regeni renzi al sisi egitto

“L'ORDINE DI UCCIDERE REGENI ARRIVÒ DALL'ALTO” - UNA FONTE AMERICANA SUSSURRA A “LA STAMPA”: “L’TALIA CONOSCEVA LA VERITA’. L'EGITTO VOLEVA DARE UNA LEZIONE AGLI STRANIERI MA CON L'OMICIDIO LA SITUAZIONE È CROLLATA. LE MASSIME AUTORITÀ EGIZIANE HANNO DECISO DI GESTIRE LA CRISI NEGANDO TUTTO, INVECE DI FARE CHIAREZZA E PUNIRE I COLPEVOLI”

Paolo Mastrolilli per “la Stampa”

 

REGENIREGENI

«Giulio Regeni è stato ucciso dai servizi di sicurezza egiziani, o da gruppi affiliati. Questo è un fatto di cui il governo americano è assolutamente sicuro, e ne possiede le prove. Vista la stretta collaborazione tra i nostri apparati di intelligence e i vostri, sarei molto sorpreso se non avessimo informato i colleghi italiani di quanto sapevamo».

La fonte che fa questa rivelazione a La Stampa ha lavorato per l' amministrazione Usa, e parla per conoscenza diretta dei fatti.

 

VIGNETTA GIANNELLI - AL SISI COLLABORA SUL CASO REGENIVIGNETTA GIANNELLI - AL SISI COLLABORA SUL CASO REGENI

Ha letto la ricostruzione dell' omicidio del ricercatore italiano fatta di recente dal New York Times, e l' articolo che il nostro giornale aveva pubblicato nell' aprile del 2016, riguardo il contrasto avvenuto su questo caso tra il segretario di Stato Kerry e il ministro degli Esteri egiziano Shoukry. Quindi ha deciso di spiegare quanto conosce, nell' interesse della verità e della giustizia: «Posso confermare quegli eventi, e chiarirli».

 

La nostra fonte sostiene che l'ordine di colpire Regeni «era venuto dall' alto». Non pensa che il presidente al Sisi avesse chiesto il suo omicidio, ma aveva espresso con chiarezza la volontà di dare un esempio agli stranieri. A quel punto «i gorilla dei servizi di sicurezza hanno preso in mano la situazione, facendola sfuggire a qualunque controllo». Hanno spinto l'esempio oltre la stessa volontà di al Sisi, torturando e uccidendo il ricercatore italiano. Una volta scoppiato lo scandalo, però, le massime autorità egiziane hanno deciso di gestire la crisi negando tutto, invece di fare chiarezza e punire i colpevoli.

PASSAPORTO DI GIULIO REGENI PASSAPORTO DI GIULIO REGENI

 

Una seconda fonte del settore d' intelligence è convinta che Regeni sia stato vittima di una «turf war» fra gli apparati egiziani, in sostanza una guerra interna tra i vari servizi di sicurezza. In questo quadro, la morte di Giulio è stata usata da qualcuno per «scoring points», cioè segnare punti a danno dei suoi avversari. Al Sisi voleva dare una lezione, e l'arresto del ricercatore italiano rientrava in questo obiettivo.

 

FUNERALE REGENIFUNERALE REGENI

Invece il suo omicidio, e poi l'abbandono del cadavere in strada allo scopo evidente di farlo ritrovare, sono serviti ai responsabili per rendere pubblica la sua tragedia e farne ricadere la colpa sui rivali. Il governo degli Stati Uniti aveva ottenuto le prove "humint" di questa verità, cioè intelligence umana. In altre parole, rivelazioni ricevute da informatori interni agli apparati egiziani, considerati credibili e affidabili.

 

renzi al sisirenzi al sisi

La fonte però non esclude che esistano anche conferme "sigint", cioè la signal intelligence che si raccoglie con le intercettazioni: «Non abbiamo la foto dei colpevoli, ma sappiamo che sono stati i servizi di sicurezza o i loro affiliati. In Egitto ci sono diversi apparati che si occupano di questo settore, e per simili operazioni possono fare ricorso a gruppi esterni, perché non sono direttamente riconducibili alle strutture ufficiali».

giulio regeni paz zarategiulio regeni paz zarate

 

La seconda fonte non ha la prova diretta che queste informazioni furono passate al governo italiano, ma pensa che ciò sia avvenuto: «Sarei molto sorpreso se i nostri servizi di intelligence, vista la stretta collaborazione che hanno con i colleghi italiani, non avessero comunicato a Roma quanto sapevano su un caso così delicato». Questa posizione è condivisa da fonti della Farnesina.

 

Di sicuro l'allora segretario di Stato Kerry era a conoscenza dei dettagli, e li rinfacciò direttamente al collega egiziano Sameh Shoukry, durante un incontro molto teso avvenuto nell' aprile del 2016, a margine del vertice nucleare che gli Usa avevano ospitato a Washington. Il capo della diplomazia americana disse al collega che il caso Regeni era diventato una seria complicazione nei rapporti bilaterali, perché gli Stati Uniti non potevano accettare che i civili di paesi alleati fossero trattati in questa maniera.

AL SISI RENZI  AL SISI RENZI

 

Davanti alle obiezioni e le smentite di Shoukry, Kerry aveva risposto che l'intelligence americana aveva le prove inconfutabili della responsabilità dei servizi egiziani nell'uccisione di Giulio. Quindi aveva detto che l'unica soluzione accettabile per gli Usa era l'arresto e la punizione dei colpevoli. Questo non è mai accaduto, ma le fonti americane restano convinte che gli egiziani possano farlo: «Se si è trattato di elementi affiliati ai servizi, è più difficile risalire ai loro nomi. La verità però non è emersa, finora, solo perché il governo del Cairo non ha voluto».

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