khalifa haftar

NEL FRATTEMPO HAFTAR HA FATTO IL COLPO DI STATO? – IL “BAFFO FORTE DELLA CIRENAICA” FA ALL-IN E SI AUTOPROCLAMA LEADER DELLA LIBIA, AFFERMANDO DI AVER RICEVUTO UN “MANDATO POPOLARE” PER GOVERNARE IL PAESE – IN REALTÀ È UNA MOSSA DISPERATA: LE SUE TRUPPE VENGONO DA SETTIMANE DI SCONFITTE E LUI FINGE DI ESSERE FORTE PER PRESSARE I SUOI SPONSOR ESTERNI (EGITTO, EMIRATI, RUSSIA E FRANCIA)

 

1 – LIBIA, HAFTAR ANNUNCIA LA PRESA DEL POTERE: "SONO ALLA GUIDA DEL PAESE"

Da www.tgcom24.mediaset.it

 

KHALIFA HAFTAR SI AUTOPROCLAMA LEADER DELLA LIBIA 1

Il generale Khalifa Haftar si è autoproclamato leader della Libia, affermando di aver ricevuto un "mandato popolare" per governare il Paese, dichiarando morto e sepolto l'accordo di Skhirat del 2015, che creava il governo di accordo nazionale, e promettendo di continuare a combattere per ottenere il controllo di Tripoli. Il drammatico annuncio è stato fatto sulla "sua" tv al-Hadath.

 

UN MILIZIANO DELLE TRUPPE DI HAFTAR IN LIBIA

"Il mio esercito nazionale libico (Lna) - ha affermato - è orgoglioso di ricevere questo mandato a svolgere un compito storico", governare la Libia. "Noi accettiamo il mandato della volontà popolare e la fine dell'accordo di Skhirat", firmato in Marocco sotto l'egida dell'Onu, che avrebbe dovuto mettere fine alla guerra nel Paese.

LUIGI DI MAIO CON FAYEZ AL SERRAJ

 

Non è chiaro se il Parlamento di Tobruk, uno dei firmatari dell'accordo, abbia avallato l'annuncio di Haftar, o quale sarà a questo punto il suo ruolo. Le forze fedeli al generale hanno lanciato oltre un anno fa un'offensiva per la conquista della capitale, ma i sanguinosi combattimenti, centinaia i morti e decine di migliaia gli sfollati, sono giunti da settimane a una fase di stallo. Haftar ha detto che l'Lna lavorerà "per mettere in campo le necessarie condizioni per la costruzione di istituzioni permanenti di uno stato civile".

 

CONTE E SERRAJ

La reazioni di Tripoli

La prima reazione da Tripoli viene dal consigliere del governo di accordo nazionale Mohammed Ali Abdallah, che ha respinto seccamente le affermazioni di Haftar: "Ancora una volta mostra le sue intenzioni autoritarie. Non cerca più di nascondere il suo disprezzo per una soluzione politica e per la democrazia in Libia. Il suo discorso di questa sera è quello di un uomo disperato e sconfitto".

 

Haftar: "Abbiamo risposto alla vostra chiamata"

mbz haftar

Il generale aveva detto già nel 2017 che l'accordo di Skhirat era "scaduto", e giovedì scorso si era rivolto ai libici chiedendo loro di indicare quale istituzione volessero al governo del Paese. Rivolgendosi stasera al popolo libico Haftar ha insistito: "Abbiamo risposto alla vostra chiamata annunciando la fine dell'accordo politico che ha distrutto il Paese e l'affidamento della delega a chi ritenete degno. Accogliamo il vostro sostegno all'esercito e il rinnovo della vostra fiducia nei nostri confronti per la cancellazione dell'accordo politico in modo che diventi parte del passato".

 

EMMANUEL MACRON KHALIFA HAFTAR

Ancora qualche giorno fa Haftar, in un discorso televisivo per l'inizio del Ramadan, aveva accusato il capo del Consiglio presidenziale del governo internazionalmente riconosciuto di Tripoli, Fayez al Sarraj, di crimini equiparabili all'alto tradimento verso la Nazione.

 

sirte conquistata dalle truppe di haftar 1

2 – LIBIA, PERCHÉ HAFTAR PROVA IL TUTTO PER TUTTO

Emanuele Rossi per www.formiche.net

 

Il signore della guerra dell’Est libico, Khalifa Haftar, prova un nuovo all-in, e con una dichiarazione televisiva annuncia di essersi autoproclamato alla guida dell’intero Paese. Una mossa disperata, che arriva in uno dei momenti più critici per la campagna con cui da oltre un anno sta cercando senza successo di conquistare Tripoli, rovesciare il Governo di accordo nazionale nazionale onusiano (Gna), e diventare con forza il nuovo rais.

 

KHALIFA HAFTAR SI AUTOPROCLAMA LEADER DELLA LIBIA

Nelle scorse settimane infatti, le truppe haftariane hanno riportato una serie di sconfitte che hanno prodotto una contrazione territoriale importante. Il capo miliziano della Cirenaica ha perso il controllo di tutta la costa occidentale attorno a Tripoli (fino alla Tunisia) e di un punto nodale per l’offensiva, Tarouhna.

 

sirte conquistata dalle truppe di haftar

Arrivata nella serata di lunedì 27 aprile, la dichiarazione con cui Haftar dice di “aver accettato il mandato popolare di occuparsi delle questioni nel paese”, dimostra come sia interessato solo alla conquista militare e non all’opzione della soluzione politica — a cui è stato più volte chiamato dalla Comunità internazionale. Tutt’altro che un interlocutore, l’autoproclamata “guida del paese” s’è mosso disprezzando una doppia serie di richieste avanzate recentemente dall’Onu, dall’Unione europea e dagli Stati Uniti. Prima c’era stata l’istanza per una tregua umanitaria che avrebbe dovuto aver io fine di evitare che i combattimenti facilitassero la diffusione del coronavirus. Poi nei giorni scorsi la richiesta di fermare le armi almeno durante il mese sacro del Ramadan.

GIUSEPPE CONTE E KHALIFA HAFTAR A PALAZZO CHIGI

 

sirte conquistata dalle truppe di haftar 5

Come spesso accaduto in passato, Haftar non accetta questo genere di pressioni internazionali. Val la pena ricordare che sulla Libia dovrebbe essere attiva una tregua politica decisa attraverso la conferenza internazionale che si è tenuta a Berlino a inizio anno. Riunione fallimentare, sebbene pubblicizzata dalle cancellerie occidentali come successo diplomatico. La tregua è stata continuamente violata da Haftar, che pure da quella riunione era uscito rafforzato, perché la Comunità internazionale non lo inquadra nitidamente come aggressore. Haftar negli ultimi quattro mesi ha intensificato gli attacchi di artiglieria, che hanno colpito anche zone residenziali di Tripoli; ha bloccato gli impianti che si occupano dell’export petrolifero; e più recentemente la chiusura del principale degli acquedotti che rifornisce la capitale. Le forze del Gna da parte loro non sono restate ferme, e anche grazie all’assistenza militare ricevuta dalla Turchia, ogni volta che hanno avuto l’occasione hanno spinto la controffensiva fino al rush visto in questi giorni.

LUIGI DI MAIO E SERRAJ

 

haftar lavrov

L’ultima mossa di Haftar — che, a 76 anni, anche per ragioni anagrafiche non ha più niente da perdere — sembra simile a un tutto per tutto. Il capo miliziano teme innanzitutto che qualcuno possa da Est rubargli la scena, approfittando del clima (la potenziale diffusione dell’epidemia) e del contesto (i libici sono stanchi delle guerre). Per esempio Agila Saleh — presidente dell’ultimo parlamento eletto e politico molto forte in Cirenaica grazie anche ai buoni rapporti con l‘Egitto — che nei giorni scorsi sembrava intenzionato a lanciare un’iniziativa di stabilizzazione insieme alla Camera dei rappresentanti.

LUIGI DI MAIO KHALIFA HAFTAR

 

E poi Haftar con la sua mossa fa pressione sugli sponsor esterni. Cairo e Abu Dhabi (ma anche la Russia e in modo molto più sfumato la Francia) hanno da sempre sostenuto anche militarmente le intenzioni del signore della guerra. Adesso, in difficoltà, Haftar cerca contemporaneamente di inviare un messaggio di forza e di chiedere ulteriore sostegno. Per quanto noto a Formiche.net, la decisione di intestarsi la guida del paese tout court sarebbe stata condivisa con egiziani ed emiratini, ma le due cancellerie non ne sarebbero state troppo soddisfatte — visto che viene vista come un modo per impelagarle ulteriormente nel conflitto.

 

LIBIA - MILIZIE DI HAFTARCONTE E SERRAJ

Haftar con la dichiarazione ha dunque preso spazio con alleati locali ed esterni per continuare la sua mozione su Tripoli. Dice di aver accettato “la volontà del popolo libico di affidargli la gestione degli affari del paese, nonostante il peso delle responsabilità e la molteplicità degli obblighi e la dimensione delle responsabilità che sono sulle spalle dell’esercito”. Spiega che il comando dell’esercito “sarà a disposizione del popolo e lavorerà al meglio delle sue capacità per alleviare la sofferenza del popolo”. Assicura di “aver risposto alla vostra chiamata annunciando la fine dell’accordo politico che ha distrutto il paese e l’affidamento del mandato a coloro che ritenete degni” — parlava del Libyan political agreement, accordo siglato nel 2015 dall’Onu che ha portato alla formazione del Gna, il governo libico internazionalmente riconosciuto.

AL SERRAJ ERDOGAN

 

HAFTAR

Chiaramente la richiesta popolare e tutto il resto sono espedienti che servono a giustificare la narrazione propagandistica che vorrebbe il capo miliziano nel suo ruolo per volontà popolare. Elemento che Haftar usa d’altra parte per spingere il suo messaggio populista.

HAFTAR E GIUSEPPE CONTE

 

Da Mosca, una ”fonte” del ministero degli Esteri critica il tentato scacco matto di Haftar: lo giudica “sorprendente” parlando con il media del Cremlino Sputnik; una violazione all’intesa di Berlino e alle risoluzioni Onu. Una posizione difensiva, Mosca non ha interesse a farsi coinvolgere troppo; ma anche una reazione che conferma la dicotomia tra apparati russi, dove gli Esteri tengono una linea più dialogante invitando a “soluzioni politiche”, mentre la Difesa ha organizzato il piano di assistenza ad Haftar attraverso l’invio di contractor.

KHALIFA HAFTAR

 

al serraj haftar giuseppe conte

Anche gli Stati Uniti hanno accolto “con rammarico” la mossa haftariana, ma hanno confermato di non voler essere coinvolti: con una nota diplomatica da Tunisi, sede della ambasciata libica, sottolineano infatti che nonostante tutto “l’ambasciata accoglie con favore qualsiasi opportunità di coinvolgere il comandante dell’Lna (la milizia di Haftar, ndr) e tutte le parti in un dialogo serio su come portare avanti il paese”.

 

 

Ultimi Dagoreport

gender club degrado roma pina bausch matteo garrone

25 ANNI FA SPUNTÒ A ROMA UN CLUB IN MODALITÀ DARK-ROOM: AL "DEGRADO", IMMERSO NEL BUIO, SI FACEVA SESSO SENZA IL SENSO DEL PECCATO, IN MEZZO A TUTTI. UNO ‘’SBORRIFICIO” CHE NON HA AVUTO EGUALI E CHE DEMOLÌ I MURI DIVISORI TRA ETERO-BI-GAY-LESBO-TRANS-VATTELAPESCA - PER 9 ANNI, “CARNE ALLEGRA” PER TUTTI. OGNUNO VENIVA E SI FACEVA I CAZZI SUOI, E QUELLI DEGLI ALTRI. IL "DEGRADO'' POTEVA ESSERE RIASSUNTO IN UNA DOMANDA: CHI È NORMALE? - DAGO-INTERVISTA ALL’ARTEFICE DEL BORDELLO: “SCORTATA DA MATTEO GARRONE, UNA NOTTE È APPARSA PINA BAUSCH IMPEGNATA AL TEATRO ARGENTINA. SI ACCENDONO LE LUCI E UNA TRAVESTITA URLO': “AO' SPEGNETELE! IO STAVO A FA’ UN BOCCHINO. NUN ME NE FREGA ‘N CAZZO DE 'STA PINA!”

michele mari ciabatti d orrico

DAGOREPORT! MARI IN TEMPESTA! CI VOLEVA LO STREGA-GATE CON I PRESUNTI GIUDIZI, POI SMENTITI, SU MICHELA MURGIA (“ERA INTRANSIGENTE E VIOLENTA, PERCHÉ ERA BRUTTA E SFOGAVA COSÌ LA SUA RABBIA”) PER SCOPRIRE CHE MICHELE MARI HA UN CARATTERE FUMANTINO. NELLA SOCIETÀ LETTERARIA LA SUA IRACONDIA È UN SEGRETO DI PULCINELLA COME LA SUA IMPULSIVITÀ. LO SCRITTORE, CHE RIVENDICA UN CULTO PER GENE HACKMAN E PER GLI UOMINI “ANCHE UN PO’ CANAGLIE”, RESTA NEGLI ANNALI PER LA REAZIONE CHE EBBE DOPO UNA STRONCATURA RICEVUTA DAL CRITICO DI “SETTE”, ANTONIO D’ORRICO. MICHELE MARI ANDÒ NEGLI UFFICI DEL "CORRIERE". E TROVATOSI FACCIA A FACCIA CON IL RECENSORE, LO COLPÌ CON UNO SCHIAFFO. IL CRITICO NON REAGÌ. E MARI SI CONQUISTÒ LE STELLETTE DI VENDICATORE DEI SOPRUSI DEI CRITICI PREPOTENTI E ARROGANTI…

giorgia meloni donald trump

FLASH! – IL LATO POSITIVO DEGLI INSULTI DI TRUMP A "GIGIORGIA"? POTREBBE TRADURSI IN UN AUMENTO DEI CONSENSI, ESSENDO IL TYCOON ODIATO DA 8 ITALIANI SU 10 - NON A CASO, AL RADUNO DEGLI ALPINI A GEMONA, È STATA ACCOLTA TRA APPLAUSI E STRETTE DI MANO - AL DI LA' DI TRUMP, IL VERO PROBLEMA PER LA DUCETTA RESTA LO SFARINAMENTO DELLA LEGA E LO SBANDAMENTO DI FORZA ITALIA IN VISTA DEL VOTO 2027 - E POI C’È IL BOOM DI VANNACCI A SPESE DEI TRE PARTITI DELLA MAGGIORANZA (E M5S), RICICCIANDO TEMI IDENTITARI CARI ALL'UNDERDOG, ABBONDONATI UNA VOLTA A PALAZZO CHIGI… - VIDEO

giorgia meloni trump cairo

FLASH! - A PALAZZO CHIGI, DOPO LE MAZZATE DI TRUMP CONTRO GIORGIA MELONI, E' INIZIATA LA CACCIA ALLE STREGHE (CON QUALCUNO SI DEVONO SFOGARE) - E CON CHI SE LA SONO PRESA? CON URBANO CAIRO! - IL MOTIVO? A PUBBLICARE IL PRIMO AFFONDO DI TRUMP ("SONO SCIOCCATO, MELONI NON CI VUOLE AIUTARE SULLA GUERRA IN IRAN. PENSAVO AVESSE CORAGGIO") FU IL "CORRIERE DELLA SERA" A FIRMA DI VIVIANA MAZZA - IL SECONDO SFOGO DEL TYCOON ("MELONI MI FA PENA") E' STATO RIPORTATO DAL PROGRAMMA "L'ARIA CHE TIRA"  DA DANIELE COMPATANGELO SU LA7 (ANCORA EDITORE CAIRO!) - PER DARE UN SEGNALE DI "BUONA FEDE", IL "CORRIERE" IERI HA PUBBLICATO UN'INTERVISTA A MARY L. TRUMP, NIPOTE DI "THE DONALD", CHE DESCRIVE LO ZIO COME UN DISTURBATO MENTALE FUORI CONTROLLO...

andrea giambruno giorgia meloni renato de angelis

SE GIORGIA MELONI VOLESSE IMBASTIRE UNA VERA OPERAZIONE SIMPATIA, DOVREBBE SCRIVERE UN’AUTOBIOGRAFIA SENTIMENTALE – BARBARA COSTA: “MI SONO SORBITA LA NUOVA EDIZIONE DI ‘IO SONO GIORGIA’ E…CHE DELUSIONE! ZERO RIFERIMENTI ALLO ‘SCANDALO THREESOME’, E ZERO VITA SENTIMENTALE. COME SE A GIAMBRUNO SI FOSSE ARRIVATI INTATTI, SENZA EX, PASSIONI E GELOSIE, MA ANDIAMO, SIGNORA PRESIDENTE! COME È POSSIBILE? E INFATTI NON È VERO. MELONI HA AVUTO I SUOI AMORI, AI QUALI NEL SUO LIBRO NON DESTINA MEZZA RIGA” – CHI È ALESSANDRO GIOMBINI DETTO MANOLO, GIÀ MILITANTE DI CASA POUND? PERCHÉ NON RICORDARE LA RELAZIONE CON RENATO DE ANGELIS, CON AMOREGGIAMENTI IN GOMMONE A PONZA? – L’INCONTRO CON GIAMBRUNO, “BELLO COME IL SOLE”: “È STATA LEI A RIMEDIARE IL NUMERO E A..."

frocinema carocci rocca gualtieri

DAGOREPORT - MASSÌ, NEL PAESE CHE SI È INVENTATO IL “COMPROMESSO STORICO” E LE “CONVERGENZE PARALLELE” E IL “GOVERNO DELLA NON SFIDUCIA”, PRIMA O POI, DOVEVA CAPITARE DI TROVARSI DAVANTI A NUOVA MACHIAVELLICA DIAVOLERIA: BENVENUTI AL CINEMA “FASCIO E MARTELLO” - IL COMUNE DI ROMA GUIDATO DA ROBERTO GUALTIERI (PD) E LA REGIONE LAZIO CAPITANATA DA FRANCESCO ROCCA (FDI) SI SONO INASPETTATAMENTE ALLACCIATI IN UN TANGO CHE LI HA TRASCINATI ALL’ORGASMO DI STANZIARE UN DOVIZIOSO FINANZIAMENTO DI 250.000 EURO (IL CAMPIDOGLIO) E 300.000 EURO (LA REGIONE), AMBEDUE EROGATI SENZA UNO STRACCIO DI GARA E DESTINATI – FIATE ALLE TROMBETTE! RULLO DI TAMBURI! - AL PROGETTO ‘’FROCINEMA” DELLA ‘’FONDAZIONE PICCOLO AMERICA’’, CAPITANATA DAL MITOLOGICO ‘’PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, VALERIO CAROCCI – E' SUCCESSO CHE QUANDO IL COMUNE E LA REGIONE HANNO APPROVATO LA RICONVERSIONE DEL METROPOLITAN, L'EX CINEMA DI VIA DEL CORSO CHIUSO DAL 2010, IN UN MEGA-STORE, IL DIABOLICO CAROCCI HA CAPITO CHE CON UNA FAVA POTEVA PRENDERE DUE PICCIONI: OLTRE AL COMUNE DE SINISTRA ANCHE LA REGIONE DE DESTRA CHE, UNA VOLTA IN MANO A FDI AVEVA CHIUSO IL RUBINETTO DEI FINANZIAMENTI - AL GRIDO: “SALVARE IL METROPOLITAN! FERMARE QUESTO NUOVO SACCO DI ROMA!’’ IL COCCO DI ZINGARETTI HA MONTATO UN PANDEMONIO MEDIATICO, ACCOMPAGNATO DA UNA BATTAGLIA LEGALE, FINO A QUANDO ROCCA HA SMOLLATO ED ORA I CAMERATI D’ITALIA POTRANNO GODERSI “FROCINEMA”…