FORZA, SCIENZA! – È STATA IDENTIFICATA UNA POSSIBILE NUOVA TERAPIA PER TRATTARE LA SCLEROSI MULTIPLA: AGENDO SULL’INTERLEUCHINA, UNA PROTEINA DEL SISTEMA IMMUNITARIO, SI POTREBBE EVITARE L’IMMUNOSOPPRESSIONE NEI PAZIENTI MALATI, CHE PUÒ RIDURRE LE CAPACITÀ DELL'ORGANISMO DI COMBATTERE I PATOGENI ESTERNI ED ESPORLO AD ALTRI RISCHI – LO STUDIO DELLA FONDAZIONE “SANTA LUCIA IRCCS” DI ROMA: “IL SISTEMA IMMUNITARIO NON HA SOLO FUNZIONI NEGATIVE NELLA SCLEROSI MULTIPLA, MA PUÒ ANCHE ATTIVARE DEI MECCANISMI DI SPEGNIMENTO DELLA NEUROINFIAMMAZIONE E…”
(ANSA) - Creare una nuova classe di farmaci che abbiano l'effetto di potenziare i meccanismi anti-infiammatori naturali del sistema immunitario senza causare immunosoppressione nei pazienti affetti da sclerosi multipla, patologia neurologica che in Italia colpisce circa 144mila persone.
È questo l'obiettivo del nuovo studio dell'équipe di ricerca del laboratorio di Neuroimmunologia molecolare della Fondazione Santa Lucia Irccs di Roma, guidata da Elisabetta Volpe, che ha analizzato il ruolo dell'interleuchina 9 (IL-9), una proteina del sistema immunitario, nel mediare l'attivazione infiammatoria nel sistema nervoso centrale, in particolare sugli astrociti, le cellule a forma di stella che danno struttura al sistema nervoso, ma che possono diventare reattivi, cioè infiammatori, in condizioni patologiche.
La sclerosi multipla è infatti causata da una risposta anomala del sistema immunitario che si attiva contro molecole del sistema nervoso producendo neuroinfiammazione. Le terapie attuali si concentrano quindi sulla modulazione o la soppressione del sistema immunitario per ridurre i sintomi e gli effetti a lungo termine della patologia, ma questa azione di immunosoppressione può ridurre le capacità dell'organismo di combattere i patogeni esterni ed esporlo ad altri rischi.
"Questi risultati dimostrano che il sistema immunitario non ha solo funzioni negative nella sclerosi multipla, ma può anche attivare dei meccanismi di spegnimento della neuroinfiammazione, e comprendere come il cervello dei pazienti risponde ad uno stimolo infiammatorio aumenta le opzioni terapeutiche per i pazienti - spiega Volpe -. Utilizzare e modulare in modo selettivo questi meccanismi, e in particolare riprogrammare la reattività degli astrociti e delle altre cellule che causano neuroinfiammazione, è un passaggio cruciale per immaginare terapie sempre più mirate".
Lo studio è stato pubblicato sulla rivista internazionale 'Neurology: Neuroimmunology & Neuroinflammation', ed è stato realizzato su tessuti cerebrali di persone colpite da sclerosi multipla progressiva e su modelli cellulari. Questo risultato di ricerca è il frutto di un finanziamento del Fism (Federazione società medico-scientifiche italiane), con la Fondazione Aism (Associazione italiana sclerosi multipla) che ha scelto di rifinanziare il progetto attraverso l'ultimo bando dedicato ai progetti di ricerca.



