donald trump

L’IRAN VUOLE INGOLFARE IL MONDO (MA RISCHIA L’EFFETTO BOOMERANG) – L’ORDINE AGLI HOUTHI DI TENERSI PRONTI A BLOCCARE IL MAR ROSSO È L’ARMA DA FINE DEL MONDO IN MANO AGLI AYATOLLAH: SE VENISSE IMPEDITO IL PASSAGGIO NAVALE DA BAB EL-MANDEB SAREBBERO INTERROTTE CONTEPORANEAMENTE LE DUE PRINCIPALI ROTTE DEL PETROLIO MONDIALE, CON CONSEGUENZE CATASTROFICHE. ANCHE PER LA CINA, PRINCIPALE CLIENTE DEL PETROLIO MONDIALE E VERA BURATTINAIA DEL REGIME DI TEHERAN, A CUI FORNISCE COMPONENTI PER ARMI E MOLTI SOLDI – L’EQUILIBRISMO DELLA GIORDANIA E L’ACCUSA NON CONFERMATA DI UN ATTACCO AMERICANO A UN OSPEDALE …

1 - TEHERAN CHIEDE AIUTO AGLI HOUTHI: «PREPARATEVI A BLOCCARE IL MAR ROSSO»

Estratto dell’articolo di Giusi Fasano per il “Corriere della Sera”

 

I CHOKEPOINT PETROLIFERI

[…]  Tanto per capirci: con Hormuz già chiuso, impedire anche il passaggio navale da Bab el-Mandeb vorrebbe dire interrompere contemporaneamente le due principali rotte del petrolio e, più in generale, del commercio mondiale di componenti industriali e prodotti finiti.

 

E il fatto preoccupante è che proprio gli Houthi hanno già dimostrato di poterlo fare.

Lo fecero nel 2023, causando una crisi gravissima, quando in risposta agli attacchi contro Gaza resero impossibili i transiti lungo quella rotta inducendo compagnie e assicuratori a sospenderli.

 

TRUMP E LO STRETTO DI HORMUZ - VIGNETTA BY NATANGELO

Difficile che la promessa di oggi sia un bluff, quindi il prossimo passo per definire che cosa accadrà allo Stretto sul Mar Rosso è nelle mani del presidente Usa. Attaccherà davvero le infrastrutture energetiche iraniane?

 

Fino a ieri mattina il Comando generale ha comunicato di aver attaccato obiettivi militari: centri di comando, sistemi di difesa aerea, postazioni missilistiche... Ma nella notte c’è stata una nuova ondata di attacchi e sapremo in mattinata quali obiettivi sono stati colpiti.

 

I vertici militari di Washington hanno fatto sapere ieri di aver «disabilitato», una petroliera commerciale che secondo Washington stava provando a forzare il blocco navale imposto ai porti iraniani.

 

AREA MINATA - STRETTO DI HORMUZ

Non c’è traccia, nei comunicati, di un attacco vicino a un ospedale pediatrico oncologico ad Ahvaz, nell’Iran sud-occidentale.

 

Secondo il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, i missili Usa hanno «costretto all’evacuazione di emergenza 211 bambini in cura chemioterapica». Baghaei definisce tutto questo «un vile crimine di guerra contro bambini innocenti che lottano coraggiosamente per la propria vita».

 

 

2- L'IRAN METTE IN CAMPO GLI HOUTHI "CHIUDIAMO ANCHE IL MAR ROSSO"

Estratto dell’articolo di Fabiana Magrì per "la Stampa"

 

STRETTO DI HORMUZ - INGORGO DI IMBARCAZIONI - 23 GIUGNO 2026

Scalpitano, gli Houthi, per scendere in campo al fianco di Teheran. Il messaggio di tenersi pronti è stato formalizzato dalla leadership della Repubblica Islamica agli alleati in Yemen.

 

Che, diligentemente, hanno completato i preparativi: missili e droni sono schierati sugli altipiani yemeniti che sovrastano Hodeida e il Golfo di Aden. Le navi mercantili in transito attraverso Bab el-Mandeb, la porta d'accesso al Mar Rosso, e sulla rotta verso il Canale di Suez sono sotto tiro. L'ultima parola, l'ordine esecutivo di "chiudere" lo stretto, spetta ai rappresentanti dei Pasdaran già in Yemen.

 

È la nuova minaccia dell'Iran agli Stati Uniti e alla principale rotta marittima alternativa per le esportazioni di petrolio dalla regione, dopo Hormuz.

 

GOLFO DI ADEN E STRETTO DI BAB EL MANDEB

Con la spada di Damocle incombente sul Mar Rosso, gli Stati Uniti intensificano gli attacchi contro l'Iran, ampliano il raggio degli obiettivi, mirando più a nord e nella provincia di Teheran.

 

I bombardamenti Usa «con munizioni di precisione» su Bandar Abbas, il principale porto iraniano e centro nevralgico della Marina e dei Pasdaran, sono quotidiani.

 

Un aereo statunitense spara un missile contro il fumaiolo della petroliera Belma, battente bandiera di Curaçao, diretta verso l'isola di Kharg, terminale iraniano per l'esportazione di petrolio. Ha ignorato il blocco navale ripristinato da Donald Trump e «molteplici avvertimenti», spiega il Comando centrale Usa (Centcom).

 

re abdullah di giordania e donald trump allo studio ovale

Anche la Repubblica islamica estende i suoi raid contro gli alleati Usa nella regione: Bahrein, Giordania e Kuwait.

 

«La linea rossa invalicabile – spiega il regime di Teheran – è lo Stretto di Hormuz. In nessuna circostanza e in nessun modo permetteremo all'America di interferirvi».

[…]

 

3 - COLPIRE AMMAN (UNA POLVERIERA) PER SPEZZARE L’ASSE CON WASHINGTON

Estratto dell’articolo di G.O. per il “Corriere della Sera”

 

base americana in bahrein

Dinamiche mediorientali. L’Iran ha preso di mira, da giorni, target americani in Giordania ma, allo stesso tempo, hanno precisato che il popolo giordano non è un nemico e lo ha esortato a pretendere la chiusura delle installazioni Usa.

 

Il ciclo attacchi-rappresaglie ha coinvolto ripetutamente il regno hashemita con i lanci di missili terra-terra da parte dei pasdaran.

 

Obiettivo la base aerea di Muwaffaq Salti e i depositi di Azraq, parte del dispositivo a disposizione del Pentagono.

 

CARTELLONE SULLA CHIUSURA DELLO STRETTO DI HORMUZ A TEHERAN

Dall’inizio della guerra gli Stati Uniti hanno schierato qui dozzine di caccia, rifornitori, ricognitori e preziose batterie antimissile.

 

I giordani hanno intercettato numerosi vettori con i loro apparati svolgendo un ruolo di scudo per il proprio territorio e, in passato, sono diventati una sorta di cuscinetto a favore di Israele nonostante le relazioni siano ai minimi per l’assedio dell’Idf a Gaza.

 

[…]  La Giordania è da sempre uno dei migliori partner di Washington e per questo riceve aiuti consistenti. Una linea dalla quale si è allontanata solo quando l’allora re Hussein si schierò al fianco di Saddam dopo l’invasione del Kuwait. Errore catastrofico. […]

 

DONALD TRUMP RE ABDULLAH DI GIORDANIA

Il re Abdallah deve mantenere solidi i legami con l’Occidente ma anche pensare a una situazione sociale molto difficile.

 

E la guerra non aiuta. Inoltre, la disperazione di Gaza è una questione molto sentita dalla popolazione (d’origine palestinese e non solo) per ragioni politiche.

 

Questo costringe il sovrano a giochi di equilibrio: da un lato ha espresso condanna nei confronti di Israele per le migliaia di vittime, dall’altro ha intensificato i controlli per contrastare i traffici di armi verso lo Stato ebraico. E lo ha fatto perché teme una collaborazione tra estremisti.

 

MEME SULLO STRETTO DI HORMUZ

[…] L’altro equilibrismo riguarda Teheran.

 

Amman ha elencato i successi del suo scudo nei confronti della falange di missili-droni iraniani, ha condannato la violazione del proprio spazio nazionale, però ha evitato fino a oggi di alzare i toni nei confronti della Repubblica islamica. Cautela rilevante se si tiene conto della cadenza dei tiri da parte dei pasdaran. Ma come altri leader della regione, il re auspica la soluzione diplomatica perché è consapevole che hanno tutti da perdere .

re abdullah di giordania e donald trump allo studio ovale

 

STRETTO DI HORMUZ - PETROLIEREPASSAGGIO DI NAVI PER LO STRETTO DI HORMUZattacco in bahrein. 3stretto di hormuz - petrolio e gasattacco in bahrein. 2stretto di hormuz

Ultimi Dagoreport

giuseppe conte elly schlein franceschini bonaccini nardella

DAGOREPORT - ELLY, ASCOLTA GLI AMICI! I CAPOCCIONI E LE MEZZECALZE DEL PD, CHE SONO SCESI COSÌ PESANTEMENTE IN CAMPO PER SCONGIURARE LA JATTURA DELLE PRIMARIE, NON CE L'HANNO CON TE, LO FANNO PER SOLO PER IL TUO BENE - CERTO, TEMONO (A RAGIONE) ANCHE PER LA LORO SOPRAVVIVENZA PARLAMENTARE: SE ELLY, COME PROBABILE, PERDESSE AI GAZEBO IL DUELLO CON CONTE, TRASCINEREBBE IL PARTITO NEL BARATRO - È PER QUESTO CHE DA QUALCHE SETTIMANA SONO PARTITI GLI AVVERTIMENTI VIA STAMPA, ANCHE DI ESPONENTI PD NON OSTILI ALLA SCHLEIN COME DARIO NARDELLA, DI FARE UN PASSO INDIETRO – LA TRAGEDIA È CHE L’AMBIZIOSA DUCETTA DEL NAZARENO, NONOSTANTE I SONDAGGI HORROR, SI VEDE GIÀ A PALAZZO CHIGI, VALUTANDOLI COME ATTACCHI ALLA SUA LEADERSHIP: “LE INTERVISTE SULLE PRIMARIE? SONO SOLO ESERCIZI INTELLETTUALI, ALLA FESTA DELL’UNITA’ PARLO IO” - SE ELLY CONTINUA COSÌ, RISCHIA CHE LA SUA PROSSIMA OCCUPAZIONE SARA' DI BALLARE SUI CARRI DEL GAY PRIDE...

fedorov musk thiel zelensky crosetto

DAGOREPORT - A QUALCUNO NON PIACE 'STO FEDOROV - PIU' CHE A INDIGNARE I NEURONI ALLA VODKA DI VANNACCI E DI TRAVAGLIO, L’INGAGGIO DEL GOVERNO ITALIANO DELL'EX MINISTRO DELLA DIFESA UCRAINO FA INCAZZARE ZELENSKY E METTE IN ALLARME LE AGENZIE DI INTELLIGENCE EUROPEE - IL DINAMISMO DEL NOVELLO CONSULENTE DEL MINISTRO CROSETTO NON POTEVA NON FINIRE "ATTENZIONATO", VISTO E CONFERMATO IL RAPPORTO STRETTISSIMO CON L'EMINENZA GRIGIA DELLA TECNO-DESTRA PETER THIEL E CON IL CAVALIERE NERO DELLA GALASSIA MAGA, ELON MUSK - È STATO FEDOROV A OTTENERE LO SBLOCCO DEL SISTEMA STARLINK E A COLTIVARE RAPPORTI CON PALANTIR, CHE FORNISCE A KIEV I SOFTWARE PER LA DIFESA - CHE STA COMBINANDO IN QUESTI GIORNI FEDOROV NEGLI STATI UNITI? COSA VOGLIONO MUSK E THIEL DA LUI? LE ELEZIONI A KIEV, MAGARI PER SOSTITUIRE ZELENSKY E ARRIVARE A QUALUNQUE ‘PACE’”?

ranucci presutti cianfoni floridia

DAGOREPORT - MA QUALE "EPISODIO"! GIULIA PRESUTTI ERA UN HABITUÈ DEL “CEFALÙ BISTRÒ” DOVE PIÙ VOLTE È STATA VISTA INSIEME ALL’AMICA LAURA CIANFONI, CHE A SUA VOLTA È LEGATISSIMA A RANUCCI E CARISSIMA A LAVITOLA (COME È TESTIMONIATO DALLE FOTO DI DAGOSPIA IN OCCASIONE DEL PREMIO COLALUCCI, SETTEMBRE 2020) - NELLA DECISIONE DI SCEGLIERE GIULIA PRESUTTI, ACCREDITATA COME ESPRESSIONE DI M5S E AVS, PER DARE UN CONTENTINO ALL’OPPOSIZIONE, SAREBBE AVVENUTA UNA INTERLOCUZIONE TRA L’AD RAI, GIAMPAOLO ROSSI, E L’EX PRESIDENTE DELLA VIGILANZA RAI, LA GRILLINA BARBARA FLORIDIA, CHE AVREBBE DATO IL SUO PLACET - ANCHE SULLA SCELTA DI PIERVINCENZI ALLA CONDUZIONE DI "REPORT", CHE VA A BILANCIARE LA PRESUTTI DI SINISTRA, SI ADDENSANO ALCUNE DOMANDINE: A PARTIRE DALLA PASSIONE PER IL RUGBY…

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - IL RISIKO S'INGROSSA! L’APERTURA DI ASSICURAZIONI GENERALI A VALUTARE L'OFFERTA” DI MPS PER L’ACQUISIZIONE DI BANCA GENERALI, È UN GRAN PASSO AVANTI PER IL PIANO DI LOVAGLIO PER DISINNESCARE L’OPAS SUL “MONTE” DI BANCA INTESA - SECONDO PIAZZA AFFARI, L’OPERAZIONE TRIESTE-SIENA POTREBBE AVERE DALLA SUA L’APPOGGIO DEI POTENTISSIMI FONDI DI INVESTIMENTO INTERNAZIONALI, TRA CUI BLACKROCK, CHE HA PERALTRO IMPORTANTI INTERESSI NELLE BANCHE ITALIANE, TRA CUI INTESA - ORA INIZIA UNA PARTITA APERTISSIMA DAL PUNTO DI VISTA FINANZIARIO, MA ANCHE DA QUELLO POLITICO: IL 26 OTTOBRE  L’ASSEMBLEA STRAORDINARIA DI MPS SARA' CHIAMATA AD APPROVARE L'ACQUISIZIONE E TUTTO PUO' SUCCEDERE...

mark zuckerberg proteste

HAI VOLUTO TRUMP? E ORA T’ATTACCHI ALLA SCORTA! – I LEADER DELLA SILICON VALLEY SONO OSSESSIONATI DALLA LORO SICUREZZA, E SPENDONO VAGONATE DI DOLLARI IN PROTEZIONE, GUARDIE DEL CORPO, BUNKER. COLPA DELLA SVOLTA TRUMPIANA E DELLA RIVOLUZIONE DELL’ACCELERAZIONE INCONTROLLABILE DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, CHE RISCHIA DI PRODURRE FOLLE DI DISOCCUPATI INCAZZATI PRONTI AD ASSALTARE, OLTRE AI DATA CENTER, I VILLONI DEI PAPERONI – IL PIÙ PARANOICO DI TUTTI? MARK ZUCKERBERG! META SPENDE OLTRE 25 MILIONI DI DOLLARI ALL’ANNO ESCLUSIVAMENTE PER LA PROTEZIONE DEL SUO FONDATORE – L’OSSESSIONE DEI MILIARDARI PER BUNKER DI LUSSO, FORTEZZE SOTTERRANEE, RIFUGI IN NUOVA ZELANDA E HAWAII, CON INVESTIMENTI CHE OSCILLAVANO TRA I DIECI E I CINQUANTA MILIONI DI DOLLARI CIASCUNO...