metal detector giuseppe valditara

I METAL DETECTOR DAVANTI ALLE SCUOLE SONO IL FALLIMENTO DI UNA SOCIETÀ – DOPO LA MORTE DEL 19ENNE YOUSSEF ABANOUD, UCCISO DA UN COETANEO, IL MINISTRO VALDITARA HA PROPOSTO “OVE CI SIA UNA REALE CRITICITÀ” DI UTILIZZARE I METAL DETECTOR PER EVITARE CHE QUALCUNO PORTI I COLTELLI A SCUOLA: MA CHI FARÀ I CONTROLLI A MILLE STUDENTI PRIMA DELL’INGRESSO? I PRESIDI APRONO ALLA PROPOSTA MA I PROF SONO SCETTICI – E DOMANI LA MELONI HA CONVOCATO UNA RIUNIONE URGENTE PER ACCELERARE L’APPROVAZIONE DEL PACCHETTO SICUREZZA: LA LEGA VUOLE, IN CASO DI REATO, LA POSSIBILITÀ DI RIMPATRIARE I MINORI STRANIERI NON ACCOMPAGNATI, OGGI ASSOLUTAMENTE VIETATO IN TUTTA EUROPA…

1. L'IPOTESI METAL DETECTOR DIVIDE IL MONDO SCOLASTICO SÌ DEI PRESIDI, PROF SCETTICI

Estratto dell’articolo di Elisa Forte per “la Stampa”

 

METAL DETECTOR

Un coltello entrato a scuola, una vita spezzata, una comunità che chiede risposte.

Due giorni dopo la morte di "Abu", il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara è arrivato a La Spezia, nel dolore della città, tra fiori e cartelli di accusa di studenti e genitori ("professori complici"). Ha incontrato Jessica Caniparoli, preside dell'istituto tecnico Einaudi-Chiodo, ha abbracciato i familiari di Youssef Abanoub e ha partecipato al Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica. E ha rilanciato la proposta dell'utilizzo dei metal detector nelle scuole, ma solo come strumento mirato.

 

Abanoub Youssef

«Non può essere un utilizzo generalizzato, ma uno strumento ove vi sia una reale criticità e una diffusione di armi improprie». Si tratterebbe «di interventi concordati con prefetti e comunità scolastiche». Valditara ha ribadito la necessità di partire «dalla cultura del rispetto», ricordando che la scuola deve restare «una seconda casa» per gli studenti. O

 

[…]

[…] sui metal detector il mondo della scuola si divide. I dirigenti scolastici dell'Anp aprono, ma con cautela. Il presidente nazionale Antonello Giannelli è possibilista: «[…] Un metal detector nella scuola a La Spezia, senza se e senza ma e senza condizionamenti ideologici, forse avrebbe salvato la vita allo studente ucciso […] Va valutato tutto con attenzione, dai costi alla gestione delle apparecchiature. Il dovere della prevenzione è imperativo, ma va capito come avvengono i controlli in scuole con 500 o mille studenti.

Chi li fa? Il personale scolastico non è addestrato né abilitato. Valutiamo cosa comporta davvero».

METAL DETECTOR

 

Gli insegnanti, invece, sono scettici. Netta la posizione della Cgil, che si fa voce di docenti e personale Ata e boccia l'ipotesi. «La scuola non può essere militarizzata», avverte Gianna Fracassi, segretaria della Flc-Cgil.

che non vuol sentire parlare di «classificazioni arbitrarie di scuole a rischio, né di narrazioni tossiche che richiamano etnie o alimentano paura». […]

il coltello con cui e stato ucciso Abanoub Youssef

 

2. STRETTA SUI COLTELLI NEL DECRETO LA PREMIER CHIEDE DI ACCELERARE

Estratto dell’articolo di Alessandra Ziniti per “la Repubblica”

 

Deciderà domani Giorgia Meloni. Alla premier, che dall'Asia, ha già convocato una riunione urgente con tutti i ministri interessati dalle misure, spetterà l'ultima parola su quando e soprattutto come arrivare all'approvazione del pacchetto-sicurezza già mandato a Palazzo Chigi dal Viminale una settimana fa: un decreto-legge con 25 articoli e un più articolato disegno di legge con altre quaranta norme tra cui quelle che nel centrodestra molti ( la Lega su tutti) ritengono le più urgenti, quelle per prevenire la violenza giovanile.

 

«Non so se sarà pronto per il prossimo consiglio dei ministri — ha detto Meloni ieri a Seul — ma sicuramente intendiamo lavorarci. Ho detto in conferenza stampa di inizio anno che la sicurezza sarebbe stata uno dei miei focus di questo anno. Già prima di Natale avevo concordato con Piantedosi di lavorare a un nuovo provvedimento, ampio, con alcune priorità come la stretta sulle baby gang».

controlli con metal detector nelle scuole 3

 

Nel frattempo, però, la terribile morte del diciottenne accoltellato a scuola a La Spezia da un coetaneo ha rialzato la tensione. E dunque domani, al suo rientro dal viaggio in Asia, Giorgia Meloni dovrà decidere se portare già nel pomeriggio l'intero pacchetto in consiglio dei ministri, se affinare le misure e magari integrarle con qualche proposta dell'ultimora sulla violenza a scuola, o se invece recepire le istanze di chi chiede che almeno le norme che riguardano il possesso di coltelli confluiscano nel decreto-legge immediatamente esecutivo a differenza del disegno di legge che deve passare dal Parlamento.

GIUSEPPE VALDITARA GIORGIA MELONI

 

In questo caso, è necessaria un'interlocuzione preventiva con il Quirinale sempre molto cauto nell'utilizzo della decretazione d'urgenza.

 

La Lega però insiste. E ieri è tornata a chiedere non solo l'adozione del pacchetto — sicurezza con decretazione d'urgenza, ma anche l'integrazione con norme che incidano sulla criminalità minorile attribuibile a ragazzi stranieri.

controlli con metal detector nelle scuole 1

 

Tre le misure, in particolare, proposte dal partito di Salvini: l'ulteriore stretta ai ricongiungimenti familiari, l'uscita dal circuito dell'accoglienza per coloro che commettono reati e persino la possibilità di rimpatrio per i minori stranieri non accompagnati, oggi assolutamente vietata in tutta Europa. […]

 

Misure al momento non previste tra i 65 articoli del pacchetto-sicurezza, il divieto sulla vendita e sul porto di coltelli per i minori così come le sanzioni amministrative a loro carico e le multe per i genitori sono nel disegno di legge e dovrebbero dunque passare per via parlamentare.

 

GIORGIA MELONI A SEUL

Nel decreto-legge invece è previsto l'utilizzo più ampio delle cosiddette zone rosse (oggi previsto solo in casi eccezionali e urgenti), aree di città da cui allontanare soggetti pregiudicati o ritenuti pericolosi. E sempre nel decreto trova spazio una norma che prevede la possibilità per i Comuni di finanziare l'installazione di sistemi di videosorveglianza con i proventi che arrivano dalla tassa di soggiorno e dalle contravvenzioni stradali. Imminente poi — annuncia il ministro dell'Interno Piantedosi — l'arrivo nelle città a maggior rischio sicurezza di 3500 nuovi poliziotti appena assunti. […]

valditara salvini

 

3- MINORI NON ACCOMPAGNATI, RIMPATRI SE COMMETTONO REATI SALVINI VUOLE UN SUPERDECRETO

Estratto dell’articolo di Simone Canettieri per il “Corriere della Sera”

 

[…] da giorni la Lega di Matteo Salvini, con l’attivismo del sottosegretario Nicola Molteni, reclama che gran parte dei 45 articoli depositati dal ministro Piantedosi a Palazzo Chigi, come proposta di ddl, facciano parte di in un unico «super decreto Sicurezza». La cautela del Viminale nel dividere pani e pesci, decreto e disegno di legge, si fonda sull’esperienza giuridica di Piantedosi, già capo di gabinetto del ministero e responsabile dell’ufficio legislativo. E rimette tutto alla volontà politica della maggioranza. Lanciando anche il guanto del confronto nel campo delle opposizioni che denunciano da mesi «l’allarme sicurezza in Italia».

 

controlli con metal detector nelle scuole 2

Tutto si muove intorno alla cronaca, certo. Ma in generale fa fede l’affermazione di Giorgia Meloni di dieci giorni fa in conferenza stampa: «Sulla sicurezza abbiamo lavorato tantissimo, ma i risultati per me sono insufficienti». Un modo per spronare il Viminale, che infatti ha inviato subito un pacchetto di leggi a Palazzo Chigi. Un pertugio per i sogni di Matteo Salvini. Il vicepremier è tornato a battere sulla sicurezza, arrivando anche a un derby con Piantedosi — che tecnicamente sarebbe espressione del Carroccio — per intestarsi la nuova stretta.

MATTEO PIANTEDOSI MATTEO SALVINI

 

Dietro alla corsa leghista su coltelli e baby gang si cela il sogno del leader di via Bellerio: il ritorno al Viminale. Un progetto che Salvini, dopo l’assoluzione in Cassazione nel processo Open Arms, è tornato ad accarezzare, senza avere il timore di confessarlo pubblicamente. Quanti ricordi e soprattutto quanti consensi elettorali, penserà magari il vicepremier che da ministro dell’Interno alle Europee del 2019 arrivò al 34,3%. La possibilità di un cambio in corsa è data come «impossibile» da tutti i livelli istituzionali coinvolti. Nel 2027, in caso di vittoria, si vedrà. Forse.

matteo salvini giorgia meloni matteo piantedosi 3GIUSEPPE VALDITARA - MATTEO SALVINI

Ultimi Dagoreport

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...