aws dubai

LA GUERRA IN IRAN INAUGURA UNA NUOVA TIPOLOGIA DI ATTACCO: QUELLA CONTRO I DATA CENTER - I DRONI IRANIANI LANCIATI SU DUBAI HANNO COLPITO LE STRUTTURE DI "AMAZON WEB SERVICES", LA PIATTAFORMA DI CLOUD COMPUTING PIÙ DIFFUSA AL MONDO, CHE ARCHIVIA DATI E FORNISCE SERVIZI DIGITALI (TRA I CLIENTI, ANCHE IL GOVERNO ISRAELIANO) - GLI IRANIANI CONSIDERANO I DATA CENTER OBIETTIVI LEGITTIMI: UNA BELLA ROGNA PER DUBAI, CHE DA TEMPO MIRA A DIVERSIFICARE LA PROPRIA ECONOMIA BASATA SUL PETROLIO, ASPIRANDO A TRASFORMARSI IN NUOVO HUB D'INTELLIGENZA ARTIFICIALE DEL GOLFO....

Estratto dell'articolo di Anna Lombardi per "la Repubblica"

 

amazon european sovereign cloud 2

La sagoma bruciacchiata del capannone grigio con la scritta Amazon in alto a sinistra, proprio sopra lo squarcio provocato dal drone iraniano che l'ha centrato domenica scorsa, nel primo giorno di azioni dirette su questa parte di mondo, è off limits.

 

Irraggiungibile ai curiosi che, pure, hanno visto le immagini dell'edificio in fiamme circolate su televisioni e social, protetto com'è dai cancelli che circondano i principali edifici dell'area industriale a sud di Dubai. Una sfilza di capannoni coi loghi di grandi aziende locali e internazionali.

 

consolato americano a Dubai colpito da un drone iraniano

È qui che velivoli senza pilota hanno colpito le strutture dell'Amazon web services — la piattaforma di cloud computing più diffusa al mondo, che archivia dati e fornisce servizi digitali essenziali — scatenando un incendio che ha costretto a staccare gli impianti e a un lungo black-out dei servizi. Cui hanno contribuito pure altri due attacchi su strutture analoghe, una sempre negli Emirati e l'altra in Bahrein: primo attacco militare diretto contro strutture di Big Tech.

 

Con buona pace dei report ufficiali, dove l'azienda che, assieme a Google, nel 2021 ha firmato un contratto da 1,2 miliardi di dollari col governo israeliano (Project Nimbus), cui fornisce, appunto, servizi di cloud, preferisce parlare di incidente provocato da "oggetti non identificati". Negando, cioè, che si sia trattato di un atto di guerra nei suoi confronti.

aws

 

Ma contemporaneamente raccomandando ai clienti di «attuare piani di "disaster recovery": modalità per ripristinare le proprie informazioni da backup remoti, archiviati in altre aree», a garanzia che nulla vada perduto a causa del conflitto. Matt Pearl, direttore del Center for strategic and international studies, al Financial Times lo dice chiaro, invece: «Gli iraniani considerano i data center parte della guerra. Un modo efficace per avere un impatto concreto sulla regione».

 

Una bella rogna per il Paese che da tempo mira a diversificare la propria economia basata sul petrolio, aspirando a trasformarsi in nuovo hub d'intelligenza artificiale del Golfo. Una tecnologia sempre più usata per la sorveglianza, la navigazione, l'analisi in tempo reale di video e riprese satellitari: utile, cioè, tanto in tempo di pace che di guerra. A tal scopo ha già ricevuto una proposta concreta da Microsoft, intenzionata a investire 15 miliardi sul territorio entro il 2029.

 

influencer a dubai durante gli attacchi iraniani 3

Mentre un consorzio guidato da OpenAI e Nvidia ha annunciato i piani per un "Progetto Stargate Uae", ovvero una versione locale — la più grande fuori dagli Usa — dell'iniziativa pubblico-privata già concepita in America per sviluppare intelligenza artificiale di prossima generazione. Territorio scelto pure da altri colossi interessati a sfruttare la disponibilità energetica a basso costo locale.

 

[...] «La minaccia di attacchi simultanei a più data center, durante questa guerra, costringerà le aziende a ripensare le proprie strategie», ci dice un esperto di cybersicurezza italiano qui a Dubai, che preferisce mantenere l'anonimato. «Finora, protezione significava solo blindarsi da attacchi informatici e accessi malevoli. Ora – continua – molti hanno compreso che bisogna iniziare a pensare a come difenderli fisicamente da missili e droni».

 

Perché colpire i data center — simboli del potere tecnologico americano agli occhi degli ayatollah che hanno già rivendicato l'azione — significa paralizzare più aziende con un colpo solo. Infliggendo danni cospicui. E questo è talmente vero che sebbene l'Amazon di Dubai sia stato solo scalfito, le azioni del colosso di Seattle sono repentinamente calate del 2,7 per cento.

AMAZON

 

«Questi luoghi stanno diventando nuovi bersagli naturali. Attaccarli è più economico e efficace che difenderli», sintetizza Ali Bakir, politologo dell'Università del Qatar: «Puoi paralizzare banche, uffici governativi, settori chiave: ogni minuto d'inattività costa milioni di dollari a chi è colpito». [...]

hotel fairmont the palm colpito dai BOMBARDAMENTI iranianihotel burj al arab colpito dai droni iranianiFAIRMONT THE PALMhotel fairmont the palm colpito dai BOMBARDAMENTI iraniani

Ultimi Dagoreport

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - MPS, LA PARTITA È PIÙ APERTA CHE MAI - A MILANO SUSSURRANO UN’IPOTESI CHE AI PIÙ PARE PIUTTOSTO AZZARDATA: UN IMBUFALITO LOVAGLIO STAREBBE LAVORANDO PER PRESENTARE UNA SUA LISTA - I FONDI NON APPREZZEREBBERO POI L’ECCESSIVA “IMPRONTA” DI CALTAGIRONE SU FABRIZIO PALERMO, CHE POTREBBE ESSERE SUPERATO DA VIVALDI COME AD - NEMMENO LA CONFERMA DI MAIONE È COSÌ SCONTATA. E SI RAFFORZA L’IPOTESI, CALDEGGIATA DA MILLERI, DI CORRADO PASSERA COME PRESIDENTE - LOVAGLIO MOLTO INCAZZATO ANCHE CON GIORGETTI…

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…