rouen

L’ASSALTO ALLA CHIESA DI ROUEN SCATENA FELTRI: “QUELLA DEI TERRORISTI È UNA GUERRA DI RELIGIONE. PERCHÉ LA COMUNITÀ DEI COSIDDETTI ISLAMICI MODERATI NON HA FIATATO, NON HA MOSSO UN DITO, NEPPURE UNA PAROLA DI BIASIMO VERSO I BASTARDI CONFRATELLI CRIMINALI. SE I MODERATI MAOMETTANI NON APRONO BOCCA DOPO GLI ATTENTATI COMMESSI DAI FIGLI DI PUTTANA, FORSE HANNO LA STESSA MAMMA”

1 - E I MODERATI DELL’ISLAM? SONO SCOMPARSI

Vittorio Feltri per “Libero Quotidiano”

 

JACQUES HAMEL IL PARROCO SGOZZATO A ROUENJACQUES HAMEL IL PARROCO SGOZZATO A ROUEN

Non ci scoraggiamo. Siamo sempre in attesa di un segnale che però tarda venire. Non demordiamo. Negli ultimi giorni i terroristi ci hanno tenuti svegli ammazzando qua e là. Nizza ha registrato un numero di morti abbastanza elevato. A Monaco di Baviera l' iraniano solitario si è dato da fare e ne ha stecchiti una cifra. Ieri abbiamo appreso che in Normandia due esaltatati armati di coltello hanno aggredito in una chiesa il prete e un fedele, sgozzandoli entrambi con abilità da macellai professionisti.

 

Insomma non passa giorno senza che qualcuno uccida qualcun altro con la stessa disinvoltura con cui una persona calpesta, magari involontariamente, una formica. L' indomani i giornali pubblicano la notizia, le televisioni mandano in onda accurati servizi; poi i fatti tragici vengono dimenticati - anzi archiviati - e le emozioni si spengono rapidamente. Ci si abitua a tutto, anche ai crimini più efferati. Tra poco tempo un attentato terroristico, a prescindere dal numero dei cadaveri, non desterà più scalpore e sarà commentato con lo stesso tono distaccato con cui si racconta un tamponamento sull' autostrada. Di questo non abbiamo dubbi.

ADEL KERMICHEADEL KERMICHE

 

Negli anni Settanta, i sequestri di persona erano all' ordine del giorno. I primi casi del genere occuparono pagine e pagine di giornale e furono seguiti nei dettagli fino alla conclusione, sia che l' ostaggio venisse liberato sia che fosse eliminato dai rapitori. Mesi dopo, dato il ripetersi pressochè quotidiano di simili odiosi reati, le cronache che li narravano furono ridotte ad alcune colonne interne e comunque liquidate in un mucchietto di righe sbrigative. Ecco.

 

Temiamo che le imprese sempre più frequenti compiute dagli assassini islamisti facciano la stessa fine: trattate quali normali fatti di nera, per usare il gergo dei redattori. Così fosse sarebbe un guaio. Significherebbe che l' opinione pubblica, avendo fatto indigestione di sangue, non reagisce più ed ha imparato a digerire qualsiasi nefandezza.

 

LA DINAMICA DELL ATTACCO ALLA CHIESA DI ROUENLA DINAMICA DELL ATTACCO ALLA CHIESA DI ROUEN

Il prete sgozzato in Normandia è un' indicazione importante: quella dei terroristi evidentemente è guerra di religione, se non di civiltà, altrimenti essi non si sarebbero azzardati ad agire con armi da taglio addirittura in parrocchia, oltretutto nella chiesa di Giovanna d' Arco, un simbolo non secondario della cristianità. Due morti sgozzati sotto l' altare non possono essere inseriti nell' elenco delle vittime di incidenti ordinari. Immagino che anche a un laico non sfugga il senso emblematico di un delitto del genere. Ciò detto rimane da fare una considerazione fondamentale.

 

ROUEN 2ROUEN 2

Di fronte all'ecatombe provocata dai farabutti in questione, ci si domanda perché la comunità dei cosiddetti islamici moderati - che sarebbero la maggioranza secondo i saggi intellettuali che predicano convintamente l' esigenza di accogliere i musulmani e di integrarli - non abbia organizzato neanche lo straccio di una manifestazione ostile alla violenza dell' Isis e affini. Essa non ha fiatato, non ha mosso un dito, non ha marciato né deplorato, è stata zitta, neppure una parola di biasimo verso i bastardi confratelli criminali.

 

Come mai i figli di Allah non condannano i correligionari che massacrano coloro che li ospitano e li nutrono? È noto che chi tace acconsente. Se i moderati maomettani non aprono bocca dopo gli attentati commessi dai figli di puttana, forse hanno la stessa mamma. Forse. Diversamente ce lo facciano sapere, dimostrino di essere perbene, possibilmente in fretta. Alzino la voce, se ne hanno una con cui esprimersi in modo chiaro e netto.

 

ROUEN 1ROUEN 1

2 - DUE “SOLDATI DELL’IS” SGOZZANO UN PRETE IL SERMONE IN ARABO FILMATO SULL’ALTARE

Anais Ginori per “la Repubblica”

 

Padre Jacques stava dicendo messa. Alle nove di mattina, la chiesa era quasi vuota, con lui solo tre suore e una coppia venuta a festeggiare l’anniversario di matrimonio. Il prete ottantaseienne, in piedi sotto all’agonia di Gesù in croce, era già in pensione ma in assenza del parrocco era venuto per officiare il rito che scandisce la vita della comunità cattolica. Dopo oltre cinquant’anni di sacerdozio, tra battesimi e funerali, Jacques Hamel conosceva bene quest’angolo della Normandia.

 

ROUEN ARRESTOROUEN ARRESTO

Forse in passato aveva anche incrociato i due terroristi. Allah Akbar, Dio è grande, sono state le loro ultime parole pronunciate sul sagrato, prima di essere uccisi dalle forze speciali. Padre Jacques era già stato sgozzato, costretto a inginocchiarsi davanti all’altare. «Hanno pronunciato una sorta di sermone in arabo», racconta suor Danielle, riuscita a salvarsi. La monaca è corsa in strada e ha fermato un automobilista per dare l’allarme. I terroristi, uno indossava un tradizionale copricapo islamico, si sono barricati nella chiesa con gli ostaggi, uno dei quali è stato ferito con un coltello. Hanno tentato di filmare il massacro in un video, fino a quando si sono lanciati all’esterno, impugnando una finta pistola.

 

I poliziotti non hanno dovuto aspettare molto per capire che uno dei due assalitori era Adel Kermiche, 19 anni. Lo hanno riconosciuto quando era ormai morto, a terra, con addosso una finta cintura esplosiva e quel braccialetto elettronico simbolo dell’impotenza dello Stato francese nella nuova «guerra», secondo la definizione del presidente François Hollande, anche lui normanno.

 

ROUENROUEN

Adel era un sorvegliato speciale nel sobborgo un tempo operaio, qualche chilometro da Rouen, la “città dei cento campanili”, uno dei cuori della Francia cattolica, dove ieri il sindaco comunista, Hubert Wulfranc, ha reso un commosso omaggio al nuovo «martire». «Piangiamo insieme e restiamo uniti davanti alla barbarie», ha detto il primo cittadino del comune di trentamila abitanti, trattenendo a stento le lacrime. L’arcivescovo di Rouen, monsignor Lebrun, tornato precipitosamente da Cracovia, dove partecipava alla Giornata mondiale della Gioventù, ha citato le parole di Gesù: «Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno».

 

ROUENROUEN

È un paesaggio tipico francese quello di Saint-Etienne- du-Rouvray. Il municipio comunista è a pochi passi dalla piccola chiesa gotica, sembra la scenografia delle dispute di una volta tra l’onorevole Peppone e don Camillo. Nel sede del comune gli abitanti sotto choc vengono a firmare un libro delle condoglianze, alcuni chiedono di parlare con gli psicologi mobilitati dall’amministrazione.

 

Adel è nato e cresciuto a poche centinaia di metri. Era un ragazzo come tanti fino alla primavera 2015 quando, dopo l’attentato a Charlie Hebdo, decide improvvisamente di partire per la Siria. Il primo tentativo va a vuoto, viene fermato in Germania e rispedito in Normandia. È ancora minorenne, non va in prigione. Qualche settimane dopo, compiuti 18 anni, ci riprova passando dalla Svizzera. È estradato un’altra volta dalle autorità turche, e incarcerato.

 

CHIESA VICINO ROUEN 2CHIESA VICINO ROUEN 2

Davanti alla casa dei genitori sono arrivate ieri le teste di cuoio del Raid alla ricerca di indizi che confermino l’affiliazione all’Is, che ha rivendicato l’attacco in Normandia, citando l’azione di «soldati» del Califfato. Un altro ragazzo del comune, H.B, 16 anni, nato in Algeria, è stato fermato ieri. Adesso restano le tante domande, e le polemiche, in un République sotto attacco dove l’unità nazionale è ormai andata in frantumi, dodici giorni dopo l’attentato di Nizza.

 

CHIESA VICINO ROUENCHIESA VICINO ROUEN

Da oltre un anno le autorità hanno rafforzato i presidi sui luoghi cattolici, oltre 1.200 sotto protezione (su un totale di 46mila potenziali obiettivi)), rispetto a un migliaio musulmani e settecento ebrei. «Ma non è possibile avere un soldato per ogni chiesa», dice a Repubblica il deputato socialista Sébastien Pietrasanta, relatore della commissione d’inchiesta sugli attentati del 13 novembre che ha raccolto alcune proposte per vincere la lotta al terrore. «Una prima lezione — osserva — è che gli individui radicalizzati non devono uscire di prigione».

 

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Se il killer con il tir bianco sulla Promenade des Anglais di Nizza non era noto all’antiterrorismo, Adel era una vecchia conoscenza. Era schedato con una “fiche S”, che serve a catalogare gli individui potenzialmente pericolosi. La procura antiterrorismo aveva fatto invano appello contro la decisione della magistratura di autorizzare la libertà vigilata per il ragazzo, nel marzo scorso. Adel non era più in carcere, portava il braccialetto elettronico e poteva uscire di casa tra le 8.30 e le 12.30, abbastanza per commettere il suo massacro.

Adel KermicheAdel Kermiche

 

La Normandia dei grandi romanzieri e dei pittori impressionisti è da tempo vivaio di jihadisti. Il nome più noto è quello di Maxime Hauchard, 22 anni, originario di un altro villaggio della regione. Partito nell’estate 2013, è riconosciuto in un video come uno dei macellai dell’Is che sgozzarono 18 ostaggi siriani. Nell’autunno 2014, la procura di Rouen aveva fermato altri quattro francesi convertiti, aspiranti jihadisti. Alcuni di loro avevano frequentato la moschea di Saint-Etienne-du-Rouvray, vicina all’altra chiesa del paese. La moschea è stata costruita all’inizio degli anni Duemila grazie alla donazione di terreni da parte della parrocchia, che aveva fatto allora un gesto ecumenico.

 

Adel Kermiche  Adel Kermiche Adel Kermiche Adel Kermiche Maxime Hauchard Maxime Hauchard JACQUES HAMEL IL PARROCO SGOZZATO A ROUENJACQUES HAMEL IL PARROCO SGOZZATO A ROUENJACQUES HAMEL IL PARROCO SGOZZATO A ROUENJACQUES HAMEL IL PARROCO SGOZZATO A ROUEN

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