joe biden volodymyr zelensky vladimir putin

“LA RUSSIA STA PREPARANDO SABOTAGGI IN TUTTA EUROPA, NEL MIRINO CI SONO LE INFRASTRUTTURE” – LO SCRIVE IL “FINANCIAL TIMES” SOSTENENDO CHE GLI 007 DEI PAESI UE HANNO AVVERTITO I GOVERNI SU POSSIBILI ATTENTATI DINAMITARDI O INCENDIARI DA PARTE DEI RUSSI, CHE NON TEMONO DI CAUSARE VITTIME CIVILI – ZELENSKY: “PUTIN È PAZZO E IL SUO PAESE NE DÀ PROVA OGNI GIORNO” – LE DIFFICOLTA’ PER LA CONFERENZA DI PACE IN SVIZZERA, LA SOLITA AMBIGUITA’ DI XI JINPING E IL DUBBIO DELL’OCCIDENTE: ARRENDERSI A PUTIN O ALLARGARE IL CONFLITTO?

FT, 'LA RUSSIA PREPARA SABOTAGGI IN EUROPA'

VLADIMIR PUTIN JOE BIDEN - ILLUSTRAZIONE TPI

(ANSA) - ROMA, 05 MAG - Le agenzie di intelligence europee hanno avvertito i loro governi che la Russia sta preparando "violenti atti di sabotaggio in tutto il continente", senza preoccuparsi di possibili vittime civili: lo scrive il Financial Times (Ft) sulla sua edizione online citando funzionari dei servizi di intelligence. Secondo le fonti, "la Russia ha già iniziato a preparare più attivamente in segreto attentati dinamitardi e attacchi incendiari per danneggiare le infrastrutture sul territorio europeo, direttamente e indirettamente, senza preoccuparsi apparentemente di causare vittime civili", scrive il giornale.

 

ZELENSKY, 'PUTIN È PAZZO E IL SUO PAESE NE DÀ PROVA OGNI GIORNO'

putin zelensky biden

(ANSA) - ROMA, 04 MAG - "Putin non vuole la pace. È pazzo e il suo Paese ne dà prova ogni giorno. Per superare questo male e vincere la guerra, abbiamo bisogno della massima unità mondiale. Raggiungiamo risultati insieme". Lo afferma su X il presidente ucraino Volodymyr Zelensky "La Russia può solo essere costretta a lasciare in pace l'Ucraina. E accadrà. La nostra forza ci aiuterà senza dubbio a raggiungere questo obiettivo - prosegue Zelensky -. Il vertice globale per la pace di giugno avrà luogo e dovrà essere un successo, indipendentemente da come qualcuno tenterà di indebolirlo".

vladimir putin joe biden ginevra

 

UCRAINA LE DIFFICILI STRADE PER TRATTARE UNA PACE

Estratto dell’articolo di Giuseppe Sarcina per il “Corriere della Sera”

 

Il fattore decisivo resta il tempo. Il governo americano sta iniziando a consegnare i mezzi militari finanziati con il provvedimento da 61 miliardi di dollari, appena approvato dal Congresso. Secondo il Consigliere per la sicurezza Usa, Jake Sullivan, dovrebbero consentire all’esercito di Volodymyr Zelensky di reggere per tutto il resto del 2024. Ma le notizie che arrivano dal fronte sembrano mettere in dubbio le sicurezze americane. Specie ora che il generale ucraino Vadym Skibitsky ha dichiarato all’ Economist : «Non c’è modo di vincere la guerra sul campo di battaglia; il conflitto può terminare solo con dei trattati».

xi jinping vladimir putin a pechino

 

Una frase che ha spostato, come è accaduto ciclicamente negli ultimi due anni, l’attenzione sulla possibilità di un negoziato con Vladimir Putin, tanto più che il 15 e il 16 giugno è in programma «la Conferenza ad alto livello per la pace», organizzata nella cittadina svizzera di Lucerna dalla presidente della Confederazione elvetica, Viola Amherd. All’evento stanno lavorando da mesi le diplomazie occidentali, in stretto coordinamento con Kiev. La presidente Amherd ha invitato circa 160 Paesi: praticamente tutto il mondo tranne la Russia.

 

VLADIMIR PUTIN CON I SOLDATI RUSSI

L’idea è raccogliere il consenso più ampio possibile su uno schema da cui partire per la trattativa, coinvolgendo anche la Cina. Finora Xi Jinping ha prodotto solo parole per la pace. Da mesi gli americani stanno cercando di stanarlo, di convincerlo a esercitare pressioni su Putin. […] L’atteggiamento di Xi Jinping […] rimane cruciale. Ma […] i segnali sono confusi.

 

[…] Xi Jinping aveva posto come condizione che venissero ammessi anche i russi. Il tema sarà al centro del vertice tra il presidente francese Emmanuel Macron, la numero uno della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e lo stesso Xi, in programma domani a Parigi. Al momento l’ipotesi più quotata è che il leader cinese invierà una delegazione di basso rango diplomatico in Svizzera.

 

vladimir putin xi jinping a pechino

[…] il percorso verso la trattativa è ostruito da una questione politica che lo schieramento occidentale non ha ancora risolto, pur discutendone dall’inizio della guerra. Tutti sono d’accordo su un punto: Putin è un interlocutore inaffidabile, che accetterà di negoziare solo quando sarà costretto a farlo dai rovesci militari sul campo.

 

VLADIMIR PUTIN CON I SOLDATI RUSSI

Ma ora lo scenario potrebbe essere diverso: che cosa fare se l’Armata russa, come dice il generale ucraino Skibitsky, non potrà essere sconfitta? La domanda divide i Paesi alleati di Zelensky. La Casa Bianca pensa, non da oggi in verità, che l’esercito ucraino debba essere messo nelle condizioni di resistere il più possibile. Quindi più armi, più addestramento, più intelligence. E con la massima urgenza. Il conflitto, però, deve restare circoscritto e non deve coinvolgere soldati americani. La strategia è condivisa dalla Germania e da molti Paesi europei, Italia compresa.

 

VLADIMIR PUTIN CON I SOLDATI RUSSI

Al Pentagono, come nel quartier generale della Nato a Bruxelles, si immagina che non ci saranno possibilità per negoziare almeno per tutto il 2024. La strategia americana è considerata insufficiente da un gruppo cospicuo di Paesi. E, anche in questo caso, non da ora. Bisogna tornare indietro al vertice della Nato il 23 marzo 2022, cioè un mese dopo l’invasione dell’Ucraina. In quell’occasione Polonia, Lettonia, Estonia e Lituania, ma anche il Regno Unito e la Norvegia, chiesero di mandare a Putin un segnale […]: l’Alleanza atlantica non esclude l’intervento in caso di emergenza. All’epoca si temeva che Mosca potesse usare le armi nucleari tattiche. Oggi il pericolo è lo sfondamento delle difese da parte dei russi.

 

L’uscita di Macron va in questa direzione: siamo pronti a mandare i nostri soldati, non aspetteremo che le truppe russe dilaghino in Ucraina. Il presidente francese, pertanto, non è così isolato come può sembrare. […] in caso di disfatta ucraina, giungerebbe il momento della scelta più difficile: patteggiare, fosse anche la resa, oppure allargare lo scontro. Un bivio che Biden sta cercando di evitare in ogni modo.

Ultimi Dagoreport

cnn fondo - ellison donald trump mark thompson jb pritzker

FLASH! – VENDUTA LA WARNER-DISCOVERY ALLA PARAMOUNT DI ELLISON, PER NON CADERE NELLE MANINE DI FORBICE DI DONALD TRUMP, L’85% DEI GIORNALISTI DELLA CNN SAREBBE PRONTO A USCIRE DAL GRUPPO E FONDARE UN’ALTRA EMITTENTE ALL-NEWS – I MILIARDI NECESSARI PER IL PROGETTO SAREBBERO PRONTI, FORNITI IN PARTE DAL GOVERNATORE DEMOCRATICO DELL’ILLINOIS, JB PRITZKER; CIO’ CHE ANCORA MANCA E’ CHI ASSUMERA’ LA GUIDA SUPREMA DELLA NUOVA NEWS MEDIA-COMPANY: IN POLE L’ATTUALE PRESIDENTE E CEO MARK THOMPSON….

porto di genova secolo xix silvia salis gianluigi aponte marco bucci michele brambilla

FLASH! – AVVISATE L’IRRITABILE GOVERNATORE DELLA LIGURIA, MARCO BUCCI, DI RASSEGNARSI: MICHELE BRAMBILLA RESTERÀ SEDUTO SULLA PRIMA POLTRONA DEL “SECOLO XIX”: PAROLA DELL’EDITORE ED ARMATORE DEI DUE MARI, GIANLUIGI APONTE – DOPO L’ERA SPINELLI-TOTI E LA NOMINA DI BUCCI ALLA PRESIDENZA DELLA REGIONE (GRAZIE ALL’INFLUENTE SINDACO DI IMPERIA, CLAUDIO SCAJOLA), IL PROGETTO DI APONTE DI TRASFORMARE IL PORTO DI GENOVA IN UN HUB PER IL SUO IMPERO DI NAVI SEMBRAVA ANDARE IN PORTO CON L’ACQUISIZIONE DEL “SECOLO XIX”, PER IL QUALE AVEVA SCELTO UN GIORNALISTA CONSERVATORE COME DIRETTORE, SICURO CHE SAREBBE ARRIVATO UN SINDACO DI DESTRA – ORA IL PIANO DI APONTE HA DUE PROBLEMI: UN SINDACO DI CENTROSINISTRA, SILVIA SALIS, E UN BRAMBILLA CHE NON AMA PORTARE IL TOVAGLIOLO SUL BRACCIO…

la stampa maurizio molinari alessandro de angelis luca ubaldeschi alberto leonardis

FLASH! – L’ACQUISIZIONE DE “LA STAMPA” DA PARTE DEL GRUPPO SAE DI ALBERTO LEONARDIS ALLE BATTUTE FINALI: IN CORSO LA NEGOZIAZIONE SUGLI ESUBERI E PRE-PENSIONAMENTI CON IL CDR DEL QUOTIDIANO TORINESE – PER LA DIREZIONE, SAREBBE IN POLE LUCA UBALDESCHI, GIÀ VICE DIRETTORE DE “LA STAMPA” ED EX DIRETTORE DEL “SECOLO XIX” (MA SI PARLA ANCHE DI GIUSEPPE DE BELLIS DI SKY TG24), CON MAURIZIO MOLINARI COME SUPERVISORE EDITORIALE; UNICA CERTEZZA, ALESSANDRO DE ANGELIS ALLA VICEDIREZIONE – IL CAPITOLO “REPUBBLICA” SI CHIUDERÀ LA SETTIMANA SUCCESSIVA AL VOTO DEL 23 MARZO SUL REFERENDUM DELLA GIUSTIZIA…

isola di kharg trump netanyahu hegseth rubio vance

DAGOREPORT – IL MONDO È SULL'ORLO DEL PRECIPIZIO: QUEI DUE GENI DEL MALE NETANYAHU E PETE HEGSETH VOGLIONO SPINGERE TRUMP A BOMBARDARE L'ISOLOTTO DI KHARG, NELLO STRETTO DI HORMUZ, DOVE PASSA IL 90% DEL PETROLIO IRANIANO – SAREBBE UN COLPO FATALE PER L'ECONOMIA DELLA CINA, PRINCIPALE ACQUIRENTE DEL GREGGIO DEGLI AYATOLLAH: IN CASO DI ATTACCO, PECHINO NON POTREBBE NON REAGIRE, SCHIERANDO IL SUO ENORME ARSENALE A FIANCO DI TEHERAN (FINORA XI JINPING HA FORNITO COMPONENTI PER MISSILI, SOLDI E INTELLIGENCE) – SPACCATURA TOTALE ALLA CASA BIANCA SULL'ATTACCO: TRUMP È IN STATO CONFUSIONALE SULLA POSSIBILE OFFENSIVA SULLO STRETTO DI HORMUZ, IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO, FA LA SOLITA COLOMBA, MENTRE JD VANCE E' AFFETTO DA MUTISMO, IN QUANTO VOLTO DELL’ISOLAZIONISMO “MAGA”, IL VICEPRESIDENTE È CONTRARIO ALLE GUERRE TRUMPIANE - NUOVO ATTACCO DEI PASDARAN IN IRAQ: COLPITA UNA BASE BRITANNICA CON UNO SCIAME DI DRONI...

leonardo maria del vecchio milleri marisa del vecchio

DAGOREPORT - MENTRE LEONARDINO VA OLTRE LUXOTTICA E LANCIA IL GIN SHIRABI (IN MEMORIA DELLA ''GINTONERIA'' DI LACERENZA?), SI ACCAVALLANO LE VOCI SU FRANCESCO MILLERI – IL SISTEMA NERVOSO DEL CEO DI DELFIN PARE CHE NON ABBIA PER NULLA GRADITO DI ESSERE ISCRITTO NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI IN COMPAGNIA DI CALTAGIRONE E LOVAGLIO PER “CONCERTO OCCULTO” PER LA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA - E SI RACCONTA CHE CON GLI AMICI FIDATI SI SFOGHI DICENDO CHE ASPETTERÀ ANCORA UN ANNO: O LEONARDINO PORTERÀ A CASA LE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA E ARRIVARE A QUEL 37,5% CHE GLI PERMETTERÀ DI GESTIRE L’HOLDING (E FINALMENTE INTASCARE LA SUA QUOTA DI TESTAMENTO), OPPURE MOLLERÀ GLI OTTO LITIGIOSI EREDI AL LORO DESTINO E IMBOCCHERÀ LA PORTA DI USCITA…

iran donald trump benjamin netanyahu petrolio

DAGOREPORT – LA NOTIZIA PIÙ IMPORTANTE DELLE ULTIME ORE È QUELLA PUBBLICATA DA “CNBC”: L’IRAN, ALLA FACCIA DI TRUMP E NETANYAHU, STA CONTINUANDO A ESPORTARE PETROLIO TRAMITE LO STRETTO DI HORMUZ, CHE HA MINATO E BLOCCATO ALLE NAVI STRANIERE. TEHERAN HA VENDUTO 11,7 MILIONI DI BARILI DI GREGGIO ALLA CINA DALL’INIZIO DEL CONFLITTO – L’EUROPA VALUTA DI ALLEGGERIRE LE REGOLE CONTRO IL GAS RUSSO: PER GARANTIRE SCORTE SUFFICIENTI E SICUREZZA ENERGETICA PER L’INVERNO, L’UNIONE EUROPEA NON VERIFICHERÀ SE IL GAS NATURALE LIQUIDO VENDUTO DA TERZI PROVENGA DA MOSCA….