FINIREMO ARROSTITI! L’ITALIA POTREBBE VIVERE UN AUTUNNO PIU’ CALDO RISPETTO ALLA NORMA, CON TEMPERATURE ANOMALE ATTESE ANCHE PER L’INVERNO - IL PROTAGONISTA DI QUESTI SCONVOLGIMENTI SI CHIAMA “EL NINO”, FENOMENO CLIMATICO CHE PORTA AL RISCALDAMENTO DELLE ACQUE DELL'OCEANO PACIFICO CENTRO-MERIDIONALE - IL 2027 POTREBBE SUPERARE IL 2024 COME ANNO PIU’ CALDO MAI OSSERVATO…
Estratto dell’articolo di Giampiero Maggio per www.lastampa.it
Un autunno probabilmente più caldo della norma, un inverno europeo che parte con un segnale netto verso temperature miti e un El Niño destinato a raggiungere il massimo proprio fra novembre e l’inizio dell’inverno.
È il quadro che emerge dagli ultimi modelli stagionali disponibili per l’Italia e l’Europa. Ma con un’avvertenza fondamentale: una previsione stagionale non dice che tempo farà a Torino, Milano o Roma il 15 dicembre. Indica soltanto quale tipo di stagione ha maggiore probabilità di verificarsi rispetto alla climatologia. [...]
Il grande protagonista sarà El Niño. L’Organizzazione meteorologica mondiale prevede per settembre-novembre un’anomalia media della temperatura del Pacifico nella regione Niño 3.4 di circa +3,6 °C, con il massimo dell’intensificazione atteso tra novembre e dicembre. La probabilità che il fenomeno persista durante l’intero inverno meteorologico, dicembre-febbraio, è vicina al 100%.
La NOAA statunitense va ancora oltre: nell’aggiornamento del 10 settembre assegna una probabilità superiore al 90% che El Niño diventi “molto forte” durante autunno e inverno. Nel Pacifico orientale sono già state osservate anomalie superficiali superiori a 3 °C e, sotto la superficie, in alcune aree oltre 10 °C rispetto alla norma.
Per l’Italia il primo segnale robusto riguarda le temperature. Il CNR, sulla base delle proiezioni Copernicus, indica per settembre-novembre temperature stagionali elevate su gran parte dell’Europa, Italia compresa.
Ma mette in guardia dal tradurre automaticamente questa indicazione in “tre mesi continuamente caldi”: all’interno di una stagione sopra media possono comunque verificarsi irruzioni fredde e periodi più freschi. [...]
Per settembre tutti i modelli indicano temperature superiori alla norma sull’Europa centro-meridionale; a ottobre oltre tre quarti continuano a prevedere condizioni più calde della media.
A novembre il segnale caldo torna a rafforzarsi: più della metà dei modelli prospetta temperature molto superiori ai valori climatologici.
Sul fronte delle piogge lo scenario è più delicato. Il Mediterraneo arriva dall’estate con temperature dell’acqua eccezionalmente elevate, quindi con una grande quantità di energia e umidità potenzialmente disponibili per l’atmosfera. [...]
Per le precipitazioni, invece, Copernicus vede un inverno mediamente più piovoso su buona parte dell’Europa, ma il segnale si indebolisce proprio ai margini meridionali e settentrionali del continente.
E l’Italia si trova in quella fascia mediterranea dove la previsione delle precipitazioni conserva un’incertezza maggiore. Tradotto: oggi è scientificamente ragionevole parlare di un inverno italiano con maggiori probabilità di temperature sopra la media, ma non è ancora possibile affermare se sarà nel complesso più piovoso, più secco o più nevoso. E soprattutto un inverno mite non significa assenza di neve o di gelo. Una media stagionale elevata può convivere con singole ondate fredde anche intense. [...]
Storicamente i grandi El Niño tendono infatti a favorire, tra fine autunno e inizio inverno, condizioni più miti, piovose e perturbate sull’Europa nord-occidentale. «El Niño è soltanto uno dei diversi fattori che influenzano il nostro clima», precisa però il capo meteorologo del Met Office Ian Lisk.
Anche un evento eccezionalmente forte «non significa automaticamente impatti più gravi». La ragione è che sull’Europa entrano in gioco anche l’Atlantico settentrionale, la corrente a getto, la NAO, la stratosfera e la situazione dell’Artico.
Basta che uno di questi elementi cambi configurazione perché il segnale di El Niño venga amplificato, deviato o parzialmente cancellato. Lontano dall’Europa gli effetti sono invece statisticamente più riconoscibili.
L’OMM prevede per l’autunno una classica impronta da forte El Niño: aumento del rischio di siccità in alcune aree dell’Indonesia, dell’Australia e dell’Asia meridionale e condizioni più piovose in altre zone del Pacifico e del Sudamerica. (World Meteorological Organization ). [...]
E poi c’è la temperatura globale. El Niño trasferisce una parte del calore accumulato nel Pacifico verso l’atmosfera. Il suo massimo è previsto alla fine del 2026, ma una parte dell’effetto sulle temperature globali si manifesta normalmente nei mesi successivi.
Per questo il Met Office considera molto probabile che il 2027 possa superare il 2024 come anno più caldo mai osservato. (Met Office ) Il punto, dunque, non è immaginare un autunno senza freddo o un inverno senza neve. Le proiezioni non dicono questo. [...]
Per sapere invece dove cadrà la neve, quando arriveranno le irruzioni fredde e quali zone italiane saranno colpite dalle piogge più intense bisognerà aspettare. [...]
NEVE A NATALE
pioggia e allagamenti a milano
PREVISIONI METEO - PIOGGIA







