LA VERITÀ SUGLI AMANTI DELL’ACIDO - ALEXANDER SCRIVEVA A MARTINA: “SEI COSÌ RACCHIETTA, EPPURE MI HAI FATTO INNAMORARE TESTA E PISELLO”. I DUE IN CARCERE NON DANNO SEGNI DI CEDIMENTI. E LE VITTIME AUMENTANO

1. SESSO E POTERE, LA VERITÀ SUGLI AMANTI DELL’ACIDO

Carlo Verdelli per “la Repubblica

 

alexander boettcher in tribunalealexander boettcher in tribunale

Da quando è in carcere, quinto raggio di San Vittore, Alexander Boettcher non dà segni di cedimento o di angoscia, come del resto Martina, fredda e infrangibile con l’umanità intera tranne che con lui, a cui ribadisce per ogni via concessa a un detenuto che è l’uomo della sua vita. Intanto Alex, che nella foto segnaletica aveva capelli arruffati e barba incolta, ha già ripreso i tratti levigati da lupetto di Wall Street.

 

Nel suo curriculum, c’è anche un saltino in politica, Regionali lombarde 2013, Lista Tremonti: 0,50% dei voti, nessun seggio. Dicono sia un broker, in realtà amministra il patrimonio immobiliare di mamma Patrizia, che ha avuto questo figlio amatissimo (nato a Munster il 4 dicembre 1984) da un medico tedesco, ma si sono lasciati presto, lei è tornata in Italia col bambino e il padre passa a trovarlo un volta l’anno se va bene. Unico disappunto di Alex dalla cella: un biglietto alla mamma in cui le annuncia, per l’appunto, una visita di papà.

 

alexander boettcher e martina levatoalexander boettcher e martina levato

“Arriva adesso che sono dentro”. A parte le nozze con la splendente Gorana, quando aveva 22 anni, con cui condivide casa e una passione per il kajak, c’è solo un’ombra oscura nel passato di Alexander: un tentativo di suicidio quando aveva 14 anni, mamma lo sgrida perché non si impegna a scuola, lui minaccia di buttarsi da una finestra. Lo ferma la polizia, che per questo episodio, tempo dopo, gli negherà il porto d’armi. Ha detto di lui la signora Patrizia: «Mi ha regalato una vita piena di magia. Ma nell’ultimo periodo era cambiato. Irascibile, forti sbalzi d’umore, ossessionato dal fisico. Sarà un caso ma coincide con l’arrivo di Martina. Era lei quella forte e dominante».

 

Ha detto il padre di Martina: «La nostra gioia, da sempre. Poi si è innamorata di Alex, si è chiusa, ha smesso di pensare con la sua testa, si consumava di gelosia, si imbottiva di anabolizzanti per dimagrire ». Il padre di Andrea Magnani, il terzo uomo, il complice più o meno succube, si chiama Giorgio, ha 69 anni, la quinta elementare, una vita onorata all’Atm, l’azienda tramviaria, da bigliettaio a impiegato di prima categoria. È un uomo mite, scosso, spezzato come gli altri genitori dalla sventura imprevedibile di ritrovarsi davanti un figlio che non immaginavi. Anche in questo caso, l’unico figlio. Andrea è un marziano rispetto al giro della Milano rampante.

alexander boettcher  in tribunalealexander boettcher in tribunale

 

Laureato pure lui (Lingue straniere) ma alla Statale, impiegato alla filiale di Basiglio della Mediolanum, così solerte da meritarsi un premio per il monte di straordinari effettuati, sposato da due anni con una bielorussa, Yuliya (dottore in economia europea, 4 lingue parlate e scritte), un mutuo da 60mila euro per comprarsi casa, è stato l’ultimo ad essere arrestato e il primo a fornire a chi indaga, sia pure con una montagna di contraddizioni, una versione che lega tutta la saga dell’acido e la ascrive a vario titolo alla responsabilità del terzetto.

 

alexander boettcher  alexander boettcher

La Punto nera del 2007 che compare sui luoghi di molti delitti è quella del padre, che gliel’ha passata in dono perché Andrea aveva la patente ma non la macchina. «Mio figlio è buono come il pane», dice il signor Giorgio, con gli occhi bassi. «Non fuma, non beve, mai andato in discoteca. Le sue uniche sue passioni sono la musica e la Juve, mai stato un ultrà, figurarsi». A Opera, dove l’hanno rinchiuso, non mangia, passa i giorni in branda sotto le coperte perché ha freddo, sembra smarrito a se stesso.

 

E se Stefano Savi, la seconda vittima, confermerà quello che sembra stia mettendo a fuoco, e cioè che la secchiata d’acido gliel’avrebbe tirata uno che, come corporatura, somiglia più ad Andrea che ad Alex o Martina, la situazione per Magnani figlio diventerà pesantissima. Il signor Giorgio fa un respiro lunghissimo, a buttar fuori l’ansia. «Da ragazzo Andrea era obeso, 120 chili, e per lui dimagrire è un’ossessione. Si allenava come un matto ma non scendeva, non abbastanza. Un anno e mezzo fa ha incontrato al parco Ravizza, dove ci sono gli attrezzi ginnici, questo Alexander, una specie di dottore a livello corporeo, che l’ha messo sotto di brutto: esercizi, diete, corse anche di notte, sotto l’acqua. Mio figlio vedeva i miglioramenti, e così si è legato a quel tipo lì, ma credo che fosse un’amicizia a senso unico. Andrea lo seguiva, l’altro guidava. Ti manca l’autostima, glielo dico sempre».

Martina Levato Alexander BoettcherMartina Levato Alexander Boettcher

 

Da solo, il signor Giorgio capisce che non è questo, adesso, il problema. «Ma i giudici, secondo lei, terranno conto del fatto che Andrea è sempre rigato dritto, la psicologia insomma?». Poi tira fuori da una cartellina tre fogli un po’ sbiaditi da troppe fotocopie. «È il curriculum della moglie di mio figlio. Una in gamba. Adesso, con la crisi e il marito in galera, bisogna per forza…». E piegando la testa sul petto, non finisce la frase.

 

 

2. LA BUSSOLA DI GIOVANNI FALCONE ERA “ FOLLOW THE MONEY”. PER VENIRE A CAPO DELLA SCIAGURATA BANDA DELL’ACIDO, SI PASSA A “ FOLLOW THE SEX”.

 Alexander Boettcher Alexander Boettcher

Carlo Verdelli per “la Repubblica

 

Il sesso , il possesso, più le conseguenze estreme e insane di un amore. La scena dei delitti è la Milano che gira intorno alle scuole più titolate, dal liceo classico Parini all’università Bocconi, e alle discoteche di tendenza, tipo Il Divina, The Beach o the Club, dove si ritrovano gli aspiranti capoclasse dell’Italia futura, impegnati a scattarsi selfie, messaggiare compulsivi, scambiarsi senza troppi distinguo brividi erotici nei privé.

 

L’anno scorso, in questa replica digitale della Milano da bere, succedono quattro episodi, tra metà giugno e fine dicembre, che sulle prime sembrano scollegati e adesso molto meno. Se dimostrata, una serialità criminale senza precedenti. E con una donna, non un maschio, nella parte di chi sfregia: Martina Levato, 23 anni, studentessa modello, figlia unica di due insegnanti dell’hinterland.

 

alexander 
boettcher
alexander boettcher

È in carcere, insieme agli altri due attori variamente protagonisti: l’idolatrato fidanzato Alexander Boettcher, 30 anni, tedesco-italiano, ricco di famiglia e di selvaggio carisma, più un amico di lui, Andrea Magnani, complice e servitore nelle varie azioni. Ma chi tirava i fili tra Martina e Alexander? Chi il burattinaio e chi il burattino? E fino a che punto Magnani è solo un comprimario inconsapevole? Fermata la follia con l’arresto dei folli, restano sul campo due ventenni con il volto lacerato e la certezza che non torneranno più come prima, e altri due che se la sono cavata per miracolo.

 

 Alexander Boettcher e martina levato Alexander Boettcher e martina levato

Tra gli innocenti col futuro segnato, andrebbe aggiunto anche il bambino, figlio di Alex, che Martina porta dentro da tre mesi. Quindi, quando il 28 dicembre lei getta due litri di acido muriatico in faccia all’ex compagno di liceo Pietro Barbini, è già incinta di un mese. E lo sa. La sera stessa la portano in questura, prelevata dalla casa di Bollate dove vive coi genitori. Confessa subito e senza un turbamento (sì, sono stata io, certo che mi rendevo conto di quel che facevo: lui mi tampinava di messaggini, ero esasperata). L’unico gesto di fragilità che esibisce è tenersi una pancia che ancora non c’è, ripetendo come un mantra: «Qui c’è il frutto del mio amore».

alexander boettcheralexander boettcher

 

Ci sarebbero altri due frutti, almeno sul corpo: un “Alexander” tatuato sotto il seno sinistro, che si è fatto incidere lei a Praga, e una piccola “A” sulla guancia destra, che gli avrebbe firmato lui con un bisturi, trovato a casa di Bottcher insieme a cloroformio, pugnali, manette, frustini, un martello, bottiglie di acido (ma quello da supermercato, al 5%, dice il suo avvocato; non quello al 37%, che brucia tutto tranne l’oro, usato negli agguati). L’acido al 37% di purezza, che è il massimo reperibile in commercio, lavora nella carne per settimane, scendendo tra i tessuti e divorandoli. Pietro, colpito un mese e mezzo fa, ha già subito sei operazioni, la ricostruzione di una palpebra e una narice e sa che lo aspettano molti altri interventi e innesti di pelle.

 

alexander boettcher alexander boettcher

Stefano Savi, 25 anni, studente alla Bocconi e “modellaro” (security nei club, autista di starlette da passerella), scempiato la notte del 2 novembre sotto casa sua, in via Quarto Cagnino, di operazioni ne ha già passate 15, e per tentare di salvargli un occhio pensano a un trapianto con le staminali. Il più di assurdo è che l’unica “colpa” di Stefano sarebbe quella di somigliare come un gemello a un altro maschio da sistemare, l’assistente fotografo Giuliano Carapelli, colpito ma non affondato il 15 novembre in via Bixio.

l acido sequestrato a casa di alexander boettcherl acido sequestrato a casa di alexander boettcher

 

Quel giorno piove forte, Martina gli lancia addosso il liquido vendicatore ma lui si ripara con l’ombrello, la insegue fino alla macchina dove lei è fuggita, fotografa la targa col cellulare (l’auto, come in altri episodi, è la Punto nera di Magnani), le chiede «ma cosa ti ho fatto di male?», lei gli spruzza negli occhi dello spray al peperoncino, lui a quel punto corre via, sente qualcuno alle spalle, lo smartphone gli scivola dalla tasca, l’inseguitore, sarebbe Alexander, lo raccoglie e scompare. Cosa aveva fatto di male Carparelli? Un bacio spinto con Martina, una sera al Divina, forse qualcosa di più, se poi era lei, chissà.

 

Molto più grave, se la logica è la quantità del contatto, il peccato di Antonio Margarito, anche lui studente di economia ma alla Cattolica. L’estate prima, aveva avuto con Martina una breve storia con sesso a Gallipoli. La notte tra il 19 e il 20 maggio, alle colonne di San Lorenzo, i due si incontrano, sembrerebbe per caso ma quel che sembra, in questa storia, può essere un abbaglio o una menzogna.

 

alexander boettcher  in tribunale alexander boettcher in tribunale

Fatto sta che Martina invita Antonio a fare un giro sulla macchina di lei, una 600. Chiacchierano, ridono, poi lei si ferma nel parcheggio di un hotel decentrato, invita lui a chiudere gli occhi e abbassarsi i pantaloni. Ha in mano un coltello da cucina, Antonio se ne accorge quando avverte qualcosa di freddo sulla coscia. Sventa il colpo, nove punti di sutura alla mano. Martina si precipita in ospedale dove dice di essere stata violentata da Margarito già in estate e che la cosa stava per ripetersi. Lui nega e la denuncia per “tentata asportazione del pene”.

 

L’impressione è che quando giudici e tribunali avranno ricomposto il puzzle di questa gioventù bruciata dentro, il quadro finale resterà indecifrabile. Marcello Musso, l’ossuto magistrato che ha preso in mano la matassa dall’ultimo filo (l’agguato a Barbini) e sta provando a riavvolgere il gomitolo, sintetizza infastidito: «Oggi c’è un processo a cento mafiosi. Cento, capisce? E voi state a farmi domande sulla Levato e compagnia. Scopate incrociate tra gente per bene: ecco tutto».

 

Tutto no, dottor Musso. «Beh, certo. C’è la premeditazione, una notevole capacità nell’esecuzione del crimine». Targhe rubate, cambi d’auto, pedinamenti dei bersagli, telefonate da utenze non rintracciabili, travestimenti. «E poi i futili motivi, l’estrema crudeltà, le lesioni gravissime alle vittime. La Levato che scaglia l’acido e Boettcher che subito dopo insegue Barbini con un martello e che viene bloccato lì, sul posto. Il processo va in discesa». Martina però dice che Alex non c’entra, che era lì per difenderla, che non deve stare in carcere. «Processo in discesa». È l’unico istruito per adesso: direttissima, rito abbreviato.

 

martina levato in tribunalemartina levato in tribunale

Il dopo, sul versante giudiziario, verrà. Il prima è una foto di classe del 2009. Seconda C del Parini, sezione Brocca, quella a massimo impegno. Martina Levato è al centro della fila alta, una camicina verde attillata, capelli tirati indietro e occhialoni scuri. Pietro Barbini, fila sotto, è l’unico dei maschi senza panama in testa, un po’ staccato dagli altri, bello come un putto e l’aria di chi non vede l’ora che finisca. L’anno dopo, alla maturità, uscirà con un ottimo 80/100, poi volerà alla Northwestern University di Boston. Martina fa anche meglio: 92/100, cui seguirà una laurea triennale alla Cattolica in economia aziendale e un master in marketing alla Bocconi.

 

Avrebbe completato anche questo con risultati eccellenti, come sempre dalle elementari in su, se non fosse finita a San Vittore per aver sfigurato Pietro. Increduli, oggi, quegli ex compagni, accorsi in massa al reparto Grandi Ustionati di Niguarda per confortare Barbini. Increduli i professori: «Non è l’alunna che abbiamo avuto qui: dottor Jekyll e mister Hyde». Persino Pietro, più che arrabbiato, sembra sconcertato. Parla della Levato come di una tipa simpatica, «una brava a scuola ma che non te lo faceva pesare, anzi se poteva ti aiutava». E sempre, ogni giorno d’ospedale, la domanda delle domande: «Perché è stata così crudele con me?».

 

I due avevano avuto una relazione ai tempi del Parini, e un fugace ritorno di fiamma. Era successo quando Martina aveva già conosciuto Alexander, in una sala da ballo latino — americana nella primavera del 2013, restandone fulminata. Lui, una specie di adone biondo scuro e palestrato, era già sposato da anni con una ex modella croata, con cui viveva nello stabile di proprietà della madre, con la suocera a fare da portinaia. Non dice a Martina di avere moglie, le concede il dono di concedersi.

 

le armi trovate a casa di alexander boettcherle armi trovate a casa di alexander boettcher

E lei, allora con qualche chilo di troppo rispetto al canone di magrezza obbligatorio per “quel” mondo, ci sta. Fanatico com’è della forma fisica, lui le plasmerà il corpo, l’aiuterà a perdere peso, la porterà oltre in molti sensi (o è lei che porta oltre lui? Chi manipola chi?). L’avventura di una sera si trasforma in qualcosa di stravolgente.

 

Alex le scrive: “Sei così racchietta, eppure mi hai fatto innamorare testa e pisello”. Ma è incapace di fedeltà o gli piace trasgredire. Bacia un’amica davanti a lei, anche più di un bacio. Martina risponde con piccole ritorsioni, per esempio con un ragazzo inglese a Ibiza, o confidandosi con un amorino di ritorno come Barbini. Messaggi su WhatsApp , un crescendo di intimità e allusioni, scambi di foto, magari un incontro. Poi entra nel gioco Alexander e lo spezza con violenza: «Sono io il fidanzato di Martina. So che tra voi c’è qualcosa. Se vuoi ce la scopiamo insieme. Tanto lei ubbidisce al mio volere. Ogni volere». E a rafforzare il concetto allega video umilianti.

 

Pietro si spaventa, gira tutto a Martina: guarda con chi ti sei messa. Ma la risposta di lei è di chi ha già oltrepassato il confine: «Meglio con lui che con te, ucciditi, muori». La brava ragazza Levato, orgoglio dei genitori e del Parini, esce dal radar delle amiche e comincia una personale via Crucis. Prima stazione: confessione al Alexander di ogni suo tradimento, fin nei dettagli più scabrosi. Seconda: mea culpa ed espiazione. Terza: decontaminazione totale. Al primo interrogatorio, lui dirà: «L’uomo può tradire. La donna no, deve restare pura».

 

 

Ultimi Dagoreport

vecchione renzi ranucci sgrena mancini draghi conte gabrielli carlo parolisi

TRA LE PIEGHE DELL’AFFAIRE LAVITOLA-RANUCCI, RICICCIA UNO DEI TANTI MISTERI ALL’ITALIANA: IL FAMOSO SERVIZIO DI ‘’REPORT’’ DEL MAGGIO 2021 SULL’INCONTRO IN AUTOGRILL TRA MATTEO RENZI E MARCO MANCINI, UNO DELLE FIGURE PIÙ CONTROVERSE DELL’INTELLIGENCE ITALIANA - ALL’ORIGINE DEL RENDEZ-VOUS AUTOSTRADALE, FORSE C’ENTRA DI PIÙ IL FATTO CHE STAVA CADENDO IL SECONDO GOVERNO CONTE, A CAUSA DEL RITIRO DALL'ESECUTIVO DI ITALIA VIVA. QUALCUNO DEVE AVER SCOMMESSO SULLE DOTI AFFABULATORIE DI NEGOZIATORE DI MANCINI PER CONVINCERE RENZI A TROVARE UNA QUADRA PER MANTENERE IN PIEDI CONTE – UNA VOLTA CHE LA MISSIONE E' ANDATA A VUOTO, PERCHE' RANUCCI MANDO' IN ONDA IL SERVIZIO RENZI-MANCINI BEN CINQUE MESI DOPO LA SEPOLTURA DEL GOVERNO CONTE II? A CHI GIOVAVA? - BEN SAPENDO DI QUANTO MANCINI SIA DETESTATO DAI SUOI COLLEGHI, RENZI DEFINI' LO SCOOP UN "REGOLAMENTO DI CONTI INTERNO AI SERVIZI SEGRETI" – GLI ''ADDETTI AI LIVORI'' AGGIUNGONO ALTRE DUE IPOTESI: CHI PARTENDO DAL BURRASCOSO RAPPORTO TRA RENZI E RANUCCI, CHI CONSIDERANDO LA VOGLIA DI CONTE DI REGOLARE I CONTI CON COLUI CHE SI VANTA DI AVERLO SLOGGIATO DA PALAZZO CHIGI E DI AVER CONVINTO DRAGHI A PRENDERE IL SUO POSTO… 

meloni salvini tajani

DAGOREPORT – CON UN PARTITO IN DISCESA LIBERA E SEMPRE PIU' SPAPPOLATO DAI "LEGHISTI DEL NORD", NESSUNO, NEMMENO IL SUO "IDEOLOGO" E FUTURO SUOCERO DENIS VERDINI, RIESCE A FAR RAGIONARE MATTEO SALVINI - L’ULTIMA DELLE TANTE USCITE FUORI DI SINAPSI DEL "BOLLITO LOMBARDO'' SAREBBE AVVENUTA NEI GIORNI SCORSI, L'IPOTESI DI FDI DI VOTO CON BALLOTTAGGIO, L'AVREBBE TALMENTE "ALTERATO" DA CHIAMARE GIORGIA MELONI, SBRAITANDO: “TOLGO LA FIDUCIA AL GOVERNO!” - E DOMENICA 20 SETTEMBRE, A PONTIDA, POTREBBE SUCCEDERE DI TUTTO, SE SALVINI NON TROVA UN ACCORDO CON LA FRONDA CAPEGGIATA DA FONTANA E ROMEO – ALLA LEGA DEL CAOS, LA ''PREMIER DURACELL'' DEVE AGGIUNGERE LO STATO DI GUERRIGLIA IN FORZA ITALIA, DOVE IL “MAGGIORDOMO DI CASA MELONI", ANTONIO TAJANI , GIACE NEL TRITACARNE DEGLI OCCHIUTO, ZANGRILLO, MULÈ, ETC. – MA SE LA DUCETTA RICOMPATTA GLI ALLEATI E SFANGA LA LEGGE ELETTORALE, POTREBBE ARRIVARE LA DISCESA: L’ITALIA HA OTTIME PROBABILITÀ DI USCIRE DALLO STATO DI INFRAZIONE DEL 3%. E CON UNO SPOSTAMENTO DI BILANCIO NELLA FINANZIARIA, GIORGIA SI TRAVESTIRÀ DA BEFANA E CI INONDERÀ DI BALOCCHI E PROFUMI...

mattarella renzi conte schlein bonelli fratoianni

DAGOREPORT - DAJE E RIDAJE, I GALLETTI DEL CAMPOLARGO HANNO FINALMENTE DECISO DI SMETTERE DI BECCARSI MASOCHISTICAMENTE TRA LORO E DI FARE SQUADRA CONTRO L'ARMATA BRANCA-MELONI - IL NODO POLITICO PIÙ DIFFICILE DA SCIOGLIERE, LA PRESENZA DELL'INFIDO RENZI NELLA ALLEANZA, SI E' DISSOLTO IN UN INCONTRO A QUATTR'OCCHI SCHLEIN-CONTE: LA DUCETTA DEL NAZARENO, CHE HA UN PATTO CON MATTEONZO CHE SI CHIAMA CASA RIFORMISTA, HA TIRATO FUORI GLI ATTRIBUTI E A CONTE NON E' RIMASTO CHE SIBILARE: ELLY LO VUOLE ED IO NON POSSO FARCI NIENTE... (SEMPRE CHE RENZI RIESCA A MANTENERE LA PROMESSA DI FARE UN PASSO INDIETRO) – LA PIPPA DELLE PRIMARIE SI FARA', MA COME L'INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER SUL PROGRAMMA ELETTORALE, NON SERVIRA' A UN CAZZO: A DECIDERE IL PREMIER SARÀ, COME SEMPRE, SERGIO MATTARELLA – PER RISOLVERE L'ETERNO SCAZZO SULLA POLITICA ESTERA, E SULL'UCRAINA IN PARTICOLARE, A ELLY E CONTE BASTA UNA SUPERCAZZOLA LINGUISTICA, CHE SI PUÒ RIASSUMERE CON LO SLOGAN: "NO AL RIARMO NAZIONALE, SÌ ALLA DIFESA EUROPEA"...

leonardo del vecchio giorno

FLASH! - COSA FRULLA NELLA TESTA DI LEONARDINO? - DEL VECCHIO JR HA CAPITO CHE, ALL'OMBRA DELLA MADUNINA, IL MERCATO EDITORIALE È SATURO: POSSEDERE DUE TESTATE MILANESI, COME "IL GIORNALE" (DI CUI HA IL 30%) E "IL GIORNO" NON SERVE GRANCHÈ - PER DIVERSIFICARE, LEONARDINO HA INTENZIONE DI TRASFORMARE "IL GIORNO" IN UN QUOTIDIANO FINANZIARIO, MOLTO PIÙ UTILE PER I SUOI AFFARI, IN GRADO DI FARE CONCORRENZA A "SOLE 24 ORE" E "MILANO FINANZA" - DEL VECCHIO, CHE HA RIANIMATO IL MERCATO DEI GIORNALISTI, UN SETTORE CHE SEMBRAVA ORMAI MORTO E SEPOLTO, DOVREBBE CONFERMARE AGNESE PINI ALLA DIREZIONE DI "QUOTIDIANO NAZIONALE" (LA TESTATA CHE RIUNISCE "LA NAZIONE", "IL RESTO DEL CARLINO" E "IL GIORNO")

bettini ruffini gabrielli schlein renzi conte onorato

DAGOREPORT – CON SALVINI ALLE CORDE, TAJANI ALLO SBANDO, VANNACCI IN AGGUATO, BASTEREBBE UNA SPINTARELLA TUTTI INSIEME E, PLUF!, L'ARMATA BRANCA-MELONI NON CI SAREBBE PIU' - INVECE, IL CAMPO LARGO E' SEMPRE AL PUNTO ZERO DEL "VAFFA": PRIMARIE SÌ O NO? SCHLEIN O CONTE? E COME TENERE INSIEME I GRILLINI CON L'INFIDO RENZI? - QUALCOSA NEI PROSSIMI GIORNI POTREBBE MUOVERSI: ERNESTO MARIA RUFFINI DOVREBBE FORMALIZZARE LA TRASFORMAZIONE DEL SUO MOVIMENTO “PIÙ UNO”, FORMATO DA UNA RETE DI GRUPPI CATTOLICI, IN UN PARTITO - AD AFFIANCARE RUFFINI, SAREBBE PRONTO FRANCO GABRIELLI, GIOVANILE DEMOCRISTIANA, COMPAGNO DI SCUOLA DI ENRICO LETTA, EX CAPO DELLA POLIZIA E DEI SERVIZI, GIA' SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DRAGHI - L’OBIETTIVO? DIVENTARE I FRONTMAN “ISTITUZIONALI” DI CASA RIFORMISTA, CON RENZI DEFILATO E IL VOLTO AUTOREVOLE E SECURITARIO DI GABRIELLI A GUIDARE IL CENTRONE - COME LA PRENDERA' IL ''CONTE TRAVAGLIO'' LA PRESENZA DEL DRAGHIANO GABRIELLI? E COME REAGIRA' LA DUCETTA DEL NAZARENO ALL'ANNUNCIO DELL'"ONORATO BETTINI DI PRESENTARSI ALLE PRIMARIE? AH, SAPERLO...

conservative political action conference cpac donald trump giorgia meloni arianna francesco giubilei emanuele merlino sara kelany susanna ceccardi

AMERICÀ, FACCE TARZAN! – IL CONSERVATORISMO TRUMPIANO SBARCA A ROMA E DIVENTA SUBITO ROBA DA NANDO MERICONI INTERPRETATO DA SORDI – NEMMENO IL TEMPO DI APPARECCHIARE I TAVOLI DELLA CENA DELLA “CONSERVATIVE POLITICAL ACTION CONFERENCE” (CPAC), CHE SUBITO DEFLAGRANO GLI SCAZZI NELLA DESTRA CACIO E PEPE – CI SONO ARIANNA MELONI, SARA KELANY, LA LEGHISTA SUSANNA CECCARDI E IL PREZZEMOLINO FRANCESCO GIUBILEI. MA NON GLI ATTESI LUCA CIRIANI, ITALO BOCCHINO ED EMANUELE MERLINO – IL CLIMA È TESO SULLE TESTE DEI MAL-DESTRI DE' NOANTRI: TRUMP È CONSIDERATO POLITICAMENTE TOSSICO E IL CPAC “ITALIANO” DEL 2027 VIENE CONSIDERATO UN POTENZIALE INTRALCIO, FONTE DI POLEMICHE E IMBARAZZI NELL’ANNO DELLE ELEZIONI…