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LUCI ROSSE E FIAMME GIALLE! - LA MAMMELLONICA LUIZA MUNTEANU, STELLINA DI ONLYFANS E DIVULGATRICE SCIENTIFICA CHE PARLA DI TEMI RELATIVI AL NUCLEARE, RACCONTA DEL CONTROLLO SUBITO DALLA GUARDIA DI FINANZA, CHE VOLEVA ACCERTARE IL PAGAMENTO DELLA "TASSA ETICA" (CHE SI APPLICA AI GUADAGNI DERIVANTI DA CONTENUTI PER ADULTI): "MI HANNO CHIESTO UNA STIMA DI QUANTI DEI MIEI CONTENUTI FOSSERO PORNO. MA COME SI STABILISCE IL CONFINE? UNA FOTO IN LINGERIE È PORNO?" - INOLTRE, LUIZA RACCONTA CHE I FINANZIERI NON SAPESSERO COSA FOSSE ONLYFANS: "CREDEVANO CHE FOSSE COME PAYPAL"

Estratto dell'articolo di Olga Colombano per www.open.online

 

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«OnlyFans mi ha dato tempo. Tempo per vivere, per fare divulgazione scientifica e per occuparmi di attivismo» racconta Luiza Munteanu, creator su OnlyFans e divulgatrice per l’avvocato dell’atomo e coscienza di genere. Laureata in mediazione linguistica, per l’avvocato dell’atomo si occupa di divulgazione scientifica creando contenuti in cui traduce la complessità dell’ingegneria nucleare, mentre con coscienza di genere sensibilizza su temi legati alla parità di genere.

 

«Lavoro da quando avevo 17 anni, ma mi sono sempre sentita stretta nel lavoro da dipendente». Prima ha lavorato in una multinazionale della consulenza, ma racconta di aver sempre vissuto con sofferenza il lavoro subordinato e per questo ha deciso di iniziare a lavorare online come creator indipendente.

 

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OnlyFans le ha permesso di costruire una vita più autonoma, economicamente e mentalmente perché «con poco tempo riesco a guadagnare abbastanza da avere spazio per fare altro: divulgazione, attivismo, ma anche semplicemente vivere». Ma, nell’estate del 2025, è arrivato il controllo della Guardia di Finanza e da allora si batte, insieme ad altri creator e ai Radicali, contro la tasse etica.

 

Nell’estate del 2025 la Guardia di Finanza si presenta a casa di Luiza per un controllo fiscale sugli ultimi anni di attività. La creator racconta di aver collaborato immediatamente, consegnando anche più documenti del necessario «per ansia di fare tutto correttamente». Secondo il suo racconto, i controlli avrebbero mostrato una situazione fiscale sostanzialmente regolare, al punto che avrebbe addirittura versato più tasse del dovuto.

 

Luiza spiega che gli stessi funzionari le avrebbero detto apertamente che «quando fanno un controllo devono per forza trovare qualcosa». È a quel punto che emerge il tema della cosiddetta tassa etica, l’imposta del 25% aggiuntiva all’IRPEF prevista dal 2005 per alcuni lavori considerati poco etici, tra cui la pornografia. Da lì, il controllo si sarebbe spostato sulla difficoltà di definire cosa, su OnlyFans, possa essere considerato davvero pornografico.

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Secondo Luiza la tassa etica è quasi impossibile da applicare al mondo digitale perché non esiste una definizione chiara e verificabile di contenuto pornografico online. La legge parla genericamente di contenuti con adulti consenzienti, ma nella pratica moltissime creator producono materiale da sole come video di masturbazione o contenuti erotici e video parlati. «Mi hanno chiesto di fare una stima percentuale di quanti dei miei contenuti fossero porno», racconta.

 

Ma come si stabilisce il confine? Una foto in lingerie è porno? Un video in cui si parla di sesso senza nudità? Nel caso di Luiza, l’abbonamento da pochi euro dà accesso soltanto alla homepage del profilo, dove pubblica materiale censurato o erotico ma non esplicitamente pornografico. I contenuti hard vengono eventualmente acquistati a parte dagli utenti. «Quindi quell’abbonamento dovrebbe essere tassato oppure no?».

 

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Alcuni studi legali, racconta, sostengono che l’abbonamento debba essere tassato solo se l’utente acquista poi contenuti espliciti. Ma anche questa interpretazione, secondo lei, sarebbe ingestibile: «Come lo controlli?». [...]

 

Luiza racconta di aver partecipato a un incontro chiarificatore insieme ai suoi avvocati durante il quale avrebbe dovuto spiegare il funzionamento base della piattaforma. «Pensavano che OnlyFans fosse come PayPal», dice. Il nodo riguardava il momento in cui emettere fattura. Secondo l’Agenzia delle entrate, ogni pagamento ricevuto sulla piattaforma dovrebbe essere fatturato immediatamente, anche per importi minimi come tre euro. Ma Luiza racconta che quei soldi, finché restano all’interno di OnlyFans, non siano ancora realmente nella disponibilità del creator.

 

[...] Ma il punto che Luiza vuole sottolineare di più non riguarda solo il porno o OnlyFans. Secondo lei, il vero problema è il precedente culturale e politico che si sta creando, ovvero l’idea che lo Stato possa tassare o controllare in modo diverso alcuni lavori sulla base di giudizi morali.

 

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«Basta costruire un framework etico per dire che qualsiasi professione è immorale», sostiene durante l’intervista. E cita l’esempio dei medici o di qualsiasi altro settore: «Oggi colpiscono chi lavora col sesso perché è una categoria stigmatizzata. Domani potrebbero decidere che un altro lavoro è socialmente dannoso e tassarlo diversamente».

 

Per Luiza la tassa etica apre quindi una questione più ampia sul rapporto tra morale, politica e libertà individuale. «Quando lo Stato inizia a controllare la sessualità delle persone, o a decidere quali lavori sono moralmente accettabili, il problema non riguarda più solo chi fa OnlyFans». Ed è proprio questo, secondo lei, il rischio più grande, che una misura nata per colpire una categoria percepita come marginale finisca per normalizzare un controllo sempre più esteso sulle scelte personali e professionali di tutti.

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Proprio per questo, insieme ai Radicali e ad altre creator, sta portando avanti una raccolta firme contro la tassa etica, con banchetti ed eventi pubblici in tutta Italia. Questo weekend Luiza insieme ai Radicali, creator e attivisti saranno anche al Torino Comics 2026 per sensibilizzare sul tema con due eventi: uno sabato 30 maggio alle 16 e uno domenica 31 maggio alle 14.

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