valentino garavani natalia aspesi

“IL DOC ‘THE LAST EMPEROR’? ERO TURBATO. SEMBRAVO UN DESPOTA, IL REGISTA AVEVA SORPRESO GIAMMETTI E ME NEI NOSTRI CONTINUI LITIGI, CHE FACCIAMO SEMPRE IN FRANCESE” – VALENTINO GARAVANI, SCOMPARSO A 93 ANNI, IN UNA INTERVISTA DEL 2011 CON NATALIA ASPESI RICORDAVA WALLIS SIMPSON, DUCHESSA DI WINDSOR E IL FILM DEDICATO A LEI DA MADONNA - LE 8 ATTRICI CHE HANNO RITIRATO UN OSCAR VESTITE DA LUI  (“OGGI LE STAR NON SCELGONO, SONO INSICURE, SI SERVONO DI UN PERSONAL DRESSER”) – I VESTITI "ENTRATI NELLA STORIA", DA QUELLO DI JACQUELINE KENNEDY QUANDO SPOSÒ ONASSIS A QUELLO DELL'IMPERATRICE FARAH DIBA IN FUGA DA TEHERAN - "IL ’68 FU L'ANNO DELLA MIA COLLEZIONE TUTTA BIANCA, CHE È RIMASTA FAMOSA QUANTO IL MAGGIO FRANCESE..."

 

Intervista di Natalia Aspesi a Valentino pubblicata su "la Repubblica" l’1 settembre 2011

 

valentino garavani

Come facciano ad opporsi agli anni con tanta perseveranza è un loro segreto, fatto di discrezione ed eleganza. Sarà perché la loro è una vita massimamente dolce. In questo momento il loro vecchio yacht di 47 metri, scafo blu e interni di legno scuro, è ormeggiato al molo San Biagio, davanti al Museo Navale, e da lì vedono l'Arsenale, le Corderie che ospitano una parte della Biennale d'Arte.

 

Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti, litigiosamente insieme da 51 anni, sono magri, scattanti, abbronzati senza esagerare, i capelli, scuri per uno, grigi per l'altro, sono composti come in un dipinto: poche rughe e mai quell'espressione di paura che hanno certe persone da tanto non più giovani (la parola anziani non si addice a loro) che lottano strenuamente contro il tempo.

natalia aspesi

 

Si aggirano nei pressi degli 80 anni, ma sono certi che non sia affatto così.Nulla è mutato nel loro fastoso modo di vivere, se non che sono ormai pensionati, a cui il tempo per i tanti impegni mondani cosmopoliti non basta mai.

 

Cosa ha significato per lei, Valentino, abbandonare la moda, dopo più di 40 anni di favolosi successi?"

 

La mia ultima collezione couture ha sfilato a Parigi nel gennaio del 2008, ed è stato un addio difficile. Ero pieno di rammarico, ma quel vuoto che mi sembrava insuperabile è passato subito. Era quello il momento giusto per mettere fine a una carriera che mi ha dato molta felicità, fama e ricchezza.

 

valentino garavani

Andando avanti non avrei sopportato come la moda stava cambiando, diventando puro mercato in mano alla gente della finanza, tesa al solo profitto. Si immagini se dopo decenni di lavoro libero e fortunato avrei potuto accettare di sentirmi dire, questo lo puoi fare questo no, non è alla meraviglia che devi pensare, ma al prodotto, non al sogno ma alla realtà".

 

Come continua nella sua vita a creare meraviglia e sogno?

"Disegno costumi per balletti, creo abiti per occasioni e clienti speciali, come certi matrimoni, certe spose, certe madri della sposa. E' un mio piacere, come lo è dare feste speciali, in cui deve trionfare il mio culto per la bellezza, per uno stile di vita che forse è scomparso perché chi oggi ha denaro non ha sempre classe e memoria. Mi piace vivere in un lusso d'altri tempi, pranzare su tavole riccamente imbandite, disporre ovunque fiori, leggere nel silenzio, soprattutto conversare con persone con cui sia possibile chiacchierare pacatamente di tutto".

valentino garavani

 

La stampa ha parlato di un suo favoloso ricevimento in luglio, nel suo chateau de Videville alla periferia di Parigi, che risale al 1660 e che fu regalato da Luigi XIV a Louise de la Valière. Fu una notte molto cinematografica, non solo per la presenza di divi, ma anche per la sontuosità che ricordava "Gosford Park", il film di Altman.

 

"E' stata una serata memorabile, per organizzare un'asta a favore della fondazione per l'aiuto a bambini russi indigenti, presieduta da Natalia Vodianova. Abbiamo trasformato la notte estiva in invernale, ricoprendo tutto di neve, finta naturalmente: io ho vestito la bella modella di tulle rosso, miei colleghi hanno donato per l'asta loro vestiti. Abbiamo raccolto due milioni di sterline. Tutti gli invitati erano vestiti di bianco e argento, come richiedeva l'invito: è stata davvero una notte irripetibile, fiabesca".

sophia loren valentino

 

Certo come non se ne vedono più: a parte sulla barca, lei dove vive?

Nel mio castello parigino, nella mia casa londinese, a New York, in giro. A Roma raramente, anche se l'adoro: perché ogni volta che passo davanti a palazzo Mignanelli, dove ho lavorato per 45 anni, non mi sento a mio agio, mi immalinconisco, c'è sempre un po' di nostalgia per anni per noi così belli e importanti, irripetibili. Poi mi consolo perché ancora per le strade di Roma mi riconoscono, mi fanno festa, mi chiedono l'autografo".

 

Siete a Venezia per vedere qualche film?

"Siamo qui per Madonna e questa sera saremo in sala per applaudire il suo "W. E. " che abbiamo già visto a New York".

 

Bello, carino, così così?

valentino garavani

"A me è piaciuto molto, mi è piaciuta questa idea di impostare il film su una ragazza degli anni '80 che attraverso i gioielli della duchessa di Windsor messi all'asta a Ginevra nel 1887, viene attratta dal suo modo di essere, comincia ad ispirarsi a lei. Mi ha anche fatto riflettere su Madonna, che solo da poco è diventata nostra amica: io la conosco come una femminista, una che non potrebbe stimare una donna come Wallis, che fu tanto odiata e accusata anche di essere stata filonazista. Invece lei la descrive in modo molto positivo, come una donna che ha tutto sacrificato per amore".

valentino garavani giancarlo giammetti 1

 

E Madonna fa del duca di Windsor un uomo degno di tanto amore?

"Diciamo che il duca resta nell'ombra, sfuocato, come se alla fine, non contasse molto, per lo meno dal punto di vista di Madonna".

 

Cosa le è piaciuto soprattutto?

"L'eleganza con cui è vestita la duchessa, la scenografia, gli interni che Madonna ha studiato per un paio d'anni in ogni particolare. Io non sono mai entrato nell'appartamento parigino di Wallis ed Edward, ma lo conoscevo attraverso i racconti delle mie amiche, invitate ai suoi pranzi: ho riconosciuto nel film le tovaglie, i bicchieri, i tappeti, i libri di cui mi raccontavano. Insomma questa accuratezza quasi quasi da Madonna non me l'aspettavo, in qualche modo mi ha ricordato Visconti".

 

Ma lei ha conosciuto personalmente Wallis Simpson, duchessa di Windsor?

wallis simpson con edoardo viii a nassau nel 1942

"Certo. L'ho anche vestita sin da quando ho cominciato a occuparmi di moda da Guy Laroche a Parigi. Mi ricordo anche di qualche abito: per esempio uno di pizzo nero con veletta sugli occhi, che indossò una sera Chez Maxim a cena con Onassis. Poi più avanti, mi pare attorno al '68, quando temevamo che i manifestanti ci rompessero le vetrine del negozio di Avenue Montaigne, mi ricordo di un abito da sera arancione lungo, giro collo senza maniche... Però era l'anno della mia collezione tutta bianca, che è rimasta famosa quanto il Maggio Francese".

 

La duchessa pagava?

"No, quel tipo di "socialité" non paga mai, anzi non chiede neppure cosa costa. Ma va bene così".

 

E le attrici pagano?

valentino garavani

"Non sempre, a volte gli stilisti ci tengono che in certe occasioni mediatiche le star portino i loro abiti. Io ho per esempio un primato. Sono ben 8 le attrici che hanno ritirato un Oscar vestite da me, a cominciare da Sophia Loren, Elizabeth Taylor, Jane Fonda, Julia Roberts, e Cate Blanchett che ci richiese tassativamente una toilette gialla.

 

Oggi le star non scelgono, sono insicure, si servono di un personal dresser, che spesso le concia. Capita che la sera di gala le attrici si trovino con dieci vestiti di varia firma sul letto, e scelgono all'ultimo, tra l'ansia e la costernazione di chi ha fornito gli abiti".

 

Tre anni fa, nel settembre del 2008, qui alla Mostra hanno presentato fuori concorso "The last Emperor", un documentario su lei e Giammetti, di Matt Tyrnauer, che ha avuto uno strepitoso successo, sia in Sala grande che al teatro La Fenice.

"Io ero incollato alla poltrona, ero turbato, mi sentivo un po' preso in giro. Sembravo un despota, il regista aveva sorpreso Giammetti e me nei nostri continui litigi, che facciamo sempre in francese. Poi gli applausi non finivano mai e capii che alla gente ero piaciuto così come sono. Il successo si raddoppiò a Toronto, dove mi dicono che invece sono più severi. Adesso stiamo studiando la possibilità di portare questa nostra storia a Broadway, con un musical".

giuseppe barboni valentino sophia loren

 

Tra qualche giorno la Mostra presenta fuori concorso "Contagion", un film di Soderbergh, con Gwyneth Paltrow, che è vostra grande amica: ci sarete?

"Purtroppo dobbiamo tornare a New York perché il Fashion Institute of Technology ha deciso di premiarmi. Mi piace essere tuttora così presente: forse perché in fondo i miei vestiti sono entrati nella storia: ne indossava uno Jacqueline Kennedy quando sposò Onassis, ne inviai alcuni all'imperatrice Farah Diba in fuga da Teheran".

armani valentino cossigagiorgio armani valentino valentino garavani giancarlo giammetti 2

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