È GIÀ TUMULATO IL FUTURO POST-PETROLIFERO DEI PAESI DEL GOLFO? DA ANNI LE MONARCHIE DEL GOLFO LAVORANO PER SMONTARE LA PERCEZIONE DI INSICUREZZA CHE ALEGGIA SUI LORO PAESI, DIVERSIFICANDO GLI INVESTIMENTI E APRENDOSI AL TURISMO. MA LA GUERRA RISCHIA DI MANDARE A RAMENGO TUTTO: IN ARABIA SAUDITA È IN BILICO IL GIGANTESCO PIANO DI SVILUPPO VISION 2030 VOLUTO DA BIN SALMAN. MA È SULLE VACANZE NELL’AREA CHE SI ASSESTERÀ LA MAZZATA PIÙ GROSSA: SECONDO TOURISM ECONOMICS, QUEST’ANNO LA RIDUZIONE DEI VISITATORI POTREBBE ESSERE COMPRESA TRA L’11% E IL 27%, CON UNA PERDITA DI SPESA TRA 34 E 56 MILIARDI DI DOLLARI...
Estratto dell’articolo di Paolo Valentino per il “Corriere della Sera”
DUBAI - PRIMA E DOPO ATTACCO IRANIANO
Per anni, le monarchie del Golfo sono state e si sono raccontate come un’isola di calma piatta, santuario affidabile e cosmopolita, immune alla cronica volatilità geo politica del Medio Oriente. Dateci i vostri ricchi, i vostri turisti, i vostri fondi sovrani, i vostri brand di lusso, i vostri miliardi d’incerta origine, sembravano dire al mondo sceicchi ed emiri [...]
Sono bastati pochi giorni, perché il costosissimo sogno di costruire un futuro post-petrolifero diventasse un incubo, sotto i colpi di uno scontro che per decenni hanno temuto e cercato di esorcizzare. Per rappresaglia ai massicci attacchi di Usa e Israele, l’Iran ha lanciato più di mille missili e droni contro Arabia Saudita, Emirati, Qatar, Bahrein, Kuwait e Oman.
ARABIA SAUDITA - IL PROGETTO VISION 2030
[...]
Gli aeroporti sono stati chiusi, migliaia di voli cancellati e decine di migliaia di turisti e residenti stranieri costretti a evacuare terrorizzati.
Nulla come il cielo sopra i grattacieli di Dubai illuminato dai proiettili iraniani o annerito dai fumi dei siti centrati, definisce meglio il cataclisma in corso.
La crisi è un colpo devastante alla reputazione dei Paesi del Golfo: «Smonta la percezione di sicurezza e stabilità fin qui proiettata da quelle economie e, se dovesse continuare, oltre alle distruzioni di breve termine potrebbe nel lungo periodo minacciare investimenti e sforzi di diversificazione», dice Jason Tuvey, analista di Capital Economics.
influencer a dubai durante gli attacchi iraniani 3
A rischio sono fra le altre cose il gigantesco piano di sviluppo Vision 2030, migliaia di miliardi di dollari che l’Arabia Saudita vuole investire per sviluppare sanità, istruzione, turismo e spettacolo, riducendo la dipendenza dal petrolio, ma che ora potrebbe non trovare più partner stranieri.
A rischio è il futuro dei data center, su cui la regione ha investito pesantemente, ora che due di questi sono stati colpiti negli Emirati e un altro è stato danneggiato in Bahrein.
E a rischio è soprattutto il turismo, 100 milioni di presenze nel 2025, che costituisce il 12% dell’economia degli Emirati e i cui introiti nel 2024 in Arabia Saudita hanno per la prima volta superato in valore l’esportazione di prodotti petrolchimici, raggiungendo 41 miliardi di dollari.
Secondo Tourism Economics, il conflitto potrebbe tradursi quest’anno in una riduzione dei visitatori internazionali nel Medio Oriente compresa tra l’11% e il 27%, con una perdita di spesa tra 34 e 56 miliari di dollari.
donald trump e mohammed bin salman alla casa bianca foto lapresse 5
Non ultimo, mentre il blocco di Hormuz impedisce buona parte delle esportazioni di petrolio, anche l’infrastruttura energetica ha subito colpi pesanti. Per tutti, il Qatar, costretto a chiudere la produzione di gas liquefatto, dopo che alcune delle sue raffinerie sono state colpite.
È dal 1979, l’anno della Rivoluzione khomeinista, che il Golfo vede l’Iran come agente della destabilizzazione. Ed è da allora che le monarchie hanno coltivato rapporti sempre più stretti con gli Usa, considerati garanzia di protezione. Ma negli ultimi anni, prima Oman e Qatar, poi perfino Emirati e Arabia Saudita hanno cercato una distensione con Teheran, migliorando i rapporti diplomatici, nella speranza di rimaner fuori da un conflitto, che l’atteggiamento di Israele e il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca sembravano avvicinare.
I BERSAGLI DELLA RAPPRESAGLIA IRANIANA
Inutilmente.
[...] Cosa faranno adesso le monarchie? Si uniranno all’azione militare contro Teheran, rischiando una escalation per loro pericolosissima? O punteranno ancora sulla diplomazia, che finora non ha dato frutti?
In un caso e nell’altro, il futuro rimane denso di nubi.
[...] anche ammesso che l’Iran non minacci più la stabilità dell’area, nessun sovrano, sceicco o emiro del Golfo vuole un Medio Oriente dominato da Israele [...]
ATTACCO IRANIANO A MANAMA IN BAHREIN
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