incendio teatro sannazaro

"CON IL SANNAZARO NON SI È INCENDIATA UNA SEMPLICE SALA TEATRALE. AD ANDARE IN FIAMME È UN PEZZO DELL'ANIMA DELLA CITTÀ PIÙ TEATRALE D'ITALIA" - MARINO NIOLA: "IL FUOCO HA DIVORATO UN PEZZO DELLA MEMORIA DI NAPOLI. SONO ANDATI IN FUMO LE PAROLE, I PENSIERI, LE EMOZIONI CHE SU QUELLE TAVOLE HANNO PRESO FORMA" - "IL TEATRO PER NAPOLI È UN LINGUAGGIO DEL CUORE. DA SCARPETTA AI DE FILIPPO, DA NINO TARANTO A LUISA CONTE, PARTENOPE HA SEMPRE AFFIDATO L'ESPRESSIONE PIÙ PROFONDA DEI SUOI SENTIMENTI E TRASALIMENTI, PASSIONI ED EMOZIONI ALLE TAVOLE DEL PALCOSCENICO. SOPRATTUTTO DAL 1971 QUANDO A DIRIGERLO ERA STATA LA GRANDE ATTRICE LUISA CONTE..."

 

Estratto dell'articolo di Marino Niola per “la Repubblica”

 

incendio teatro sannazaro 8

Con il Sannazaro non si è incendiata una semplice sala teatrale. Ad andare in fiamme è un pezzo dell'anima della città più teatrale d'Italia. Perché il teatro per Napoli è un linguaggio del cuore. Da Scarpetta ai De Filippo, da Nino Taranto a Luisa Conte, Partenope ha sempre affidato l'espressione più profonda dei suoi sentimenti e trasalimenti, passioni ed emozioni alle tavole del palcoscenico.

 

Il Sannazaro incarna da sempre la forza di questo legame tra il carattere vesuviano e l'arte scenica. Soprattutto dal 1971 quando a dirigerlo era stata la grande attrice Luisa Conte con suo marito Nino Veglia. Il loro intento era quello di restituire al Sannazaro il ruolo di teatro popolare, ma nel senso più alto del termine.

teatro sannazaro 3

 

Da quel momento la sala divenne un caso quasi unico nel panorama nazionale, con stagioni costruite attorno a pochi titoli di grande successo, repliche quotidiane, sale sempre esaurite e un pubblico fidelizzato. Tanto da entrare negli annali dello spettacolo come "teatro dei record".

 

Negli anni Settanta e Ottanta Luisa Conte, in particolare, incarnò una figura di capocomica carismatica, nella migliore tradizione della scena partenopea, capace di coniugare rigore artistico e profonda empatia con il pubblico. Attorno a lei si formarono generazioni di attori che avrebbero segnato il teatro napoletano contemporaneo.

 

incendio teatro sannazaro 9

Ma il glorioso spazio di via Chiaia, nel cuore della Napoli storica, ha sempre avuto un ruolo di primo piano. Sin dalla sua fondazione, avvenuta il 26 dicembre 1847, quando Napoli era una delle capitali europee dello spettacolo. Fu un evento mondano di grande rilievo che rivelò immediatamente la vocazione del teatro per l'alta prosa e per un pubblico colto, composto prevalentemente dall'aristocrazia e dall'alta borghesia.

 

Le cronache dell'epoca descrissero il Sannazaro come un jolie bouquet, una bomboniera. In effetti la sala, progettata dal celebre architetto Fausto Niccolini, era decorata in bianco e oro, impreziosita da stucchi e affreschi di artisti di grido, capace di coniugare eleganza e raccoglimento. Nella seconda metà dell'Ottocento il Teatro Sannazaro si affermò come uno dei palcoscenici più prestigiosi della città. Nel 1888 fu il primo teatro napoletano a essere illuminato con luce elettrica, un primato tecnologico che ne consolidò l'immagine di luogo moderno e all'avanguardia.

marino niola

 

Un'immagine destinata a rafforzarsi un anno dopo, nel 1889, quando il Sannazaro ospitò l'attesissima prima di Na Santarella di Eduardo Scarpetta. Un autentico evento teatral-mondano premiato da un successo clamoroso. Oltre cento repliche, che gli valsero la fama di spazio portafortuna. [...]

 

Si può dire che il grande teatro italiano ed europeo abbia calpestato le sue tavole. Star del calibro di Eleonora Duse, Emma Gramatica e Sarah Bernhardt, Ermete Novelli, Ermete Zacconi e Ruggero Ruggeri contribuirono a fare del Sannazaro un luogo privilegiato della drammaturgia moderna.

teatro sannazaro 2

 

Una tendenza destinata ad accentuarsi negli anni Trenta del Novecento quando il teatro si aprì alle nuove tendenze della scena urbana, come il cinema-varietà, che univa proiezioni cinematografiche e numeri dal vivo.

 

Di quegli stessi anni è l'incontro storico tra il Sannazaro e i De Filippo, destinato a lasciare un'impronta indelebile nella storia del teatro italiano. Il grande Eduardo presenta proprio nella sala di via Chiaia alcune delle sue prime commedie di successo, contribuendo alla nascita di una nuova comicità borghese. E sempre al Sannazaro Eduardo incontra per la prima volta Luigi Pirandello, un incontro destinato ad esercitare un'influenza decisiva sull'attore e regista napoletano.

 

incendio teatro sannazaro 3

Lo ha ricordato ieri Marisa Laurito che proprio con Eduardo ha iniziato la sua carriera di attrice. Ma che ha voluto ricordare il ruolo di Luisa Conte, che nella seconda metà del Novecento ha strappato il teatro dalla decadenza cui sembrava avviato e ne ha fatto uno degli spazi più cari al cuore dei napoletani e non solo. Alla scomparsa della grande attrice e impresaria, nel 1994 il testimone artistico del teatro passò alla nipote Lara Sansone, affiancata da Salvatore Vanorio.

 

Che hanno contribuito a mantenere viva la bandiera della grande tradizione teatrale partenopea senza rinunciare a un dialogo con la contemporaneità. Ecco perché ieri in via Chiaia il fuoco non ha bruciato solo un edificio teatrale. Ha divorato un pezzo della memoria di Napoli. Sono andati in fumo le parole, i pensieri, le emozioni che su quelle tavole hanno preso forma. E di cui adesso sentiamo maledettamente la mancanza.

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