TRUCI A SAN SIRO – MAURO NEPI, ULTRAS DELL’INTER GIÀ IN CARCERE PER L’INCHIESTA “DOPPIA CURVA”, HA CONFESSATO DI AVER AVUTO UN RUOLO NELL’OMICIDIO DI VITTORIO BOIOCCHI, STORICO CAPO DELLA TIFOSERIA NERAZZURRA UCCISO A COLPI DI PISTOLA NELL'OTTOBRE DEL 2022 A MILANO – NEPI AVREBBE CONSEGNATO A MARCO FERDICO, PER IL TRAMITE DI DANIEL D'ALESSANDRO (PRESUNTO ESECUTORE MATERIALE DEL DELITTO), UN BORSONE CONTENENTE 50MILA EURO, COMMISSIONATO DA ANDREA BERETTA: “NON POTEVO DIRGLI DI NO, NON AVEVO ALTRA SCELTA…”
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(ANSA) - Mentre già cinque imputati, tra cui gli ex capi della curva Nord interista Marco Ferdico e Andrea Beretta, sono già a processo per quel delitto di quattro anni fa, ha confessato anche un altro degli indagati per l'omicidio di Vittorio Boiocchi, lo storico capo ultrà nerazzurro ammazzato a colpi di pistola nell'ottobre del 2022 a Milano.
Si tratta di Mauro Nepi, anche lui ex ultrà della Nord, che prima ha reso ammissioni davanti al pm Paolo Storari e agli investigatori della Squadra mobile della Polizia e poi ha ricevuto nelle scorse ore un'altra ordinanza di custodia cautelare (è già in carcere per la nota inchiesta "doppia curva") per l'omicidio Boiocchi.
Come ha messo a verbale, infatti, e come riassume la gip Francesca Ballesi, Nepi ha ammesso di aver "consegnato a Marco Ferdico, per il tramite di D'Alessandro (presunto esecutore materiale), il borsone che gli aveva commissionato Andrea Beretta che conteneva l'importo di 50mila euro pattuito come compenso per l'omicidio".
Nepi ha detto anche che "le richieste di Beretta", mandante dell'uccisione di Boiocchi, "andavano assecondate, sostanzialmente senza possibilità di scelta". In questo caso - che era rimasto un cold case prima del pentimento di Beretta, che ha collaborato con la Dda milanese su più fronti e anche su questo omicidio - hanno già ammesso le loro responsabilità anche tutti gli altri imputati a processo in Corte d'Assise. Tutti tranne Daniel D'Alessandro, anche se non è escluso che un passo in questo senso arrivi nella prossima udienza. Nepi, invece, non è ancora a processo.
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Nepi è stato già condannato a 4 anni nel processo abbreviato "doppia curva", in cui sono stati condannati altri capi e ultrà, tra cui gli stessi Beretta e Ferdico. Tra gli imputati per l'omicidio Boiocchi in Assise ci sono anche Gianfranco Ferdico, padre di Marco, e Pietro Andrea Simoncini, uno dei due presunti esecutori materiali, assieme a D'Alessandro.
Nepi, come si legge, ha messo a verbale nell'interrogatorio con le ammissioni di gennaio che Beretta gli avrebbe detto: "ci sono questi soldi che tu devi portare a Marco, cose di cui abbiamo parlato noi riguardanti l'azione che volevo fare io". E Nepi ha spiegato che "come un cretino sono andato, ma sono andato non perché mi interessava partecipare a questa cosa qua, perché io dico a Beretta 'io non voglio sapere niente di questa cosa, non voglio c'entrare niente'".
Per la giudice è "indiscutibile" che Nepi, dopo aver raccolto una "confidenza" di Beretta, il quale aveva "paura" di essere ucciso da Boiocchi e per questo voleva "anticiparlo", prese parte ad un "colloquio a tre" con lo stesso "mandante Beretta" e con Ferdico in cui si passava alla fase "attuativa" del delitto.
E non ha consegnato, poi, "un borsone qualunque, bensì quello contenente il compenso" per gli "esecutori". La gip, che ricostruisce tutta la vicenda e i ruoli, fa notare anche come quel mondo della curva interista da "espressione di una possibile sana passione, è da decenni degenerato in una 'ossessione' per difendere la quale si arriva addirittura ad uccidere".
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antonio bellocco e andrea beretta
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