GIOVEDI’... PLANCTON! ALTRO CHE GNOCCHI, IL CIBO DEL FUTURO SONO KRILL, FRUTTI DI MARE E  ORGANISMI  MARINI-  ENTRO IL 2050 SULLA TERRA SAREMO IL 30% IN PIU’ E IL CIBO NON BASTERA’ - PER GLI SCIENZIATI SARANNO GLI OCEANI A SFAMARCI: ALGHE RICCHE DI OMEGA 3 E CON POCHI GRASSI 

Cristina Bellon per la Stampa

planctonplancton

 

Come ricavare più cibo dagli oceani senza impoverirli? E' la domanda che si pone l' Accademia della Scienze Europea (The Academy of Europe), che ha pubblicato un bando per la ricerca di esperti e scienziati, chiamati a trovare soluzioni da Nobel, ma anche ecologicamente sostenibili e con validità commerciale.

 

L' approvvigionamento di cibo per il futuro è una preoccupazione mondiale. Forse noi ricchi occidentali, abituati a riempire i carrelli della spesa e a buttare i prodotti scaduti un giorno prima della scadenza, non ce ne rendiamo conto. Ma basta guardare i dati per farsi un' idea chiara. Entro il 2050, è previsto un incremento della popolazione del 30 per cento e la domanda di cibo aumenterà del 70 per cento.

plancton 3plancton 3

 

Attualmente il 98% del cibo consumato proviene dalla terra, solo il 2% dal mare. Abbiamo sfruttato gli oceani solo in piccolissima parte, cibandoci di grossi pesci, che sono in cima alla catena alimentare marina, correndo quindi il serio rischio di distruggerla. La ricerca di altri componenti commestibili nella biomassa marina potrebbe essere una soluzione. Varie possibilità sono state suggerite: dalla raccolta di krill (cibo delle balene), alla cattura dei pesci mesopelagici, fino alla coltivazione industriale di frutti di mare e di alghe.

 

pesci mesopelagicipesci mesopelagici

Per gli abitanti di molti paesi asiatici mangiare alghe non è una novità. Alcuni tipi di alghe crescono 60 centimetri al giorno, una velocità superiore a qualsiasi altra pianta, e dalla semina alla raccolta intercorrono solo due settimane. Dal punto di vista nutrizionale, sono ricche di proteine, di vitamina B12, di Omega 3 e hanno un basso contenuto di grassi.

Mettere delle «verdure di mare» nel piatto non è propriamente una rivoluzione culinaria, ma mettercele sistematicamente sarebbe una rivoluzione per l' ecosistema.

 

Le alghe hanno bisogno soltanto di acqua di mare e di sole. Una conquista anche in termini di risparmio sui costi dell' acqua dolce per l' irrigazione e di fertilizzanti che non sarebbero necessari.

oceanooceano

 

Uno dei promotori dell' agricoltura marina è Bren Smith, fondatore dell' associazione no-profit statunitense GreenWave, che nel 2015 si è aggiudicata il premio annuale del Buckminster Fuller Insitute. Ben 100.000 dollari per costruire un modello di agricoltura «Ocean 3D», progettato per affrontare il problema della pesca eccessiva e del cambiamento climatico, ripristinare gli ecosistemi marini e di fornire posti di lavoro per i pescatori.

 

Smith ha immaginato un giardino sottomarino verticale dove le alghe crescono su corde galleggianti, insieme a nasse e gabbie per l' allevamento di molluschi. La stima della produzione è invitante: 25 tonnellate di alghe e 250 mila crostacei in circa mezzo ettaro di oceano in cinque mesi.

plancton 2plancton 2

 

Nell' oceano, oltre alle 10mila specie di alghe commestibili, esiste un ghiotto cibo, anche questo amato dalle balene: il plancton. Si tratta di piccoli animali o organismi e vegetali (zooplancton e fitoplacton) presenti nell' acqua di mare, facilmente estraibili e pronti da servire in tavola.

 

Mentre una cucchiaiata di caviale, pur gustosissimo, distrugge migliaia di futuri storioni, una cucchiaiata di plancton, ancora più buona, non crea danni all' equilibrio marino. Alcune forme di zooplancton sono fosforescenti, e c' è già chi immagina cenette romantiche in ristoranti bui.

krillkrill

 

In quest' epoca, in cui il cibo è diventato un compiacimento, uno sfizio, se non addirittura un vizio, trovare soluzioni fantasiose per servire nuovi piatti dipende dalla creatività dello chef di grido. Ma non solo.

 

Per l' Accademia delle Scienze Europea comprendere le prospettive future di una biomassa alternativa, ad oggi considerata solo nella teoria, richiede un' accurata analisi del ciclo di vita di ciascun elemento, e uno studio che non è solo scientifico, ma riguarda l' ingegneria, l' economia, l' etica e la rieducazione del comportamento umano.

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