QUANDO SI SONO CONOSCIUTI RANUCCI E LAVITOLA? – NELL’INTERROGATORIO DI GARANZIA, VALTERINO HA DETTO CHE A PRESENTARGLI IL CONDUTTORE “DOPO IL 2020” SAREBBE STATO GUIDO RUOTOLO, EX CRONISTA DELLA “STAMPA”, FRATELLO DI SANDRO RUOTOLO, ORA POLITICO DEL PD - AL “FATTO” RISULTA CHE RANUCCI CONOBBE LAVITOLA DAL 2019: ALL’EPOCA VALTERINO LO MISE IN GUARDIA SOSTENENDO CHE UN’AGENZIA DI INVESTIGAZIONE PRIVATA STAVA SPIANDO IL CONDUTTORE DI “REPORT” – “IL FATTO” RACCONTA: “RANUCCI, CHE NON ERA ANCORA AMICO DEL RISTORATORE, INVITÒ LAVITOLA IN REDAZIONE, LO REGISTRÒ DI NASCOSTO, FECE UNA TRASCRIZIONE DELL’AUDIO E LA CONSEGNÒ ALL’AUTORITÀ GIUDIZIARIA DI ROMA. IL ‘FATTO’ HA CONSULTATO FONTI DELLA PROCURA DELL’EPOCA E NON È RIUSCITO AD ACCERTARE SE L’ESPOSTO CON LA TRASCRIZIONE SIA STATO RECEPITO. NESSUNO RICORDA NULLA” - NEL 2021 LAVITOLA ORGANIZZÒ L’INCONTRO TRA RANUCCI E MARCELLO DELL’UTRI: DOVEVA NASCERNE UN’INTERVISTA MA NON SI FECE PIU’ NULLA – PROSEGUE "IL FATTO": “IL RAPPORTO TRA RANUCCI E LAVITOLA CORRE SUI DUE BINARI: IL FACCENDIERE SI PROPONE DA UN LATO COME L’ANGELO CUSTODE DA POSSIBILI MINACCE PROVENIENTI DA MONDI MISTERIOSI E DALL’ALTRO COME FONTE GIORNALISTICA. UN DOPPIO BINARIO CHE HA PORTATO FUORI STRADA RANUCCI” - LA VIDEO INTERVISTA DI MARCO LILLO A LAVITOLA DEL 2018
AMICIZIA NATA SU UN ALERT E UN’INTERVISTA A DELL’UTRI
sigfrido ranucci e valter lavitola
Estratto dell’articolo di Marco Lillo per il “Fatto quotidiano”
Un esposto del conduttore di Report alla Procura di Roma sulle confidenze ricevute da Valter Lavitola nei primi mesi del 2019 in merito a un sospetto spionaggio, che retrodata la prima conoscenza tra i due protagonisti del giallo estivo. E poi un incontro a tre fra Lavitola, Sigfrido Ranucci e Marcello Dell’Utri a Roma, un paio di anni dopo. Sono questi i due ricordi sbiaditi che Il Fatto ha provato a ricostruire e che gli investigatori potranno mettere a fuoco risentendo l’indagato Lavitola e la persona informata dei fatti Sigfrido Ranucci.
valter lavitola e sigfrido ranucci al cefalu bistrot - foto di aldo torchiaro
Ieri sul quotidiano Libero è apparso per la prima volta (scoop di Giacomo Amadori) il testo del verbale sintetico dell’interrogatorio di garanzia di Lavitola. L’avvio del rapporto con Ranucci descritto dal ristoratore non collima con i ricordi del giornalista e di altre fonti compulsate dal Fatto. Per esempio sulla data di inizio. Amadori racconta che nel verbale sintetico si leggerebbe che a presentare il faccendiere al conduttore “dopo il 2020” sarebbe stato Guido Ruotolo, ex cronista della Stampae fratello gemello dell’ex giornalista tv e ora politico del Pd Sandro.
Al Fatto risulta che Ranucci ha sempre detto di conoscere Lavitola dal 2019.Guido Ruotolo non ricorda l’episodio della presentazione e data la sua prima visita al ristorante di Lavitola poco dopo l’intervista al faccendiere uscita sul Fatto.it nel febbraio 2018. Al riguardo sia concessa anche a noi una nota autobiografica sul “Cefalù Bistrò”.
La video intervista fu realizzata da chi scrive lontano dai pasti. Niente vongole sgusciate. Il ristorante caro ai giornalisti fu solo il set del video. E anche negli otto anni successivi il cronista che firma questo pezzo e firmò quel video – nonostante il Cefalù fosse a due passi da casa – non ha mai provato il brivido di mescolare i racconti dell’oste con i sondaggi e le spigole.
MARCELLO DELLUTRI E SILVIO BERLUSCONI
Tornando a Ranucci, il conduttore retrodata con certezza al 2019 la conoscenza di Valter per un fatto importante: Lavitola lo mise in guardia perché un’agenzia di investigazione privata avrebbe spiato il conduttore di Report. Ranucci, che non era ancora amico del ristoratore, invitò Lavitola in redazione e lo registrò di nascosto. Poi fece una trascrizione dell’audio e – secondo le nostre fonti – la consegnò all’autorità giudiziaria di Roma.Il Fatto ha consultato fonti autorevoli della procura dell’epoca e non è riuscito ad accertare se l’esposto con la trascrizione sia stato recepito formalmente.
Nessuno ricorda nulla. Per il pm Edoardo De Santis, che indaga oggi sull’attentato, non sarà difficile accertare se esista un simile fascicolo che metterebbe un punto fermo almeno sulla data di inizio del rapporto tra i due. Comunque Lavitola, come ha raccontato il faccendiere nel verbale citato letteralmente da Amadori su Libero, si rende utile a Ranucci in tempi rapidi: “Riesco a organizzargli un incontro che lui cercava da tempo”.
MARCELLO DELLUTRI E SILVIO BERLUSCONI
Con chi – aggiunge Amadori – non è specificato. Mentre “è certo che quasi a tambur battente il faccendiere diventi fonte della trasmissione”. Il Fatto è in grado di rivelare un incontro con un personaggio importante, un paio di anni dopo la prima conoscenza, probabilmente nel 2021, organizzato da Lavitola per Ranucci. Il conduttore di Report, autore di servizi e libri sulle relazioni politica-mafia, aveva e ha un sogno comune a tutti i giornalisti investigativi italiani: intervistare l’ex senatore Marcello Dell’Utri, già condannato per concorso esterno in associazione mafiosa, notoriamente grande amico di Valter Lavitola.
Per dire, l’intervista al Fatto del 2018 conteneva un messaggio ai naviganti di Lavitola che potremmo sintetizzare così: “Caro Silvio devi andare a trovare Marcello in carcere, firmato Valter”. Tre anni dopo è Lavitola a portare Ranucci al cospetto di Dell’Utri (tornato in libertà nel dicembre 2019). Si tratta di un assist importante anche se poi il goal dell’intervista esclusiva per Report non arriva. L’incontro si è tenuto nella hall di un hotel di lusso a piazza della Repubblica a Roma.
Marcello Dell’Utri fu molto gentile con l’interlocutore accompagnato dall’amico Valter ma l’intervista non è mai stata rilasciata. Il rapporto tra Ranucci e Lavitola corre sui due binari iniziali: il faccendiere si propone da un lato come l’angelo custode da possibili minacce provenienti da mondi misteriosi e dall’altro come fonte giornalistica. Un doppio binario che ha portato fuori strada la percezione del conduttore di Report. Convinto che il rischio arrivasse da mondi lontanissimi come la luna mentre proveniva dal dito del consigliere così vicino.



