SARA' PER SEMPRE SI'...STOCAZZO! - IN ITALIA, LA MAGGIOR PARTE DEI DIVORZI AVVIENE QUANDO MARITO E MOGLIE HANNO TRA I 50 E I 60 ANNI - E GLI OVER 50 CHE SI RITROVANO SINGLE NON APPENDONO I BOLLORI AL CHIODO: DOPO LA SEPARAZIONE IN MOLTI SI RIFANNO UNA VITA CON UN'ALTRA PERSONA (GRAZIE, VIAGRA!) - A FAVORIRE I DIVORZI È ANCHE LA...
Estratto dell’articolo di Eugenia Nicolosi per www.alfemminile.com
Matrimoni, figli e perfino divorzi: in Italia tutta la vita emotiva e sentimentale si è spostata in avanti, insieme a quella lavorativa e sociale. Ci sposiamo più tardi, facciamo figli più tardi, conquistiamo più tardi un lavoro stabile e una casa che possiamo permetterci. Era inevitabile che, prima o poi, anche le crisi e le separazioni si spostassero in avanti.
Partiamo dai dati. In Italia l’età della vita adulta sembra slittata di almeno un decennio e oggi è proprio tra i 50 e i 60 anni che molti matrimoni arrivano al capolinea. Li chiamano divorzi grigi, dall’espressione inglese grey divorce, e comprendono le separazioni che avvengono dopo i 50 anni, spesso al termine di relazioni durate decenni.
Presentarli come un fenomeno isolato rischia di far perdere il punto centrale: le coppie hanno cominciato a lasciarsi più tardi perché l’intera sequenza della vita lo ha fatto. Nel 2024 gli uomini italiani si sono sposati per la prima volta in media a 34,8 anni e le donne a 32,8. L’età media al primo figlio per le madri ha sfiorato i 32 anni, la più alta nell’Unione europea, mentre il 63,3 per cento dei giovani fino a 34 anni viveva ancora nella famiglia di origine. [...]
La mezza età di oggi quindi somiglia sempre meno a quella di trent’anni fa e i dati Istat restituiscono con chiarezza questa trasformazione. Tra il 2000 e il 2022 l’età media al divorzio è aumentata di quasi otto anni, arrivando a 51,8 anni per gli uomini e a 48,6 per le donne. Al momento della separazione i mariti hanno in media 50,3 anni, le mogli 47.
È cambiata anche la composizione delle persone che divorziano, nel 2000 soltanto il 25 per cento degli uomini coinvolti aveva almeno 50 anni; nel 2022 la quota era salita al 59 per cento. Tra le donne si è passati dal 18 al 46 per cento.
Nello stesso periodo, i divorzi degli ultrasessantacinquenni sono cresciuti dal 3 all’11 per cento tra gli uomini e dal 2 al 6 per cento tra le donne. Nel complesso, separazioni e divorzi stanno diminuendo: nel 2024 sono state registrate 75.014 separazioni, il 9 per cento in meno rispetto al 2023, e 77.364 divorzi, in calo del 3,1 per cento.
[...] L’aumento dei divorzi grigi dipende anche dal modo in cui è cambiata la percezione della vecchia mezza età. A 50 o 60 anni si può avere davanti un orizzonte di vita ancora molto lungo, sufficiente per costruire nuovi legami, cambiare casa o scegliere finalmente una quotidianità diversa. Restare per inerzia in una relazione esaurita può sembrare allora più drammatico che affrontare la separazione.
L’uscita dei figli contribuisce anche a rendere visibili distanze rimaste nascoste per anni, quando la coppia ha organizzato il proprio tempo intorno alla scuola, alla cura e alle necessità dei figli. Ma quando quell’impegno finisce o quasi, i partner tornano a guardarsi senza il ruolo di genitori a riempire ogni spazio.
Alcuni si ritrovano; altri scoprono che, nel frattempo, il rapporto si è svuotato e non sono più felici. Anche il pensionamento può rompere un equilibrio costruito sulla separazione delle giornate.
Il tempo condiviso aumenta proprio mentre cambiano abitudini e rapporti, anche quelli di dipendenza economica. Una relazione che riusciva a funzionare grazie al lavoro e a una vita prevalentemente esterna può mostrare all’improvviso tutta la sua fragilità.
Dentro questa trasformazione c’è poi la storia delle donne che oggi hanno tra i 50 e i 60 anni. Rispetto alle loro madri hanno studiato e lavorato più a lungo, dispongono di un reddito proprio e sono cresciute mentre il divorzio diventava socialmente accettato, o almeno meno stigmatizzato.
In passato la durata di molti matrimoni poteva dipendere dall’impossibilità economica di andarsene, dalla pressione familiare o da una divisione dei ruoli che aveva reso le donne completamente dipendenti dal marito, anche socialmente.
L’autonomia chiaramente non elimina il costo della separazione, particolarmente alto per chi ha una pensione bassa o una carriera discontinua, ma rende almeno immaginabile una scelta diversa. Il fatto che più matrimoni finiscano dopo i 50 anni può allora essere letto anche come l’effetto ritardato di una libertà conquistata.
[...] Il divorzio grigio, bianco, blu o verde non è più visto come l’ultimo capitolo della vita sentimentale. Nel 2024 quasi un matrimonio su quattro era una seconda o successiva unione e tra gli sposi con almeno 50 anni, più della metà aveva già alle spalle un divorzio. Ci si lascia tardi, dunque, ma tardi ci si innamora e ci si sposa di nuovo. [...]






