garcon pipi mel brooks pipi

IL PATTO DELLA PROSTATA – ANCHE I GRANDI DELLA TERRA DEVONO ESPLETARE I PROPRI BISOGNI FISIOLOGICI, PER QUESTO PRIMA DI OGNI CERIMONIA PAPI, MINISTRI E PRESIDENTI HANNO UNA SQUADRA DI FUNZIONARI CHE HA IL COMPITO DI INDIVIDUARE I BAGNI E I TEMPI PER ARRIVARCI – SARAGAT, WOJTYLA E QUELLA VOLTA CHE IL PRIMO MINISTRO GIAPPONESE A NAPOLI VOLLE ASSAGGIARE UNA PIZZA SENZA CONSIDERARE L’INTOLLERANZA AL LATTOSIO E PASSÒ LA NOTTE IN BIANCO PER… – VIDEO: IL GARÇON PIPI DI MEL BROOKS

 

Paolo Stefanato per “il Giornale

 

trattenere pipi'

Prima di una visita di Stato, di una cerimonia ufficiale, di un incontro internazionale ai massimi livelli, di un evento di elevata risonanza, c' è sempre una piccola squadra di funzionari che ha anche un compito segreto ma ineludibile: individuare i bagni. Logistica e tempistica: dove sono e quanto tempo occorre per raggiungerli.

 

Tema più facilmente affrontabile in grandi alberghi, dove i servizi sono sempre vicini alle sale di rappresentanza, piuttosto che in prestigiose sedi storiche, palazzi con più affreschi che water, dove spesso i percorsi sono lunghi e complicati. Gli addetti memorizzano, e poi vigilano in assoluta riservatezza pronti ad accompagnare la personalità nel luogo, in quel momento, più desiderato.

 

PIPI

La figura non è quella del «garcon pipi» immaginato da Mel Brooks nei giardini della reggia di Versailles nell' atto di porgere ai nobili un secchio di metallo nel quale scaricare la vescica: è, verrebbe da dire, la sua versione moderna, compita, silenziosa e svelta come richiesto dal protocollo.

 

Negli ambienti del Quirinale qualcuno ricorda ancora quanto il tema fosse vivo durante la presidenza di Giuseppe Saragat, che da appassionato del buon vino presentava la frequente necessità di liberarsene. A ogni visita ufficiale la scorta aveva una mappa dei bagni a disposizione lungo tutto il percorso, pubblici e privati, casomai ce ne fosse stato bisogno. Ma anche con presidenti più sobri le cose non è che vadano diversamente, perchè su certi temi non ci può essere improvvisazione e l' emergenza è sempre in agguato.

 

GIUSEPPE SARAGAT

Facile per qualche vecchio presidente del Senato alle prese con la prostata sospendere per qualche minuto la seduta oppure farsi sostituire. Più complicate, invece, le cose in trasferta. Al G7 di Napoli del 1994 il primo ministro giapponese ebbe la bella idea di assaggiare a cena una pizza napoletana, sottovalutando l' intolleranza al lattosio propria della sua gente.

 

Passò la notte in bianco e durante i lavori dell' indomani a Castel dell' Ovo fu visto sparire repentinamente ogni dieci minuti, terreo, per raggiungere dei bagni che, per giunta, non erano a portata di mano. Un supplizio.

 

Papa Wojtyla fu per lungo tempo un vero tormento per le sue guardie del corpo. All' inizio del suo pontificato egli soleva fare lunghe passeggiate in montagna durante le quali emergeva quella prosaica esigenza personale: anche il Papa è uomo. Nulla di male, certo, ma i funzionari erano terrorizzati all' idea che qualche fotografo potesse carpire delle immagini del Santo Padre in pose troppo terrene, rese più goffe e ridicole dagli abiti religiosi.

 

GIOVANNI PAOLO II WOJTYLA IN MONTAGNA

Così ogni escursione era preceduta da studi particolari sui percorsi, con lo scopo di individuare con astuzia punti all' aperto sottratti alla vista di estranei e, allo stesso tempo, controllabili dalle guardie. Unico spettatore, il paesaggio.

 

E poi, il tema si pone in maniera drammatica durante alcune interminabili cerimonie dove le autorità più elevate sono costrette a ore di immobilità senza scampo: matrimoni regali, funerali solenni, cerimonie d' insediamento, dove a regine, re, principi, papi, presidenti è rivolta una visibilità che rende impossibile qualunque allontanamento extra programma. Spesso si tratta di persone attempate, legittimamente provate dall' usura dell' età. Ebbene: per costoro il rimedio universale è il pannolone.

 

pipì

Più diffuso di quanto si creda. Un segreto trattenuto con estrema riservatezza all' interno di una ristrettissima squadra di servizio: nessuno ne parla, un tabù. Ma talvolta sono le stesse autorità a richiederlo, per evitare ansie e tensioni. Del resto, però, guardando all' età di tanti regnanti e presidenti, e all' indubbio sacrificio a loro richiesto, la cosa appare persino normale, visto che si tratta nient' altro che di tecnologie messe al servizio del benessere personale.

 

Si pensi a certi cortei che la Regina d' Inghilterra percorre sulla carrozza trainata da pariglie di cavalli bardati, circondata da spesse ali di popolo arginate dalle transenne: come potrebbe mai far bloccare gli equini, scendere, fendere la folla e avventurarsi in un pub? La regina, fuori dal castello, va solo in bagni programmati, accompagnata dalla servitù che poi aspetta fuori. I presidenti di Stati Uniti e Russia per i quali l' obbiettivo della sicurezza prevale sulle esigenze del cerimoniale vengono preceduti da una guardia fin dentro al loculo dell' intimità, perchè è necessario verificare che un attentatore non sia nascosto dietro alla porta. Come in un film.

 

trattenere la pipì fa male

Curiosando nella memoria degli illustri membri dell' Accademia del cerimoniale, ci s' imbatte in un incidente clamoroso che ha attinenza con il tema delle toilette. Una delegazione governativa di un Paese centroafricano fu ospitata per una visita ufficiale in un hotel a 5 stelle di Firenze. Presidente e ministri non avevano mai visto un bidè; poichè il water era protetto da quella fascia di carta posta a garanzia dell' igiene, lo pensarono fuori uso e credettero che il sanitario sconosciuto fosse lì per sostituirlo.

 

Il resto lo lasciamo immaginare ai lettori. Le grida delle cameriere si sentirono ben oltre il piano, il direttore, lui stesso inorridito, dovette risolvere il problema della pulizia con laute mance e gli addetti al cerimoniale del governo italiano dovettero assumersi l' imbarazzante compito di spiegare agli ospiti a che cosa serve e soprattutto a che cosa non serve un bidè. Anche il cibo dei luoghi ufficiali ha delle regole rigide e nascoste.

PIPI 1

 

Secondo il rango dell' ospite, soprattutto se estero, in cucina un incaricato della sicurezza vigila normalmente sulla preparazione delle pietanze: il rischio di attentati gastrointestinali esiste, e va affrontato. Molto spesso gli addetti al servizio di sicurezza della nazione straniera, all' uscita dei piatti, chiedono quale sia quello destinato al presidente e, all' ultimo, lo scambiano con un altro, eliminandolo: veleni o purghe eventuali finiscono così nella pattumiera.

Ultimi Dagoreport

luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi mps

DAGOREPORT - FERMI TUTTI! LA VITTORIA DI CALTAGIRONE AL PALIO BANCARIO DI SIENA NON APPARE SCONTATA: LA LISTA ALTERNATIVA DI TORTORA-LOVAGLIO RIAPRE I GIOCHI – TUTTO GIRA INTORNO ALLA DECISIONE DELLA HOLDING DELFIN, PRIMO SOCIO DI MPS COL 17,5%: VOTERÀ LA LISTA DEL CDA IN COMPAGNIA DI CALTAGIRONE O SI ASTERRÀ? – MA ANCHE L’ASTENSIONE DEL GRUPPO GUIDATO DA UN FRANCESCO MILLERI SEMPRE PIU' TERRORIZZATO DALL’INCHIESTA GIUDIZIARIA DI MILANO E DALLA LITIGIOSITÀ DEGLI OTTO EREDI DEL VECCHIO, POTREBBE GIOCARE A FAVORE DI LOVAGLIO - COME MAI IL PRESIDENTE DI MEDIOBANCA, VITTORIO GRILLI, SUGGERITO DA MILLERI, SI SAREBBE MOSSO A FAVORE DI LOVAGLIO? - COSA FARANNO GLI INVESTITORI ISTITUZIONALI CHE HANNO QUASI IL 60% DEL CAPITALE MPS? - CON LA QUOTA DEL 4,8%, IL MEF DI GIORGETTI E UN GOVERNO AZZOPPATO DALLA DISFATTA DEL REFERENDUM SI MUOVERANNO DIETRO LE QUINTE PER SOSTENERE UNO DEI CONTENDENTI O MANTERRANNO UNA RIGIDA NEUTRALITÀ? AH, SAPERLO…

maurizio gasparri antonio tajani paolo barelli forza italia fabrizio corona massimo giletti marina berlusconi

DAGOREPORT - QUANTE PROBABILITÀ HA MAURIZIO GASPARRI DI RESTARE NELLA COMMISSIONE DI VIGILANZA RAI? POCHE, POCHISSIME, QUASI ZERO - DI PIU': PER LA FELICITÀ DI GIANNI LETTA, L'EX CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA AL SENATO NON SARÀ PIÙ IL “PLENIPOTENZIARIO” DI TAJANI A VIALE MAZZINI. E COSI' NON POTRÀ PIÙ “SABOTARE” SIMONA AGNES - COME È ALTRETTANTO CERTO CHE SCOMPARIRANNO DALLE TRASMISSIONI RAI LE INNUMEREVOLI INTERVISTE DELL’EX COLONELLO AN DI FINI. COME NON ASSISTEREMO PIÙ ALLE OSPITATE "A TUTTO GAS" DI FABRIZIO CORONA IN CHIAVE ANTI MARINA E PIER SILVIO, DI CUI NE PAGA IL PREZZO L’INCAUTO MASSIMO GILETTI - SI SALVA (PER ORA) DALL’EPURAZIONE IL CAPOGRUPPO ALLA CAMERA DI FORZA ITALIA, PAOLO BARELLI. E UN GRAZIE LO DEVE RIVOLGERE AL FIGLIOLO GIANPAOLO SPOSATO CON FLAMINIA TAJANI - VIDEO: IL "FAR WEST" DI SALVO SOTTILE CON GASPARRI CHE SI SCAGLIA CONTRO "REPORT" DI RANUCCI

daniela santanche giorgia meloni giorgio mottola

DAGOREPORT - COME MAI LA FU “GIORGIA DEI DUE MONDI” HA DECISO LA “DESANTANCHEIZZAZIONE” DEL GOVERNO SOLO ADESSO, PUR AVENDO AVUTO A DISPOSIZIONE PIÙ DI TRE ANNI DI CASINI GIUDIZIARI PER METTERLA ALLA PORTA? - NON È CHE ALL’INDOMANI DELLA DISFATTA, MAGARI LEGGENDO UN POST SU FACEBOOK DI “REPORT” (‘’I SOLDI DELLA SOCIETA’ INDAGATA PER MAFIA A DANIELA SANTANCHE’ E LE OMBRE SUI “SALVATORI” DI VISIBILIA’’), LA PREMIER E IL SUO ENTOURAGE DI PALAZZO CHIGI HANNO SENTITO ODOR DI BRUCIATO E PRESO LA PALLA AL BALZO PER BUTTARE FUORI L’INSOSTENIBILE MINISTRO DEL TURISMO? GIÀ IL GIORNO DELLA SCONFITTA, IL RICHELIEU DI PALAZZO CHIGI, FAZZOLARI, AVEVA MESSO IN CONTO LA POSSIBILE REAZIONE DI UNA MAGISTRATURA RINGALLUZZITA DALLA VITTORIA, PREANNUNCIANDO CHE “L’AZIONE (DELLE TOGHE) POTREBBE DIVENTARE PIÙ INVASIVA" - E OGGI, LA PROCURA DI ROMA HA RICICCIATO IL CASO SOGEI CON PERQUISIZIONI AL MINISTERO DELLA DIFESA E IN UNA SERIE DI SOCIETÀ PUBBLICHE TRA CUI TERNA, RETE FERROVIARIA ITALIANA, POLO STRATEGICO NAZIONALE... - VIDEO DI GIORGIO MOTTOLA

radio deejay theodore kyriakou linus albertino

FLASH – THEO KYRIAKOU NON HA SCELTO A CASO DI ANDARE A MILANO PER IL DEBUTTO DA EDITORE DI “REPUBBLICA”: NEGLI STORICI STUDI DI VIA MASSENA C’È LA SEDE OPERATIVA DELLE RADIO DEL GRUPPO GEDI, CHE SONO L’UNICO ASSET CHE INTERESSA AL MAGNATE GRECO – QUEL VOLPONE DI KYRIAKOU, PIÙ FURBO DI ELKANN, HA DATO UNO ZUCCHERINO ALLA REDAZIONE DI “REP”, INCONTRANDO I GIORNALISTI E PROMETTENDO INVESTIMENTI. MA IL SUO VERO OBIETTIVO ERA IL FACCIA A FACCIA CON LINUS (DIRETTORE EDITORIALE DEL POLO RADIOFONICO): LA PRIORITÀ È METTERE A PUNTO UN PIANO PER DARE UNA RINFRESCATA A RADIO CAPITAL E RENDERE PIÙ COMMERCIALE LA DISCOTECARA “M2O”, DI CUI È DIRETTORE ARTISTICO ALBERTINO (FRATELLO DI LINUS)

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...