NON BASTAVANO GLI SCAZZI TRA BRUTI LIBERATI E ROBLEDO ORA ANCHE L’ASSOLUZIONE DEL BANANA: ALLA PROCURA DI MILANO HANNO I NERVI A PEZZI! SENZA CONTARE IL 26,3% DEGLI IMPUTATI ASSOLTI IN PRIMO GRADO...

Luigi Ferrarella per il “Corriere della Sera”

 

a sinistra il procuratore aggiunto di milano alfredo robledo, a destra il procuratore capo edmondo bruti liberatia sinistra il procuratore aggiunto di milano alfredo robledo, a destra il procuratore capo edmondo bruti liberati

Prendere in faccia uno dei tram che passano sotto Palazzo di giustizia forse ieri avrebbe fatto meno male al gruppo dirigente della Procura di Milano: trasmette l’impressione il corridoio pomeridiano dove tutti — dal procuratore Edmondo Bruti Liberati al capo dell’Antimafia Ilda Boccassini, dall’aggiunto dei reati economici Francesco Greco a quello dei reati sessuali Pietro Forno — escono da mini riunioni nei loro uffici ed evitano commenti all’assoluzione di Berlusconi. 

EDMONDO BRUTI LIBERATI EDMONDO BRUTI LIBERATI


Non è solo diplomazia, peraltro vestita dal rispetto per le sentenze che aveva già indotto Bruti a non commentare anche la condanna in primo grado. Non è solo l’aggiornamento pluriennale del punteggio processuale tra Berlusconi e Boccassini: «2 a 2», assoluzione nei processi Ruby e Sme, prescrizione della corruzione giudiziaria nel processo penale lodo Mondadori e successiva condanna civile a risarcire a De Benedetti 494 milioni di euro. E nemmeno è solo l’imbarazzo per l’infelice frangente della Procura in mezzo ai contrasti al Csm tra Bruti e l’altro suo vice Alfredo Robledo, in parte proprio sui criteri di assegnazione al pm Boccassini del fascicolo Ruby. 

Boccassini BiondaBoccassini Bionda


C’è di più: c’è l’impatto con una sequenza di rovesci processuali concentratisi negli ultimi mesi in alcuni dei fascicoli più sotto la luce dei riflettori. L’assoluzione in primo grado di Pier Silvio Berlusconi e Fedele Confalonieri dalla frode fiscale nel processo sui diritti tv Mediatrade; l’assoluzione in Appello di quattro banche internazionali dall’accusa di aver truffato il Comune di Milano sui prodotti finanziari derivati; l’assoluzione dall’aggiotaggio in Appello e poi in Cassazione dell’ex governatore di Banca d’Italia Antonio Fazio e degli immobiliaristi e contropattisti della scalata Unipol a Bnl; l’assoluzione in Corte d’assise dei poliziotti imputati dell’omicidio preterintenzionale di Michele Ferrulli in un fermo per strada; il proscioglimento in udienza preliminare dei vertici della multinazionale Bosch da una contestata frode fiscale. E adesso l’assoluzione in Appello di Berlusconi nel processo Ruby. 

Procura di MilanoProcura di Milano


Ciascuno di questi processi ha per la verità la sua storia: nel processo Mediaset (gemello di Mediatrade) la Cassazione aveva condannato in via definitiva Silvio Berlusconi; il processo sui derivati, nel quale c’era stata una condanna in primo grado, ha comunque propiziato una maxitransazione tra le banche e il Comune di Milano del valore di 450 milioni di euro in 20 anni; l’indagine sulle scalate bancarie aveva già ottenuto decine di condanne o patteggiamenti definitivi (compresi Fazio, Consorte, Fiorani) nel gemello aggiotaggio Antonveneta; e la Bosch, prima dell’assoluzione dei suoi vertici, si era comunque determinata a versare al Fisco 320 milioni di euro.

 

Senza scordare le centinaia di condanne in Cassazione nel maxiprocesso di ‘ndrangheta istruito dal pool Boccassini, «Infinito»; o la condanna (sinora) in Appello degli stilisti Dolce&Gabbana per omesse dichiarazioni fiscali. 

Francesco Greco procuratore a Milano esperto in reati funzionari Francesco Greco procuratore a Milano esperto in reati funzionari


Ma a soffrire ieri il timore del contraccolpo, più ancora dei pm superstar sono i pm peones, quelli che sui giornali finiscono poco ma in realtà mandano avanti l’ufficio, spesso con superiore perizia nelle indagini e maggiore tatto verso le persone rispetto ai colleghi più osannati.

 

È probabilmente a loro che pensava il vicecapo dell’Ufficio gip, Claudio Castelli, quando ieri mattina, prima della sentenza e dunque indipendentemente da essa, inviava una riflessione invece sui contrasti tra pm milanesi al Csm: «La Procura, con problemi e difficoltà, funziona e cerca di assicurare quell’eguaglianza dei cittadini davanti alla legge che è la nostra costante tensione.

 

A volte dico scherzosamente che davanti a noi passa ed è passata la storia (spesso criminale) d’Italia. Ed in effetti abbiamo processato dal presidente del Consiglio al presidente della Regione, dalla ‘ndrangheta alla mafia, dalle scalate bancarie ai reati tributari».

 

Ci sarebbe forse anche qualche altro dato da iniziare a soppesare, come il 26,3% di imputati assolti già in primo grado. Ma per Castelli un conto è «criticare la Procura per avere sviluppato pool troppo isolati e poco intercomunicanti, o non avere cercato una forte coesione interna», e tutt’altro è «distruggere il credito che la Procura si è guadagnata sul campo: va difesa senza tentennamenti — ritiene Castelli —, questo oggi è il fronte della nostra indipendenza». 

Avvocato difensore di Berlusconi Gaetano Pecorella con l'avvocato della procura di milano Alessandro Pace Foto LapresseAvvocato difensore di Berlusconi Gaetano Pecorella con l'avvocato della procura di milano Alessandro Pace Foto Lapresse


 

 

Ultimi Dagoreport

marina pier silvio berlusconi soldi profitti denaro

FLASH – MARINA O “MARETTA”? SEMBRA CHE STIA MONTANDO UN PO' DI TENSIONE TRA I FRATELLI BERLUSCONI - MARINA, CHE IN QUANTO PRESIDENTE DI FININVEST È LA CAPA DI “PIER DUDI”, È PREOCCUPATA DAL FUTURO ECONOMICO DI MEDIASET. E NON SOLO PER L'IMPERO ITALIANO: TEME CHE L’ACQUISIZIONE DI PIER SILVIO DELLA TV TEDESCA PROSIEBENSAT SIA STATA UNA MOSSA  AZZARDATA E CHE POSSA METTERE A RISCHIO LA TENUTA DEI CONTI DEL BISCIONE - (A COLOGNO ANCORA SCOTTA IL RICORDO DEI 900 MILIONI DI EURO BUTTATI NEI DIRITTI TV E IL FLOP DI MEDIASET PREMIUM, CHE STAVANO PER FAR SCHIOPPARE L’AZIENDA...)

cateno de luca vannacci meloni

DAGOREPORT - “VANNACCI E’ IL GENERALE DELLE STRONZATE. OGNI COSA CHE DICE È UNA STRONZATA!”- VIDEO-BOOM! CATENO DE LUCA, NEO-ALLEATO DI GIORGIA MELONI, AVRÀ IL RUOLO DI BASTONARE VANNACCI PER CONTO DELLA DUCETTA: “AL SUO PARTITO DEI CAZZARI, OPPONGO IL PARTITO DEL PRAGMATISMO” - L’ACCORDO TRA LA MELONI E "SCATENO" E’ STATO CHIUSO DA LA RUSSA E DAL SUO FEDELISSIMO GAETANO GALVAGNO, PRESIDENTE DELL’ARS. GLI ESPONENTI SICILIANI DI FDI SONO SCONCERTATI, MA TACCIONO PER PAURA DI NON ESSERE RICANDIDATI: DE LUCA LI HA FATTI A PEZZI - QUANDO DE LUCA SI SCAGLIAVA CONTRO LA RAI: “È DIVENTATA TELE-MELONI, VESPA STABILISCE CHI È MAGGIORANZA E CHI È OPPOSIZIONE. È UN SISTEMA ASSERVITO A UN’OLIGARCHIA” – LA REPLICA DI VANNACCI A DE LUCA: “CONOSCO LE CATENE E LE CATENARIE, ALTRI CATENI NON NE CONOSCO. NON MI OCCUPO DI COSE DI POCO CONTO” - VIDEO 

leonardo maria del vecchio

FLASH! - SIAMO QUASI A NOVEMBRE E TUTTE LE SOCIETÀ, QUOTATE E NON, HANNO COMPILATO E RESO PUBBLICI I LORO BILANCI 2025 – SEBBENE IL CODICE CIVILE PREVEDA CHE SIANO PRESENTATI ENTRO 120/180 GIORNI DALLA CHIUSURA DELL’ESERCIZIO (31 DICEMBRE), LMDV CAPITAL DI LEONARDINO DEL VECCHIO, NON L’HA ANCORA RESO DISPONIBILE, PUR ESSENDO LA SUA HOLDING DI PARTECIPAZIONI (TWIGA, QN, IL GIORNALE, LEONE FILM GROUP, IMPREDO, ACQUA FIUGGI, ETC.) AL CENTRO DEL FAMILY-OFFICE DELL’EREDE LUXOTTICA – COME MAI TALE RITARDO? FORSE TROPPO IMPEGNATO A FARE LE PULCI AL “FATTO QUOTIDIANO”?

papa leone xiv javier milei viaggio argentina arcivescovo paul richard gallagher

DAGOREPORT - DOPO LA RECENTE OPERAZIONE PER L’ASPORTAZIONE DI UN CANCRO AL POLMONE, CHE ARIA TIRA IN VATICANO INTORNO A ROBERT PREVOST? - ALLA VIGILIA DEL SUO  VIAGGIO IN AMERICA LATINA, CHE SOSTEGNO RICEVE DAL SUO MINISTRO DEGLI ESTERI, L'ARCIVESCOVO PAUL RICHARD GALLAGHER? - SENTITE CON QUANTA MALCELATA SODDISFAZIONE, PARLANDO NELLA SEDE DELLA STAMPA ESTERA, IL CARDINALE BRITANNICO SI È ESPRESSO SULLO STATO DI SALUTE DI LEONE XIV: IL CANCRO DEL PAPA RAPPRESENTA UN "CAMBIO DI PARADIGMA" - GALLAGHER HA COSÌ GLOSSATO IL ‘’GAMECHANGER’’: L’ETÀ RELATIVAMENTE GIOVANE E LA BUONA CONDIZIONE FISICA AVEVANO INDOTTO ALCUNI CATTOLICI A CONSIDERARLO UN ’’PAPA SUPERMAN’’. LA MALATTIA HA PERÒ MOSTRATO CHE È ‘’UN POVERO MORTALE, PROPRIO COME TUTTI NOI’’ (AMEN) - EPPURE IL VIAGGIO CHE PAPA LEONE SI ACCINGE A FARE HA UNA TAPPA ESTREMAMENTE DELICATA: L’ARGENTINA DI QUELLA MOTOSEGA DI XAVIER MILEI, DOVE I CATTOLICI ERANO IL 90% NEGLI ANNI ‘60 E SONO OGGI RIDOTTI AL 57%, E PAPA BERGOGLIO VIENE BOLLATO ANCORA DI “COMUNISMO” - RIUSCIRÀ PREVOST A FARE LA PACE TRA ARGENTINI E LA CHIESA CATTOLICA?

malago galliani calcagno ulivieri

DAGOREPORT - NELLA CORSA ELETTORALE PER LA PRESIDENZA FIGC, L’ASSOCALCIATORI (AIC) E L’ASSOALLENATORI (AIAC) SONO PRONTE A SCARICARE MALAGÒ, CANDIDATO DELLA LEGA A, PER ACCODARSI A BEPPE MAROTTA E SOSTENERE IL SENATORE FORZISTA ADRIANO GALLIANI - COME GIUSTIFICHERANNO IL REPENTINO VOLTAFACCIA AI LORO STESSI ASSOCIATI? L’AIC DI UMBERTO CALCAGNO NELLA STORIA RECENTE È STATA SOSTENITRICE DELLE DECISIONI DELLA SERIE A, COME L’ASSOALLENATORI DI RENZO ULIVIERI CHE LO SCORSO LUNEDÌ AVEVA DICHIARATO: “LA NOSTRA IDEA RESTA QUELLA DI ESSERE AL FIANCO DELLA LEGA DI SERIE A. ASPETTEREMO DUNQUE QUELLO CHE DECIDERANNO LORO” - L’ASSOCALCIATORI DEVE FRONTEGGIARE UN CRESCENTE NUMERO DI OPPOSITORI INTERNI CHE DANNO BATTAGLIA SUL FONDO DI FINE CARRIERA: “DOVE SONO I NOSTRI SOLDI?” - L’ASSOALLENATORI E' IN PIENA LOTTA DI SUCCESSIONE PER IL POST-ULIVIERI...

edouard philippe melenchon le pen hollande glucksmann

DAGOREPORT! LO SPETTRO DEL BALLOTTAGGIO LE PEN-MELENCHON AGITA LA FRANCIA (E L’EUROPA) – PER QUESTO LA BORGHESIA PARIGINA È IN SOMMOVIMENTO, COME L’EX PRESIDENTE, FRANCOIS HOLLANDE. IL VISPO “BUDINO SCOPAIOLO” NON AVREBBE INTENZIONE DI SCENDERE DIRETTAMENTE IN CAMPO, MA STA LAVORANDO COME “EMINENZA GRICIA”: AVREBBE GIÀ INCONTRATO IL RIFORMISTA GLUCKSMANN, PER CERCARE DI CONVINCERLO A TROVARE UN’INTESA CON IL CENTRISTA EDOUARD PHILIPPE – L’IDEA E’ QUELLA DI LANCIARE PER LA CORSA ALL’ELISEO PHILIPPE, EX PREMIER MACRONIANO, ESPERTO E MOLTO POPOLARE NEL PAESE CON GLUCKSMANN CHE FAREBBE IL PREMIER. OBIETTIVO: EVITARE LA TRAGEDIA DI UN BALLOTTAGGIO LE PEN-MÉLENCHON, ARRIVARE AL SECONDO TURNO E GIOCARSELA CONTRO LA ZARINA SOVRANISTA. CE LA FARANNO I NOSTRI EROI?