"DA NOI, UN ANESTESISTA RUBAVA IL FENTANYL E INIETTAVA AI PAZIENTI ACQUA DISTILLATA AL POSTO DELL'ANTIDOLORIFICO" - MASSIMO BARRA, FONDATORE DI "VILLA MARAINI", COMMENTA IL FURTO DI 80 FIALE DEL POTENTE OPPIODE DALL'OSPEDALE ISRAELITICO DI ROMA: "IN ITALIA NON C'È ALCUN 'FENOMENO FENTANYL'. DA NOI LE DROGHE PIÙ USATE SONO LE ECCITANTI, COCAINA E, SOPRATTUTTO, CRACK. LA COCAINA È USCITA DAI SALOTTI BUONI. LA USANO TUTTI, IN OGNI FASCIA SOCIALE. MA LA VERA PIAGA E' IL CRACK, IL SUO PARENTE POVERO. SI TROVA OVUNQUE..."
Estratto dell'articolo di Arcangelo Rociola per "la Stampa"
Massimo Barra da 50 anni studia le dipendenze patologiche. Di più, le combatte. Nel 1976 ha dato vita alla Fondazione Villa Maraini, l'agenzia nazionale di Croce Rossa per curare chi soffre di dipendenze. Anche da stupefacenti. In strada. Eroina, cocaina. Oggi soprattutto crack. [...]
Dottor Barra, dobbiamo aspettarci quelle immagini anche in Italia?
«No. In Italia non c'è alcun fenomeno fentanyl. Non in strada almeno. Abbiamo affrontato oltre 2.500 casi di overdose negli ultimi 20 anni. Ma nessuna ha riguardato il fentanyl».
Eppure ci sono stati casi di furti, sequestri, indagini che hanno portato ad arresti di criminali che lo fabbricavano.
«Un caso lo abbiamo avuto anche noi. Un anestesista lo rubava e iniettava ai pazienti acqua distillata al posto dell'antidolorifico. Lo prendeva per uso personale. Ma si tratta di casi isolati. Come credo che sia un caso isolato anche questo dell'Ospedale Israelitico». [...]
Questi casi isolati però non possono essere sintomo di una domanda in crescita anche da noi?
«È possibile. È un fenomeno negli Stati Uniti, lo sta diventando in Inghilterra, culturalmente prossima agli Usa. Potrebbe toccare all'Italia in futuro, non è escluso. Per questo è necessario prestare massima attenzione e vigilare».
Cosa determina la diffusione di una droga su vasta scala? Quali avvisaglie dà l'emergenza di un fenomeno di questo tipo?
«Le droghe si comportano spesso come le mode. Crescono, diventano fenomeno di massa. È un po' come la minigonna: nasce negli Usa, poi si diffonde ovunque. In quegli anni sembrava impossibile che potesse arrivare anche in Italia. Poi è successo».
Sta paragonando una moda di costume a una sostanza stupefacente.
«Perché è così. Con una differenza. I singoli e le società usano le droghe a fasi alterne: ci sono momenti in cui vanno di moda le droghe pesanti che anestetizzano, come l'eroina; e momenti in cui vanno di moda quelle che eccitano, come la cocaina. Fasi che si alternano».
In Italia in che fase siamo?
«Oggi in Italia ci sono oltre 90mila persone in trattamento con il metadone. Detto questo, quelle più usate sono le eccitanti. Cocaina, ma soprattutto crack. È una droga che più se ne assume più se ne vuole. Fino a portarti fuori di testa. Ci sono moltissimi giovani e giovanissimi che usano crack. È quello il vero fenomeno. Ed è allarmante».
fentanyl fold la postura dei drogati di fentanyl 4
L'alternarsi di queste fasi è legato a qualcosa che caratterizza una società in un determinato momento storico?
«No, c'è di mezzo il gusto. La moda. Certo si può pensare che si usa cocaina perché siamo una società che ci chiede di produrre sempre di più. Ma non so se sia davvero così. Oggi la cocaina è uscita dai salotti buoni. La usano tutti, in ogni fascia sociale. Qualunque analisi si presta a essere contraddetta».
Perché invece il crack?
«Perché è il parente povero della cocaina. E si trova ovunque. È un'eccitante che sembra non bastarti mai. Più te ne fai più ne vuoi». [...]
massimo barra susanna pescante foto di bacco
Studenti cocaina4
fentanyl fold la postura dei drogati di fentanyl 1
Studenti cocaina2
OVULI DI CRACK


