IN UN MODO O NELL’ALTRO, GLI ITALIANI STRINGONO LA CINGHIA – L’AUMENTO DEI PREZZI DEI BENI ALIMENTARI STA CAMBIANDO LE NOSTRE ABITUDINI: SIAMO PIÙ ATTENTI AL PORTAFOGLI, MA ANCHE ALLA SALUTE – UN TEMPO I CIBI PREDILETTI DAGLI OSSESSIONATI DALL’”HEALTHY” ERANO MANGO, AVOCADO E CURCUMA, ADESSO VANNO DI MODA KEFIR, SEMI DI CHIA E DI GIRASOLE – LA BEVANDA ALLO YOGURT FERMENTATA È QUELLA CHE SPOPOLA DI PIÙ: NELL’ULTIMO ANNO LE VENDITE SONO AUMENTATE DI OLTRE IL 50% - PARADOSSALMENTE, CALANO I CIBI "SIMBOLO" DELLA CUCINA ITALIANA, COME PASTA, VINO E SUGHI DI POMODORO...
Estratto dell’articolo di Raffaele Ricciardi per “la Repubblica”
CARRELLO DELLA SPESA - AUMENTO PREZZI
Consumare meno, consumare meglio. In un «Paese in stallo» che fatica a crescere nonostante i miliardi del Pnrr, con retribuzioni al palo e bollette al galoppo, gli italiani ridefiniscono il carrello della spesa. Lo fanno con un occhio ai tagli degli sprechi, ma anche guardando ai nuovi mantra orientati al benessere.
Altolà a zuccheri, carboidrati e prodotti processati, entrano nuove «icone alimentari: ieri la curcuma e lo zenzero, poi mango e avocado, oggi kefir e semi di chia, girasole, zucca», dice il "Rapporto Coop 2026" presentato ieri dall'Ufficio studi.
È proprio la bevanda fermentata la superstar dell'ultimo anno, con vendite balzate di oltre il 50 per cento in una top ten che si popola di prodotti salutistici (tofu e seitan, semi, birre analcoliche) e qualche concessione (gelati e salmone), mentre volta le spalle a succhi, formaggi o carne in scatola.
[…] In difesa della categoria, il Rapporto rivendica il ruolo di ammortizzatore che la distribuzione ha giocato, evitando di rovesciare sui consumatori finali parte dei rincari subiti a monte: 6 miliardi "risparmiati" rispetto a quel che avremmo sofferto con inflazione pari al resto dell'area euro.
Una situazione che ora è arrivata al limite e infatti il chiaro messaggio dei vertici Coop è che non c'è più spazio nei bilanci della distribuzione per attutire una nuova ondata inflattiva: l'auspicio è che non arrivi, ma intanto si chiede al governo di allargare gli sgravi per le imprese energivore alla Gdo e di detassare i rinnovi contrattuali.
Nonostante lo scudo, la corsa dei prezzi alimentari dal 2019 è stata di quasi il 30 per cento. E la risposta delle famiglie è tagliare.
CARRELLO DELLA SPESA - AUMENTO PREZZI
Non è, a dire il vero, solo una questione di risparmi. Il «deconsumismo» conquista tutti, due su tre sono favorevoli a ridurre acquisti e sprechi. L'armamentario per tradurlo in pratica è vario: evitare shopping troppo dispendioso, riparare anziché sostituire, ridurre gli abbonamenti, fissare tetti di spesa, affidarsi all'Ia, scegliere prodotti usati. […]
Le vendite a volume dal 2019 aumentano del 5,6% (del 31,8% a valore) con le marche del distributore — quelle che portano il nome delle insegne dei supermercati — che ormai occupano un terzo del carrello: altro simbolo del difficile equilibrio tra prezzo e qualità. E cresceranno sempre più, assicurano gli addetti ai lavori.
Rispetto al pre-pandemia, la tavola si è fatta "ibrida": largo alle specialità etniche (boom del 189,5%), ai plant-based, a uova, frutta e vegetali freschi. Tra i prodotti che sempre meno si vedono nei carrelli tricolori ci sono invece alimenti che a lungo ci hanno contraddistinto, pure nell'immaginario globale: i derivati del pomodoro (-8,1%), il vino alle prese con le tendenze no-alcol (-9,7%), la pasta (-10,1%) fino ad arrivare a voci come i succhi (-23%). [Visto il trend demografico, non stupisce che cibi e prodotti per l'infanzia calino in doppia cifra, o che l'usa e getta perda il 18,4%: con buona pace di Trump, la sostenibilità pesa.

