grasso boldrini

L’IPOCRISIA DEI PALADINI DELLO “IUS SOLI”: CI HANNO MARTELLATO PER MESI PRIMA CHE FINISSE LA LEGISLATURA MA IN CAMPAGNA ELETTORALE IL TEMA E’ SPARITO DAI PROGRAMMI - ANCHE “LIBERI E UGUALI” DI GRASSO E BOLDRINI L'HA RIDOTTO A TRE RIGHE, SENZA UNA FORMULAZIONE COMPIUTA NE' UN CAPITOLO DEDICATO...

Giuseppe Marino per ‘il Giornale’

GRASSO BOLDRINI

 

«Un tradimento per non perdere voti, un' occasione persa per rendere più coesa la nostra società», tuonava Laura Boldrini all' indomani del flop dell' iter parlamentare dello ius soli. E mentre il Pd si schermiva, «non è colpa nostra, non avevamo i voti in Parlamento» e accusava i centristi e la destra, Nicola Fratoianni accorreva a puntare il dito contro «l'ipocrisia di un pezzo di classe politica di questo Paese».

 

MANIFESTANTE PRO IUS SOLI

Già l' ipocrisia. Ma è più ipocrita chi è contrario a una legge o chi si dice favorevole a chiacchiere solo quando serve a mietere consenso? La risposta è facile trovarla, basta scorrere il programma di Liberi e Uguali per scoprire che quella legge così fondamentale tre mesi fa, nel programma della costola scissionista della sinistra trova spazio in tutto per tre righe, senza una formulazione compiuta né un capitolo dedicato. Stesso trattamento in quello del Pd. E in realtà l' argomento sembra essere completamente sparito anche dal dibattito politico.

 

Un esempio per tutti: nel confronto diretto in tv tra Matteo Salvini e Laura Boldrini, l' unico a nominare lo ius soli è stato il leader della Lega. E basta una semplice ricerca su Google restituisce migliaia di interventi politici fino all' inizio di gennaio e il vuoto nei giorni successivi. Una volta esaurita la battaglia parlamentare, con la legge che estende il diritto di cittadinanza a chiunque sia nato in Italia o abbia studiato nel nostro Paese finita su un binario morto, evidentemente anche la polemica ha esaurito il suo scopo.

IUS SOLI

 

Che si trattasse di una battaglia di facciata del resto lo si era capito anche dalla scelta di Gentiloni di non apporre la fiducia per non mettere a rischio la legislatura e dall' accusa a Grasso di aver avallato la calendarizzazione della legge in zona Cesarini.

 

Eppure, per qualche mese lo ius soli aveva fatto comodo a chi combatteva una guerra per bande all' interno del centrosinistra. Chi non ricorda il duro sacrificio annunciato a titoli unificati dal ministro Graziano Delrio, pronto a un inedito sciopero della fame a turno, subito pizzicato dall' umorista collettivo della Rete: «Per lo Ius soli sciopero da dopo la colazione fino all' ora di pranzo, poi dal pomeriggio fino all' ora di cena, con una pausa per la merenda». Una battuta ma neanche tanto, visto che nel calendario con i turni di sciopero della fame di un giorno ciascuno, casualmente nessuno aderiva la domenica: va bene lo ius soli, ma la lasagna?

 

IUS SOLI

E pensare che, al culmine della polemica, i paladini di carta dell' immigrazione non si erano fatti alcun problema a usare come bandiere perfino i bambini. Come nell' odioso video di propaganda in cui si chiedevano a degli ignari scolari se sapevano di non essere italiani, affidando alla telecamera le comprensibili reazioni di sgomento di bambini messi di fronte a un quesito sulla cittadinanza in un' età in cui non può che apparire come un concetto astratto.

IUS SOLI

 

Anche i giornali e le tv amiche hanno seguito la tendenza. Tre mesi fa speciali su speciali, psicologi pronti a raccontare i presunti traumi causati alle seconde generazioni dal non avere il passaporto italiano, drammatici racconti di atleti in erba cui veniva negato il sogno delle Olimpiadi.

 

Tonnellate di faziosità costruite sulla pelle di ragazzini, proprio mentre dagli istituti di statistica continuavano ad arrivare i dati che incoronavano l' Italia come Paese che ha concesso il maggior numero di riconoscimenti di cittadinanza in tutta l' Unione europea. E ovviamente additando ogni dubbio di merito sulla legge come bieco razzismo.

MATTARELLA GRASSO BOLDRINI

Tutto evaporato in pochi mesi, probabilmente anche sulla scorta dei sondaggi. Tutto superato per fare spazio a nuovi temi di propaganda ritenuti più fruttuosi nelle urne. Vedi l' antifascismo, che il 5 marzo finirà proprio come lo ius soli: dimenticato.

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