droni iraniani

DI FRONTE ALL’ONDATA DI MISSILI IRANIANI SUL GOLFO, STATI UNITI E ISRAELE HANNO CAMBIATO STRATEGIA: ORA COLPISCONO DIRETTAMENTE LE POSTAZIONI LANCIA-RAZZI, ANCHE QUELLE SOTTERRANEE. LA SCOMMESSA È CHE TEHERAN NEL GIRO DI QUALCHE GIORNO NON SIA PIÙ IN GRADO DI LANCIARE NULLA VERSO I VICINI PAESI DEL GOLFO (CHE NON HANNO UN IRON DOME COME QUELLO ISRAELIANO, MA ALTRI SISTEMI) - SARÀ DAVVERO COSÌ? - RESTA IL PROBLEMA DEI DRONI LOW COST SHAHED, CHE VENGONO ABBATTUTI DA MISSILI INTERCETTORI CHE COSTANO MILIONI DI DOLLARI: PER QUELLO, TOCCA CHIEDERE ALL’UCRAINA, CHE DA SOLA HA SVILUPPATO MODELLI A BASSO COSTO PER ABBATTERLI…

QUANTI MISSILI E QUANTE BOMBE HANNO ANCORA GLI AYATOLLAH? I CONTI E LA REALTÀ

Estratto dell’articolo di Andrea Nicastro per il “Corriere della Sera”

 

PETROLIERA COLPITA DALL IRAN NELLE ACQUE DEL GOLFO PERSICO

[…] Al sesto giorno della guerra preventiva scatenata da Israele e Stati Uniti contro l’Iran si torna a fare di conto.  Chi rimarrà senza missili per primo? Il tandem che attacca non ha problemi nelle armi offensive tanto più che fra poco, come dice Donald Trump, potrà usare solo bombe gravitazionali (economiche ed abbondanti) perché la contraerea iraniana sarà del tutto inefficace.

 

Più dubbi ci sono sugli intercettori a disposizione, ma si può azzardare qualche deduzione.

Israele ha riaperto l’aeroporto per i voli in uscita e sta valutando di far tornare gli studenti a scuola. Indizi sulla fiducia nel sistema di protezione aerea, certo, ma anche che Tel Aviv si aspetta meno attacchi.

 

VOLODYMYR ZELENSKY - DRONI DA GUERRA

Che l’Iran abbia diminuito i lanci sullo Stato ebraico è certificato […]. Durerà? O è solo una pausa iraniana?

 

Teheran colpisce con successo i Paesi del Golfo.

 

Un’approssimazione ragionevole indica l’arrivo di almeno 200 missili contro di loro più un numero almeno uguale di droni. Nei primi tre giorni di guerra, Israele ha comunicato di aver intercettato 200 missili in arrivo dalla Repubblica Islamica. A ieri potrebbero essere saliti a 300.

 

IL DRONE SHAHED IRANIANO

Per un confronto: nei 12 giorni della guerra del giugno scorso ne aveva lanciati 500, quindi l’Iran avrebbe raddoppiato il ritmo degli attacchi rispetto al 2025.

 

L’ha fatto perché è sicuro delle sue scorte? Secondo i servizi segreti israelo-americani non è così. Il giorno dell’omicidio della Guida suprema Ali Khamenei, l’Iran avrebbe avuto in magazzino mille missili balistici. Metà delle sue scorte sarebbero quindi finite, senza considerare quelli distrutti a terra.

 

L’ottimismo degli attaccanti deriva da un’altra considerazione. Possono anche avere migliaia di proiettili, ma senza fucili non potranno sparare. In questo caso i fucili sarebbero i lanciatori. Appena ne compare uno i caccia cercano di distruggerlo. Sembra con buoni risultati.

 

missile balistico iraniano 4

L’Iran ha virato su lanciatori sotterranei, fissi e quindi individuabili, ma ben protetti. Per questi sono in azione da un paio di giorni i grandi bombardieri americani B2 e B1 con i loro ordigni capaci di andare in profondità.

 

L’Iran può anche produrre (secondo il segretario di Stato americano Marco Rubio) 100 missili balistici e migliaia di droni suicidi al mese. […]  I sistemi di guida potrebbero arrivare dalla Cina senza passare davanti alla flotta Usa. Il resto l’Iran ce l’ha in casa. In più ci sono droni che Teheran è maestra a produrre. Ma se per gli sceicchi del Golfo bastano i droni, per disturbare Israele servirebbero i missili. La sfida è aperta, non solo nei cieli, ma nelle fabbriche.

 

GLI INTERCETTORI UCRAINI CONTRO I DRONI IRANIANI

IL MEDIO ORIENTE CHIAMA, L'UCRAINA RISPONDE

Estratto dell’articolo di Micol Flammini per “il Foglio”

 

Quando un drone Shahed si avvicina, è preceduto da un ronzio continuo, come se un motorino stesse passando in lontananza, a velocità costante, emettendo un suono che rimane uguale, monotono, fino all’esplosione. 

 

E’ un suono che l’Ucraina conosce bene, in alcune notti è la colonna sonora terrificante degli attacchi russi. Dura a lungo, tanto che gli ucraini, per guadagnare qualche ora di sonno, preferiscono gli attacchi con i missili rispetto a quelli con i droni – sono più brevi.

 

missile balistico iraniano 3

I russi quasi non avevano droni, quattro anni fa, hanno dovuto chiederli agli iraniani che hanno mandato i loro Shahed e insegnato a Mosca a fabbricarli. In questi giorni, il ronzio degli Shahed inizia a essere piuttosto riconoscibile in medio oriente, dove i paesi del Golfo devono difendersi dagli attacchi della Repubblica islamica che, non potendo contare su un alto numero di missili, lancia i suoi droni, che produce con più facilità. Nell’intercettarli, al mondo nessuno ha un’esperienza tanto qualificata quanto l’Ucraina.

 

I BERSAGLI DELLA RAPPRESAGLIA IRANIANA

E di fronte ai buchi delle difese del medio oriente, vari paesi si sono rivolti a Kyiv: il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, ha parlato con l’emiro del Qatar, Tamim bin Hamad al Thani,  e con il presidente degli Emirati Arabi Uniti, Mohammed bin Zayed. Secondo il Financial Times, il Pentagono e almeno un paese del Golfo hanno chiesto assistenza diretta al presidente ucraino.

 

La richiesta era ovvia, la risposta di Zelensky anche: ha subito scelto di mandare i suoi esperti. Quello che è sembrato dissonante sono state le dichiarazioni della portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, che durante una conferenza stampa, per rispondere ai giornalisti che chiedevano se gli Stati Uniti e i paesi del Golfo stessero esaurendo le scorte necessarie per intercettare gli attacchi, ha risposto: “Sfortunatamente abbiamo avuto alla Casa Bianca un leader davvero stupido e incompetente per quattro anni che ha dato via tutte le nostre armi migliori per niente, gratuitamente, a un altro paese molto lontano che si chiama Ucraina”.

 

marco rubio alla conferenza sulla sicurezza di monaco

Il paese “molto lontano chiamato Ucraina”, a causa della guerra scatenata dalla Russia, è ora il più all’avanguardia al mondo nell’intercettare i droni e sa che non vale la pena usare costosi missili Patriot per difendersi dagli sciami di Shahed  iraniani, come hanno fatto finora Stati Uniti, Israele e alleati del Golfo a un’intensità tale da  temere la fine delle scorte di missili intercettori.

 

La situazione è dipinta a tinta più fosche di come è. Mykola Bielieskov, ricercatore del National Institute for Strategic Studies e analista della ong ucraina Come back alive, spiega: “Sono due le paure dell’Ucraina legate al conflitto in medio oriente. La prima è per i prezzi del petrolio, se salgono di molto con una guerra prolungata, gioveranno alle entrate della Russia e quindi all’alimentazione della sua industria bellica.

SPIE IRANIANE

 

La seconda paura invece riguarda il consumo di intercettori, ma quello che vediamo in questo momento è che Stati Uniti e Israele sono impegnati in una campagna correttiva”, vuol dire che non attendono che il regime di Teheran lanci i missili, ma attaccano i lanciatori prima che entrino in funzione.

 

  

 

Il vero problema in medio oriente quindi sono i droni, che nessuno può permettersi di abbattere con missili intercettori come i Pac-3 che vengono utilizzati con i sistemi Patriot. Uno Shahed costa circa 30.000 dollari, un missile intercettore milioni di dollari:  una proporzione insostenibile anche per le ricche monarchie del Golfo.

 

vladimir putin ali khamenei

Per l’Iran produrre i missili è costoso e richiede tempo, gli Stati Uniti e Israele hanno mappato l’arsenale di Teheran e sanno quanto può ancora sparare.  Quello che sfugge al controllo americano e israeliano è invece la produzione degli Shahed, che sono anche più complicati da abbattere. L’unico che sa come comportarsi è proprio quel “paese lontano chiamato Ucraina”, che utilizza armi più economiche e prodotte in serie per fermare i droni prodotti sui modelli di Teheran.

 

[…]

Il medio oriente non può fare a meno di Kyiv, che manda esperti e supporto logistico. “Per gli ucraini i due conflitti sono parte di una tendenza globale, una guerra fra molti stati, di cui facciamo parte da quattro anni”, dice Bielieskov. “Intervenire in medio oriente è un’occasione per mostrare che siamo dei grandi collaboratori nella difesa di tutti”. Kyiv sa già come muoversi, come fare i calcoli, cosa dispiegare, come strutturare un sistema di difesa. “Ma ci vuole tempo”, avvisa Bielieskov. Il medio oriente ha bisogno di Kyiv, e Kyiv ha bisogno che il medio oriente sappia difendersi senza dilapidare le difese.

BANDIERA TRA LE MACERIE - GUERRA IN IRAN RIFUGIO PER AEREI BOMBARDATO DA USA E ISRAELE IN IRANBASE DI DRONI BOMBARDATA DA USA E ISRAELE IN IRANRADAR BOMBARDATO DA USA E ISRAELE IN IRANSIRIA - UN GRUPPO DI PASTORI OSSERVA UN MISSILE IRANIANOusa e israele attaccano l'iran 6drone esplode vicino al cremlino 4shahed 136 iraniano 4usa e israele attaccano l'iran 4usa israele iran mercati finanziari borseusa e israele attaccano l'iran 5IRAN E LA PISTOLA AMERICANA

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