1. GRAN BRETAGNA, LA TERRA DELLE OPPORTUNITÀ. SÌ, DI FINIRE AMMAZZATI A PUGNI E CALCI 2. IERI È STATO AMMAZZATO JOELE LEOTTA, IL 19ENNE ITALIANO ORIGINARIO DI LECCO, OGGI A LONDRA È STATO SFREGIATO UNO STUDENTE AMERICANO SOLO PERCHÉ “STRANIERO” 3. UNO DEI TEPPISTI HA AFFERRATO UNA BOTTIGLIA E L’HA FRACASSATA SUL VOLTO DEL 22ENNE FRANCESCO HOUNYE. HA AVUTO BISOGNO DI 23 PUNTI DI SUTURA SUL VISO, SFREGIATO A VITA 4. DISGRAZIATO IL PAESE COSTRETTO A FAR EMIGRARE I PROPRI FIGLI PER TROVARE UNO STRACCIO DI LAVORO. E IL CONSOLATO ITALIANO A LONDRA DEVE GUARDARE CON ATTENZIONE CIÒ CHE ACCADE NEI CAFFÈ E NEI RISTORANTI. ORARI DI LAVORO LUNGHISSIMI, NIENTE GARANZIE, CONDIZIONI IGIENICHE DISCUTIBILI. I NOSTRI RAGAZZI MERITANO DI MEGLIO

1 - RAGAZZO AMERICANO AGGREDITO A LONDRA
Dagotraduzione dal "Daily Mail"

Quello che si vede nelle foto è il momento in cui un gruppo di teppisti ha attaccato uno studente americano solo perché "straniero", sfregiandolo a vita. Durante l'aggressione gli hanno rotto una bottiglia di vetro in faccia e lo hanno colpito con calci e pugni.

Francesco Hounye era arrivato nel Regno Unito tre giorni prima.
Le telecamere a circuito chiuso hanno filmato l'attacco al 22enne Hounye, che è stato lasciato a terra, coperto di sangue. Ha avuto bisogno di 23 punti di sutura sul viso.

Hounye era uscito nella zona di Brick Lane di East London con un amico da cui era ospite. All'improvviso i due sono stati seguiti e raggiunti da gruppo di uomini asiatici. La polizia non sa ancora cosa abbia scatenato la discussione, ma il confronto è degenerato in violenza molto rapidamente. Uno degli uomini ha afferrato la bottiglia che Hounye reggeva in mano e l'ha fracassata sul suo volto.

Il ragazzo ha cercato disperatamente di fuggire e di correre dall'altra parte della strada per allontanarsi, ma il gruppo lo ha inseguito e ha continuato a picchiarlo. La vittima è stata trasportata al vicino Londra Royal Hospital con profonde ferite alla testa e intorno all'orecchio destro.
Ha avuto bisogno di 23 punti di sutura e più punti di sutura interni, con un dente scheggiato e cicatrici permanenti. Non appena s'è ripreso, Hounye - che era arrivato a Londra per studiare - ha dichiarato: "Ora ho paura ad uscire da solo a Londra. Stavo pensando di continuare i miei studi qui, ma dopo quello che è successo ci penserò due volte. Sono molto scosso, e ora dovrò vivere il resto della mia vita con queste cicatrici, a ricordo di questa violenza. Ogni volta che mi guarderò allo specchio d'ora in poi non potrò non pensare a questo incidente".

Nonostante il grande lavoro degli inquirenti, i teppisti non sono ancora stati identificati. E questo ha spinto la polizia a diffondere i filmati a circuito chiuso nel tentativo di ottenere informazioni e aiuto. Il responsabile delle indagini, il detective Ben Mott, ha dichiarato: "Crediamo che i sospetti abbiano aggredito il ragazzo solo perché straniero. Hanno infierito su di lui perché diverso da loro. La vittima ha un accento italiano, ha un suo modo di vestire e un atteggiamento che questo gruppo di maschi asiatici non ha gradito". La polizia sostiene che gli aggressori siano asiatici, forse bengalesi, e hanno tutti intorno ai 20 anni.

2 - LONDRA, QUATTRO LITUANI INCRIMINATI
PER L'OMICIDIO DEL 19 ENNE ITALIANO
La Stampa.it

Quattro uomini di nazionalità lituana sono stati incriminati per l'omicidio di Joele Leotta, il 19enne italiano originario di Lecco massacrato domenica sera a calci e pugni nel suo appartamento di Maidstone, nella contea inglese del Kent. Lo ha riportato la stampa britannica.

I quattro - tutti residenti nella città - dovranno rispondere dell'accusa di omicidio. Si tratta di Aleksandras Zuravliovas, 26 anni, Tomas Gelezinis, 30, Saulius Tamoliunas, 23, e Linas Zidonis, 21enne senza fissa dimora. Dovranno inoltre rispondere delle lesioni procurate all'amico della vittima, che ha tentato di difendere Joele durante la brutale aggressione.

I quattro si trovano in carcere e oggi in videoconferenza dovranno rispondere alle domande di un giudice. Gli inquirenti hanno confermato che una decima persona è stata arrestata nell'ambito dell'inchiesta per l'omicidio. Un 30enne resta in custodia cautelare, insieme a un 28enne.

Il 19enne ucciso era arrivato a Maidstone soltanto da dieci anni, per perfezionare il suo inglese. Aveva trovato lavoro come cameriere in un ristorante italiano, il Vesuvius, proprio sotto l'appartamento dove si era stabilito insieme a un amico a Lower Stone Street. Soltanto uno dei dieci uomini arrestati è di nazionalità britannica, ma la polizia del posto non considera l'aggressione a sfondo razziale. La stampa italiana ha infatti sostenuto che nel corso dell'aggressione, a Joele e all'amico sia stato gridato "Italiani di m...., ci rubate il lavoro".

3. NON È PIÙ TEMPO DI DICKENS - I NOSTRI RAGAZZI MERITANO DI PIÙ
Beppe Severgnini per "Il Corriere della Sera"

Arrivo alla stazione di Liverpool, twitto la mia gioia per essere tornato nella città inglese che preferisco: nuvole di corsa, ragazze con gli occhi irlandesi, odore di fritto e di vento. Subito, una scarica di risposte. «Sì bellissimo, tanto ‘sti stronzi ammazzano un giovane italiano con la scusa che gli ruba il lavoro #poveraitalia (@giannaneboluni)». L'avevo saputo, ed è terribile.

Ma lasciamo certe semplificazioni ai semplicisti e ai populisti; e non trasformiamo un episodio in un fenomeno. Viene istintivo: ma è un istinto sbagliato.
Perché l'episodio è poco chiaro: gli assassini non sembrano essere inglesi. E perché non c'è una caccia all'italiano, in Inghilterra o in Europa: c'è invece il pericolo di una nuova guerra tra poveri, in cui rischiamo di venire coinvolti.

La Gran Bretagna deve interrogarsi seriamente sull'immigrazione europea. Non soltanto sui costi: come ieri, quando i giornali strillavano che le cure sanitarie agli stranieri sottraggono due miliardi di sterline. Non sul timore di un'invasione di bulgari e romeni, che dal 1° gennaio potranno circolare liberamente Oltremanica. La domanda che la Gran Bretagna deve porsi è un'altra: non rischia di ripetere, in patria, alcuni errori commessi in passato nel mondo?

Un tempo, come tutte le potenze coloniali, il Regno Unito ha usato, e talvolta abusato, dei più deboli. Ora l'impero è arrivato a casa. L'attrazione della lingua inglese, l'elasticità mentale, il genio artistico, la varietà sociale, la flessibilità del mercato del lavoro: queste cose portano milioni di ragazzi e ragazze in Gran Bretagna e contribuiscono significativamente al prodotto interno lordo. Non solo a Londra. Tutto il Sud, da Bristol al Kent, è meta di un pellegrinaggio continuo.

Molti di questi ragazzi, per mantenersi in un Paese che non è a buon mercato, vogliono lavorare. Accettano qualsiasi cosa e qualsiasi paga. Gli italiani e gli spagnoli, i polacchi e i baltici, i cechi e i francesi. E quando esiste una enorme domanda, l'offerta si adegua. L'accoglienza, spesso, nasconde insidie. Lavoro è opportunità reciproca; non sfruttamento. Il consolato italiano a Londra deve guardare con attenzione ciò che accade nei caffè e nei ristoranti, per esempio. Orari di lavoro lunghissimi, niente garanzie, condizioni igieniche discutibili. Non è più il tempo di Dickens: i nostri ragazzi meritano di meglio.

Vedremo chi sono gli assassini del Kent. Se quell'atto vigliacco e orrendo viene dalla violenza gratuita, dall'alcol, dalla droga o dall'idiozia che cola dalla cattiva politica: perché i movimenti xenofobi stanno guadagnando spazio anche qui, come dovunque in Europa. Fosse così, non sarebbe un fenomeno nuovo. Quarant'anni fa noi adolescenti italiani passavamo l'estate sulla costa della Manica - Eastbourne, Brighton, Bournemouth - sfuggendo agli skinheads, che ci accusavano di rubargli non il lavoro, ma le ragazze (vero: ma avrebbero dovuto guardarsi allo specchio).

Prima della conferenza all'università di Liverpool (Zaina Lecture), ieri, ho incontrato gli studenti. Abbiamo parlato della tragedia in Kent. Mi hanno detto: l'ostilità verso gli stranieri, o tra gli stranieri, è più evidente al Sud che qui al Nord. Spiegava Caroline, di Manchester: «I più vulnerabili sono i nuovi arrivati, un po' come accade a scuola. Ieri gli irlandesi, poi i caraibici, poi gli asiatici, quindi gli europei dell'Est. Sono sorpresa che i ragazzi italiani possano venir coinvolti in queste faccende».

Invece sì, pare: anche quando le faccende non diventano tragiche e non finiscono sui giornali. L'Europa vedrà nuove lotte tra poveri. Noi italiani non siamo tornati a esser poveri, dopo esserlo stati fino a pochi decenni fa. Ma il rischio esiste, se non ci diamo una mossa.

 

Kent il luogo dove Joele stato ucciso di botte gallo UNO U OfG x LaStampa it Joele Leotta f f e f f a b b c k gC U YGB x LaStampa it gKent il luogo dove Joele stato ucciso di botte allo DUE U IC x LaStampa it aa a c d c d d U JUC x LaStampa it AGGRESSIONE A LONDRA FRANCESCO HOUNYE PICCHIATO DA UNA GANG AGGRESSIONE A LONDRA FRANCESCO HOUNYE PICCHIATO DA UNA GANG AGGRESSIONE A LONDRA FRANCESCO HOUNYE PICCHIATO DA UNA GANG AGGRESSIONE A LONDRA FRANCESCO HOUNYE PICCHIATO DA UNA GANG AGGRESSIONE A LONDRA FRANCESCO HOUNYE PICCHIATO DA UNA GANG AGGRESSIONE A LONDRA FRANCESCO HOUNYE PICCHIATO DA UNA GANG AGGRESSIONE A LONDRA FRANCESCO HOUNYE PICCHIATO DA UNA GANG AGGRESSIONE A LONDRA FRANCESCO HOUNYE PICCHIATO DA UNA GANG AGGRESSIONE A LONDRA FRANCESCO HOUNYE PICCHIATO DA UNA GANG AGGRESSIONE A LONDRA FRANCESCO HOUNYE PICCHIATO DA UNA GANG

Ultimi Dagoreport

leonardo del vecchio giorno

FLASH! - COSA FRULLA NELLA TESTA DI LEONARDINO? - DEL VECCHIO JR HA CAPITO CHE, ALL'OMBRA DELLA MADUNINA, IL MERCATO EDITORIALE È SATURO: POSSEDERE DUE TESTATE MILANESI, COME "IL GIORNALE" (DI CUI HA IL 30%) E "IL GIORNO" NON SERVE GRANCHÈ - PER DIVERSIFICARE, LEONARDINO HA INTENZIONE DI TRASFORMARE "IL GIORNO" IN UN QUOTIDIANO FINANZIARIO, MOLTO PIÙ UTILE PER I SUOI AFFARI, IN GRADO DI FARE CONCORRENZA A "SOLE 24 ORE" E "MILANO FINANZA" - DEL VECCHIO, CHE HA RIANIMATO IL MERCATO DEI GIORNALISTI, UN SETTORE CHE SEMBRAVA ORMAI MORTO E SEPOLTO, DOVREBBE CONFERMARE AGNESE PINI ALLA DIREZIONE DI "QUOTIDIANO NAZIONALE" (LA TESTATA CHE RIUNISCE "LA NAZIONE", "IL RESTO DEL CARLINO" E "IL GIORNO")

meloni salvini tajani

DAGOREPORT – CON UN PARTITO IN DISCESA LIBERA E SEMPRE PIU' SPAPPOLATO DAI "LEGHISTI DEL NORD", NESSUNO, NEMMENO IL SUO "IDEOLOGO" E FUTURO SUOCERO DENIS VERDINI, RIESCE A FAR RAGIONARE MATTEO SALVINI - L’ULTIMA DELLE TANTE USCITE FUORI DI SINAPSI DEL "BOLLITO LOMBARDO'' SAREBBE AVVENUTA NEI GIORNI SCORSI, L'IPOTESI DI FDI DI VOTO CON BALLOTTAGGIO, L'AVREBBE TALMENTE "ALTERATO" DA CHIAMARE GIORGIA MELONI, SBRAITANDO: “TOLGO LA FIDUCIA AL GOVERNO!” - E DOMENICA 20 SETTEMBRE, A PONTIDA, POTREBBE SUCCEDERE DI TUTTO, SE SALVINI NON TROVA UN ACCORDO CON LA FRONDA CAPEGGIATA DA FONTANA E ROMEO – ALLA LEGA DEL CAOS, LA ''PREMIER DURACELL'' DEVE AGGIUNGERE LO STATO DI GUERRIGLIA IN FORZA ITALIA, DOVE IL “MAGGIORDOMO DI CASA MELONI", ANTONIO TAJANI , GIACE NEL TRITACARNE DEGLI OCCHIUTO, ZANGRILLO, MULÈ, ETC. – MA SE LA DUCETTA RICOMPATTA GLI ALLEATI E SFANGA LA LEGGE ELETTORALE, POTREBBE ARRIVARE LA DISCESA: L’ITALIA HA OTTIME PROBABILITÀ DI USCIRE DALLO STATO DI INFRAZIONE DEL 3%. E CON UNO SPOSTAMENTO DI BILANCIO NELLA FINANZIARIA, GIORGIA SI TRAVESTIRÀ DA BEFANA E CI INONDERÀ DI BALOCCHI E PROFUMI...

bettini ruffini gabrielli schlein renzi conte onorato

DAGOREPORT – CON SALVINI ALLE CORDE, TAJANI ALLO SBANDO, VANNACCI IN AGGUATO, BASTEREBBE UNA SPINTARELLA TUTTI INSIEME E, PLUF!, L'ARMATA BRANCA-MELONI NON CI SAREBBE PIU' - INVECE, IL CAMPO LARGO E' SEMPRE AL PUNTO ZERO DEL "VAFFA": PRIMARIE SÌ O NO? SCHLEIN O CONTE? E COME TENERE INSIEME I GRILLINI CON L'INFIDO RENZI? - QUALCOSA NEI PROSSIMI GIORNI POTREBBE MUOVERSI: ERNESTO MARIA RUFFINI DOVREBBE FORMALIZZARE LA TRASFORMAZIONE DEL SUO MOVIMENTO “PIÙ UNO”, FORMATO DA UNA RETE DI GRUPPI CATTOLICI, IN UN PARTITO - AD AFFIANCARE RUFFINI, SAREBBE PRONTO FRANCO GABRIELLI, GIOVANILE DEMOCRISTIANA, COMPAGNO DI SCUOLA DI ENRICO LETTA, EX CAPO DELLA POLIZIA E DEI SERVIZI, GIA' SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DRAGHI - L’OBIETTIVO? DIVENTARE I FRONTMAN “ISTITUZIONALI” DI CASA RIFORMISTA, CON RENZI DEFILATO E IL VOLTO AUTOREVOLE E SECURITARIO DI GABRIELLI A GUIDARE IL CENTRONE - COME LA PRENDERA' IL ''CONTE TRAVAGLIO'' LA PRESENZA DEL DRAGHIANO GABRIELLI? E COME REAGIRA' LA DUCETTA DEL NAZARENO ALL'ANNUNCIO DELL'"ONORATO BETTINI DI PRESENTARSI ALLE PRIMARIE? AH, SAPERLO...

conservative political action conference cpac donald trump giorgia meloni arianna francesco giubilei emanuele merlino sara kelany susanna ceccardi

AMERICÀ, FACCE TARZAN! – IL CONSERVATORISMO TRUMPIANO SBARCA A ROMA E DIVENTA SUBITO ROBA DA NANDO MERICONI INTERPRETATO DA SORDI – NEMMENO IL TEMPO DI APPARECCHIARE I TAVOLI DELLA CENA DELLA “CONSERVATIVE POLITICAL ACTION CONFERENCE” (CPAC), CHE SUBITO DEFLAGRANO GLI SCAZZI NELLA DESTRA CACIO E PEPE – CI SONO ARIANNA MELONI, SARA KELANY, LA LEGHISTA SUSANNA CECCARDI E IL PREZZEMOLINO FRANCESCO GIUBILEI. MA NON GLI ATTESI LUCA CIRIANI, ITALO BOCCHINO ED EMANUELE MERLINO – IL CLIMA È TESO SULLE TESTE DEI MAL-DESTRI DE' NOANTRI: TRUMP È CONSIDERATO POLITICAMENTE TOSSICO E IL CPAC “ITALIANO” DEL 2027 VIENE CONSIDERATO UN POTENZIALE INTRALCIO, FONTE DI POLEMICHE E IMBARAZZI NELL’ANNO DELLE ELEZIONI…

fagnani mentana corsini cairo

DAGOREPORT - DUE PERSONAGGI IN CERCA DI EDITORE. POTREBBERO ANCHE ESSERE SEI, PER CITARE PIRANDELLO, VISTO L'EGO TARANTOLATO DI CHICCO MENTANA, IL 71ENNE PENSIONATO MA CON NESSUNISSIMA VOGLIA DI RESTARE ‘’PRIGIONIERO DEI COMUNISTI DE LA7'', E DELLA 48ENNE “BELVA” FRANCESCA FAGNANI, IN ROTTA CON LA RAI – SE IL PROGETTO DEL MAGNATE GRECO KYRIAKOU A CUI LAVORAVA IL CHICCO MACINATO PER LA NASCITA DELLA "CNN ITALIANA" NON SI SA BENE DOVE SIA FINITO, HA PERSO QUOTA L'IPOTESI DI UN RITORNO A MEDIASET AL POSTO DEL CAPO SUPREMO DELL’INFORMAZIONE, MAURO CRIPPA. L’ULTIMA INDISCREZIONE È SKY ITALIA – SE MENTANA VUOL CHIUDERE CON CAIRO, LA FAGNANI VUOLE CHIUDERE "BELVE" PER MANCANZA DI “BELVE”: GLI OSPITI DI RICHIAMO SONO FINITI O PRETENDONO UNA MONTAGNA DI SOLDI - SI SONO ACCAVALLATE VOCI DI UNO SBARCO DELLA FAGNANI A MEDIASET, TIRANDO IN BALLO IL SUO BUON RAPPORTO CON MARIA DE FILIPPI. MA FINCHÉ LA DISCOLA DEL GOSSIP HA UN CONTRATTO CHE LA LEGA ALLA RAI FINO AL 2027, BUSSA ALLA PORTA LA MESSA IN ONDA DELLA NUOVA STAGIONE DI “BELVE”, IL 20 OTTOBRE - QUELLO CHE È CERTO È CHE SIA IL CHICCO CHE LA CHICCA SONO IN UN LIMBO, CON UN MERCATO SULLA CARTA ESISTENTE MA CON MILLE INCOGNITE REALI...

guerra russia ucraina vladimir putin volodymyr zelensky donald trump

DAGOREPORT – NON FATE LEGGERE A TRUMP L’ANALISI DELL’EX DIRETTORE DEI SERVIZI BRITANNICI, JOHN SAWERS, CHE SUL “FINANCIAL TIMES” SENTENZIA: “NON CI SARÀ NESSUNA TREGUA TRA MOSCA E KIEV FINO AL 2027”. IL TYCOON HA LE ORE CONTATE: DEVE TROVARE UN ACCORDO PURCHÉSSIA ENTRO NOVEMBRE, QUANDO I CITTADINI AMERICANI SARANNO CHIAMATI A VOTARE PER LE ELEZIONI DI METÀ MANDATO - UNA SCONFITTA DEL “DERAGLIATO MENTALE” DELLA CASA BIANCA È PRATICAMENTE CERTA. A MENO CHE NON RIESCA A CHIUDERE LA GUERRA IN EUROPA E FAR DIMENTICARE IL DISASTRO MILITARE AMERICANO IN IRAN – PUTIN NON CEDE AD ALCUN COMPROMESSO, E ZELENSKY LA VEDE “NERA” PER IL FUTURO…