riccardo salvagno sergiu tarna

UN GIALLO A LUCI ROSSE - DIETRO L'OMICIDIO DEL 25ENNE MOLDAVO SERGIU TARNA C'E' L'OMBRA DI UN RICATTO SESSUALE: IL RAGAZZO È STATO UCCISO A MESTRE DAL VIGILE 40ENNE RICCARDO SALVAGNO, CHE GLI HA SPARATO UN COLPO ALLA TEMPIA E HA ABBANDONATO IL CORPO IN UN CAMPO - SECONDO GLI INQUIRENTI, IL GIOVANE BARMAN POTREBBE AVER REGISTRATO SALVAGNO MENTRE SI "INTRATTENEVA" CON LA TITOLARE MOLDAVA DEL BAR IN CUI IL RAGAZZO LAVORAVA. IL 25ENNE, POI, POTREBBE AVER USATO IL VIDEO PER RICATTARE IL VIGILE - IL KILLER NEI MESI SCORSI ERA STATO BECCATO A SPIARE LA DONNA, CON CUI AVEVA AVUTO UNA STORIA, CON LE TELECAMERE DI SORVEGLIANZA DEI VIGILI URBANI...

1 - BARMAN UCCISO A VENEZIA ARRESTATO UN VIGILE URBANO LA PISTA DEL RICATTO SESSUALE

Estratto dell'articolo di Alessandra Ziniti per “la Repubblica”

 

RICCARDO SALVAGNO

Di sicuro, qualche mese fa, lo avevano beccato mentre con le telecamere del comando dei vigili urbani, spiava la bella titolare moldava del locale in cui lavorava il giovane barman, moldavo anche lui, Sergiu Tarna che poi, nella notte tra il 30 e il 31 dicembre, ha ucciso con un colpo di pistola alla tempia.

 

Gli ha dato appuntamento a fianco del bar dove stava bevendo una birra con un amico, lo ha costretto a salire con forza in macchina puntandogli una pistola alla testa, poi lo ha portato in un campo agricolo di Malcontento di Mira, gli ha sparato un solo colpo alla tempia, probabilmente con la pistola d'ordinanza.

 

E lo ha abbandonato lì, a poche decine di metri dove abita con l'anziano padre. Senza neanche nascondere il corpo, lasciandogli in tasca i due telefoni cellulari con il registro delle chiamate e le chat, sapendo bene che le telecamere di sorveglianza piazzate nella zona della movida di Mestre avevano ripreso la sua auto personale.

 

SERGIU TARNA

Strano delitto davvero quello del 25enne barman moldavo Sergiu Tarna ucciso da un agente della polizia locale di Venezia, Riccardo Salvagno, 40 anni, che dopo una fuga in Spagna durata cinque giorni, è rientrato in Italia, ha chiesto al padre (ignaro di tutto) di andare a prenderlo all'aeroporto, si è fatto lasciare in piena notte in quella stessa campagna dove aveva abbandonato il corpo di Sergiu e, dopo essere stato braccato con droni e telecamere notturne, si è fatto poi arrestare senza battere ciglio dai carabinieri che lo aspettavano a casa.

 

Per nulla sorpreso di quell'ordinanza di custodia cautelare che nel frattempo la gip di Venezia Claudia Ardita aveva firmato su richiesta del procuratore reggente di Venezia Stefano Ancillotto. Che dice: «È stata una vera e propria esecuzione e siamo assolutamente certi che Salvagno sia stato aiutato almeno da un'altra persona».

 

Un solo colpo alla tempia, un omicidio di classico stampo mafioso. Solo che la mafia del Brenta non c'entra e neanche quella albanese né nessun'altra organizzazione criminale. E allora perché Sergiu Tarna, che faticava a sbarcare il lunario passando da un locale all'altro, ragazzo pulito — dicono i carabinieri del comando provinciale di Venezia — è stato ucciso in questo modo atroce?

 

RICCARDO SALVAGNO

La pista del delitto maturato nell'ambiente dello spaccio, suggerita da alcune testimonianze di contesto, nelle ultime ore sarebbe stata affiancata da un'ipotesi più suggestiva che ruoterebbe attorno alla titolare del bar Della Moretta (dove Tarna aveva lavorato) di cui il vigile urbano si sarebbe invaghito. Geloso? Potrebbe esserci dell'altro.

 

La nuova pista, in qualche modo suggerita dalle dichiarazioni fatte ieri dal vigile davanti al gip, sarebbe quella (tutta da verificare) di un ricatto a sfondo sessuale del quale Salvagno sarebbe rimasto vittima mentre si intratteneva con la donna insieme alla quale è stato visto in compagnia nei mesi scorsi.

 

SERGIU TARNA

E il giovane barman, che stava vivendo un periodo di difficoltà economiche e che aveva in mente di trasferirsi a breve in Germania, potrebbe essere stato coinvolto. Solo ipotesi su cui gli inquirenti si tengono abbottonati mentre continua la caccia al complice che è stato ripreso dalle telecamere insieme al vigile urbano in auto al momento del sequestro di Tarna. [...]

 

2 - SINGLE, INTROVERSO E SENZA AMICI "MA NON CI SEMBRAVA PERICOLOSO"

Estratto dell'articolo di A.Z. per “la Repubblica”

 

Alla fine l'avevano messo a fare il piantone all'ingresso principale. «Persona strana, chiusa, questo Riccardo Salvagno, aveva passato anche mesi difficili questa estate per motivi personali», lo descrive il comandante dei vigili urbani di Venezia, Marco Agostini.

 

SERGIU TARNA

Quarant'anni, "signorino" come dicono da queste parti, viveva in un vecchio casolare a Malcontenta di Mira, poche decine di metri da dove avrebbe ucciso e abbandonato il corpo del giovane barman che, di certo, conosceva.

 

Il papà al piano di sotto in un appartamento dignitoso e ordinato, lui al piano di sopra, in locali sporchi, fatiscenti, senza riscaldamento, gli abiti sporchi buttati per terra ovunque, un bilancino di precisione sì ma nessuna traccia di sostanze stupefacenti, cosa che alla fine lascia dubitare che Salvagno potesse a qualsiasi titolo essere invischiato in questioni di spaccio.

 

Anche perché non era un vigile urbano di quelli addetti, ad esempio, ai controlli dei locali pubblici dove, come avviene a Mestre nella zona dei bar in cui aveva lavorato Sergiu Tarna, di droga ne gira parecchia. Nel corpo dei vigili urbani di Venezia era approdato tre anni fa, a settembre 2022. Dopo qualche anno da vigilante privato, era entrato nella polizia locale di Padova per poi passare a Vicenza. Non era mai stato facile trovare un incarico adatto per lui.

VIGILI URBANI

 

Per i primi sei mesi era stato assegnato al nucleo vigilanza alloggi ma non si era trovato bene e allora lo avevano spostato in sala operativa, a rispondere alle chiamate ma anche a controllare il grande schermo con le oltre 800 telecamere di sorveglianza piazzate nelle strade di Mestre. E lì, per un paio di volte, di sera, era stato beccato a spiare una donna di cui si era evidentemente invaghito e con la quale era stato visto in compagnia qualche volta:

 

la bella e appariscente barista proprietaria di un bar in via Palazzo, moldava anche lei, dove Sergiu aveva lavorato prima che il questore ne ordinasse la chiusura temporanea in seguito alle risse che si erano succedute tra personaggi legati allo spaccio. Con quella donna, si è scoperto solo ora, Riccardo Salvagno si era persino presentato ad una festa dei vigili urbani. E questa estate, quando era entrato in uno stato depressivo, i suoi colleghi avevano immaginato che potesse essere a causa di una delusione sentimentale. [...]

VIGILI URBANI

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