tradwife traditional wife

LE TURBO FEMMINISTE SONO STALINIANE: SE LA PRENDONO CON LE DONNE CHE NON LA PENSANO COME LORO – L’ASCESA SUI SOCIAL DELLE “TRADWIFE”, GIOVANI DONNE CHE VOGLIONO FARE LE CASALINGHE E SFORNARE FIGLI, MANDA IN TILT LE FEMMINISTE: LE RAGAZZE CHE NON SI UNIFORMANO ALLE POSIZIONI RADICALI VENGONO BERSAGLIATE COME "VITTIME DEL PATRIARCATO" - SOLO CHE NELLA "GENERAZIONE Z" FA BRECCIA IL RITORNO A UN MODELLO DI DONNA "TRADIZIONALE"

Estratto dell’articolo di Nadia Ferrigo per “la Stampa”

 

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Chissà se la senatrice Lavinia Mennuni di Fratelli d'Italia, madrina dell'ultima esternazione trash dello scorso anno, quella sulla maternità che deve diventare cool, sa che oltreoceano esiste già una schiera di giovani influencer che si dedicano a raccontare quanto sia fantastica, emozionante e anche esteticamente gradevole la vita delle mamme. Sono le"stay at home mum", le mamme che stanno a casa, l'evoluzione delle "stay at home girlfriend", le fidanzate che stanno a casa. Trovarle è abbastanza semplice, basta seguire l'hashtag #tradwife, che sta per "traditional wife", la moglie tradizionale.

 

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Al primo sguardo sembrano una parodia. Non si tratta di una manciata di star del web da milioni di follower, ma di una moltitudine di account con un seguito da qualche decine di migliaia di persone. Sono invariabilmente giovani mamme, graziose, sempre con trucco e parrucco perfetto anche se dai colori neutri, in palette con l'estrattore verdino e le formine per i biscotti. Femminili ma non provocanti, direbbero le Sarah e le Rachel con capelli sempre lunghi e boccolosi, "supercute" anche quando impastano il pane per tutta la famiglia e danno consigli che paiono usciti da un altro secolo del tipo «sei trucchi per conquistare un uomo che si prenderà cura di te».

 

Raccomandano non solo di cucinare ogni giorno e con gioia per tutta la famiglia, ma pure di farlo vestite bene. […] Non è auto ironica parodia della casalinga americana degli anni '50, ma struggente malinconia per i cosiddetti «valori tradizionali» […]

 

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la casa, il marito e i figli con una spolverata di glamour che va dal grembiulino rosso con volant che piace al maschio di casa al pigiama di Natale a quadretti per tutta la famiglia.

Ma che cosa c'è dietro alla tendenza online conosciuta come "tradwifery"? «È un movimento che è in parte estetico e in parte ideologico, che incoraggia le donne ad abbracciare caratteristiche apparentemente femminili come la castità e la sottomissione e a barattare l'emancipazione femminista con una visione patriarcale delle norme di genere», spiegano i ricercatori del Political Research Associates, che al tema hanno dedicato un saggio.

 

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Spesso definirsi "tradwife" vuol dire identificarsi come cristiana fondamentalista e credere che le donne non dovrebbero né lavorare né avere il diritto di voto, ma sottomettersi al marito e vivere una felice vita da casalinga. Nato come movimento online intorno alle elezioni del 2016 e all'ascesa dell'Alt Right, la prima generazione di "tradwife" dominata da casalinghe e madri millennial ha un pubblico da centinaia di migliaia di follower su Instagram, YouTube e Tik Tok.

 

[…] Altra bandiera della "tradwife" è la cura dei figli, che si fa esclusiva. Padri non pervenuti, compaiono giusto nelle foto di famiglia. Avere una baby sitter è come dichiarare la resa e delegare il più emozionante lavoro del mondo a un'estranea male intenzionata. Da mattino a sera, estate e inverno questi figli tradizionale stanno a casa, con le madri tradizionali. Che poi è il posto dove stanno per la maggior parte del tempo pure i nostri, in cronica mancanza di alternative sociali al mai tramontato welfare familiare. Ma loro ti dicono, e allora? Quello è il posto migliore del mondo, casa non è solo dove devi stare, ma devi essere anche felice di stare. Perché è cool.

[…]

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Come può questo mappazzone di luoghi comuni e luce giusta fare presa sulla Gen Z, i nati dopo il 1996, statisticamente più progressisti e meno attenti a ruoli di genere fissi rispetto alla maggior parte delle generazioni che li hanno preceduti? […]

 

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«Non solo questa ideologia sta diventando sempre più diffusa tra il pubblico femminile più giovane e di destra, ma si sta anche integrando nella cultura Internet della generazione Z, assumendo tendenze culturali attuali, opinioni politiche e concetti di genere – spiegano i ricercatori del Political Research Associates -. La "tradwifery" è un movimento complicato, intrappolato in una storia difficile di religiosità patriarcale, razzismo e misoginia, ma le aspiranti "tradwife" lavorano per semplificarlo e far passare l'ideologia in divertenti video musicali, facilmente digeribili dai loro follower». […]

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