antonello nicosia

“MATTEO MESSINA DENARO È SANTO” - I "PIZZINI" CHOC PER IL BOSS SULLA CARTA DELLA CAMERA DEL RADICALE NICOSIA, COLLABORATORE DELLA RENZIANA OCCHIONERO, ARRESTATO CON L’ACCUSA DI ASSOCIAZIONE MAFIOSA - "C'È SAN MATTEO CHE COMANDA, PREGHIAMO SAN MATTEO. GRAZIE PER QUELLO CHE CI DAI TUTTI I GIORNI” - LA DEPUTATA DI ITALIA VIVA (NON INDAGATA): “UN FARABUTTO CON ME 4 MESI SOLO GRAZIE AL FALSO CURRICULUM"

Giovanni Bianconi per il Corriere della Sera

 

antonello nicosia

Una lettera spedita in carcere su carta intestata della Camera dei deputati, e perciò non sottoposta a controlli, utilizzata come fosse un pizzino . Così Antonino Nicosia «era addirittura riuscito a procurarsi uno strumento sottratto direttamente dalla legge a qualsiasi verifica, per comunicare con gli associati mafiosi detenuti». Il destinatario era Santo Sacco, «esponente della famiglia mafiosa di Castelvetrano e uomo di fiducia di Matteo Messina Denaro», che ne faceva vanto con i compagni di cella come racconta lo stesso Nicosia in un colloquio con l' onorevole Giuseppina Occhionero, divenuta la sua chiave d' accesso nei penitenziari italiani.

 

Nicosia: «La carta intestata della Camera, cioè io sono Santo Sacco, pure qua dentro, capito?».

Occhionero: «Gli è piaciuta?».

Nicosia: «Ma certo, la carta intestata della Camera, gli potevo mandare una cosa così?

Mi sono fatto dare un blocchetto di carta intestata...».

messina denaro

Occhionero: «Bravo!».

Nicosia: «Con la firma sotto perché ho firmato tutte e due, gli ho messo Onorevole...

e lui questa cosa la porterà in giro come fidanzata». Occhionero: «Amoooreee (in senso compassionevole per Sacco, annotano i trascrittori, ndr )».

Nicosia: «Come una fidanzata... Io sono Santo Sacco anche in galera! E il Primo ministro è sempre a Castelvetrano ... non si scherza (ride)».

 

Il «primo ministro» sarebbe il super-latitante Matteo Messina Denaro, che Nicosia cita in un paio di messaggi vocali diretti alla deputata. Nel primo gli ricorda di «non parlare a matula (a vanvera, ndr )... Santo Sacco non sbaglia, il braccio destro del primo ministro, non sbaglia.

Non sbagliare a parlare tu, invece...»; nel secondo fa una sorta di invocazione: «Noi preghiamo San Matteo... tutti i Matteo... quelli buoni e quelli cattivi... San Matteo proteggici... Onorevole Occhionero... mai, mai si deve dire che siamo stati contro San Matteo, non si può sapere mai...

antonello nicosia

Per ora c' è San Matteo che comanda e noi siamo, preghiamo San Matteo... grazie San Matteo per quello che ci dai tutti i giorni... grazie...».

 

La funzione di assistente parlamentare - certificata dal tesserino rilasciato dalla Camera e trovato nella perquisizione di ieri, nonostante una condanna a 10 anni e mezzo di galera scontata per associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga che gli è valsa la sospensione della potestà genitoriale ma non il libero accesso a Montecitorio - era diventata per Nicosia un lasciapassare per le carceri. Che gli consentiva di parlare con i detenuti, anche nelle sezioni speciali del 41 bis, lontano da orecchie indiscrete: «Perché col deputato non è come la visita radicale che siamo abituati a fare...

MESSINA DENARO PIZZINI 3

 

la guardia vicino, quando ti rompe i co... che sentono... ti devono raccontare delle cose delicate, ci dici, "scusi si può allontanare un attimo", quello se ne deve... se ne va».

Durante questi colloqui - secondo i risultati dell' indagine condotta dalla Procura di Palermo, con i carabinieri del Ros e i finanzieri del Gico - Nicosia aveva incontrato il boss Filippo Guttadauro, cognato di Messina Denaro recluso a Tolmezzo, e intimato proprio a Sacco, detenuto a Trapani assieme al boss Mangiaracina, di non parlare troppo in carcere. Con toni decisi, come riferito da lui stesso all' onorevole Occhionero: «L' unica cosa che deve fare Santo Sacco è cucirsi la bocca ... Gliel' ho detto ieri, quando poi si è avvicinato gli ho detto "Sa', continui a dire minchiate, a parlare assai, cioè capisci che tua madre quando hai detto le prime cose avrebbe dovuto tagliarti la lingua?"».

antonello nicosia

 

I messaggi che Nicosia avrebbe portato dentro e fuori il carcere riguardano - nell' interpretazione degli inquirenti - possibili collaborazioni coi magistrati da scongiurare, ma anche progetti di estorsioni, di attentati e persino di un omicidio. Sempre protetto dalla qualifica di assistente parlamentare ricevuta da una deputata che però, in quanto esponente di Liberi e Uguali (ora passata con Renzi) non offriva garanzie di un rapporto duraturo e stabile.

 

«Io sono e resto radicale - diceva al boss di Sciacca Accursio Dimino -, però siccome collaboro alla Camera come consulente di una deputata di Grasso (Pietro Grasso, l' ex procuratore antimafia ed ex presidente del Senato, fondatore di Leu, ndr )... Se s' informano bene... mi brucia».

Cioè lo fa licenziare. Quindi meglio correre ai ripari: «Io vorrei fare con questi di Forza Italia, sarebbe meglio». Dimino concorda: «Sarebbe meglio, che sono più garantisti».

 

 

OCCHIONERO

 

Alessandro Trocino per il Corriere della Sera

Il 5 marzo scorso scriveva sui social, allegando un articolo sui bambini in carcere: «Un mio contributo sul tema con la preziosa collaborazione del dott. Nicosia». Talmente «preziosa» che però, a quanto emerge dall' indagine, lui le aveva proposto una truffa proprio in relazione a una cooperativa del carcere della Giudecca. Proposta rifiutata dalla deputata.

 

antonello nicosia

All' epoca era quasi finita, a sentir lei, la collaborazione con Giuseppe Nicosia, il suo ex assistente fermato ieri con l' accusa di associazione mafiosa. Quattro mesi di collaborazione intensa, per Giuseppina Occhionero, con quattro visite in carcere, punteggiate da dialoghi registrati dagli inquirenti, dai quali esce non indagata anche perché «poco propensa a scendere a compromessi». Ma anche con diverse cose da chiarire e di cui dovrà parlare, come persona informata dei fatti, con il pm. Per ora si difende con un comunicato nel quale si dice innocente. E al cronista si limita ad aggiungere: «Sono estranea ai fatti, fate emergere quel che scrivono i pm nell' ordinanza d' arresto di quel farabutto».

 

matteo messina denaro

La sua parabola politica è breve e vorticosa. Dopo essere stata assessore alla Cultura e al Turismo a Campomarino (provincia di Campobasso), la Occhionero, che è molisana e avvocato, si candida con Leu, in quota Articolo 1. Per il cosiddetto «flipper» dei resti, tecnicismi da Rosatellum, l' ignota candidata «riempilista» ottiene a sorpresa un seggio da deputata. Arriva in Parlamento sfoggiando occhiali dalla montatura stravagante e abiti appariscenti che la fanno notare da Vittorio Sgarbi. Ma il suo nome emerge dalle cronache soprattutto pochi giorni fa, quando, ancora una volta a sorpresa, abbandona Leu e sbarca a Italia Viva, il partito di Matteo Renzi, folgorata sulla via della Leopolda.

 

La prima visita in carcere con Nicosia, a Trapani, è del 22 dicembre 2018. Ne seguono altre tre. Occhionero spiega così il rapporto con Nicosia: «La collaborazione, durata solo quattro mesi, era nata in virtù del suo curriculum, in cui si spacciava per docente universitario oltre che studioso dei diritti dei detenuti.

 

Non appena ho avuto modo di rendermi conto che il suo curriculum e i suoi racconti non corrispondevano alla realtà ho interrotto la collaborazione». Non risulta che abbia denunciato pubblicamente il falso curriculum.

 

giuseppina occhionero

Quanto alle visite in carcere, dice, «sono parte del lavoro parlamentare a garanzia dei diritti sia dei detenuti sia di chi vi lavora». Non spiega, nel comunicato, il tono di Nicosia che le inviava messaggi in cui diceva «mai si deve dire che siamo contro San Matteo», dove Matteo, per gli inquirenti, è Matteo Messina Denaro. E neanche la frase pronunciata da Nicosia, che la rimprovera: «Trattalo bene lo zio Santo Sacco, non è permesso, altrimenti il cous cous a Selinunte non te lo puoi mangiare manco se porti Bersani che tu dici che può fare tutte cose». Quel Bersani che siede alla sua sinistra a Montecitorio. La Occhionero, però, viene scagionata nell' ordinanza e del resto lo stesso Nicosia si dichiara insoddisfatto di lei. Cerca altri «sponsor», spiega di non gradire la collaborazione «con una deputata del partito di Pietro Grasso» e dice che «con questi di Forza Italia sarebbe meglio».

 

In realtà, secondo i magistrati, è proprio la Occhionero a chiudere il rapporto di collaborazione, lo scorso 17 maggio, cinque mesi dopo la prima visita in carcere.

Ora la Occhionero si dice «amareggiata» e si mette a completa disposizione della magistratura .

antonello nicosia

 

Ultimi Dagoreport

valter lavitola sigfrido ranucci bomba attentato

DAGOREPORT - BOMBAROLI D’AMORE O C’E’ DELL’ALTRO? - PAOLO MIELI HA LANCIATO IL SASSO SUL CASO DELL’ATTENTATO A SIGFRIDO RANUCCI: “PUÒ DARSI, CHE QUALCUNO SI SIA INFILATO IN QUESTO RAPPORTO CON LAVITOLA PROPRIO ALLO SCOPO DI METTERE IN PIEDI UNA MISSIONE PER DANNEGGIARE RANUCCI” – CERTO, CI SONO MOLTE ZONE D’OMBRA: TUTTO GIRA INTORNO AL MOVENTE CHE HA SPINTO LAVITOLA A COMMISSIONARE L’ATTENTATO - IL FACCENDIERE VOLEVA ACCRESCERE LA POPOLARITÀ DI RANUCCI PER SPINGERLO A ENTRARE IN POLITICA? - AI MAGISTRATI HA SPIEGATO DI VOLER “SFRUTTARE” LA BOMBA PER SPINGERE LE AUTORITÀ A RAFFORZARE LA SCORTA DEL CONDUTTORE DI “REPORT”. MA SE FOSSERO QUESTE LE RAGIONI, LA CONDIZIONE INDISPENSABILE DEL PIANO ERA: NON ESSERE SCOPERTI – UN’ASSURDITA’, A PENSARCI BENE: COME POTEVANO, VALTERINO E I SUOI UOMINI, ILLUDERSI DI NON ESSERE ACCIUFFATI, DOPO UN ATTENTATO DINAMITARDO? – ECCO PERCHE’ QUALCOSA NON TORNA…

moulay hassan marocco ceuta melilla donald trump giorgia meloni pedro sanchez friedrich merz

DAGOREPORT – LA CRISI SUI FLUSSI MIGRATORI TRA ITALIA E SPAGNA È APPESA A CIÒ CHE SUCCEDERÀ DOMANI, 15 AGOSTO: UNA NUOVA “INVASIONE” È STATA MINACCIATA SUI SOCIAL MAROCCHINI A CEUTA E, SOPRATTUTTO A MELILLA, L’ALTRA EXCLAVE SPAGNOLA NEL PAESE NORD-AFRICANO – E QUI SI ARRIVA AL VERO NODO IRRISOLTO DELLA QUESTIONE, CHE NON RIGUARDA L’ITALIA, MA IL MAROCCO E LA ROTTURA DELL'ACCORDO CON LA SPAGNA. A RABAT MOHAMMED VI FORMALMENTE HA SULLA CAPOCCIA LA CORONA, MA A GOVERNARE DI FATTO È IL FIGLIO, IL 23ENNE MOULAY EL HASSAN, BEN SUPPORTATO DA MADRE E SORELLA NELLA SUA ASCESA PER DIVENTARE IL “BIN SALMAN MAROCCHINO” – L’ALLEGRO TERZETTO, ACCOMPAGNATO DA NUMEROSA CORTE ALLE PRESE CON BEN 224 VALIGIE, HA SVACANZATO A LUGLIO A CAPRI DOVE AVREBBERO TROVATO IL TEMPO DI INTRATTENERSI CON EMISSARI DELLA GALASSIA “MAGA” – E DIVENTA SEMPRE PIÙ PLAUSIBILE CHE L'"ISPIRAZIONE" AL PRINCIPE MAROCCHINO PER L'OPERAZIONE CEUTA ABBIA IL MARCHIO DEL SOVRANISMO USA - SE TRUMP S’È BUTTATO A PESCE CON LE SUE ARMATE DI TROLL E ACCOUNT SOCIAL PER SOFFIARE SUL FUOCO DELL’''INVASIONE'', LA SUA EX "AMICA SPECIALE" GIORGIA MELONI È ANDATA A SBATTERE SUL “MURO DI BERLINO” DI MERZ… - VIDEO

craxi di pietro napolitano

VIDEO-FLASH! - NON CAMBIA UN CAZZO: PRIMA C'ERANO IL KGB E I SERVIZI BULGARI CON LE LORO RICETRASMITTENTI, OGGI CI SONO I "MAGA" E I "PUPAZZI PREZZOLATI" DI PUTIN - LE PAROLE VERE, TRAGICHE E ATTUALISSIME PRONUNCIATE DA BETTINO CRAXI NELL’INTERROGATORIO DEL 19 DICEMBRE 1993 DAVANTI A DI PIETRO, AL PROCESSO CUSANI: "I PARTITI ERANO TENUTI A PRESENTARE I BILANCI IN PARLAMENTO E I BILANCI ERANO SISTEMATICAMENTE FALSI” – “C’ERA UN REFLUSSO CHE PROVENIVA DALL’UNIONE SOVIETICA CHE COSTITUIVA UNA DELLE VOCI PRINCIPALI DEL FINANZIAMENTO DEL PARTITO COMUNISTA - NON È CREDIBILE CHE IL PRESIDENTE DELLA CAMERA, GIORGIO NAPOLITANO, CHE È STATO PER MOLTI ANNI MINISTRO DEGLI ESTERI DEL PARTITO COMUNISTA E AVEVA RAPPORTI CON TUTTE LE NOMENCLATURE COMUNISTE DALL'ESTERO, A PARTIRE DA QUELLA SOVIETICA, NON SI SIA MAI ACCORTO DEL GRANDE TRAFFICO CHE AVVENIVA SOTTO DI LUI, TRA I VARI RAPPRESENTANTI E AMMINISTRATORI DEL PARTITO COMUNISTA E I PAESI DELL'ESTERO…”

giorgia meloni roberto vannacci antonio tajani

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI PASSERÀ IL FERRAGOSTO CON UNA MARGHERITINA IN MANO: AL POSTO DEL "M'AMA/NON M'AMA" CHE LA FACEVA SOSPIRARE DA ADOLESCENTE, IL DILEMMA SARÀ: "VANNACCI SÌ - VANNACCI NO?" - A FACILITARLE LA DECISIONE CI PENSA IL GENERALE, SEMPRE PIÙ CONVINTO DI NON FARSI IMBARCARE IN MAGGIORANZA: MEGLIO RESTARE ALL’OPPOSIZIONE, SPARARLA SEMPRE PIÙ GROSSA E INGROSSARE LA SUA "SPORCA DOZZINA" – IN ATTESA DI SCIOGLIERE IL DILEMMA, LA DUCETTA HA MESSO IN MOTO LA CONTROFFENSIVA: SE L’EX GENERALE DELLA FOLGORE, DOPO AVER PROSCIUGATO LA LEGA, ORA STA DRENANDO VOTI ANCHE A FRATELLI D’ITALIA (E NEL SUD PURE AI 5STELLE), PERCHE' NON RIACCIUFARE I CONSENSI AL CENTRO? DETTO, FATTO: MESSI IN STAND-BY I SUOI COLONNELLI COL FEZ, HA RILANCIATO SULLA SCENA IL SUO EX MAGGIORDOMO DI FORZA ITALIA. COSÌ SI SPIEGA LA PRESENZA A SANT’ANNA DI STAZZEMA DI ANTONIO TAJANI, E L’IMPROVVISA ACCELERAZIONE ANTIFASCISTA DELL'EX MONARCHICO CIOCIARO... - VIDEO

theodore kyriakou enrico mentana cnn

FLASH – A CHE PUNTO E' LA “CNN ITALIANA” BY KYRIAKOU-MENTANA, IL CUI DECOLLO E' PREVISTO PER IL PROSSIMO GENNAIO? - SFUMATE LE TRATTATIVE SUL CANALE “NOVE” E “TV8”, IL MAGNATE GRECO SI SAREBBE RASSEGNATO A PRENDERE IN “AFFITTO” DA DISCOVERY IL CANALE 52, VICINO ALLE ALTRE ALL NEWS, DOVE ORA C’È “DMAX” – IL PROBLEMA È IL COSTO DELL’OPERAZIONE: TRA RETE, TECNICI, GIORNALISTI E IL CONTRATTONE DI CHICCO, VERREBBE A COSTARE SUI 25 MILIONI DI EURO ALL’ANNO, MENTRE I RICAVI PUBBLICITARI STIMATI SI FERMEREBBERO A 6. UN DEFICIT SOSTENIBILE? - KYRIAKOU CONFIDA NEL “BRAND” CNN, MA I BILANCI DELLE ALL NEWS ITALIANE NON È RASSICURANTE. SKYTG24 E TGCOM RESISTONO (CON PERDITE), RAINEWS DRENA MILIONI ALLA TV PUBBLICA PER COLPA DELLE MANCATE SINERGIE: OGNI TG HA I SUOI INVIATI E REDATTORI, CREANDO DOPPIONI INUTILI…

sergio cola

LA VITA È STRANA, LAVITOLA DI PIÙ – CHE COINCIDENZA: L’AVVOCATO DI VALTERINO, SERGIO COLA, L’UOMO DEL “NO COMMENT” ALLA DOMANDA SULLA CONSAPEVOLEZZA DI RANUCCI DELL’ATTENTATO, È UN UOMO DI DESTRA, DA SEMPRE – GIÀ DEPUTATO DI ALLEANZA NAZIONALE PER TRE LEGISLATURE, FINO A 20 ANNI FA, HA PARTECIPATO A MOLTE INIZIATIVE PER IL “SÌ” AL REFERENDUM COSTITUZIONALE SULLA GIUSTIZIA. E NEGLI ULTIMI TEMPI AVREBBE RIPRESO CON RINNOVATO VIGORE L’ATTIVITÀ POLITICA, CON FRATELLI D’ITALIA (AL PADRE, ARTURO, FU INTITOLATA L’ANNO SCORSO LA SEZIONE DEL PARTITO DI MELONI A SAN GIUSEPPE VESUVIANO) - COME MAI VALTER LAVITOLA HA SCELTO, TRA I TANTI AVVOCATI POSSIBILI, PROPRIO UNO COSÌ LEGATO A FDI, IL PARTITO CHE PIÙ DI TUTTI HA ATTACCATO SIGFRIDO RANUCCI E NON VEDE L'ORA DI BUTTARLO FUORI DALLA RAI? ANCHE PERCHÉ, COME SCRIVE "MOWMAG", DI LAVITOLA, SERGIO COLA NON È AFFATTO LO STORICO DIFENSORE. E ALLORA PERCHÉ IL FACCENDIERE SI FA DIFENDERE DA UN LEGALE COSÌ DI PARTE E COSÌ VICINO A UN PARTITO? AH, SAPERLO...