VALTERINO A NUDO - NATALIA POTENZA, EX COMPAGNA DI LAVITOLA, MINACCIA DI RIVELARE I RAPPORTI, GLI AFFARI, LE FREQUENTAZIONI E LE CONFIDENZE CHE NEGLI ANNI LE HA FATTO VALTER. LA DONNA, MADRE DEI DUE FIGLI DEL FACCENDIERE, CONOSCE I SEGRETI DELL'AMICO "FRATERNO" DI RANUCCI ED È INCAZZATISSIMA DOPO AVER SCOPERTO LE SCAPPATELLE DEL SUO EX - A MANDARLA FUORI GIRI E' STATA L'INTERVISTA ALL’ESTETISTA BRASILIANA ADRIANA LINHARES, CHE SI DICHIARÒ "LA VERA COMPAGNA" DI VALTER - AL TELEFONO CON FULVIO ABBATE, NATALIA POTENZA SI SFOGA: "A LUI PIACE SEDURRE, LO SO, MA IO NON L’HO MAI CONTROLLATO, PERCHÉ AVEVO FIDUCIA. È COME SE AVESSI AVUTO ACCANTO PER QUASI DIECI ANNI UNO SCONOSCIUTO. NON VOGLIO PIÙ SAPERNE DI LUI, ANCHE SE GLI DANNO I DOMICILIARI. NON VOGLIO VEDERLO NEPPURE PIÙ AL BISTROT, ANZI QUASI QUASI GLI CAMBIO NOME..."
Estratto dell’articolo di Fabrizio Caccia per “il Corriere della Sera”
Natalia Potenza VALTER LAVITOLA
Inutile cercarla al Cefalù Bistrot. Natàlia Potenza, 40 anni, italo-argentina, questa domenica non è venuta a lavorare, è rimasta a casa con i due figli piccoli che le ha dato Valter Lavitola e adesso parla al telefono col suo amico Fulvio Abbate, lo scrittore, affacciata sul balcone che guarda Trastevere da Monteverde vecchio: «Ma ti rendi conto, Fulvio? È come se avessi avuto accanto per quasi dieci anni uno sconosciuto».
Si sfoga Natàlia, alta, bionda, longilinea. E soprattutto sgomenta: «Mi sento molto ferita, per questo ho detto che non voglio che Valter entri più in questa casa, non voglio più saperne di lui, anche se gli danno i domiciliari. Non voglio vederlo neppure più al bistrot, anzi quasi quasi gli cambio nome. Il nostro rapporto è chiuso, troppo grande è la delusione».
Fulvio Abbate, al telefono, prova sommessamente a dissuaderla dal cambio del nome alla pescheria: «Ormai Cefalù è diventato un brand, pensaci bene Natàlia», le dice provando a farla ridere. Ma invano.
Natàlia Potenza oggi si è trasformata in «madre coraggio», così la definisce lo scrittore. Una donna che deve proteggere prima di tutto se stessa e i due figli piccoli avuti con l’uomo che l’ha spiazzata («Il mio futuro adesso non so neanche provare a immaginarlo», confessa la donna).
Quando poi, a fine agosto, uscì l’intervista-scoop di Giacomo Amadori su Libero all’estetista brasiliana Adriana Linhares, che si dichiarò «la vera compagna» e la «fidanzata ufficiale» del faccendiere, lei non ci ha visto più: «È stato come essere colpita due volte da un meteorite — ruggisce Natàlia —.
La prima volta quando ho scoperto che lui era stato il mandante della bomba a Ranucci. E la seconda quando ho letto le parole di questa signora, questa testa di legno, che ha raccontato solo menzogne secondo me, tanto che ora mi chiedo: chi la manda, chi l’ha mandata?».
In effetti, questa è una storia ingarbugliata dall’inizio, Abbate l’ha ribattezzata non a caso «quer pasticciaccio brutto di via de’ Quattro Venti» rifacendo il verso a Gadda. «Ma io non sapevo nulla della bomba a Ranucci — continua Natàlia il suo sfogo —.
Il giornalista veniva a cena spesso da noi al bistrot, con Valter aveva un rapporto costante, io però con loro mi annoiavo, parlavano sempre, senza coinvolgermi, così a un certo punto ho smesso di sedermi al loro tavolo».
Natàlia ieri ha sottolineato alcune frasi di Adriana Linhares e le ha inviate al suo amico scrittore via WhatsApp: «Valter viveva con la madre dei suoi figli, ma erano separati in casa — ha detto a Libero l’estetista di Prati —. Lui ha avuto due ragazzi con questa donna e basta. Ma lei non è sua moglie. Non sono sposati». Così l’orgoglio e la rabbia ora le salgono in corpo:
LA DOLCE VITOLA - MEME BY EMILIANO CARLI
«Io ho conosciuto Valter quando lui era latitante a Buenos Aires e mi sono innamorata subito di lui, ho pure venduto due case laggiù per aiutarlo.
A lui piace sedurre, lo so, ma io non l’ho mai controllato, perché avevo fiducia. E l’ho accudito come fosse un figlio, il mio terzo bambino, con tutti i suoi capricci, come la cuccia che ha voluto mettere per forza sul balcone perché lui ama la caccia, i safari. Anche se il cane non è mai arrivato».
[...] Secondo Abbate («Ma non ne sono certissimo», frena) in gioventù lei lavorava a Buenos Aires in un ufficio del pluri-indagato ex senatore Sergio De Gregorio, compagno di disavventure giudiziarie di Lavitola.
[...] «Ma no, Fulvio si confonde - corregge lei - in realtà lavoravo nell'ufficio dell'ex ambasciatore argentino in Vaticano ed ex senatore PdL eletto all'estero, Esteban Juan Caselli». E Natàlia adesso è pronta a mandare avanti il locale anche da sola, del resto il quartiere è con lei, in questi giorni non ha fatto altro che ricevere solidarietà e i tavoli della pescheria sono sempre pieni. [...]
sigfrido ranucci e valter lavitola
Ma c’è una novità: la donna ora vuole parlare anche con i magistrati romani che seguono l’inchiesta sull’attentato a Sigfrido Ranucci e starebbe preparando addirittura un memoriale. «Io non l’ho visto», chiosa lo scrittore di Teledurruti, che però avendo passato molto tempo con lei in questi mesi, al ristorante come al telefono, crede di conoscerne il contenuto.
«Io non so nulla della bomba — gli ha ripetuto tante volte Natàlia — voglio solo difendere la mia rispettabilità e dimostrare ai pm la mia estraneità a tutti gli impicci di Valter».
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