giorgio armani lavoratori sfruttati cinesi caporalato

I DIRITTI DEI LAVORATORI SONO UN LUSSO – LA “GIORGIO ARMANI OPERATIONS”, SOCIETÀ CHE REALIZZA ABBIGLIAMENTO E ACCESSORI PER IL COLOSSO DELLA MODA DI “RE GIORGIO”, È STATA MESSA IN AMMINISTRAZIONE GIUDIZIARIA DAL TRIBUNALE DI MILANO – PER I GIUDICI. NON HA IMPEDITO IL CAPORALATO E LO SFRUTTAMENTO DEI LAVORATORI DA PARTE DEI SUOI FORNITORI CINESI, CHE SCHIAVIZZANO MANODOPERA IN NERO E CLANDESTINA – UN CONSULENTE DEL TRIBUNALE AFFIANCHERÀ PER UN ANNO I VERTICI DELL'AZIENDA PER…

1 - AMMINISTRAZIONE GIUDIZIARIA PER GIORGIO ARMANI OPERATIONS

Giorgio Armani operations

(ANSA) - MILANO, 05 APR - La Sezione misure di prevenzione del Tribunale di Milano ha disposto l'amministrazione giudiziaria per la Giorgio Armani operations spa, società che si occupa di progettazione e produzione di abbigliamento e accessori del gruppo del colosso della moda, a seguito di un'inchiesta dei pm Paolo Storari e Luisa Baima Bollone e dei carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro. Indagine con al centro un presunto sfruttamento del lavoro, attraverso l'utilizzo negli appalti per la produzione di opifici abusivi e il ricorso a manodopera cinese in nero e clandestina.

 

2 - GIUDICI, SOCIETÀ GIORGIO ARMANI NON HA IMPEDITO CAPORALATO

giorgio armani.

(ANSA) - La Giorgio Armani operations spa, controllata dalla Giorgio Armani spa, sarebbe stata "ritenuta incapace di prevenire e arginare fenomeni di sfruttamento lavorativo nell'ambito del ciclo produttivo non avendo messo in atto misure idonee alla verifica delle reali condizioni lavorative ovvero delle capacità tecniche delle aziende appaltatrici tanto da agevolare (colposamente) soggetti raggiunti da corposi elementi probatori in ordine al delitto di caporalato".

 

E' quanto viene spiegato dagli investigatori in relazione alla misura di amministrazione giudiziaria disposta dal Tribunale di Milano.  Si è potuto accertare, spiegano i carabinieri, che "la casa di moda affidi, attraverso una società in house creata ad hoc per la progettazione, produzione e industrializzazione delle collezioni di moda e accessori", ossia la Giorgio Armani operations spa, "mediante un contratto di fornitura, l'intera produzione di parte della collezione di borse e accessori 2024 a società terze, con completa esternalizzazione dei processi produttivi".

 

Giorgio Armani operations

L'azienda fornitrice, però, "dispone solo nominalmente di adeguata capacità produttiva e può competere sul mercato solo esternalizzando a sua volta le commesse ad opifici cinesi, i quali riescono ad abbattere i costi ricorrendo all'impiego di manodopera irregolare e clandestina in condizioni di sfruttamento".

 

Un presunto "sistema" che avrebbe permesso "di realizzare una massimizzazione dei profitti inducendo" l'opificio cinese "che produce effettivamente i manufatti ad abbattere i costi da lavoro (contributivi, assicurativi e imposte dirette) facendo ricorso a manovalanza 'in nero' e clandestina, non osservando le norme relative alla salute e sicurezza sui luoghi di lavoro nonché non rispettando i Contratti Collettivi Nazionali Lavoro di settore riguardo retribuzioni della manodopera, orari di lavoro, pause e ferie".

 

LAVORATORI CINESI IRREGOLARI

A partire da dicembre 2023 i carabinieri hanno effettuato "accertamenti sulle modalità di produzione, confezionamento e commercializzazione dei capi di alta moda procedendo al controllo dei soggetti affidatari delle forniture nonché dei sub affidatari non autorizzati costituiti esclusivamente da opifici gestiti da cittadini cinesi nella provincia di Milano e Bergamo".

 

Sono stati controllati quattro opifici "tutti risultati irregolari nei quali sono stati identificati 29 lavoratori di cui 12 occupati in nero e anche 9 clandestini". Negli stabilimenti di produzione effettiva e non autorizzata è stato riscontrato che la lavorazione avveniva "in condizione di sfruttamento (pagamento sotto soglia, orario di lavoro non conforme, ambienti di lavoro insalubri), in presenza di gravi violazioni in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro (omessa sorveglianza sanitaria, omessa formazione e informazione) nonché ospitando la manodopera in dormitori realizzati abusivamente ed in condizioni igienico sanitarie sotto minimo etico".

 

giorgio armani - sfilata a venezia

Sono indagati per caporalato quattro titolari "di aziende di diritto o di fatto di origine cinese" e nove "persone non in regola con la permanenza e il soggiorno". Infine, sono state comminate "ammende pari a oltre 80.000 euro e sanzioni amministrative pari a 65.000 euro e per 4 aziende è stata disposta la sospensione dell'attività per gravi violazioni in materia di sicurezza e per utilizzo di lavoro nero". 

LAVORATORI CINESI IRREGOLARIGiorgio Armani operations giorgio armani in cina

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