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MAFIA, SERVIZI SEGRETI E COMPLOTTI: CHI HA AMMAZZATO JFK? – TRUMP HA CHIESTO LA DESECRETAZIONE DEI DOSSIER SULLA MORTE DI KENNEDY, DEL FRATELLO ROBERT E DI MARTIN LUTHER KING: SI SCOPRIRÀ FINALMENTE LA VERITÀ? - DIETRO L’OMICIDIO AVVENUTO A DALLAS NEL 1963 C'E' SOLO IL 24ENNE SQUILIBRATO HARVEY LEE OSWALD? - LE IPOTESI EMERSE NEGLI ANNI RACCOLTE DA PINO CORRIAS: FURONO KILLER INGAGGIATI DAL BOSS SAM GIANCANA ("MONEY, IL CASTIGAMATTI")? OPPURE UOMINI DELLA CIA, CHE ODIAVANO I FRATELLI KENNEDY, CONSIDERATI TROPPO LIBERAL? O ANCORA SICARI ARRUOLATI DA... - VIDEO

 

Estratto dell'articolo di Pino Corrias per “Il Fatto Quotidiano”

 

john jackie kennedy lyndon johnson arrivo a dallas

L’America viene dal sangue. Qualche volta dal nero inchiostro dei suoi misteri. Il prototipo di quella oscurità ha il sorriso luminoso di John Fitzgerald Kennedy seduto sul sedile di dietro dell’auto presidenziale che si volta, alza la mano e saluta la folla un istante prima che la Storia gli precipiti addosso, prendendosi una scheggia della sua testa, lo spavento di milioni di cuori, trasformando in cenere un’epoca intera che ancora oggi chiamiamo kennediana.

 

Sono le 12:30 in punto del 22 novembre 1963 quando la nera Lincoln Continental X100 decapottabile scende lungo Elm Street e i tre colpi di fucile irrompono sul cielo blu di Dallas. Merriman Smith, giornalista della United Press, corrispondente decano della Casa Bianca, sta nella quarta auto del seguito. Si impadronisce dell’unico radiotelefono riservato alla stampa. Detta il primo dispaccio di undici parole: “Tre colpi sono stati sparati all’auto del presidente Kennedy a Dallas”.

 

dallas corteo presidenziale

E detta il secondo, una manciata di minuti più tardi, quando le auto frenano davanti al Pronto soccorso del Parkland Hospital e l’addetto alla sicurezza Clint Hill gli dice secco: “Il presidente è morto”. Le quattro righe che allagheranno le redazioni di tutto il mondo vengono precedute due volte dalla parola “Flash!” e dai quindici squilli di campanello che indicano eventi Earthshaker, capaci di scuotere il pianeta, come la sola altra volta era accaduto per il bombardamento di Pearl Harbour, anno 1941, otto navi affondate dai giapponesi, l’America dal giorno dopo in guerra.

 

john e jackie kennedy arrivo a dallas

Il resto del suo racconto Merriman Smith lo detterà prima da un telefono dell’ospedale di Dallas, poi da una cabina pubblica dell’aeroporto, poi ancora da un salottino dell’Air Force One, mentre viaggia a 12.500 metri d’altezza, con il corpo di Kennedy adagiato nella bara, Jacqueline ammutolita, e Lyndon B. Johnson che ha appena giurato come nuovo presidente degli Stati Uniti d’America davanti a una Bibbia rimediata al volo, alle facce spaventate dello staff e a quella immobile del giudice Sarah Hughes. [...]

 

Chi ha sparato? Ce lo chiediamo da 62 anni ormai, ogni indiziato una pista, ogni ipotesi un enigma. È stato il solitario e squilibrato Harvey Lee Oswald, 24 anni, a fare fuoco dal sesto piano del Dallas Book Depository? O c’erano cecchini appostati a sinistra e a destra del corteo come mostrano i 26 secondi di immagini registrate con cinepresa 8 millimetri da un tale Abraham Zapruder, sarto, che filmava il passaggio di Kennedy dalla cima di un muretto? E i cecchini chi erano?

 

dallas john kennedy limousine

Killer ingaggiati dalla mafia di Sam Giancana, detto “Money, il Castigamatti”, e dagli anticastristi che volevano riprendersi Cuba con la torta foderata di sale da gioco, cocaina e prostitute? Oppure uomini della Cia, in odio ai fratelli Kennedy troppo liberal per i loro standard? O sicari arruolati dall’Fbi di John Edgar Hoover che regnò sotto otto presidenti statunitensi, fino a Nixon, addetti allo scandalo e qualche volta all’omicidio politico e al suo depistaggio?

 

Tanti anni fa sono stato a Dallas a visitare il famoso deposito di libri da cui sparò Oswald, la finestra del sesto piano trasformata in una reliquia del museo, un disegno a ricostruire il punto esatto in cui l’assassino si sdraiò tra certi scatoloni per prendere la mira con il suo fucile italiano, Mannilicher-Carcano, calibro 6.5, fabbricato nel 1940, comprato via posta per 12 dollari e 76 centesimi, capace di centrare l’obiettivo prima a 45 metri, poi a 85, compiendo il prodigio del delitto perfetto.

 

Merriman Smith - John Fitzgerald Kennedy

L’impressione era che tanta esattezza di dettagli fosse una eccellente copertura turistica ai labirinti investigativi che la famosa Commissione Warren ha coperto per decenni anziché svelare. Arrivando alla conclusione che un solo proiettile aveva fatto tutto il lavoro, di rimbalzo in rimbalzo, prima colpendo JFK al collo, poi alla testa, poi ancora il torace del governatore Conelly che viaggiava sul sedile di fronte e aveva gridato: “Mio Dio, ci ammazzano!”.

 

Il famoso “proiettile magico”, smentito cento volte dai testimoni e dal buon senso. Così come era eccellente la scelta del capro espiatorio da usare per il più clamoroso dei delitti politici, il giovane ex militare Oswald sociopatico borderline, due mogli, nessun lavoro, un espatrio a Mosca dove visse due anni da fervente comunista, poi il rientro in America, l’affiliazione a una organizzazione devota a Fidel Castro, qualche rissa per tenere in caldo il suo curriculum, la passione per le armi.

 

dallas gli spari

E poi la sua clamorosa sventatezza di farsi fermare 45 minuti dopo l’attentato da un controllo casuale, sparare e uccidere l’agente J.D. Tippit, entrare di corsa in un cinema senza pagare il biglietto, con la ignara cassiera che chiama il 911 e si vede arrivare 26 poliziotti pronti a fare irruzione in sala per catturarlo.

 

Due giorni di interrogatori confusi, contraddittori, incoerenti, un solo minuto per essere ucciso in diretta tv da Jack Ruby, ex proprietario di Night Club, che lo intercetta nei sotterranei della Polizia di Dallas, armato di 38 Special, davanti a una trentina di telecamere e gli spara due volte gridandogli “Muori, topo di fogna, hai ucciso il mio presidente!”. Che è la procedura standard quando si buttano gli avanzi del complotto, prima di spegnere la luce. [...]

dallas gli spari (2)

john e jackie kennedy a dallas

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