A FARSI GLI AFFARI PROPRI SI CAMPERA' 100 ANNI, MA NON SI TROVA L'AMORE - SECONDO LA RIVISTA "EVOLUTIONARY PSYCHOLOGICAL SCIENCE", I PETTEGOLI INCALLITI TROVANO PIU’ FACILMENTE UN PARTNER RISPETTO A CHI NON SI OCCUPA DEI GOSSIP ALTRUI - MA SPARLARE NON E' POSITIVO SOLO IN AMORE: MALIGNARE SUL PROPRIO CAPO INSIEME AI COLLEGHI FA BENE: È UN’ESPERIENZA UTILE A RAFFORZARE IL LEGAME TRA I DIPENDENTI...
Traduzione dall’articolo di Celia Walden per “telegraph.co.uk”
C’è un solo modo sicuro per farmi smettere di fare gossip per sempre: il titolo improbabile “Chi diffonde voci ha un vantaggio riproduttivo, scopre uno studio”.
All’improvviso, non mi interessa più che Sophie si faccia le punture dimagranti, che Simon tradisca la moglie con il podologo e che Jo stia mentendo sulla promozione. All’improvviso, ogni donna manterrà un silenzio inquietante oltre la siepe del giardino. Anche se, una volta letto lo studio in questione — pubblicato la settimana scorsa sulla rivista Evolutionary Psychological Science — forse possiamo stare tranquilli.
A quanto pare, il gossip non ci rende tanto più fertili quanto ci dà un vantaggio evolutivo. I pettegoli incalliti, a quanto pare, trovano più facilmente un partner e riescono più facilmente a tenerlo, il che offre quindi più occasioni per riprodursi. Quello che però mi ha colpito di più non sono state le strane conclusioni principali dello studio, condotto dall’Università della Slesia, ma l’analisi secondaria.
Secondo l’articolo, diffondere voci ci offre anche una “strategia alternativa rispetto all’aggressione aperta e fisica”. In parole povere, significa che il gossip è un modo molto più sano di sfogarsi, di decompressarsi. E questo non fa che aggiungere argomenti alla lista infinita dei benefici per il benessere associati a questa… disciplina? passatempo? Una cosa è certa: non dovrebbe più essere etichettato come un “piacere colpevole”.
All’inizio di quest’anno, una ricerca ha scoperto che sparlare del proprio capo fa attivamente bene e che con i colleghi è un’esperienza di “rafforzamento del legame”, mentre uno studio precedente suggeriva persino che potesse aiutare a prevenire la demenza. In pratica, è diventato il vino rosso delle debolezze umane: una volta demonizzato, ora sostanzialmente uno strumento di benessere, consigliato dai medici. E se non mi farà riprodurre spontaneamente, allora ho intenzione di buttarmici dentro.
In fondo, c’è qualcosa di più delizioso del momento in cui marito, moglie, fidanzata o fidanzato ti scrivono: “Ho un pettegolezzo”? È come dirmi che stai arrivando con una cheesecake intera, fredda, in stile New York: avrebbe esattamente lo stesso effetto sulle mie ghiandole salivari.
Adoro anche tutta la cerimonia che lo accompagna. Le labbra serrate, finché si aprono e ne esce tutto. I sospiri teatrali ripetuti: “Lo so!”. Le domande di seguito, a cui inevitabilmente nessuno sa rispondere ma che almeno serviranno da base per un milione di ipotesi campate in aria.
E anche se è sempre un vantaggio se nella storia iniziale c’è un granello di verità, a volte l’inventato può sembrare bello quanto il reale. In fin dei conti, ci vuole molta creatività per trasformare il nulla in qualcosa; e molta abilità e lavoro di squadra per abbellire e ingigantire quel qualcosa prima di passarlo alla persona successiva. E ora che sappiamo che è praticamente succo di kale per l’anima? Signore e signori, che la macchina delle voci abbia inizio.




