giorgia meloni pm magistrati magistrato

I MAGISTRATI FORNISCONO NUOVI ARGOMENTI ALLA PROPAGANDA MELONIANA SULLA GIUSTIZIA – LA CORTE D’APPELLO DI FIRENZE HA NEGATO L’ESTRADIZIONE IN GRECIA DI UN 26ENNE PAKISTANO, RIMETTENDOLO IN LIBERTÀ, PERCHÉ...LE CONDIZIONI DELLE CARCERI GRECHE SONO CRITICHE – L’UOMO È STATO ARRESTATO A SIENA A DICEMBRE PERCHÉ RAGGIUNTO DA DUE MANDATI DI ARRESTO EUROPEO PER OMICIDIO E FAVOREGGIAMENTO DELL’IMMIGRAZIONE CLANDESTINA: AVREBBE UCCISO A COLPI DI PISTOLA UN GIOVANE DELLA SIERRA LEONE CHE GLI AVEVA CHIESTO INDIETRO I SOLDI PAGATI PER UN “TRASFERIMENTO” IN EUROPA FALLITO – SECONDO LE TOGHE, “C’È IL RISCHIO CHE POSSA ESSERE SOTTOPOSTO A CONDIZIONI DI DETENZIONE INCOMPATIBILI CON IL DIRITTO EUROPEO” – NEL SUO COMIZIO RADIOFONICO DI IERI, MELONI AVEVA ATTACCATO: “I GIUDICI NEGANO L’ESTRADIZIONE DEI CRIMINALI…”

Estartto dell’articolo di Antonella Mollica per il "Corriere della Sera"

 

carceri in grecia

Firenze Le condizioni delle carceri in Grecia sono critiche, per questo la Corte d’Appello di Firenze ha negato l’estradizione di un cittadino pakistano di 26 anni e l’ha rimesso in libertà. L’uomo era stato arrestato a Siena lo scorso dicembre perché raggiunto da due mandati di arresto europeo per omicidio e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, reati commessi a Kilkis a settembre.

 

Avrebbe ucciso a colpi di pistola un giovane della Sierra Leone, in Macedonia, che gli aveva chiesto indietro i soldi pagati per un trasferimento fallito, mentre tentava di far uscire clandestinamente alcuni extracomunitari.

 

GIORGIA MELONI CARLO NORDIO

[...]  i difensori dell’uomo, gli avvocati Michele Passione prima, Eriberto Rosso poi, si sono opposti alla consegna per mancanza dei gravi indizi di colpevolezza — l’uomo sostiene di essere stato solo testimone del delitto e per provarlo aveva chiesto al suo avvocato se fosse possibile fare altre indagini — spiegando inoltre che le condizioni carcerarie della Grecia sono disumane e degradanti.

 

Nel provvedimento i giudici italiani spiegano che «non è stato possibile escludere in concreto il rischio che l’interessato in caso di consegna possa essere sottoposto a condizioni di detenzione incompatibili con gli articoli 3 della Corte europea dei diritti dell’uomo e 4 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea» (che sanciscono il divieto di tortura o trattamenti inumani e degradanti).

 

sovraffollamento delle carceri

La Corte, prima di decidere sulla richiesta di estradizione, a gennaio aveva chiesto alla Grecia, anche tramite Interpol, informazioni riguardo all’istituto penitenziario che avrebbe custodito il pakistano in caso di consegna.

 

[...]

 

La risposta arrivata il 2 marzo indicava due possibili strutture, Negrita o Salonicco, ma le autorità greche non avevano aggiunto nulla riguardo alle condizioni carcerarie. I giudici avrebbero voluto avere «informazioni essenziali» come «l’individuazione certa dell’istituto di detenzione, lo spazio fruibile, con l’indicazione dei criteri di calcolo al netto degli arredi fissi, il numero dei detenuti per cella, il regime detentivo applicabile e le ore effettive di permanenza fuori dalle celle, le condizioni igienico-sanitarie concrete, l’organizzazione dell’assistenza sanitaria e le misure adottate per prevenire episodi di violenza intramuraria».

 

giustizia

Così la Corte d’Appello, di fronte al silenzio delle autorità greche, ha autonomamente acquisito informazioni dal Rapporto europeo per la prevenzione della tortura, da dove emergono le condizioni critiche del sistema penitenziario ellenico: sovraffollamento, carenze gravi, violenza, inadeguatezza del sistema sanitario, insufficienza del personale penitenziario e condizioni di vita incompatibili con gli standard convenzionali.

 

Il Rapporto del 2022 — proseguono i giudici della Corte d’Appello — mette in evidenza che i detenuti in Grecia continuano a vivere in condizioni che «rappresentano un affronto alla dignità umana, con tassi di occupazione superiori alla capienza regolamentare e condizioni di vita incompatibili con gli standard convenzionali». [...]

immigrati in macedonia al confine con la greciaimmigrati a gevgeilja in macedonia al confine con la grecia

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