DURA LEX, OMOSEX – GRINDR, LA APP DI INCONTRI GAY PIÙ USATA AL MONDO, DOVRÀ PAGARE UN RISARCIMENTO DA OLTRE 30 MILIONI DI EURO A MIGLIAIA DI UTENTI NEL REGNO UNITO - LA PIATTAFORMA HA APERTO IL PORTAFOGLI PER METTERE FINE A UNA CLASS ACTION DEL 2024, CHE LA ACCUSA DI AVER CONDIVISO SENZA AUTORIZZAZIONE I DATI PERSONALI E LE INFORMAZIONI SENSIBILI DEGLI ISCRITTI CON AZIENDE PUBBLICITARIE, TRA CUI I RISULTATI DEI TEST PER HIV, L’ORIENTAMENTO SESSUALE E LA LOCALIZZAZIONE – GRINDR CORRE AI RIPARI E DICE CHE…
Estratto dell’articolo di Ivan Miralli per www.corriere.it
Ventisei milioni di sterline: è questa l’imponente cifra che Grindr (l’app di incontri più diffusa tra la comunità Lgbt, con 15 milioni di utenti all’attivo in tutto il mondo) dovrà pagare per risarcire oltre 12.000 utenti nel Regno Unito, a seguito della condivisione non autorizzata di dati personali e informazioni sensibili ad aziende pubblicitarie.
Tra questi rientrerebbero lo stato sierologico (basato sui risultati dei test per Hiv), l’orientamento sessuale e la localizzazione geografica degli iscritti, utilizzati con finalità di targetizzazione delle inserzioni.
Si tratta della conclusione di una battaglia legale che si è protratta per oltre due anni: tutto è iniziato ad aprile 2024 con una class action depositata presso l’Alta Corte di Inghilterra dallo studio londinese Austen Hays per fatti, precedenti al 2020, che avrebbero violato le leggi britanniche in tema di privacy.
[...] Oggi, la compagnia vale 2,65 miliardi di dollari. Secondo quanto si evince dall’accordo, Grindr si impegnerà a pagare i primi 13 milioni di sterline entro la fine dell’anno corrente, per poi onorare i restanti 13 milioni entro marzo 2027.
Nell’ipotesi teorica in cui il rimborso venga diviso equamente, ad ogni utente che ha aderito alla causa potrebbero spettare all’incirca 2167 sterline (2521 euro, al cambio attuale), che però non tengono conto delle spese legali sostenute.
Nonostante l’intesa economica raggiunta tra le parti, nel suo ultimo report riservato agli azionisti la stessa Grindr nega qualsiasi accusa o responsabilità in merito, ma al contempo riconosce il disagio e la perdita di fiducia riscontrati dagli utenti britannici prima del «passaggio di consegne» statunitense.
[...] In una comunicazione ufficiale recente, Grindr corre ai ripari e ribadisce di aver revisionato a fondo le sue politiche di privacy dal 2020 in poi, «con un forte focus sui bisogni della sua community». E conclude: «Grindr è e rimane uno spazio sicuro per gli utenti, dedito alla trasparenza, al pieno controllo e alla gestione responsabile dei dati».
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