isis palmira

DOPO RAMADI, L’ISIS CONQUISTA ANCHE IL SITO ARCHEOLOGICO DI PALMIRA - IL GOVERNO SIRIANO HA FATTO IN TEMPO A PORTARE VIA CENTINAIA DI STATUE MA RESTANO I PALAZZI, LE COLONNE E GLI ARCHI DELL’ANTICA OASI

1 - ISIS: ONG, SITO ARCHEOLOGICO PALMIRA IN MANO ALL'ISIS

palmira palmira

(ANSA-AP) - Gli jihadisti dell'Isis hanno preso il controllo dell'antico sito archeologico di Palmira, dopo che ieri erano entrati nella città. Lo riferisce l'Osservatorio nazionale per i diritti umani.

 

2 - LE MILIZIE DELL’ISIS ENTRANO A PALMIRA - I SIRIANI METTONO AL SICURO LE STATUE

Davide Frattini per il “Corriere della Sera”

 

Le sculture più i piccole, i frammenti che valgono un tesoro, tutto quello che si possa trasportare. Il governo siriano cerca di mettere al sicuro le meraviglie di Palmira: centinaia di statue — assicura il capo della città archeologica — sono state portate via. Restano gli archi, le colonne, i palazzi dell’antica oasi che fin dai tempi dell’impero romano era porta di passaggio fra l’Oriente e l’Occidente.

 

IL SITO ARCHEOLOGICO DI PALMIRAIL SITO ARCHEOLOGICO DI PALMIRA

Adesso le milizie dello Stato Islamico cercano di sfondare quella porta, perché da lì sono poco più di duecento chilometri d’autostrada verso Damasco. Il regime combatte per proteggere il patrimonio dell’Unesco, un simbolo in tutto il mondo, combatte soprattutto per respingere l’assalto verso la fortezza dove il presidente Bashar Assad resta assediato.

Le truppe del Califfo sarebbero riuscite a conquistare quasi tutta Palmira, oggi chiamata in arabo Tadmur, sono vicine alle rovine. «Bisogna fermarli — dice l’archeologo siriano Maamoun Abdulkarim all’agenzia Reuters —. Il museo e i monumenti sono in pericolo».

 

La paura è che i fondamentalisti sunniti, come per la cinta muraria dell’antica Ninive in Iraq, distruggano i reperti, le statue che considerano opere profane. L’Unesco chiede una tregua immediata per «salvare uno dei siti più importanti del Medio Oriente».

IL SITO ARCHEOLOGICO DI PALMIRAIL SITO ARCHEOLOGICO DI PALMIRA

 

All’inizio del conflitto i ribelli locali avevano preso il controllo di Tadmur-Palmira, a nordest di Damasco, conosciuta da tutti i siriani anche per il durissimo carcere dove finiscono gli oppositori politici. Da allora la città è stata ripresa dall’esercito regolare e in quelle aree la presenza di rivoltosi non legati allo Stato Islamico è ridotta: è uno scontro diretto tra Assad e il Califfato.

 

La televisione di Stato ha dato la notizia che i civili sono stati evacuati. Un migliaio di detenuti della prigione — sostengono gli attivisti — è stato invece portato in una caserma del regime per essere armato e mandato a combattere contro gli estremisti.

IL SITO ARCHEOLOGICO DI PALMIRAIL SITO ARCHEOLOGICO DI PALMIRA

L’obiettivo dei miliziani è premere da queste zone verso Homs, vogliono tagliare in due il corridoio di sicurezza che il clan al potere ha cercato di proteggere fin dalle prime manifestazioni pacifiche di protesta quattro anni fa. Sono le regioni al confine con il Libano che da Damasco portano verso il Mediterraneo e il porto di Latakia, dove vivono e si sono arroccati gli alauiti, la minoranza che controlla il Paese da oltre quarant’anni.

 

Il regime ha concentrato le forze sulle montagne di Qalamun: per impedire i rifornimenti di armi ai ribelli attraverso il confine con il Libano, per mantenere una fascia protetta.

ramadi conquistataramadi conquistata

La campagna contro gli insorti — in quattro anni i morti sono oltre 230 mila — adesso si concentra su Aleppo per cercare di respingere l’assalto da est. I ribelli controllano ormai Jisr al Shughour e da lì possono minacciare Latakia, dove per la prima volta gli abitanti hanno protestato contro Assad, che considerano troppo lontano.

 

Dopo la conquista di Ramadi, città strategica nella provincia irachena di Anbar, lo Stato Islamico resta all’offensiva. Ha dimostrato di poter avanzare su più fronti, di poter organizzare operazioni coordinate in Paesi diversi. «La crisi dall’altra parte della frontiera — fa notare l’analista Hassan Hassan sulla rivista Foreign Policy — sta mettendo ancora più in difficoltà Assad: le milizie sciite arrivate dall’Iraq per sostenerlo stanno ritornando indietro a difendere la loro patria».

parata per la conquista di ramadiparata per la conquista di ramadi

I telegiornale del regime annunciano che l’Iran avrebbe concesso nuovi prestiti al Paese, l’economia è devastata dal conflitto. Il governo ha invocato l’aiuto dei ricchi siriani che vivono all’estero: comprate la nostra moneta, va sostenuta.

 

Il clan degli Assad ha resistito grazie all’appoggio militare di Hezbollah, la milizia sciita libanese. Per il movimento guidato da Hassan Nasrallah quella in Siria è una battaglia anche contro l’avanzata dei sunniti, contro quelli che considera gli infedeli dello Stato Islamico.

 

isis a ramadi 8isis a ramadi 8

 

Ultimi Dagoreport

legge elettorale giorgia meloni roberto zaccaria vannacci

DAGOREPORT – SALVATE IL SOLDATO MELONI DAL PANTANO DELLA LEGGE ELETTORALE! - SE VUOLE DAVVERO ANDARE AL VOTO NELL’APRILE 2027, MELONI HA UN’UNICA OPZIONE: AFFOSSARE IL SUO MELONELLUM – ANCHE SE VENISSE APPROVATO A FINE LUGLIO, CON IL CONSEGUENTE RICORSO ALLA CORTE COSTITUZIONALE,  I TEMPI TECNICI PER ANDARE ALLE URNE IN PRIMAVERA SONO UN SOGNO – IN PIU’ IL FATTORE VANNACCI HA FATTO SALTARE I PIANI DELLA DUCETTA SUL PREMIO DI MAGGIORANZA - CHE FARE? NIENT'ALTRO CHE ASPETTARE I TEMPI BIBLICI DELLA CONSULTA E VOTARE A OTTOBRE - ALTRIMENTI, TENERSI L'ATTUALE SISTEMA ELETTORALE VUOL DIRE PER GIORGIA E CAMERATI RITORNARE A LEGGERE TOLKIEN A COLLE OPPIO.....

antonio marano simona agnes roberto sergio giampaolo rossi rai meloni

DAGOREPORT – RAI, CHE BORDELLO! COME SI E' ARRIVATI ALLE DIMISSIONI IN BLOCCO DEI COMPONENTI DELLA COMMISSIONE VIGILANZA? - È STATO SOLO L’ULTIMO TASSELLO DI UN DOMINO CHE NASCE CON IL PENSIONAMENTO, PREVISTO A NOVEMBRE, DEL DIRETTORE GENERALE ROBERTO SERGIO - LA DESTRA AVEVA CONVINTO LA GIANNILETTA-DIPENDENTE SIMONA AGNES A PRENDERE IL SUO POSTO, DIMETTENDOSI DAL CDA RAI - MOSSA CHE AVREBBE PERMESSO A TELEMELONI DI POTER FARE BINGO PRENDENDO, DOPO L'AD ROSSI, ANCHE IL PRESIDENTE - FIUTATA L’ARIA DI FREGATURA, I PARLAMENTARI DELLA VIGILANZA HANNO RIMESSO IL LORO MANDATO – PALINSESTI THRILLER: DOMANI SARANNO PRESENTATI I PROGRAMMI DELLA NUOVA STAGIONE, MA MOLTI CONTRATTI ANCORA NON SONO STATI NEMMENO FIRMATI…

giorgia meloni carabinieri

FLASH – I MARANZA SCATENANO IL PANICO NELLE STRADE DI ROMA, GLI APPARTAMENTI VENGONO SVALIGIATI E LE STAZIONI SONO UN SUK DOVE NON SI PUÒ GIRARE DA SOLI. E IL GOVERNO TUTTO LEGGE E SICUREZZA CHE FA? A FEBBRAIO IL COMANDANTE GENERALE DEI CARABINIERI, SALVATORE LUONGO, LANCIÒ L’ALLARME: “C’È UNA CARENZA DI QUASI 10.200 UNITÀ, CORRISPONDENTE ALL'8,5% DELLA FORZA PREVISTA DALLA LEGGE”. SONO PASSATI 5 MESI: COSA HA FATTO GIORGIA MELONI? AVRÀ ASSUNTO I MILITARI CHE SERVONO A CONTRASTARE L’EMERGENZA SICUREZZA? L’HA CAPITO CHE LE PROSSIME ELEZIONI SI GIOCANO SU QUESTO TEMA?

friedrich merz afd cdu

FLASH – COSA SUCCEDERÀ IN GERMANIA, ORA CHE LA LOCOMITIVA TEDESCA È DERAGLIATA? CI SONO I 100MILA LICENZIAMENTI DI VOLKSWAGEN, SIEMENS TAGLIERÀ ALMENO 6MILA POSTI DI LAVORO E IL GOVERNO DI QUELLO STOCCAFISSO DI FRIEDRICH MERZ È IN BAMBOLA. LA POPOLARITÀ DEL CANCELLIERE È IN CADUTA LIBERA E I POST-NAZISTI DI AFD SONO ORMAI IL PRIMO PARTITO – AD ANGOSCIARE IL GOVERNO DI BERLINO C’È ANCHE IL DOSSIER COMMERZBANK: VISTA L’ARIA CHE TIRA, SI TEME CHE LO SFORBICIATORE ANDREA ORCEL, ORA CHE UNICREDIT HA IL CONTROLLO DELLA BANCA TEDESCA, MANDI A CASA MIGLIAIA DI PERSONE…

donald trump benjamin netanyahu

FLASH – LA STRATEGIA ELETTORALE DI NETANYAHU? BOMBARDARE! “BIBI” CONTINUA A MARTELLARE IL LIBANO PER RISALIRE NEI SONDAGGI, IN VISTA DELLE ELEZIONI DI OTTOBRE, MA ORMAI IL SUO DESTINO SEMBRA SEGNATO – ANCHE DONALD TRUMP GLI HA CONSEGNATO UN BEL “VAFFA”: IL TYCOON HA CAPITO CHE DEVE PUNTARE LE SUE FICHES SU UN GOVERNO DI CENTRODESTRA CHE ABBIA UN PREMIER MENO COMPROMESSO DI “BIBI”. LO SPARTIACQUE CHE HA PORTATO TRUMP A SCARICARE NETANYAHU È STATO IL NO ALLA GRAZIA DA PARTE DEL PRESIDENTE ISAAC HERZOG…

calamucci del deo striano

FLASH! – DURANTE L’ERA MELONI SONO ACCADUTI TRE SCANDALI POLITICI GRAVISSIMI DI CYBER-SPIONAGGIO E DOSSIERAGGIO ILLECITO: IL "CASO STRIANO", CHE HA TRAVOLTO LA DIREZIONE NAZIONALE ANTIMAFIA (DNA); IL "CASO EQUALIZE", SOCIETÀ CHE RACCOGLIEVA INFORMAZIONI RISERVATE E SENSIBILI PER CONTO DI AZIENDE, MANAGER E PRIVATI; IL CASO "SQUADRA FIORE", COMPOSTA DA EX 007, HACKER E IMPRENDITORI, CHE HA COINVOLTO GIUSEPPE DEL DEO, EX NUMERO DUE DEI SERVIZI SEGRETI – COME MAI, DOPO LA FIAMMATA INIZIALE, I GIORNALONI NON NE PARLANO PIÙ? CHE FINE HANNO FATTO LE TRE INCHIESTE?