LA DESTRA SFRUTTA IL CASO DOSSIERINI PER UNA RESA DEI CONTI IN RAI – GASPARRI HA PRESENTATO IN COMMISSIONE VIGILANZA RAI UN'INTERROGAZIONE SUL COMMERCIALISTA GIAN GAETANO BELLAVIA, CONSULENTE DELLE PROCURE E DEL PROGRAMMA “REPORT”, CUI UNA COLLABORATRICE AVREBBE SOTTRATTO DATI RISERVATI, GIRANDOLI AD AGENZIE INVESTIGATIVE – OLTRE AD ATTACCARE PER L’ENNESIMA VOLTA SIGFRIDO RANUCCI, IL SENATORE AZZURRO HA MESSO NEL MIRINO IL RESPONSABILE DELL’UFFICIO LEGALE RAI, FRANCESCO SPADAFORA, “COLPEVOLE” DI AVER CONSENTITO A “REPORT” DI UTILIZZARE “INTERCETTAZIONI NON DEPOSITATE” – L'AFFONDO DEL M5S CONTTRO GASPARRI: “SEMBRA TARANTOLATO, È MALDESTRO DEL SOLITO E NON NE AZZECCA UNA” – CONTRO BELLAVIA SI SCAGLIA IL PRESIDENTE DEL SENATO, IGNAZIO LA RUSSA: “A QUALE TITOLO È STATO SCHEDATO MIO FIGLIO GERONIMO?”
Estratto dell’articolo di Antonella Baccaro per il “Corriere della Sera”
gian gaetano bellavia - report
Un silenzio carico di tensione ha accolto in Rai l’interrogazione con cui il senatore azzurro Maurizio Gasparri ha sollevato in Vigilanza il caso del commercialista Gian Gaetano Bellavia, il consulente delle Procure e del programma Report, cui una collaboratrice avrebbe sottratto dati riservati, girandoli ad agenzie investigative. E anche il Garante della privacy ha avviato un’istruttoria sulla vicenda, chiedendo a Bellavia informazioni in relazione alla violazione di dati personali.
Gasparri ha rivolto l’interrogazione al ministro «vigilante» della Rai, Adolfo Urso, attaccando anche il responsabile legale della tv pubblica e chiedendo «se e quanto sia stato pagato Bellavia con soldi pubblici» della Rai.
simona agnes maurizio gasparri
Ma anche «per quali motivi» il conduttore di Report, Ranucci, si servisse della consulenza di Bellavia e «per quali motivi escluda che tra quelli trafugati ci possano essere materiali sensibili e perché, a quanto dichiara, fosse a conoscenza di tutti i materiali relativi all’archivio di questo personaggio di cui si è avvalso».
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Ma la parte dell’interrogazione che ha imbarazzato la Rai è quella che sottolinea come tali presunte illiceità non sarebbero state rilevate «con gravi errori e responsabilità dal responsabile dell’ufficio legale» Rai. Il riferimento è a Francesco Spadafora, assunto in Rai nel 2013 dall’allora dg Luigi Gubitosi e diventato Direttore degli Affari legali nel dicembre 2018, per scelta dell’allora ad Fabrizio Salini.
Un tecnico che fino a ieri non era mai finito nel tritacarne della politica che caratterizza da sempre la Rai. L’avvocato che ultimamente ha portato a casa lo spinoso accordo su Sanremo, viene ora chiamato in causa da Gasparri per aver consentito a Report l’uso di materiali che, a suo dire, non potrebbero essere adoperati.
«Mi riferisco — spiega Gasparri — a certe intercettazioni non depositate o a colloqui investigativi che non possono essere considerati alla stregua di materiali probatori». Il ruolo di Spadafora non è in pericolo, ma questa volta Gasparri si rivolge a un’amministrazione che, da quando è in carica, non ha mai assunto provvedimenti preventivi contro Report, chiedendo che alla trasmissione venga vietato l’uso di una fonte precisa.
«Il direttore dell’Approfondimento, Paolo Corsini, visiona la puntata che va in onda di domenica, la sera prima. Che probabilità ci sono che l’ad possa intervenire?» ammette lo stesso Gasparri. E allora cosa si aspetta? «Risposte» è la replica.
Intanto la presidente della Vigilanza, Barbara Floridia, difende Report ma anche Spadafora, accusando Gasparri di voler «mettere le mani anche sull’Ufficio legale».
Contro Bellavia infine si scaglia il presidente del Senato, Ignazio La Russa, chiedendo «a quale titolo» sia stato schedato suo figlio Geronimo «che di sicuro non ha procedimenti giudiziari a suo carico e, a fronte dei suoi successi professionali, ha come unica fonte di interesse quella di essere il figlio del presidente del Senato».
La Russa annota di conoscere Bellavia da ragazzino, «in quanto figlio di una famiglia molto amica dei miei genitori e fratello di Marina, che non so come giudicherebbero oggi il suo operato» .
NAVE (M5S), GASPARRI TARANTOLATO, NON NE AZZECCA UNA
(ANSA) - ROMA, 07 GEN - "Il senatore Gasparri in questi giorni sembra tarantolato, si muove in modo più maldestro del solito e non ne azzecca una. C'è da capirlo: prima la decisione della Gip di Caltanissetta Luparello e poi le rivelazioni di Report sono stati due colpi durissimi per chi come lui sembra impegnato in una precisa missione dentro le istituzioni: fare le cose umane e disumane per nascondere una possibile dirompente verità sulle Stragi, cioè il ruolo dei terroristi neofascisti e di pezzi deviati delle istituzioni".
Lo afferma il senatore M5S Luigi Nave, capogruppo in commissione Antimafia. "E' desolante vedere esponenti delle istituzioni lavorare contro la verità. Più lui si dimena per ricacciare sotto la sabbia la cosiddetta 'pista nera' e più emergono elementi rilevanti che quella pista confermano. Chissà perchè ogni volta che accade, lui perde la testa, come chi vede crollare il senso della sua presenza in Parlamento.
Anche oggi nel suo agitarsi ha detto enormi sciocchezze e ha dimostrato di non sapere nulla su quella stagione drammatica. Di nuovo ci tocca fornirgli quantomeno le informazioni basilari: tirare in ballo il colloquio tra l'esponente del Msi Guido Lo Porto e Borsellino del maggio del 1992, durante le elezioni per il presidente della Repubblica, per dimostrare che l'amico da cui si sentì tradito il giudice palermitano non fosse lo stesso Lo Porto, è semplicemente uno strafalcione.
Borsellino confessò a persone fidate di aver scoperto che un amico lo aveva tradito solo alla fine del giugno 1992, dopo aver trascorso settimane alla ricerca della verità sulla morte di Falcone e dopo che Alberto Lo Cicero l'1 giugno al tribunale di Palermo aveva anticipato di voler parlare con i magistrati dei rapporti di Lo Porto con i mafiosi, come risulta da una relazione di servizio del magistrato Teresi.
Poi, a metà giugno Borsellino organizzò una riunione con la Procura di Caltanissetta sulla strage di Capaci, stabilendo che lui avrebbe dovuto sentire Lo Cicero prima di tutti. Questi fatti documentati, le novità emerse nella trasmissione Report sul ruolo di Delle Chiaie nella Strage di Capaci e la decisione della Gip di Caltanissetta Luparello, che ha rigettato per la seconda volta la richiesta di archiviazione formulata dalla Procura di Caltanisetta per la 'pista nera', stanno togliendo il sonno a Gasparri.
maurizio gasparri con la carota in commissione vigilanza rai
Peraltro, lo scontro tra la Gip e la procura di Caltanissetta - aggiunge l'esponente M5s - dimostra che la tesi che sta dietro la riforma per la separazione delle carriere è falsa e strumentale. Immaginiamo che secondo Gasparri i magistrati che gli danno torto siano toghe rosse politicizzate e quelli che la pensano come lui siano invece oracoli non smentibili. Si faccia coraggio il senatore Gasparri, con uno studio anche superficiale potrà fare figure certamente meno barbine".
Giangaetano Bellavia
Giangaetano Bellavia





