no tav chiomonte val di susa

I NO TAV NON SONO MANIFESTANTI, MA TERRORISTI (E COME TALI, VANNO TRATTATI) – IL QUESTORE DI TORINO, MASSIMO GAMBINO: “SI È VERIFICATA UN’ESCALATION DI AZIONI DI GUERRA. NON È STATO UN ESERCIZIO DELLA LIBERTÀ DI MANIFESTAZIONE DEL PENSIERO, MA VIOLENZA” – “VOGLIONO FAR DIVENTARE LA VAL DI SUSA IL LABORATORIO EUROPEO DELLA GUERRIGLIA URBANA, NOI NON LO CONSENTIREMO” - IL BILANCIO DELL'ASSALTO: 124 FERITI TRA LE FORZE DELL'ORDINE. ORA È CACCIA AL "BLOCCO NERO"

 

No Tav: questore Torino, è stata un'escalation di azioni di guerra

MASSIMO GAMBINO

(ANSA) - ROMA, 26 LUG - "Vogliono far diventare la Val di Susa il laboratorio europeo della guerriglia urbana, noi non lo consentiremo". Così il questore di Torino Massimo Gambino ai microfoni del Tg1, in merito agli scontri di ieri alla protesta No Tav.

   

"Si è verificata una escalation di azioni di guerra - sottolinea il questore - Non è stato ieri un esercizio della libertà di manifestazione, ma semplicemente violenza. La nostra risposta a queste violenze è di massima fermezza e le indagini sono in corso per assicurare i responsabili alla giustizia".

 

NO TAV, IL BILANCIO DELL’ASSALTO: 124 FERITI TRA LE FORZE DELL’ORDINE. ORA È CACCIA AL “BLOCCO NERO”

Estratto dell'articolo di Federico Gottardo per www.repubblica.it

 

no tav scontri chiomonte

Il bilancio finale dei feriti dell’assalto No Tav […] è […] salito a […] un totale di 124 forze dell’ordine contuse dopo la guerriglia che ieri ha devastato i cantieri dell’Alta velocità a Susa, Salbertrand, San Didero e soprattutto Chiomonte.

 

[…] Adesso, dopo le quattro camionette bruciate insieme ai container, è partita la conta dei danni da parte delle forze dell’ordine ma anche da parte di Telt, la società italofrancese che gestisce la costruzione della galleria ferroviaria più lunga al mondo (sono già stati scavati 50 chilometri su 164, e ogni giorno negli otto cantieri tra Italia e Francia lavorano 3.300 persone).

 

no tav in val di susa - scontri con la polizia e blocco stradale

Intanto la Digos della questura, coordinata dalla procura di Torino, indaga per dare un volto e un nome ai manifestanti più violenti, cui potrebbe essere contestata una lunga serie di reati: dall’attentato con finalità eversive e terroristiche all’associazione a delinquere, passando per invasione di terreni, devastazione, saccheggio, interruzione di pubblico servizio, violenza e lesioni a pubblici ufficiali.

 

Accuse che già in passato sono state mosse in occasione di manifestazioni simili ma che poi non tutte hanno retto nelle aule di tribunale, come dimostra il processo Sovrano contro i militanti di Askatasuna: lì l’associazione a delinquere è caduta nel processo di primo grado ed è in corso quello davanti alla Corte d’Appello dopo il ricorso della procura generale.

 

Disordini No Tav cantiere Chiomonte 21

L’obiettivo degli investigatori è risalire ai responsabili della guerriglia, durata dalle 16.30 alle 17.30, entro le prime 48 ore dalla commissione dei reati. Tempi tecnici ma anche “politici”, visto che i fatti della Val di Susa hanno scatenato decine di reazioni, dal presidente Sergio Mattarella alla premier Giorgia Meloni. E ieri, in tarda serata, anche il capo della polizia Vittorio Pisani, ha garantito che questi «episodi saranno contrastati con la massima fermezza, assicurando ogni responsabile all’autorità giudiziaria».

 

Scontri No Tav cantiere Chiomonte 1

Ma sarà un’impresa ardua: il primo ostacolo è proprio il fatto che si erano praticamente tutti incappucciati da molto prima dell’assalto, già al bivio per Giaglione, pochi minuti dopo la partenza della marcia organizzata in occasione del festival Alta Felicità. Il secondo problema è che molti di loro erano stranieri, soprattutto francesi ma anche tanti spagnoli e tedeschi.

 

Potrebbe essere più facile con le circa 400 persone già identificate a Bruzolo, vicino al cantiere di San Didero: sono quelle che sono entrate sui binari e hanno bloccato per ore i treni sulla Torino-Modane. Loro rischiano denunce per il corteo non autorizzato, oltre a invasione di terreni e interruzione di pubblico servizio. Che sono, però, reati che vanno contestati a fronte di singoli comportamenti illegali.

 

Scontri No Tav cantiere Chiomonte 2

Intanto, con una lunga nota sul loro sito, intitolata “Siamo sempre qui”, i No Tav rivendicano in risultati di “una grande giornata di lotta”, sottolineando come i migliaia di manifestanti siano riusciti a raggiungere tutti i cantieri dell’Alta velocità. A Chiomonte, in particolare, “brucia la control room e le camionette con lei” nonostante la “rinnovata solerzia della polizia soprattutto dopo l’ultimo fatto che ha visto la morte di Fakir per mano di alcuni agenti”, riferendosi a quanto successo a Bologna nei giorni scorsi. “I politicanti di ogni risma devono mettersi il cuore in pace, il Tav è tornato ad essere centrale nelle loro preoccupazioni. Il villaggio di Asterix che pensavano di aver sconfitto è più vivo e combattivo che mai e oggi li ha decisamente battuti. A sarà dùra!”.

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