furto alla casa museo di pierre-auguste renoir 1

UN’ALTRA FIGURA DI PALTA DEI FRANCESI, INCAPACI DI CUSTODIRE I LORO TESORI ARTISTICI – IL FURTO DEI DIPINTI DI RENOIR DALLA CASA MUSEO DEL PITTORE IMPRESSIONISTA A CAGNES-SUR-MER, RIACCENDE IL DIBATTITO SULLA SCARSA CAPACITÀ DEI TRANSALPINI DI PROTEGGERE IL PROPRIO PATRIMONIO CULTURALE – LA LISTA DEI MUSEI SVALIGIATI IN FRANCIA NEGLI ULTIMI TEMPI È LUNGA, A PARTIRE DAL CELEBRE COLPO AL LOUVRE DELL'OTTOBRE DEL 2025, QUANDO FURONO PORTATI VIA OTTO GIOIELLI DELLA CORONA FRANCESE DEL VALORE DI 88 MILIONI DI EURO (NON ANCORA RITROVATI) - TUTTI FURTI AVVENUTI CON FACILITÀ, PER COLPA SOPRATTUTTO DELLA SCARSA SICUREZZA…

1 - UN ALTRO COLPO ALL'ARTE NELLA VILLA DI RENOIR RUBATI DUE CAPOLAVORI

Estratto dell'articolo di Anais Ginori per “la Repubblica”

 

la casa museo di pierre auguste renoir

Nel giardino di ulivi sono rimasti due grandi sacchi neri, gettati via nella fuga. I nastri della polizia scientifica segnano il punto della recinzione tagliata dai ladri. È da lì che, alle prime luci dell'alba, due uomini sono riusciti a entrare nella casa dove Pierre-Auguste Renoir trascorse gli ultimi anni della sua vita.

 

Hanno attraversato il grande parco mediterraneo, raggiunto la villa e tentato di portare via quattro dipinti dalla casa-museo. […] La proprietà è appartata sulle alture di Cagnes-sur-Mer.

 

coco mentre disegna di pierre auguste renoir

[…] L'allarme è scattato alle 5.48. Meno di cinque minuti dopo, una pattuglia della polizia municipale è arrivata con un cane. È probabilmente in quel momento che il piano dei ladri è saltato. Hanno attraversato di nuovo il giardino correndo verso il varco che avevano aperto nella recinzione ma hanno perso due tele, chiuse dentro a sacchi neri.

 

Una è Coco lisant, il ritratto di Claude Renoir, detto Coco, il figlio più giovane del pittore. […] «Naturalmente ha un valore sul mercato», racconta Pauline Renoir. «Ma per noi, per la famiglia, ha un valore affettivo enorme». Discendente del pittore, è riuscita a entrare nella casa-museo poco dopo il furto, mentre la polizia giudiziaria isolava ancora la villa.

 

ritratto della signora stephen pichon di pierre auguste renoir

[…] I due uomini, a viso coperto nelle immagini della videosorveglianza, avevano studiato accuratamente il museo. Prima hanno aperto un varco, poi sono saliti verso la villa e hanno forzato una porta a vetri sulla facciata. […]

 

I ladri hanno attraversato diverse stanze senza toccare nulla e soltanto quando sono arrivati nella sala dei ritratti hanno azionato una sega per metalli per riuscire a staccare quattro dipinti. È questo dettaglio a far pensare che sapessero esattamente cosa prendere, dove andare. Il sindaco di Cagnes-sur-Mer, Bryan Masson, è convinto che sia stato un furto su commissione.

 

«È Renoir, ha un valore inestimabile. Non è qualcosa che si vende o si rivende così facilmente» osserva Masson, non ancora trentenne, eletto nelle liste del Rassemblement National. L'inchiesta, affidata alla polizia giudiziaria di Nizza, è appena cominciata. Secondo il sindaco di estrema destra «l'equipaggiamento e l'accanimento» con cui i ladri hanno agito sulle opere indicano che avevano «un obiettivo molto preciso».

 

giovane donna al pozzo di pierre auguste renoir

Il valore complessivo della refurtiva, stima Masson, è di 9 milioni ma dovrà arrivare la stima definitiva agli esperti. Le due tele che i ladri sono riusciti a portare via, Madame Colonna Romano e Jeune femme au puits, appartengono al Musée d'Orsay.

 

Erano state lasciate in deposito a Cagnes-sur-Mer, in questa casa-museo che Renoir acquistò nel 1907. […] Il pittore, già gravemente colpito dall'artrite, continuò a lavorare fino alla morte nel 1919. […]

 

Da più di mezzo secolo, il Comune è diventato proprietario e ha aperto il museo in una residenza che non era pensata per custodire opere valutate milioni di euro. Il sindaco ne è consapevole, ma scarica la colpa sullo Stato. «Non ci è mai stato dato un guardiano fisso, solo ogni tanto qualche pattuglia».[…]

2 - COLPO AL MUSEO RENOIR, RUBATI DUE QUADRI FRANCIA NEL MIRINO DEI LADRI DI OPERE D'ARTE

Estratto dell’articolo di Danilo Ceccarelli per “La Stampa”

 

madame colonna romano di pierre auguste renoir

L'allarme è scattato poco prima delle 6 del mattino, mettendo in fuga i ladri che si erano introdotti nel Museo Renoir di Cagnes-sur-Mer, realizzando un colpo che, a un anno dal furto del Louvre, ha riaperto il dibattito sulla sicurezza dei siti culturali in Francia. […] Un vero e proprio fenomeno criminale, guidato da collezionisti senza scrupoli o direttamente dal mercato nero, che nel 2019, secondo l'Unesco, rappresentava un giro di 64 miliardi di euro.

 

Inevitabile il collegamento con il rocambolesco "colpo del secolo" avvenuto al Louvre nell'ottobre del 2025, quando furono portati via otto gioielli della Corona francese del valore di 88 milioni di euro, non ancora ritrovati. Ma la lista dei musei svaligiati in Francia negli ultimi tempi è lunga e piena di capolavori scomparsi.

 

Tra gli ultimi, in ordine di tempo, c'è il "Lalique" di Wingen-sur-Moder, a nord di Strasburgo, al quale sono stati sottratti gioielli da 4,5 milioni di euro, mentre qualche settimana dopo la stessa sorte è toccata al collare d'oro della principessa Vix, un pezzo vecchio di 2.500 anni custodito al Museo dei Pays Châtillonais, in Borgogna. Tutti furti avvenuti con una certa facilità, per colpa soprattutto della scarsa sicurezza.

furto alla casa museo di pierre auguste renoir 2

 

A confermarlo ci ha pensato la commissione di inchiesta dell'Assemblea nazionale, che a maggio ha pubblicato un rapporto dai contenuti imbarazzanti: nel 2024 solo il 23% dei musei di Francia disponeva di un piano di emergenza e di prevenzione dei rischi, mentre il 54% delle collezioni nazionali era provvisto di un sistema di videosorveglianza.

 

Per far fronte a questo nuovo fenomeno criminale, il Ministero della Cultura a luglio ha presentato un piano articolato in 33 punti, che vanno dalla creazione di una cartografia dei siti più sensibili al miglioramento della formazione degli agenti, passando per l'autorizzazione a portare armi leggere, come i manganelli, per la sicurezza privata. Nel progetto si consiglia inoltre di ritirare i pezzi più pregiati dalle teche fino a quando non verrà rafforzato il loro dispositivo di sicurezza.

francia, Rubati 4 dipinti di Renoir dal Museo a Cagnes-sur-Mer

 

Il furto di ieri ricorda «in modo brutale la vulnerabilità dei musei», ha commentato su X la ministra della Cultura, Catherine Pegard, evocando l'importanza di «instaurare una cultura rafforzata della sicurezza». Nell'attesa, la Francia si tiene stretta i suoi capolavori.

i due quadri rubati dalla casa museo di pierre auguste renoirfurto alla casa museo di pierre auguste renoir foto lapressecasa museo di pierre auguste renoir 1

Ultimi Dagoreport

bettini ruffini gabrielli schlein renzi conte onorato

DAGOREPORT – CON SALVINI ALLE CORDE, TAJANI ALLO SBANDO, VANNACCI IN AGGUATO, BASTEREBBE UNA SPINTARELLA TUTTI INSIEME E, PLUF!, L'ARMATA BRANCA-MELONI NON CI SAREBBE PIU' - INVECE, IL CAMPO LARGO E' SEMPRE AL PUNTO ZERO DEL "VAFFA": PRIMARIE SÌ O NO? SCHLEIN O CONTE? E COME TENERE INSIEME I GRILLINI CON L'INFIDO RENZI? - QUALCOSA NEI PROSSIMI GIORNI POTREBBE MUOVERSI: ERNESTO MARIA RUFFINI DOVREBBE FORMALIZZARE LA TRASFORMAZIONE DEL SUO MOVIMENTO “PIÙ UNO”, FORMATO DA UNA RETE DI GRUPPI CATTOLICI, IN UN PARTITO - AD AFFIANCARE RUFFINI, SAREBBE PRONTO FRANCO GABRIELLI, GIOVANILE DEMOCRISTIANA, COMPAGNO DI SCUOLA DI ENRICO LETTA, EX CAPO DELLA POLIZIA E DEI SERVIZI, GIA' SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DRAGHI - L’OBIETTIVO? DIVENTARE I FRONTMAN “ISTITUZIONALI” DI CASA RIFORMISTA, CON RENZI DEFILATO E IL VOLTO AUTOREVOLE E SECURITARIO DI GABRIELLI A GUIDARE IL CENTRONE - COME LA PRENDERA' IL ''CONTE TRAVAGLIO'' LA PRESENZA DEL DRAGHIANO GABRIELLI? E COME REAGIRA' LA DUCETTA DEL NAZARENO ALL'ANNUNCIO DELL'"ONORATO BETTINI DI PRESENTARSI ALLE PRIMARIE? AH, SAPERLO...

conservative political action conference cpac donald trump giorgia meloni arianna francesco giubilei emanuele merlino sara kelany susanna ceccardi

AMERICÀ, FACCE TARZAN! – IL CONSERVATORISMO TRUMPIANO SBARCA A ROMA E DIVENTA SUBITO ROBA DA NANDO MERICONI INTERPRETATO DA SORDI – NEMMENO IL TEMPO DI APPARECCHIARE I TAVOLI DELLA CENA DELLA “CONSERVATIVE POLITICAL ACTION CONFERENCE” (CPAC), CHE SUBITO DEFLAGRANO GLI SCAZZI NELLA DESTRA CACIO E PEPE – CI SONO ARIANNA MELONI, SARA KELANY, LA LEGHISTA SUSANNA CECCARDI E IL PREZZEMOLINO FRANCESCO GIUBILEI. MA NON GLI ATTESI LUCA CIRIANI, ITALO BOCCHINO ED EMANUELE MERLINO – IL CLIMA È TESO SULLE TESTE DEI MAL-DESTRI DE' NOANTRI: TRUMP È CONSIDERATO POLITICAMENTE TOSSICO E IL CPAC “ITALIANO” DEL 2027 VIENE CONSIDERATO UN POTENZIALE INTRALCIO, FONTE DI POLEMICHE E IMBARAZZI NELL’ANNO DELLE ELEZIONI…

fagnani mentana corsini cairo

DAGOREPORT - DUE PERSONAGGI IN CERCA DI EDITORE. POTREBBERO ANCHE ESSERE SEI, PER CITARE PIRANDELLO, VISTO L'EGO TARANTOLATO DI CHICCO MENTANA, IL 71ENNE PENSIONATO MA CON NESSUNISSIMA VOGLIA DI RESTARE ‘’PRIGIONIERO DEI COMUNISTI DE LA7'', E DELLA 48ENNE “BELVA” FRANCESCA FAGNANI, IN ROTTA CON LA RAI – SE IL PROGETTO DEL MAGNATE GRECO KYRIAKOU A CUI LAVORAVA IL CHICCO MACINATO PER LA NASCITA DELLA "CNN ITALIANA" NON SI SA BENE DOVE SIA FINITO, HA PERSO QUOTA L'IPOTESI DI UN RITORNO A MEDIASET AL POSTO DEL CAPO SUPREMO DELL’INFORMAZIONE, MAURO CRIPPA. L’ULTIMA INDISCREZIONE È SKY ITALIA – SE MENTANA VUOL CHIUDERE CON CAIRO, LA FAGNANI VUOLE CHIUDERE "BELVE" PER MANCANZA DI “BELVE”: GLI OSPITI DI RICHIAMO SONO FINITI O PRETENDONO UNA MONTAGNA DI SOLDI - SI SONO ACCAVALLATE VOCI DI UNO SBARCO DELLA FAGNANI A MEDIASET, TIRANDO IN BALLO IL SUO BUON RAPPORTO CON MARIA DE FILIPPI. MA FINCHÉ LA DISCOLA DEL GOSSIP HA UN CONTRATTO CHE LA LEGA ALLA RAI FINO AL 2027, BUSSA ALLA PORTA LA MESSA IN ONDA DELLA NUOVA STAGIONE DI “BELVE”, IL 20 OTTOBRE - QUELLO CHE È CERTO È CHE SIA IL CHICCO CHE LA CHICCA SONO IN UN LIMBO, CON UN MERCATO SULLA CARTA ESISTENTE MA CON MILLE INCOGNITE REALI...

guerra russia ucraina vladimir putin volodymyr zelensky donald trump

DAGOREPORT – NON FATE LEGGERE A TRUMP L’ANALISI DELL’EX DIRETTORE DEI SERVIZI BRITANNICI, JOHN SAWERS, CHE SUL “FINANCIAL TIMES” SENTENZIA: “NON CI SARÀ NESSUNA TREGUA TRA MOSCA E KIEV FINO AL 2027”. IL TYCOON HA LE ORE CONTATE: DEVE TROVARE UN ACCORDO PURCHÉSSIA ENTRO NOVEMBRE, QUANDO I CITTADINI AMERICANI SARANNO CHIAMATI A VOTARE PER LE ELEZIONI DI METÀ MANDATO - UNA SCONFITTA DEL “DERAGLIATO MENTALE” DELLA CASA BIANCA È PRATICAMENTE CERTA. A MENO CHE NON RIESCA A CHIUDERE LA GUERRA IN EUROPA E FAR DIMENTICARE IL DISASTRO MILITARE AMERICANO IN IRAN – PUTIN NON CEDE AD ALCUN COMPROMESSO, E ZELENSKY LA VEDE “NERA” PER IL FUTURO…

attentato sigfrido ranucci bomba valter lavitola clesio gomes tavares pellegrino d’avino davino antonio passariello saverio mutone

DAGOREPORT- PECCATO CHE SIANO SCOMPARSI I POLIZIOTTESCHI DEGLI ANNI ’70, TIPO: “LA CAMORRA SFIDA, NAPOLI RISPONDE’’. DAVANTI AI COLPI DI SCENA DEL GASTRO-CRIMINAL-SHOW, STARRING LAVITOLA E RANUCCI, AVREBBERO SCODELLATO UN BEL FILMONE, INTITOLATO: “LA CAMORRA INDAGA, LA LEGGE RINGRAZIA” – QUANDO RANUCCI INDIRIZZA LE INDAGINI SULLA PISTA DELLA CAMORRA, IL CLAN CAVA, STORICA ORGANIZZAZIONE IRPINA DI QUINDICI, NON HA PRESO PER NIENTE BENE DI FINIRE SOTTO PRESSIONE PER IL LAVORO INVESTIGATIVO DEI CARABINIERI – INDAGANO E SCOPRONO CHE ANTONIO PASSARIELLO, L’UNICO LORO AFFILIATO DEL QUARTETTO BOMBAROLO (GLI ALTRI TRE NON ERANO ORGANICI AL CLAN), NON SI ERA PREOCCUPATO DI INFORMARE IL VERTICE DEL CLAN, NÉ DI RICEVERE IL VIA LIBERA PER COMPIERE L’ATTENTATO - I CAMORRISTI DECIDONO ALLORA DI INDIRIZZARE GLI INQUIRENTI SULLA PISTA GIUSTA, INVIANDO UNA MAIL AL PM: “SE CE LO AVREBBE DETTO NON GLIELO AVREMMO MAI PERMESSO PERCHÉ RANUCCI A NOI NON CI HA FATTO NIENTE E QUESTO SONO GUAI CHE NON VOGLIAMO, ALLORA PRIMA CHE SI MISCHIANO LE CARTE, LE COSE STANNO COSI…”. E GIÙ UN NUMERO DI TELEFONO INTESTATO A UN’ALTRA PERSONA MA UTILIZZATO DA PASSARIELLO, CHE GLI INVESTIGATORI NON AVEVANO ANCORA SCOPERTO. DA LÌ, INTERCETTANDO INTERCETTANDO, SI È FINITI A TAVARES E LAVITOLA… - VIDEO