere il buon "L.A. Confidential" girato nel 1997 da Curtis Hanson ispirandosi ai romanzi di James Ellroy e che mette in piedi parte della stessa storia, con tanto di Mickey Cohen interpretato da Paul Guilfoyle. Certo, dietro il tanto sparare e la violenza da gran cinema di "Gangster Squad" non mancano i difetti.
E anche qualche buco di copione. Dovuto anche ai molti problemi che ha avuto il film una volta terminato. Dopo il massacro al cinema di Aurora in Colorado all'anteprima di "The Dark Knight", i produttori hanno deciso di togliere completamente una delle scene più importanti del film che vedeva proprio una gigantesca sparatoria con decine di morti che iniziava con i gangster che sparano dallo schermo dello storico Grauman's Chinese Theatre.
Al suo posto è stata girata un mese dopo, a fine agosto, la lunga scena a Chinatown con la stessa sparatoria, ma qualche legame e un bel po' di spettacolarità si devono essere perse per strada. Si spostò anche l’uscita, vennero rifatti i trailer. Detto questo si sente che qualcosa nel film non torna. Sean Penn poi, è troppo e inutilmente cattivo, truccato pure in maniera eccessiva, sembra un misto tra i cattivi di Dick Tracy e il Cipolla intossicato.
E Mickey Cohen non era affatto, a leggere le cronache, questo mostro. Il grande scrittore americano Ben Hecht aveva fatto un ben più complesso ritratto di questo gangster ebreo di origine russa. Il capo dei buoni Josh Brolin è un Fearless Fosdick perfetto con cravatta e cappello, ma non ha un minimo di fascino. Per fortuna Emma Stone e Ryan Gosling, che fanno anche gli innamorati alla faccia di Sean Penn, sono perfetti.
Guardate il numero che fa lui quando accende la sigaretta a lei con il suo accendino. Guardatelo quando si muove sparando in mezzo alla strada. Ci credi sempre e non perde mai la sua eleganza, nemmeno quando brucia con l'acido le palle a un cattivo che voleva sfregiare la sua bella.
EMMA STONE NUDA IN POVERE CREATURE
Cielo alle 21,20 passa un altro filmone da Oscar, “Povere creature” di Yorgos Lanthimos con Emma Stone, Willem Dafoe, Mark Ruffalo, Ramy Youssef, Christopher Abbott. Con 11 nominations agli Oscar, 4 vinti, per trucco, costumi, scenografie e la protagonista Emma Stone, “Povere creature” è finora il film più divertente, grottesco, erotico, pieno di invenzioni visive, ottime-buone-ma anche di cattivo gusto, e pieno di invenzioni narrative, direi quasi tutte molto buone, di Yorgos Lanthimos.
Già Leone d’Oro a Venezia, scritto da Tony McNamara, lo sceneggiatore di “La favorita”, tratto dal romanzo dell’inglese Alasiar Gray, che ritengo favoloso sentiti i dialoghi strepitosi (perfino la cameriera che battezza come “hairy bussiness” la sua topa) e accompagnato, esattamente come ne “La favorita”, dalla fotografia piena di vita di Robbie Ryan e dall’interpretazione sublime di Emma Stone, una sorta di Barbie/Barbara Steele che deve molto al bianco e nero di Mario Bava.
willem dafoe povere creature poor things 1
Per non parlare di un cast di altissimo livello, con un meraviglioso Dottor Frankenstein di Willem Dafoe, il libertino Duncan Wedderburn di Mark Ruffalo, candidato all’Oscar come non protagonista, il recupero addirittura della trasgressiva Hanna Schygulla, nel ruolo di una vecchia signora intellettuale che non scopa da vent’anni, il cameo di Margaret Qualley e quella forza della natura che è Kathryn Hunter, già strega nel “Macbeth” di Joel Coen e qui la minuscola maitresse parigina tatuata e cannibale Madame Swiney.
Il film, ambientato in una Londra vittoriana, ma anche a Lisbona, Alessandria, Parigi, è una sorta di rilettura post-femminista di Frankenstein, di Prometeo liberato, unito a una rilettura rovesciata del romanzo libertino alla “Moll Flanders”.
E’ in questo mondo mischiato di generi letterari diversi, macchiato di nuove sensibilità al femminile, che la Creatura liberata, la donna perduta precipitata nel peccato, visto qui però come rinascita sessuale, dopo il suicidio per disperazione nel Tamigi, viene fatta rivivere dal Dottor “God”win di Willem Dafoe (“Crede in Dio?”- “In me o nella divinità?) col cervello del suo bambino/bambina che portava in grembo.
E la Creatura si trasforma dalla mal sposata nobile Victoria Blessington nella vitale, intelligentissima, curiosa, sessualmente attivissima Bella Baxter, la “nuova donna” che nulla deve e dovrà mai al potere maschile dei padri-mariti-amanti-medici-scrittori-registi. Il sesso è sempre immorale, sostiene il senza sesso Dottor Godwin, che si fa chiamare God.
Così, grazie alla sua sessualità non repressa dalle rigide regole della società maschile, Bella passa crescendo culturalmente da un punto all’altro della storia alla ricerca di un miglioramento che la liberi da tutte le prigionie possibili maschili.
EMMA STONE NUDA IN POVERE CREATURE
Se in “Barbie” si tratta lo stesso tema giocando su un giocattolo senza genitali costruito dai creatori “maschi” della Mattel che alla fine avrà come compenso per la sua rinascita la sessualità e/o l’identità che il patriarcato le aveva negato alla nascita, “Poor Things” recupera la donna schiava del maschilismo vittoriano come piena padrona di se stessa e della propria sessualità.
Una cosa, insomma, che non può che far impazzire il suo amante libertino Duncan Wedderburn portandolo alla follia, mentre il suo promesso sposo, l’assistente di Godwin, il Mark McCandles di Ramy Youssef, capisce da scienziato il valore della Creatura liberata e il suo immorale miglioramento.
Forse un filo troppo lungo, con troppi film da seguire, horror-fantasy- con qualche effetto speciale davvero modesto (le creature del Mad Doctor), scenografie fantasy non sempre riuscite (Lisbona…), il film di Lanthimos non solo offre a Emma Stone il ruolo della sua vita, ma ragiona sui temi più innovativi del cinema attuale. E apre alla grande stagione delle riletture del cinema gotico del passato.
Alternative? Su Cine 34 alle 21 passa “10 giorni senza mamma” di Alessandro Genovesi con Fabio De Luigi, Valentina Lodovini, Angelica Elli, Bianca Usai, Matteo Castellucci, remake di un grande successo francese e modello per il cinema successivo di Fabio De Luigi. R
ai Movie alle 21,05 propone l’unico film di grande successo diretto da Kevin Constner, “Balla coi lupi” con Kevin Costner, Graham Greene, Mary McDonnell, Rodney A. Grant. Vinse 7 Oscar, miglior film, sceneggiatura, regia, fotografia, suono, montaggio e musica. I Lakota, omaggiati nel film, fecero Kevin Kostner membro onorario della loro nazione.
Leggo che Due Calzi, il lupo protagonista assieme all’attore, era interpretato da due lupi diversi, identici, Buck e Teddy. Durante la scena della caccia al bufalo, venne usato un bufalo in animatronic da 250 mila dollari. Lo stesso Costner cacciò qualcosa tra i 3 e i 5 milioni di dollari per finanziare il film, che costò 22 milioni di dollari. Ma ne incassò 424.
Su Canale 20 alle 21,10 trovate “Taken 3” di Olivier Megaton con Liam Neeson, Famke Janssen, Maggie Grace, Forest Whitaker, Jon Gries, Leland Orser. Ricordo bruttissimo “City of Angels. La città degli angeli” versione americana del capolavoro di Wim Wenders “Il cielo sopra Berlino”, ridicolizzato da Brad Silberling che ne fa una commedia new age con Nicolas Cage, Meg Ryan, Andre Braugher, Colm Feore, Dennis Franz, Canale 27 alle 21, 15. Dedicato alla produttrice Dawn Steel, morta di tumore al cervello poco prima. Leggo che è stato l’ultimo film di dennis Franz, che si ritirò dalle scene subito dopo.
Rai4 alle 21,20 propone l’action “A testa alta” di Kevin Bray con Dwayne "The Rock" Johnson, Johnny Knoxville, Neal McDonough, Kristen Wilson, Ashley Scott. Rai5 alle 21,20 propone il biopic sullo scrittore americano J.D.Salinger, “Rebel in the Rye” di Danny Strong con Nicholas Hoult, Zoey Deutch, Sarah Paulson, Kevin Spacey, Lucy Boynton, Hope Davis.
Tv8 alle 21,30 passa “Men in Black International” di F. Gary Gray con Chris Hemsworth, Liam Neeson, Emma Thompson, Tessa Thompson, Rebecca Ferguson. Bel cast ma non grandi risultati. Passiamo alla seconda serata con l’action inglese “All the Devil's Men – Squadra speciale” di Matthew Hope con Milo Gibson, Sylvia Hoeks, William Fichtner, Gbenga Akinnagbe, Joseph Millson, Rai4 alle 22, 40. Stroncatello dai critici.
Su Cine 34 alle 23,10 un altro film con Fabio De Luigi, la commedia sentimentale “Una donna per amica” diretta da Giovanni Veronesi con Fabio De Luigi, Laetitia Casta, Valeria Solarino, Monica Scattini, Valentina Lodovini. Meglio del previsto. Nel film si discute se è possibile essere davvero amici tra uomini e donne. Di cosa fare con le forbici al pisello di tuo marito se sostiene che era solo amico di una certa ragazza: “180 punti di sutura sul cazzo”.
Si cerca anche di dare un significato politico al nostro disagio sentimentale: “Questo paese produce ansia sui sentimenti!”. Si scopre che qualche vecchietto centenario non è così simpatico: “Mi sono cacato addosso, testa di cazzo”. Si presenta Valeria Solarino come tossica e tatuata, ma non la si giustifica affatto. Anzi. E neanche si cerca di redimerla, rimane tossica e perdipiù punk-a-bestia.
L’appunto che possiamo fare qui a Veronesi e al suo cosceneggiatore Ugo Chiti è un po’ il dare per scontati i tempi comici, la costruzione del racconto, pensare che bastino quattro facce di Fabio De Luigi, bravo e simpatico come sempre ma un filo ripetitivo, per far ridere, o che il solo fatto di mettere in scena la bellissima Laetitia Casta, terribile attrice anche se, davvero, riempie lo schermo con un sorriso e le lunghe gambe, già funzioni per costruire la storia sentimentale.
Per non parlare del dover ambientare tutto il racconto, che potrebbe vivere ovunque, in un paesino pugliese ricostruito fra Trani e Otranto, anche se non capisci che ci facciano lì un avvocato e attivista ambientalista del nord come Fabio De Luigi, la francese Laetitia Casta con sorella tossica finto toscana Valeria Solarino, il romano Adriano Giannini come uomo della forestale (non si vede un albero…), l’umbra Valentina Lodovini come assistente di De Luigi, la sarda Geppy Cucciari che è finita pure in prigione per la tentata evirazione del marito e la romanissima Virginia Raffaele come bella ragazza che parla tanto rapidamente che non ci si capisce nulla.
E non sono in vacanza, attenzione. Ai pugliesi, che avranno messo i soldi della Film Commission penso, vengono riservati i ruoli minori, e sono tutti notevoli, da Rino Diana a Vito Signorile alla anonima e incomprensibile portiera cicciona. Ma più che un film girato in Puglia si ha l’idea di una Puglia invasa da cinematografari.
La7 Cinema alle 23,45 passa “Dracula di Bram Stocker” di Francis Ford Coppola con Gary Oldman, Winona Ryder, Anthony Hopkins, Keanu Reeves, Sadie Frost, Richard E. Grant, Monica Bellucci. Uno dei più grandi Dracula che si siano mai girati.
Cielo a mezzanotte in punto presenta “The Lobster” di Yorgos Lanthimos con Colin Farrell, Rachel Weisz, Léa Seydoux, Ben Whishaw, Olivia Colman, Aggeliki Papoulia. L’idea è che se non riesci a trovarti un compagno o una compagna entro un certo tempo, verrai trasformato in un animale da chi detiene il potere. Hai solo la possibilità di scegliere.
monica bellucci in dracula di bram stoker
Che volete diventare, uno stambecco, un cane, un armadillo? Colin Farrel decide per l’aragosta. Questa la premessa di questa favola fantascientifica molto attesa, che a Cannes vinse il premio della Giuria. Va detto subito che il film, scritto assieme a Efthimis Filippou. coprodotto da mezzo mondo e girato in gran parte in Irlanda, non è né facile né gradevole, ma volutamente oscuro e sgradevole, pieno di humour tra Azcona e Ferreri, ma senza la loro leggerezza.
Ma lascia comunque il segno e il regista non perde la sua integrità e la sua visione assurda del mondo in questa operazione internazionale girata in inglese che cerca di descrivere, pur favolisticamente e con toni apocalittici, la mancanza di sentimenti dei poteri forti europei.
In un mondo che potrebbe essere il nostro, gli uomini sono quindi obbligati a vivere in coppia. Chi rimane single è rinchiuso in un hotel-lager, dominato da una padrona, dove ha 44 giorni per trovare la sua compagna ideale. Se non la trova, verrà trasformato in un animale. A sua scelta.
Il nostro protagonista, Colin Farrel, che arriva lì con il fratello Bob diventato un cane, sceglie come si è detto di diventare un'aragosta, perché vivono cento anni e possono procreare sempre. Beate loro. I giorni possono allungarsi se si colpiscono "i solitari", ribelli che vivono nel bosco. Ogni ribelle colpito, un giorno in più. Una donna senza cuore ne ha colpiti più di cento.
Arrivato alla fine dei 44 giorni, Colin Farrell, dopo un tentativo di coppia poco riuscito proprio con la donna senza cuore, Angeliki Papoulia, che gli uccide il fratello, scappa e va a vivere con una banda di ribelli nella foresta guidato da una rivoluzionaria, la bella Léa Seydoux, che impone a tutti la condizione di solitario. Niente sesso, insomma, niente relazioni, chi trasgredisce verrà duramente punito.
morto stalin se ne fa un altro 1
In pratica è un’altra versione, ma sempre al femminile, della normalizzazione di coppia dell'hotel-lager. Colin Farrel, che si innamorerà presto della bella ribelle Rachel Weisz, dovrà anche in questo caso fingere di non avere i sentimenti che ha. Ovviamente la scoperta dell'amore fra i due muoverà la situazione a limiti estremi.
Cine 34 alle 0,45 propone “Cane e gatto”, commedia di Bruno Corbucci con Bud Spencer, Tomas Milian, Mark Lawrence, Margherita Fumero, Bill Garrigues.
morto stalin se ne fa un altro
Su La7 alle 0,55 la commedia storica “Morto Stalin, se ne fa un altro” di Armando Iannucci con Michael Palin, Steve Buscemi, Simon Russell Beale, Jason Isaacs, Jeffrey Tambor.
Rete 4 all’1 passa il kolossal “Profumo” diretto da Tom Tykwer, tratto dal romanzo di Patrick Süskind, con Ben Whishaw, Dustin Hoffman, Rachel Hurd-Wood, Alan Rickman. Rai4 alle 2 propone l’horror “Wolfkin” di Jacques Molitor con Louise Manteau, Victor Dieu, Marja-Leena Junker, Jules Werner, Marco Lorenzini.
morto stalin se ne fa un altro
Iris alle 2, 05 presenta invece il biopic “Grace of Monaco” di Olivier Dahan con Nicole Kidman, Tim Roth, Paz Vega, Frank Langella, Roger Ashton-Griffiths, Parker Posey.
La notte si riempie di buoni film, da “The Millionaire” di Danny Boyle con Dev Patel, Freida Pinto, Mia Drake, Imran Hasnee, Anil Kapoor, Irfan Khan, Madhur Mittal, La7 Cinema alle 2,05, a “Il sacrificio del cervo sacro” di Yorgos Lanthimos con Colin Farrell, Nicole Kidman, Barry Keoghan, Sunny Suljic, Denise Dal Vera, Cielo alle 2, 15, che in molti abbiamo trovato bello ma un po’ indigesto. Troppo sgradevole.
nicole kidman il sacrificio del cervo sacro
Fu il film che lanciò un giovanissimo e impressionante Barry Keoghan come angelo della morte. Ricordo che Nicole Kidman si spogliava molto perché si era appena rifatto il seno.
Rai Movie alle 3,25 propone il capolavoro di Howard Hawks “La cosa da un altro mondo”, grande film di fantascienza anni ’50 firmato da Christian Nyby, ma in realtà prodotto, supervisionato e un bel po’ diretto dal maestro Howard Hawks, scritto da Charles Lederer e Hawks, tratto dal romanzo "Who Goes There?" di John W. Campbell, con Kenneth Tobey, Margaret Sheridan, Robert Cornthwaite, Douglas Spencer, James Young.
Amo molto anche la versione di John Carpenter, ma se hai visto da bambino il film di Hawks è chiaro che ne sarei per sempre segnato. "Keep watching the skies", era la celebre frase finale che apriva la caccia ai dischi volanti e al pericolo rosso. James Arness, che ricordiamo star della tv molti anni dopo, era così imbarazzato dall’aver interpretato “La Cosa”, che non andò alla prima del film.
colin farrell nicole kidman il sacrificio del cervo sacro
La Cosa da piccola è interpretata da Billy Curtis. Arness ricordava come regista Nyby, mentre Kenneth Tobey ricordava Hawks. In un primo tempo anche Hawks disse che non aveva diretto granché del film, ma negli anni cambiò parecchio la versione. Nyby però non ha diretto nulla del genere in vita sua, e in questo caso parla un po’ il film da solo. Possibile che Nyby abbia diretto la parte con Arnes, le scene di azione, mentre Hawks quelle di dialogo. Sembra che abbiano contribuito alla sceneggiatura anche Ben Hecht e William Faulkner, amici storici di Hawks.
Falso che abbia contribuito con qualche battuta Orson Welles. Perfino il titolo deve molto a Hawks, che aggiunse a “The Thing” il “from Another World". E’ uno dei due film prodotti da Hawks con la sua società, la Winchester Pictures Corporation.
Su Iris alle 3, 50 avete “Seduzione pericolosa”, thriller erotico di Harold Becker con Al Pacino, Ellen Barkin, John Goodman, Michael Rooker. Rete 4 alle 3, 55 passa addirittura uno dei primi peplum del Dopoguerra, “Fabiola”, kolossal di Alessandro Blasetti, scritto da almeno tredici sceneggiatori, con un aiuto come Sergio Leone con Michèle Morgan, Michel Simon, Gino Cervi, Henry Vidal, Massimo Girotti, Sergio Tofano, Rina Morelli e Paolo Stoppa.
il sacrificio del cervo sacro 6
Chiudo però con “L’uomo delle stelle” di Giuseppe Tornatore con Sergio Castellitto che porta il cinema in Sicilia. Con lui ci sono una giovanissima Tiziana Lodato, Tony Sperandeo, Jane Alexander, Gigi Burruano, Leo Gullotta, Tano Cimarosa, Aurora Quattrocchi e il drammaturgo palermitano Franco Scaldati. Da recuperare.















