salzetta rigopiano valanga

PARLA FABIO SALZETTA, IL RAGAZZO CHE SI SALVÒ MIRACOLOSAMENTE NELLA TRAGEDIA DI RIGOPIANO. ERA FUORI DALLA STRUTTURA QUANDO LA VALANGA SEPPELLÌ L'ALBERGO. RIMASE PER ALTRI CINQUE GIORNI NELLA SPERANZA, VANA, DI TROVARE IN VITA LA SORELLA LINDA - IL SUO DRAMMATICO RACCONTO

Marco Mensurati e Fabio Tonacci per “la Repubblica”

FABIO SALZETTAFABIO SALZETTA

 

«Mi chiamano eroe, ma gli eroi non hanno paura del buio». Neanche lui aveva paura del buio, prima. Prima di quel mercoledì 18 gennaio, prima della valanga, prima quando sua sorella era viva e lavoravano insieme all' Hotel Rigopiano. «Non riesco più a stare nei luoghi bui, devo dormire con la luce accesa. A ventisei anni mi credete?». E come non credergli. Fabio Salzetta è uno dei due uomini che l' "assassina silenziosa", come la chiama lui, non ha toccato.

 

Per un miracolo, per una manciata di secondi e di centimetri. Ma il suo ruolo, in questa storia, va molto oltre quello del sopravvissuto. Quando i finanzieri con gli sci all'alba del giovedì sono arrivati a salvarlo, lui ha voluto rimanere lì. Era l'unico a sapere dove si trovavano le persone un istante prima della slavina, è rimasto lassù per cinque giorni. A indicare punti nella neve, a urlare nel nulla il nome di sua sorella Linda.

 

LINDA SALZETTALINDA SALZETTA

Adesso Fabio è qui. Seduto al tavolino del bar di Penne. A fianco, i ragazzi del paese fanno la formazione del fantacalcio. "Ciao Fa', come stai?". Lui fissa il suo decaffeinato, come se in quella tazzina rivedesse la fine del suo mondo. Lunghe pause e frasi brevi. Specialmente quando racconta lo strano clima che c'era nel resort la mattina del 18, prima della valanga. «Eravamo tutti agitati, volevamo andarcene».

 

Forse una precognizione?

«Era l'effetto del terremoto. Quattro scosse forti. Avevano diffuso il panico infatti gli ospiti si erano messi nelle stanze con i tetti in legno. Volevamo scappare, ma la strada era completamente bloccata dalla neve. Dalle 8 del mattino mi ero messo a spalare nel parcheggio dietro l'hotel, così gli ospiti con i bagagli già fatti erano riusciti a incolonnarsi con le macchine sul vialetto. Erano pronti. Me la ricordo bene quella fila di auto, le facce nervose».

 

FABIO SALZETTAFABIO SALZETTA

E lei?

«Io continuavo a spalare perché sapevo che a un certo punto sarebbe arrivato lo spazzaneve».

 

Come mai era sicuro che sarebbe arrivato?

«Roberto, il proprietario dell' hotel, diceva a tutti che era previsto tra le tre e le cinque. Nei giorni precedenti era andata sempre così».

IL SALVATAGGIO DI UNA DONNA A RIGOPIANOIL SALVATAGGIO DI UNA DONNA A RIGOPIANO

 

Invece non è mai arrivato.

«No. Alle due sono rientrato in hotel per mangiare qualcosa. Un'ora dopo i clienti hanno cominciato a riportare dentro i bagagli: si erano rassegnati a stare un giorno in più nel resort. Non potevano sapere che sarebbe diventata la loro tomba».

 

Cosa vi diceva il direttore?

«Di far stare calmi gli ospiti. Che però era impossibile. Anche perché noi eravamo più nervosi di loro. Gabriele D'Angelo, il cameriere, aveva finito il turno e lì dentro non ci voleva rimanere, come se sentisse qualcosa. Ha chiesto ad Alessandro Giancaterino, un mio collega, di chiamare la prefettura».

RIGOPIANO 1RIGOPIANO 1

 

Poi?

«Poi non ricordo bene le ultime ore. Ricordo solo la valanga».

 

Dove si trovava?

«Ero andato a prendere il pellet per ricaricare la caldaia. Il pellet mi ha salvato la vita. Io, Giancaterino, D' Angelo e Faye Dame il senegalese stavamo portando i sacchi da qui a qui», dice disegnando sulla tovaglietta di carta del bar la pianta dell' albergo e le posizioni in cui erano. «E' stato un attimo. Ho messo tutti e due i piedi dentro il locale caldaia, ed è arrivata».

linda salzettalinda salzetta

 

I suoi colleghi?

«Completamente sommersi. Non li ho nemmeno sentiti gridare. Sono i primi che abbiamo ritrovato, morti. Nella stessa posizione in cui erano quando è arrivata».

 

Cosa si ricorda?

«Che è stata silenziosa».

 

Silenziosa?

«Sì. Nessun boato, nessuno spostamento d'aria. Un fruscio forte, come la neve che cade da un tetto troppo pieno. Ho sentito anche il rumore di un solaio che si incrinava, il legno che si spezzava».

RIGOPIANORIGOPIANO

 

E lei?

«Ero protetto, nel locale caldaia. Che è stato investito dalla neve, ma non devastato. Mi sono accorto che era successo qualcosa solo perché si sono accese le luci di emergenza».

 

Cosa ha fatto?

«La porta non si apriva, ero ancora convinto che fosse solo caduta la neve dal tetto. Gridavo, ma nessuno rispondeva. Ho trovato un martello e ho cominciato a picchiare come un matto sulle inferriate alla finestra. Non so quanto ci ho messo, parecchio comunque. Alla fine le ho spaccate, e sono uscito aggrappandomi al tronco di un faggio che non capivo perché era lì. Poi sono salito sul tetto e l'hotel non c'era più".

 

gabriele d'angelogabriele d'angelo

Sparito?

«Tutto bianco. Tronchi, detriti, massi di neve. Ho cominciato a muovermi in direzione di dove ricordavo fosse la hall, su una spianata di neve sporca. Poi mi sono venuti i brividi: stavo camminando sul tetto dell' hotel. Lì sotto, sotto i miei piedi, c'erano gli altri, c' era Linda, mia sorella». Con la penna, scrive il nome "Linda".

 

Lo sottolinea. Lei si è salvato trascorrendo la notte nella Bmw di Parete. Quando l'ha incontrato?

«L' ho visto che era vicino al ruscello, sprofondato nella neve fino al petto. Sotto shock. L' ho tirato fuori e siamo andati insieme alla sua macchina nel parcheggio al lato del resort. La valanga l' aveva presa a metà, pochi centimetri e l' avrebbe rovesciata come le altre».

 

Cosa vi siete detti?

alessandro giancaterinoalessandro giancaterino

«Mi ha detto di aver chiamato il 118, ma non si ricordava se avevano risposto, diceva cose confuse. In macchina abbiamo chiamato i soccorsi».

 

Quelle ormai famose telefonate sottovalutate.

«Quelle. E non ho ancora capito perché non ci hanno creduto subito. Ma sono molte le cose che non ho ancora capito».

 

Ad esempio?

«Perché solo adesso hanno deciso di dare in tv i bollettini sul rischio valanghe. La temperatura quella notte non era bassissima, uno due gradi sopra lo zero, mentre nei giorni precedenti era meno 10. Le valanghe si prevedono, basta comunicarlo».

 

RIGOPIANO SOCCORSIRIGOPIANO SOCCORSI

Di chi è la colpa?

«Non lo so. Ma qualcuno ce l'ha».

 

Torniamo al 18 gennaio.

«Nessuno di noi due, io e Parete, voleva stare in un luogo chiuso. Entravamo in macchina solo per non rimanere congelati, ma preferivamo stare fuori».

 

Perché?

«Avevamo il panico che arrivasse un' altra valanga silenziosa a ucciderci. E fuori almeno si sentivano i rumori. Abbiamo passato la notte così, ad ascoltare gli scricchiolii di quelle cazzo di assi di legno sotto la neve. Nel terrore».

 

Non avete provato a tornare all'hotel e scavare?

HOTEL RIGOPIANOHOTEL RIGOPIANO

«Quale hotel? Forse non avete capito, non c'era più niente. Si vedeva solo un piccolo triangolino nero del tetto, che era spostato di una ventina di metri da dove era prima. A un certo punto ho provato a incamminarmi sulla provinciale per cercare aiuto, ma poi ci ho ripensato perché non volevo lasciare da solo Parete».

 

Ascoltavate l'autoradio?

«Ci siamo ricordati che c'era solamente alle tre. Abbiamo messo il Gr1e abbiamo capito che ci stavano cercando. Alle cinque il giornalista ha detto che i soccorritori erano arrivati all'hotel, ma noi non li vedevamo. Quindi siamo usciti e abbiamo trovato i finanzieri con la tuta gialla e gli sci. Tra il buio e la tormenta, a un certo punto abbiamo intravisto le luci dei loro caschetti. Abbiamo urlato. Mi sembrava la fine di un incubo».

 

E invece?

hotel rigopiano mappe geomorfologichehotel rigopiano mappe geomorfologiche

«L'incubo era appena cominciato. Giampiero l'hanno portato all' ospedale mentre continuava a chiamare sua moglie rimasta sotto con i figli. Ero bagnato fradicio, sono andato a casa per cambiarmi e mi sono fatto riportare lì. Mi sono accorto che infilavano le sonde nei punti sbagliati. Se c' era qualcuno ancora vivo era dall' altra parte. 'Scavate lì', ho detto, tra il biliardo e il bar».

 

E hanno trovato i bambini. Per questo la chiamano eroe.

«Ma quale eroe? I loro genitori sono morti, ora sono soli. So che avrei voluto rivedere Linda e che invece l'abbiamo trovata lunedì, cinque giorni dopo».

 

Dov' era?

la valanga dell hotel rigopianola valanga dell hotel rigopiano

«In cucina, davanti al lavabo. Lei era addetta alle camere, ma alle 15 si era offerta di aiutare in cucina. Quando è arrivata la valanga, stava lavando i piatti. È morta così».

FAYE DAME RIGOPIANOFAYE DAME RIGOPIANOSLAVINA AL RIGOPIANOSLAVINA AL RIGOPIANOSLAVINA AL RIGOPIANOSLAVINA AL RIGOPIANORIGOPIANO RIGOPIANO RigopianoRigopianoHOTEL CROLLATO - RIGOPIANO HOTEL CROLLATO - RIGOPIANO RigopianoRigopiano

Ultimi Dagoreport

vecchione renzi ranucci sgrena mancini draghi conte gabrielli carlo parolisi

TRA LE PIEGHE DELL’AFFAIRE LAVITOLA-RANUCCI, RICICCIA UNO DEI TANTI MISTERI ALL’ITALIANA: IL FAMOSO SERVIZIO DI ‘’REPORT’’ DEL MAGGIO 2021 SULL’INCONTRO IN AUTOGRILL TRA MATTEO RENZI E MARCO MANCINI, UNO DELLE FIGURE PIÙ CONTROVERSE DELL’INTELLIGENCE ITALIANA - ALL’ORIGINE DEL RENDEZ-VOUS AUTOSTRADALE, FORSE C’ENTRA DI PIÙ IL FATTO CHE STAVA CADENDO IL SECONDO GOVERNO CONTE, A CAUSA DEL RITIRO DALL'ESECUTIVO DI ITALIA VIVA. QUALCUNO DEVE AVER SCOMMESSO SULLE DOTI AFFABULATORIE DI NEGOZIATORE DI MANCINI PER CONVINCERE RENZI A TROVARE UNA QUADRA PER MANTENERE IN PIEDI CONTE – UNA VOLTA CHE LA MISSIONE E' ANDATA A VUOTO, PERCHE' RANUCCI MANDO' IN ONDA IL SERVIZIO RENZI-MANCINI BEN CINQUE MESI DOPO LA SEPOLTURA DEL GOVERNO CONTE II? A CHI GIOVAVA? - BEN SAPENDO DI QUANTO MANCINI SIA DETESTATO DAI SUOI COLLEGHI, RENZI DEFINI' LO SCOOP UN "REGOLAMENTO DI CONTI INTERNO AI SERVIZI SEGRETI" – GLI ''ADDETTI AI LIVORI'' AGGIUNGONO ALTRE DUE IPOTESI: CHI PARTENDO DAL BURRASCOSO RAPPORTO TRA RENZI E RANUCCI, CHI CONSIDERANDO LA VOGLIA DI CONTE DI REGOLARE I CONTI CON COLUI CHE SI VANTA DI AVERLO SLOGGIATO DA PALAZZO CHIGI E DI AVER CONVINTO DRAGHI A PRENDERE IL SUO POSTO… 

meloni salvini tajani

DAGOREPORT – CON UN PARTITO IN DISCESA LIBERA E SEMPRE PIU' SPAPPOLATO DAI "LEGHISTI DEL NORD", NESSUNO, NEMMENO IL SUO "IDEOLOGO" E FUTURO SUOCERO DENIS VERDINI, RIESCE A FAR RAGIONARE MATTEO SALVINI - L’ULTIMA DELLE TANTE USCITE FUORI DI SINAPSI DEL "BOLLITO LOMBARDO'' SAREBBE AVVENUTA NEI GIORNI SCORSI, L'IPOTESI DI FDI DI VOTO CON BALLOTTAGGIO, L'AVREBBE TALMENTE "ALTERATO" DA CHIAMARE GIORGIA MELONI, SBRAITANDO: “TOLGO LA FIDUCIA AL GOVERNO!” - E DOMENICA 20 SETTEMBRE, A PONTIDA, POTREBBE SUCCEDERE DI TUTTO, SE SALVINI NON TROVA UN ACCORDO CON LA FRONDA CAPEGGIATA DA FONTANA E ROMEO – ALLA LEGA DEL CAOS, LA ''PREMIER DURACELL'' DEVE AGGIUNGERE LO STATO DI GUERRIGLIA IN FORZA ITALIA, DOVE IL “MAGGIORDOMO DI CASA MELONI", ANTONIO TAJANI , GIACE NEL TRITACARNE DEGLI OCCHIUTO, ZANGRILLO, MULÈ, ETC. – MA SE LA DUCETTA RICOMPATTA GLI ALLEATI E SFANGA LA LEGGE ELETTORALE, POTREBBE ARRIVARE LA DISCESA: L’ITALIA HA OTTIME PROBABILITÀ DI USCIRE DALLO STATO DI INFRAZIONE DEL 3%. E CON UNO SPOSTAMENTO DI BILANCIO NELLA FINANZIARIA, GIORGIA SI TRAVESTIRÀ DA BEFANA E CI INONDERÀ DI BALOCCHI E PROFUMI...

mattarella renzi conte schlein bonelli fratoianni

DAGOREPORT - DAJE E RIDAJE, I GALLETTI DEL CAMPOLARGO HANNO FINALMENTE DECISO DI SMETTERE DI BECCARSI MASOCHISTICAMENTE TRA LORO E DI FARE SQUADRA CONTRO L'ARMATA BRANCA-MELONI - IL NODO POLITICO PIÙ DIFFICILE DA SCIOGLIERE, LA PRESENZA DELL'INFIDO RENZI NELLA ALLEANZA, SI E' DISSOLTO IN UN INCONTRO A QUATTR'OCCHI SCHLEIN-CONTE: LA DUCETTA DEL NAZARENO, CHE HA UN PATTO CON MATTEONZO CHE SI CHIAMA CASA RIFORMISTA, HA TIRATO FUORI GLI ATTRIBUTI E A CONTE NON E' RIMASTO CHE SIBILARE: ELLY LO VUOLE ED IO NON POSSO FARCI NIENTE... (SEMPRE CHE RENZI RIESCA A MANTENERE LA PROMESSA DI FARE UN PASSO INDIETRO) – LA PIPPA DELLE PRIMARIE SI FARA', MA COME L'INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER SUL PROGRAMMA ELETTORALE, NON SERVIRA' A UN CAZZO: A DECIDERE IL PREMIER SARÀ, COME SEMPRE, SERGIO MATTARELLA – PER RISOLVERE L'ETERNO SCAZZO SULLA POLITICA ESTERA, E SULL'UCRAINA IN PARTICOLARE, A ELLY E CONTE BASTA UNA SUPERCAZZOLA LINGUISTICA, CHE SI PUÒ RIASSUMERE CON LO SLOGAN: "NO AL RIARMO NAZIONALE, SÌ ALLA DIFESA EUROPEA"...

leonardo del vecchio giorno

FLASH! - COSA FRULLA NELLA TESTA DI LEONARDINO? - DEL VECCHIO JR HA CAPITO CHE, ALL'OMBRA DELLA MADUNINA, IL MERCATO EDITORIALE È SATURO: POSSEDERE DUE TESTATE MILANESI, COME "IL GIORNALE" (DI CUI HA IL 30%) E "IL GIORNO" NON SERVE GRANCHÈ - PER DIVERSIFICARE, LEONARDINO HA INTENZIONE DI TRASFORMARE "IL GIORNO" IN UN QUOTIDIANO FINANZIARIO, MOLTO PIÙ UTILE PER I SUOI AFFARI, IN GRADO DI FARE CONCORRENZA A "SOLE 24 ORE" E "MILANO FINANZA" - DEL VECCHIO, CHE HA RIANIMATO IL MERCATO DEI GIORNALISTI, UN SETTORE CHE SEMBRAVA ORMAI MORTO E SEPOLTO, DOVREBBE CONFERMARE AGNESE PINI ALLA DIREZIONE DI "QUOTIDIANO NAZIONALE" (LA TESTATA CHE RIUNISCE "LA NAZIONE", "IL RESTO DEL CARLINO" E "IL GIORNO")

bettini ruffini gabrielli schlein renzi conte onorato

DAGOREPORT – CON SALVINI ALLE CORDE, TAJANI ALLO SBANDO, VANNACCI IN AGGUATO, BASTEREBBE UNA SPINTARELLA TUTTI INSIEME E, PLUF!, L'ARMATA BRANCA-MELONI NON CI SAREBBE PIU' - INVECE, IL CAMPO LARGO E' SEMPRE AL PUNTO ZERO DEL "VAFFA": PRIMARIE SÌ O NO? SCHLEIN O CONTE? E COME TENERE INSIEME I GRILLINI CON L'INFIDO RENZI? - QUALCOSA NEI PROSSIMI GIORNI POTREBBE MUOVERSI: ERNESTO MARIA RUFFINI DOVREBBE FORMALIZZARE LA TRASFORMAZIONE DEL SUO MOVIMENTO “PIÙ UNO”, FORMATO DA UNA RETE DI GRUPPI CATTOLICI, IN UN PARTITO - AD AFFIANCARE RUFFINI, SAREBBE PRONTO FRANCO GABRIELLI, GIOVANILE DEMOCRISTIANA, COMPAGNO DI SCUOLA DI ENRICO LETTA, EX CAPO DELLA POLIZIA E DEI SERVIZI, GIA' SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DRAGHI - L’OBIETTIVO? DIVENTARE I FRONTMAN “ISTITUZIONALI” DI CASA RIFORMISTA, CON RENZI DEFILATO E IL VOLTO AUTOREVOLE E SECURITARIO DI GABRIELLI A GUIDARE IL CENTRONE - COME LA PRENDERA' IL ''CONTE TRAVAGLIO'' LA PRESENZA DEL DRAGHIANO GABRIELLI? E COME REAGIRA' LA DUCETTA DEL NAZARENO ALL'ANNUNCIO DELL'"ONORATO BETTINI DI PRESENTARSI ALLE PRIMARIE? AH, SAPERLO...

conservative political action conference cpac donald trump giorgia meloni arianna francesco giubilei emanuele merlino sara kelany susanna ceccardi

AMERICÀ, FACCE TARZAN! – IL CONSERVATORISMO TRUMPIANO SBARCA A ROMA E DIVENTA SUBITO ROBA DA NANDO MERICONI INTERPRETATO DA SORDI – NEMMENO IL TEMPO DI APPARECCHIARE I TAVOLI DELLA CENA DELLA “CONSERVATIVE POLITICAL ACTION CONFERENCE” (CPAC), CHE SUBITO DEFLAGRANO GLI SCAZZI NELLA DESTRA CACIO E PEPE – CI SONO ARIANNA MELONI, SARA KELANY, LA LEGHISTA SUSANNA CECCARDI E IL PREZZEMOLINO FRANCESCO GIUBILEI. MA NON GLI ATTESI LUCA CIRIANI, ITALO BOCCHINO ED EMANUELE MERLINO – IL CLIMA È TESO SULLE TESTE DEI MAL-DESTRI DE' NOANTRI: TRUMP È CONSIDERATO POLITICAMENTE TOSSICO E IL CPAC “ITALIANO” DEL 2027 VIENE CONSIDERATO UN POTENZIALE INTRALCIO, FONTE DI POLEMICHE E IMBARAZZI NELL’ANNO DELLE ELEZIONI…