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1. INCOMPETENTI AL POTERE: FA PIU’ MORTI UN NUBIFRAGIO A LIVORNO DELL’URAGANO A MIAMI 2. DA LIVORNO, UN BOLLETTINO DI GUERRA: 7 MORTI E QUATTRO DISPERSI. ROMA PARALIZZATA. LA STAMPA ATTACCA M5S: SONO GLI EFFETTI DELL’INCOMPETENZA DI VIRGINIA RAGGI E NOGARIN

 

1 - L’ALLARME IGNORATO

Matteo Pucciarelli per la Repubblica

 

NUBIFRAGIO LIVORNONUBIFRAGIO LIVORNO

Filippo Nogarin è piantato da ore alla sala operativa della Protezione civile in centro città, il suo cellulare sta fisso attaccato al caricabatterie ed è diventato una specie di centralino. Il sindaco ha fatto nottata da prima che si sapesse della tragedia: s' era allagata anche casa sua nella frazione di Antignano. «Ho lasciato mia moglie con gli stivali e le scope», racconta.

SIMONE RAMACCIOTTI E GLENDA GARZELLI - VITTIME NUBIFRAGIO LIVORNOSIMONE RAMACCIOTTI E GLENDA GARZELLI - VITTIME NUBIFRAGIO LIVORNO

 

A un certo punto viene convocata la videoconferenza con le centrali dei soccorsi di Firenze e Roma. Gli chiedono se la popolazione sia stata dovutamente avvertita. Nogarin sospira al microfono: «Già me lo immagino che verrà fuori qualche polemica del giorno dopo». E non poteva essere diversamente: sei morti a causa degli allagamenti, a Livorno non era mai successo niente del genere.

 

Lui si sfoga: «Sono letteralmente schifato». Il riferimento è a chi ha, o avrebbe, tentato di scaricargli la responsabilità di non aver dato l' allarme. Nessuno dei due lo dice apertamente, le apparenze dei rapporti istituzionali sono salve, ma la frizione (eufemismo) è tra Nogarin e il presidente della Regione Enrico Rossi. Il nodo della questione, quello che dovrebbe individuare il "colpevole", sta attorno alla definizione di "allerta arancione". Cos'è?

LIVORNOLIVORNO

 

Il tipo di allarme emesso dalla Regione Toscana venerdì scorso alle 13.08. Nel documento si spiega qual è il pericolo per domenica, cioè ieri, anche per la provincia di Livorno: «Possibilità di diffusi e significativi innalzamenti dei livelli idrometrici dei corsi d' acqua maggiori con fenomeni di inondazione delle aree limitrofe, interessamento degli argini, fenomeni di erosione delle sponde, trasporto solido e divagazione dell' alveo; possibilità di occlusioni delle luci dei ponti dei corsi d' acqua maggiori; possibili criticità connesse al transito dei deflussi nei corsi d' acqua maggiori anche in assenza di precipitazioni; possibili danni alle opere di contenimento». Dizioni tecniche a parte, è ciò che è successo a Livorno, con tutti i cinque torrenti che hanno esondato.

LIVORNO 9LIVORNO 9

 

«Senza voler far polemica eh, ma dopo l' adozione di questo stato d' allerta spetta ai sindaci avvertire i cittadini e allestire un piano d'azione assieme alla Protezione civile provinciale», spiega Rossi. Della serie: sapevate cosa poteva succedere e avete fatto finta di nulla.

 

Fra le altre cose esiste anche una app della Regione che attraverso un allarme sonoro avverte i sindaci in caso di un innalzamento improvviso dell' innalzamento dei livelli dei corsi d' acqua. Qualcuno poi fa notare un' altra cosa ancora, cioè che un mesetto fa Nogarin aveva rimescolato le deleghe dirigenziali in Comune; via il vecchio ed esperto dirigente con delega alla Protezione civile Leonardo Gonnelli e dentro l'ex capo della Polizia municipale Riccardo Pucciarelli.

LIVORNO 4LIVORNO 4

 

La versione del sindaco Cinque Stelle però è un' altra. Primo: «Riceviamo continuamente questo tipo di allarme, l' ultimo una settimana fa. E l' allarme arancione non è mica rosso» (contro-risposta di Rossi: «Si differenziano solo per l' ampiezza del fenomeno »). Secondo: «Nessuno poteva prevedere che in due ore piovesse tanto quanto negli ultimi due mesi». Terzo: «Siamo davanti a una mancanza di pulizia dei fiumi e dei fossi. La pulizia spetta ad un consorzio di bonifico ed alla Regione, poi però la colpa se la prende sempre il sindaco».

LIVORNO 7LIVORNO 7

 

E quindi, «trovo irrispettoso nei confronti di chi è morto vedere che qualcuno speculi così». A parziale difesa di Nogarin, arriva il sindaco pd di Siena Bruno Valentini, che per Anci ha la delega della Protezione civile: «Noi da tempo chiediamo di rivedere le procedure di allertamento meteo. La loro frequenza sta aumentando esponenzialmente. I cellulari dei sindaci sono intasati da questi messaggi».

 

Oggi intanto arriva il ministro dell' Ambiente Gian Luca Galletti in città e la Regione dichiarerà lo stato di calamità stanziando tre milioni di euro per i soccorsi. Il Pd livornese e toscano invece rispolvereranno le magliette gialle per dare una mano con i propri volontari: «Oggi non c' è spazio per le polemiche, se lo ricordi Nogarin! », è l' invito - polemico - del segretario regionale Dario Parrini.

FILIPPO NOGARIN SINDACO DI LIVORNOFILIPPO NOGARIN SINDACO DI LIVORNO

 

2 - LA MALEDIZIONE DEI CINQUE STELLE

Francesco Maria Del Vigo per il Giornale

 

Non è vero che «piove governo ladro». Stavolta i grillini non possono dirlo. Piove perché piove e i vari esecutivi - e di ladroneschi ce ne sono stati a iosa - hanno fatto il bello e il cattivo tempo. Ma governi e amministrazioni non hanno mai avuto alcuna responsabilità sulla pioggia. Ce l' hanno eccome, invece, sulla prevenzione dei rischi e sulla gestione delle sciagure.

 

La bomba d' acqua che ieri si è abbattuta sul Paese era particolarmente violenta, ma non si poteva evitare in qualche modo questa disastrosa contabilità di vittime, dispersi e territori martoriati? Roma è paralizzata. Livorno un campo di battaglia: sette vittime e quattro dispersi. Un bollettino di guerra. E la polemica è già iniziata perché, non sarà un caso, le due città che non sono riuscite a sventare la tragedia sono amministrate da due sindaci a Cinque Stelle. E se è vero che le calamità non si possono evitare, è altrettanto vero che si possono limitare i danni.

LIVORNO - CONTESTAZIONE A NOGARINLIVORNO - CONTESTAZIONE A NOGARIN

 

Gli Stati Uniti del cattivissimo Donald Trump stanno dando una lezione al mondo su come si gestisce una situazione drammatica come l' uragano Irma. Loro si chiudono nei bunker, mettono le assi alle finestre e fanno sgomberare milioni di persone prima che la tempesta arrivi. I nostri sindaci ci dicono di non uscire di casa (vedi Virginia Raggi) quando ormai c' è un metro di acqua nelle strade. Si chiama «prevenzione» ed è un concetto che non sembra appartenere alle giunte grilline, troppo impegnate a garantire menù vegani nelle scuole e a progettare sterminate piste ciclabili, per occuparsi dei banali problemi dei cittadini. E per sturare i tombini.

virginia raggi acqua siccitavirginia raggi acqua siccita

 

Il sindaco di Livorno, Filippo Nogarin, ancora coi piedi bagnati, si è affrettato a scaricare il barile sugli altri. Il primo cittadino toscano ha denunciato la tardiva e sbiadita allerta lanciata dalla protezione civile, che ha bollinato la tempesta solo con un allarme arancione. Non crediamo che Nogarin sia daltonico, ma la gravità della situazione era chiara sin da sabato mattina e altre città, Pisa per esempio, si sono attrezzate per tempo, mentre lui non si sarebbe nemmeno peritato di mandare sms di allarme come avrebbe dovuto. Se c' è una responsabilità fisica in quello che è successo lo stabiliranno i giudici e gli organi competenti.

 

L' unica certezza è che l' incompetenza al potere e l' idea che la politica migliore la possano fare i cittadini, gli inesperti, quelli che non sanno nulla di come funziona una macchina amministrativa, finora hanno fatto disastri.

virginia raggi al lago di braccianovirginia raggi al lago di bracciano

 

A Roma - mentre la sindaca è impegnata a chattare e a rispondere del suo lavoro a Casaleggio e Grillo, invece che ai suoi cittadini - la situazione è paradossale. Sembra di essere a Venezia. Se non fosse una tragedia sarebbe una barzelletta: dopo un' estate passata all' insegna dell' emergenza idrica con lo spauracchio di dovere razionare l' acqua nelle abitazioni (nella capitale della settima economia mondiale, non in Burundi) è bastato un' acquazzone per paralizzare la città e le linee della metropolitana.

 

Da un opposto all'altro, dalla siccità all' allagamento. E non vengano a dirci che è colpa dell' uomo se la natura diventa cattiva e indomabile. Semmai è colpa della cattiva politica - e degli uomini che la fanno - se si vive in una situazione di allerta costante e ogni emergenza si trasforma in catastrofe.

virginia raggi  1virginia raggi 1

Quello di vivere alla giornata, senza prevenire le situazioni di rischio, è un brutto vizio dei comuni a Cinque Stelle. È un brutto vizio di chi non sa fare il suo mestiere. Lo abbiamo visto anche lo scorso giugno nella pentastellata Torino, fino a quel momento una delle giunte grilline più virtuose.

 

Un petardo esploso in piazza San Carlo, piena di gente per la finale di Champions tra Juventus e Real Madrid, scatena la psicosi: millecinquecentoventisette feriti e un morto. Sarebbe bastato proibire la vendita di bottiglie di vetro e organizzare meglio le vie di fuga per evitare quella macelleria. Sarebbe bastato avere il polso della situazione e magari un po' di esperienza. Purtroppo, quello era solo un preambolo. Ora l' incompetenza ha fatto il suo tempo. Ed è stato un brutto tempo.

 

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